lunedì 13 luglio 2026

The Handmaid's Tale [Stagione 1]

 

Titolo originale: The Handmaid's Tale
Anno: 2017
Episodi: 10
Stagione: 1
Iscriviti a Prime Video

Ho finito da pochi minuti la prima stagione di The Handmaid's Tale, e ci tenevo a scriverne mentre le sensazioni sono ancora fresche. Sono un appassionato di fantascienza distopica, lo sapete, ma stranamente il romanzo di Margaret Atwood non l'ho mai letto, e sono andato dritto sulla serie senza passare dalla carta. Una scelta che forse rifarei, ma che mi lascia comunque la curiosità di recuperare il libro prima o poi, anche solo per vedere quanto la voce (e il volto) di Offred, da noi ovviamente Difred, sulla pagina sia diversa da quella che le ha dato Elisabeth Moss sullo schermo.

Questi mondi alternativi che sono uno specchio deformato, ma non troppo, di quello che potremmo diventare mi caricano sempre parecchio. Mi mettono addosso una rabbia sorda nel vedere certe situazioni, quella sensazione fisica di ingiustizia che ti fa stringere i pugni, ma allo stesso tempo mi lasciano anche un filo di speranza, perché ogni sopruso porta con sé, prima o poi, il seme del suo ribaltamento. È un meccanismo narrativo vecchio come il mondo, eppure funziona ancora benissimo quando è scritto bene.

Della prima stagione ho apprezzato molto la gestione della trama, nonostante la lentezza, soprattutto nelle prime puntate. Capisco che serva ad allungare il brodo, a costruire tensione, a farci abituare gradualmente all'orrore, ma qualche episodio in meno forse non avrebbe fatto male. Quello che però resta impresso è la chiarezza con cui viene mostrato che basta un passo alla volta, uno solo, per arrivare a una situazione drastica e apparentemente irreversibile. È un promemoria che dovremmo portarci dietro sempre, ogni volta che vediamo il mondo cambiare intorno a noi. Non possiamo permetterci di accettare le cose passivamente solo perché arrivano un pezzetto alla volta.

I flashback fanno un lavoro egregio nel ricostruire, poco alla volta, l'evolversi della situazione fino al regime teocratico totalitario di Gilead. Pian piano ci facciamo un'idea abbastanza precisa di questo posto orribile che ha sostituito gli Stati Uniti, con quel che resta del vecchio paese relegato in Alaska e, (forse?) , alle Hawaii. Un dettaglio che aggiunge un brivido in più, perché non stiamo parlando di un pianeta lontano o di un futuro remoto, ma di un'America che potrebbe essere la porta accanto.

Devo confessare che ho trovato un po' poco realistico il fatto che le "cerimonie", quella messa in scena raccapricciante dello stupro rituale sanzionato dallo Stato, abbiano preso piede così in fretta nella società e che tutti i pronta abbiano accettato ed imparato il rituale così velocemente. Ripensandoci però il terrore, unito alla depravazione e a una cieca malvagità collettiva, può moltissimo. La storia, quella vera, ci ha insegnato che l'essere umano si adatta all'orrore con una velocità sconcertante, quando gli viene imposto con la forza sufficiente e giustificato con la retorica giusta.

E poi c'è lei, Elisabeth Moss, che interpreta June/Offred. Una vera bomba, non solo il personaggio che porta in scena ma proprio lei come attrice: riesce a far passare rabbia, sottomissione apparente e ribellione interiore quasi solo con lo sguardo, cosa non semplice quando buona parte del tempo sullo schermo la passa in un ruolo di silenzio imposto. Al suo fianco Joseph Fiennes nei panni del comandante Fred Waterford, Yvonne Strahovski come la moglie Serena e una straordinaria Ann Dowd nel ruolo di Zia Lydia, la carceriera spirituale delle ancelle. Non a caso questa prima stagione ha portato a casa otto Emmy, incluso quello per la miglior serie drammatica, prima serie in streaming a riuscirci.

Sul fronte della fedeltà al romanzo mi sono documentato un po', dato che non avendolo letto ero curioso di capire quanto la serie si discostasse dalla fonte. La risposta è che questi primi dieci episodi seguono il libro piuttosto da vicino, arrivando sostanzialmente a coprirlo per intero: la stagione si chiude più o meno dove finisce anche il romanzo, con Difred portata via dalla casa del Comandante senza sapere se gli uomini che vengono a prenderla siano Occhi del regime o membri della resistenza, lasciando volutamente aperta l'ambiguità del finale originale. Da lì in poi, tutto quello che segue nelle stagioni successive è materiale scritto apposta per la televisione, con la benedizione della stessa Atwood che ha lavorato come consulente della produzione.

Ci sono comunque alcune differenze non banali già in questa prima stagione. Nel libro non veniamo mai a sapere il vero nome di Offred, mentre la serie lo rivela fin dal primo episodio, June appunto, un'ipotesi che gli stessi lettori avevano avanzato nel tempo e che Atwood ha definito plausibile pur non essendo un'intenzione originale. La June della serie è anche molto più attiva politicamente prima della caduta, partecipa alle proteste di piazza contro la privazione dei diritti delle donne, mentre nel romanzo Difred si tiene più ai margini per paura di mettere a rischio marito e figlia. Anche il destino di Luke, il marito, viene ampliato parecchio: nel libro resta un fantasma nella memoria della ragazza , di cui non sapremo mai davvero la sorte, mentre la serie ce lo mostra sopravvissuto in Canada, dove si unisce alla resistenza insieme a Moira. Sono scelte che allargano il respiro narrativo senza tradire lo spirito cupo e claustrofobico del romanzo, e che probabilmente hanno reso possibile costruire poi altre cinque stagioni su un materiale che, da solo, si esauriva con la fine del libro.

Un'ultima cosa che mi ha colpito è quanto la serie, pur ambientata in un futuro alternativo mai troppo definito con precisione, riesca a sembrare sempre più attuale col passare degli anni dalla sua uscita nel 2017. Non è un caso che le uniformi rosse delle ancelle siano diventate un simbolo usato in manifestazioni per i diritti delle donne in giro per il mondo. Quando la finzione comincia a essere presa in prestito dalla realtà come strumento di protesta, vuol dire che ha toccato un nervo scoperto vero. Ora aspetto la seconda stagione, curioso di vedere come la storia continuerà a camminare da sola oltre i confini del romanzo.

Nessun commento:

Posta un commento