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lunedì 20 ottobre 2025

Dal Tramonto All'Alba 3 - La Figlia Del Boia (1999)

 
Regia: P.J. Pesce
Anno: 1999
Titolo originale: From Dusk Till Dawn 3: The Hangman's Daughter 
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.8)
Pagina di I Check Movies
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Film:
 Dal tramonto all’alba 3 – The Hangman’s Daughter è esattamente quello che temevo: un prequel stanco e senz’anima che cerca disperatamente di aggrapparsi all’eredità dell’originale, ma non riesce mai a trovarne lo spirito. Se il secondo capitolo almeno aveva avuto la decenza di buttarsi a capofitto nello splatter ignorante e di farlo con una certa energia, questo terzo film fa un passo indietro su tutta la linea. Ambientato nel Far West, prova a dare un’origine mitologica al locale Titty Twister e ai vampiri, ma lo fa senza passione, senza ritmo e — cosa ancora più grave — senza divertimento.

L’idea di spostare l’azione nell’Ottocento poteva anche essere interessante: un horror-western non è di per sé un’eresia, anzi, ha un suo fascino. Il problema è che qui non funziona nulla. I dialoghi sono piatti, scolastici, recitati senza convinzione. L’ambientazione è sfruttata male, ridotta a qualche scenografia polverosa e cavalli buttati lì per ricordarti che sei nel passato. Non c’è tensione, non c’è ironia, non c’è quella brillantezza pulp che aveva reso il primo film un piccolo gioiello anarchico. Qui tutto è prevedibile fin dall’inizio, e quel colpo di scena che dovrebbe far esplodere la parte vampiresca arriva come una formalità burocratica: ti aspetti che succeda, succede, e ti lascia assolutamente indifferente.

Anche la struttura è una copia sbiadita dell’originale: prima parte più “realistica”, seconda parte con i vampiri. Solo che, se nel ’96 quell’idea era un colpo di scena geniale e dirompente, ormai qui è solo una barzelletta raccontata per la terza volta, senza verve e senza la minima sorpresa. L’effetto “wow” si è perso per strada già dal secondo film, e questo terzo non fa altro che scavare la fossa un po’ più profonda. Persino i vampiri sembrano svogliati: non c’è sangue, non c’è splatter, non c’è cattiveria. Sono quasi decorativi, come se dovessero esserci per contratto.

Il film si prende pure sul serio, e questa è forse la cosa più fastidiosa. Dove il primo giocava con l’assurdo e il secondo almeno si divertiva a esagerare, questo terzo prova a darsi un tono da “storia d’origine”, ma senza avere né la scrittura né l’atmosfera per sostenerlo. Ne esce un western spento con qualche mostriciattolo buttato lì a metà. E quando mancano sia i dialoghi intelligenti sia le scene truculente, resta davvero poco da salvare.

Non c’è ironia, non c’è coraggio, non c’è personalità. Dal tramonto all’alba 3 è uno di quei sequel-prequel che si dimenticano già durante i titoli di coda. Un esercizio pigro di riempimento per tenere in vita un marchio, ma senza il minimo amore per il materiale originale. Un film che vorrebbe spiegarti da dove viene tutto, ma finisce solo per farti rimpiangere di aver voluto saperlo.

Edizione: DVD
Normalissima versione con traccia italiana in DD multicanale rimasterizzata, e nessun extra 

venerdì 4 luglio 2025

Una Donna Per 7 Bastardi (1974)


 
Regia: Roberto Montero
Anno: 1974
Titolo originale: Una Donna Per 7 Bastardi
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
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Film:
 Una donna per sette bastardi (1974) è un film che non finirà mai nei libri di storia del cinema — ma forse merita almeno una nota a margine, giusto per ricordarci com’era certa produzione di genere italiana quando si infilava nel filone pseudo-western… ma senza cavalli, senza pistole, senza neppure un duello come si deve.

Qui l’ambientazione è più polverosa di facciata che di sostanza: un gruppetto di uomini rudi, una donna contesa, due calci in faccia, dialoghi da fotoromanzo andato a male. La trama è poca roba, ridotta all’osso: si litiga, si beve, si minaccia, si ride di grana grossa — e si mena. Soprattutto si mena. Le scazzottate sono coreografate a metà, anche senza stunt improvvisati e inquadrature spesso più storte di una sedia sfondata.

