sabato 4 luglio 2026

Robert Charles Wilson - Julian L'Eretico

 
Autore: Robert Charles Wilson 
Anno: 2005
Titolo originale: A Christmas Tale
Voto e recensione: 2/5
Pagine: 111
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Trama del libro e quarta di copertina:
A seguito di un collasso tecnologico globale, nel 2176 gli Stati Uniti sono regrediti a un'epoca pre-industriale di limitate cognizioni scientifiche e di costumi puritani. Ogni ricordo del passato viene considerato una pericolosa eresia. Il tessuto sociale è composto da tre categorie di persone: gli aristoi, la classe intermedia dei mercanti e quella dei lavoratori a contratto. I Sessanta Stati dell'Unione sono governati dalla coalizione delle Chiese del Dominio, guidata dal presidente autocrate Deklan Comstock, che solo formalmente viene rieletto ogni quattro anni. In questo contesto si svolge la storia di Julian, nipote del presidente e figlio di un generale che, in disaccordo con il governo, viene giustiziato come traditore. Il presidente considera il ragazzo un rischio, vedendo in lui colui che potrebbe destituirlo. E le idee di Julian, impaziente di far avanzare verso il domani una società che ha paura del futuro, lo rendono ancora più pericoloso. 

Commento personale e recensione:
Ho chiuso "Julian l'eretico" di Robert Charles Wilson in un paio di sedute, il che la dice lunga sia sulla mole (siamo sulle 110 pagine, formato tascabile Delos, quello che ormai conosco bene da quando ho iniziato a portarmi questi volumetti in spiaggia) sia sulla scorrevolezza della scrittura. È il classico libro che si può affrontare tra un tuffo e l'altro senza perdere il filo, e per me questo è già un pregio non da poco.

L'ambientazione è quella di un futuro post apocalittico, un genere che non è mai stato tra i miei preferiti dentro la fantascienza, anche se a pensarci bene ci sono cresciuto in mezzo senza nemmeno accorgermene. Da ragazzo ho divorato i librogame de "I guerrieri della strada", ho visto e rivisto Ken il guerriero, e naturalmente tutta la saga di Mad Max è parte del mio bagaglio di immaginario condiviso. Quindi diciamo che il terreno mi era familiare, anche se non è quello che cerco per primo quando scelgo un libro.

Qui gli Stati Uniti, dopo un collasso tecnologico, sono regrediti a un'epoca pre industriale, con costumi puritani e un sospetto quasi religioso verso qualunque ricordo del passato scientifico, che viene bollato come eresia (da cui il titolo italiano ). Il potere è nelle mani delle Chiese del Dominio, e la storia segue Julian, nipote del presidente-dittatore in carica e figlio di un generale giustiziato come traditore. Le sue idee, curiose e in anticipo sui tempi rispetto a una società che ha paura del futuro, lo rendono un pericolo agli occhi dello zio.

Non conoscevo nulla di Wilson prima di questo libro, e proprio per questo, arrivato alla fine, mi è rimasto un dubbio: mi è sembrato che la storia fosse più che altro un'introduzione, il preludio a qualcosa di più ampio con lo stesso protagonista, come se il vero racconto dovesse ancora cominciare. Ho fatto una piccola verifica e in effetti è proprio così: questo testo nasce come novella breve (nel 2005 o 2006 e finalista al premio Hugo l'anno dopo), e Wilson l'ha poi ampliata in un romanzo vero e proprio, "Julian Comstock: A Story of 22nd-Century America", pubblicato nel 2009 e anch'esso candidato all'Hugo. Quindi il mio sospetto da lettore era fondato: quello che ho letto è la versione ridotta, quasi un assaggio, di una storia che altrove viene raccontata per intero.

Presa per quello che è, una novella e non un romanzo, "Julian l'eretico" fa il suo mestiere: costruisce con efficacia un mondo plausibile e inquietante nella sua regressione, senza bisogno di spiegoni, e lascia il protagonista sulla soglia della sua storia più grande. Non è il libro che mi ha fatto innamorare del post apocalittico, ma è stata una lettura piacevole, giusta per il ritmo delle vacanze, e mi ha lasciato la curiosità di capire, un giorno, se vale la pena rincorrere anche la versione estesa.

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