L'ambientazione è quella di un futuro post apocalittico, un genere che non è mai stato tra i miei preferiti dentro la fantascienza, anche se a pensarci bene ci sono cresciuto in mezzo senza nemmeno accorgermene. Da ragazzo ho divorato i librogame de "I guerrieri della strada", ho visto e rivisto Ken il guerriero, e naturalmente tutta la saga di Mad Max è parte del mio bagaglio di immaginario condiviso. Quindi diciamo che il terreno mi era familiare, anche se non è quello che cerco per primo quando scelgo un libro.
Qui gli Stati Uniti, dopo un collasso tecnologico, sono regrediti a un'epoca pre industriale, con costumi puritani e un sospetto quasi religioso verso qualunque ricordo del passato scientifico, che viene bollato come eresia (da cui il titolo italiano ). Il potere è nelle mani delle Chiese del Dominio, e la storia segue Julian, nipote del presidente-dittatore in carica e figlio di un generale giustiziato come traditore. Le sue idee, curiose e in anticipo sui tempi rispetto a una società che ha paura del futuro, lo rendono un pericolo agli occhi dello zio.
Non conoscevo nulla di Wilson prima di questo libro, e proprio per questo, arrivato alla fine, mi è rimasto un dubbio: mi è sembrato che la storia fosse più che altro un'introduzione, il preludio a qualcosa di più ampio con lo stesso protagonista, come se il vero racconto dovesse ancora cominciare. Ho fatto una piccola verifica e in effetti è proprio così: questo testo nasce come novella breve (nel 2005 o 2006 e finalista al premio Hugo l'anno dopo), e Wilson l'ha poi ampliata in un romanzo vero e proprio, "Julian Comstock: A Story of 22nd-Century America", pubblicato nel 2009 e anch'esso candidato all'Hugo. Quindi il mio sospetto da lettore era fondato: quello che ho letto è la versione ridotta, quasi un assaggio, di una storia che altrove viene raccontata per intero.
Presa per quello che è, una novella e non un romanzo, "Julian l'eretico" fa il suo mestiere: costruisce con efficacia un mondo plausibile e inquietante nella sua regressione, senza bisogno di spiegoni, e lascia il protagonista sulla soglia della sua storia più grande. Non è il libro che mi ha fatto innamorare del post apocalittico, ma è stata una lettura piacevole, giusta per il ritmo delle vacanze, e mi ha lasciato la curiosità di capire, un giorno, se vale la pena rincorrere anche la versione estesa.

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