Eppure, malgrado tutto, c’è quel fascino sporchissimo di cinema minore che non voleva essere altro se non un passatempo da seconda serata. Un film di cliché appiccicati con la colla: la donna perennemente in pericolo o seducente a comando, i sette maschi rissosi che sembrano usciti tutti dallo stesso bar sotto casa, un regista che probabilmente aveva una sola indicazione: «Buttatevi giù e fate casino».

Insomma, Una donna per sette bastardi è figlio di un’epoca in cui anche la serie B (o C, in questo caso) aveva il diritto di farsi vedere al cinema di provincia o in qualche retro-programmazione notturna. Oggi lo guardi con un occhio mezzo chiuso e un sorriso mezzo aperto: brutto, sì, ma onesto.
E poi, diciamolo: certi “bastardi” di celluloide, col tempo, diventano quasi simpatici.


Edizione: DVD
Ah, Oblivion Grindhouse numero #36: piacciano o piacciano meno, ci portano sempre delle chicche ormai perdute. Qui con scan a 720p da analogico. La qualità infatti non è eccelsa, ci sono sbavautre forti qua e là e si nota l'antichità della pellicola. Non male invece il comparto audio in stereo, anche se pure qui abbiamo alcuni salti e rumorini di fondo. Gli extra sono:
  •  Introduzione di Roger Fratter (4 minuti)
  •  Titoli di testa alternativi
 

mercoledì 26 marzo 2025

Il Magnifico West (1972)

Il magnifico west (Oblivion Grindhouse)
Regia: Gianni Crea
Anno: 1972
Titolo originale: Il Magnifico West 
Voto e recensione: 2/10
Pagina di IMDB (4.1)
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Film:

Negli anni ‘70, con il declino dello spaghetti western classico, il genere si è frammentato in vari sottogeneri, tra cui la parodia e il western avventuroso a basso costo. Il Magnifico West, diretto da Gianni Crea, appartiene proprio a questa seconda categoria, un film che cerca di mescolare azione, ironia e scenari tipici del western all’italiana, ma con risultati altalenanti.

La trama è piuttosto convenzionale: duelli, banditi, sceriffi e un protagonista che incarna il cliché del cowboy scaltro e abile con la pistola. Tuttavia, il film soffre di una produzione povera, con scenografie poco credibili e un montaggio spesso approssimativo. La regia di Crea è funzionale, ma manca del tocco distintivo che ha reso celebri i grandi registi del genere, come Sergio Leone o Sergio Corbucci.

Dal punto di vista della recitazione, gli attori fanno quello che possono con i dialoghi a disposizione, ma i personaggi risultano spesso macchiettistici. A tratti, il film assume involontariamente toni comici, soprattutto per la scarsa cura nella messa in scena di alcune sequenze d’azione.

Un aspetto curioso del film è la presenza di Fiorella Mannoia nel cast: Il Magnifico West segna infatti il suo primo accredito ufficiale al cinema. Prima di diventare una delle voci più celebri della musica italiana, la Mannoia ha avuto una breve carriera come stuntwoman e attrice in alcuni film di genere, e questo western rappresenta una delle sue prime apparizioni sul grande schermo.

Nel complesso, Il Magnifico West è un prodotto di serie B che può incuriosire gli appassionati di western italiani minori, ma difficilmente lascerà il segno in chi cerca un film davvero avvincente o memorabile. Un titolo da riscoprire più per curiosità storica che per reale valore cinematografico.


Edizione: DVD
 
Uscita #31 della collana Oblivion Grindhouse che ha riportato in auge una serie di lavori senza tempo. Traccia italiana in stereo e nessun extra, ma una buona resa fatta eccezione per alcune scene scure che sgranano un po'

giovedì 7 novembre 2024

Poker Di Sangue (1968)


Regia: Henry Hathaway
Anno: 1968
Titolo originale: 5 Card Stud
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Film:
Non sono un grande estimatore dei western, anche se ogni tanto mi capitano tra le mani. Questo ad ogni modo vede come protagonista Dean Martin, è abbastanza audace per l'epoca e si presenta quasi come un thriller. La sceneggiatura resta comunque molto prevedibile, ma viene contro bilanciata da un ritmo accettabile e dalle classiche ben note scenografie che ci catapultano nel 1880, nel buon vecchio West. Niente di memorabile, giusto per completezza per chi è nostalgico con personaggi molto stereotipati e figure fotocopia, ma ben inserite. Da guardare con curiosità per il mix di generi e la Bibbia truccata, oltre al negozio di "barbiere" al femminile.
 
Edizione: DVD
Nonostante in giro si trovino praticamente solo edizioni editoriali, grazie a Piano 9, sono riuscito ad avere  ad un prezzo ultra abbordabile la versione vendita in DVD che è quella con artwork scuro della Paramount. Traccia italiana in stereo e nessun extra, qualità video discreta, con alcuni piccoli difetti qua e là che ben ci stanno in un film d'epoca.

sabato 6 luglio 2024

Cry Macho - Ritorno A Casa (2021)

The film's logo above Clint Eastwood in a cowboy hat and the tagline: "A story about being lost... and found."
Regia: Clint Eastwood
Anno: 2021
Titolo originale: Cry Macho
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.7)
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Film:
Basandosi su di un romanzo, forse le colpe del buon vecchio Clint  sono da dividersi, ma è proprio questa trama da moderno western ambientato nel 1980 in Messico ad essere di un incredibile noioso andante. E, soprattutto nel suo svolgimento iniziale, risulta poco credibile e spinta ad essere forzata. Con un vecchio addestratore di cavalli (detto cowboy), ormai licenziato dal proprio sbruffone datore di lavoro, che viene  riassunto per un lavoretto poco pulito: andare in Messico a prelevare il proprio figlioletto problematico di 13 anni, mai conosciuto finora. Si crea una sorta di legame tra i due durante questa avventura on the road in cui uno è ovviamente saggio e l'altro ovviamente (per niente) indomabile (per niente anche questo). Regia e personaggio principale sono nella mani di Eastwood che risente un po' dell'età avanzata, ma neanche troppo, visto che si inserisce bene nel personaggio e riesce a gestire tutti i comparti cinematografici con un bello stile. Uno stile che non serve a nulla data la mediocrità del prodotto che ha tra le mani e ci trasmette. I personaggi, compreso quello del bimbo, son troppo deboli, prevedibili e rivestiti di una grossa patina d luoghi comuni. Ah, Macho è il nome dell'inutile gallo da combattimento che il ragazzetto si porta con sè.

Edizione: steelbook 4K
Versione molto elegante in steelbook con flyer esterno che copre soltanto il retro (tolto piegato all'interno). Al suo interno un disco per il formato UHD ed il bluray con traccia italiana Dolby Digital. Gli extra:
  • Making of (12 minuti)
  • Macho and the mustangs (7 minuti)

sabato 27 gennaio 2024

Killers Of The Flower Moon (2023)

 
Regia: Martin Scorsese
Anno: 2023
Titolo originale: Killers Of The Flower Moon
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Scorsese è un maestro, ma in questa occasione ha mancato di coraggio. Eppure ce lo ha fatto assaggiare con la scena finale in teatro, che avrebbe potuto inserire qua e là all'interno della lunghissima pellicola.
Killers of The Flower Moon è un film dal potenziale epico e macabro, basato sul libro omonimo di David Grann. Il film racconta la vera storia degli omicidi degli Osage, una tribù nativa americana che divenne ricca grazie al petrolio scoperto nelle sue terre in Oklahoma negli anni '20. Il film segue le vicende di Mollie Burkhart (Lily Gladstone), una donna Osage sposata con Ernest Burkhardt (Leonardo DiCaprio), un uomo ambizioso e manipolabile che lavora per suo zio William Hale (Robert De Niro), un potente e spietato barone del bestiame che ordina gli assassinii degli Osage per impadronirsi delle loro proprietà. Il film mostra anche l’indagine dell’FBI, guidata dall’agente Tom White (Jesse Plemons), che cerca di smascherare la cospirazione e portare i colpevoli alla giustizia. Le fattezze sono quelle del capolavoro, con Scorsese  che riesce a creare un’atmosfera di orrore esistenziale e a riflettere sull’origine del male e sulla cancellazione dei nativi americani dalla storia degli Stati Uniti, ma lo fa con un ritmo troppo prolisso e soprattutto senza lasciare spazio all'immaginazione dello spettatore. Il film è anche un western, un thriller e un dramma familiare, che esplora i temi dell’avidità, della violenza, della corruzione e dell’amore. E che ve lo dico a fare è impreziosito dalle straordinarie interpretazioni di DiCaprio, De Niro e Gladstone, che rendono i loro personaggi complessi e sfaccettati. Una meraviglia visiva, con una fotografia splendida e una ricostruzione storica accurata, e con oltre tre ore era prevedibile

lunedì 12 giugno 2023

Old Henry (2021)

 
Regia: Potsy Ponciroli
Anno: 2021
Titolo originale: Old Henry
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Davvero un gran bel western: non puzza di vecchio e riesce ad intrattenere nonostante possa essere considerato fuori tempo massimo  e con una rivisitazione storica un po' troppo pendente al colpo di scena a tutti i costi. Infatti se quest'ultimo fosse mancato, probabilmente saremmo restati senza quel pizzico di sale che ci piace tanto. Ambientazione e costumi sono ben assortiti, ma il punto di forza è duplice in un'unica figura: quella del misterioso personaggio principale, il vecchio Henry e quella di Tim Blake Nelson, che lo interpreta magnificamente. Grazie a lui risulta il tutto intrigante, anche solo guardandolo nel volto stanco e sciupato. Un po' troppo debole la sceneggiatura invece, pur cercando di essere accattivante, oltre al già citato colpo di scena, risulta improbabile in varie riprese. Che ovviamente ci può stare in un qualsiasi film d'azione o western, ma a conti fatti si poteva fare qualcosa di più oltre che al solito schema della tranquillità violata da qualche bandito.

venerdì 18 giugno 2021

Bone Tomahawk (2015)

 

Regia: S. Craig Zahler
Anno: 2015
Titolo originale: Bone Tomahawk
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
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Un western vero, ma anche qualcosa in più. La sua forma lenta e cadenzata, ricca di dettagli che ravvivano la storia più che allungarla come invece avviene in altri noiosi casi, riesce a creare un film dignitosamente equilibrato per almeno tre quarti della sua durata. La parte finale è quella in cui non vira soltanto il ritmo della pellicola, ma anche il genere, riuscendo quasi a toccare il gore, per una specie di horror più che mai piacevole. Non esagerato, ma ben dosato anche in questo suo voler osare oltre. La violenza racchiusa quasi esclusivamente negli ultimi minuti del girato, arriva dopo una lunga preparazione, resta sì forte visivamente in alcune scene, ma non si scatena fino a diventare fine a se stessa, con la camera da presa che indugia, si nasconde e vira su altri dettagli in più occasioni, lasciando molto anche all’immaginazione dello spettatore. Pur non apprezzando in maniera esagerata il genere western devo invece dire che la colossale parte introduttiva è quella che mi è piaciuta maggiormente con un’ambientazione, sebbene non vasta, sempre ben curata. E sappiamo, grazie a fugaci racconti all’interno del film, che qualcosa di grosso succederà prima o poi, e in questo caso si tratta di una tribù di nativi americani cannibali. Può sembrare un incredibile azzardo, molto fantasioso, però inserito bene all’interno di una sceneggiatura che cavalca senza alcuna infamia più generi.

lunedì 15 marzo 2021

Notizie Dal Mondo (2020)

 
 
Regia: Paul Greengrass
Anno: 2020
Titolo originale: News Of The World
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.8)
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Quattro??? Ma sei matto? Sì, partiamo subito dagli aspetti negativi (per me) di questo western moderno e se vogliamo (anzi, vogliono gli altri) attuale ed odierno che vuole essere una sorta di antico on the road per le magnifiche terre texane. Un genere, il western che già di suo per piacermi deve avere davvero una marcia in più e non essere una scusa introspettiva e di formazione da proiettare nel presente. Qui la marcia in più manca e le altre sono tutte con il freno a mano tirato. Nonostante tutto sembra un copione già visto, soprattutto per le scene per così dire più dinamiche che vedono coinvolti i protagonisti. Un appunto lo devo fare anche su uno di questi: purtroppo chiunque interpreta Tom Hanks ah quella faccia e quella morale rassicurante, anche se sofferente. L'uomo buono a tutti i costi. Gli facessero interpretare un nazista pedofilo, alla fine sarebbe buono pure lui. Ed i dialoghi che gli mettono in bocca risultano a mio avviso artificiosi anche se credibili in un contesto che vuole mostrare la situazione affranta di chi ha combattuto, ma deve adesso lottare contro i propri fantasmi. Ci troviamo comunque di fronte ad una fotografia e ad una sceneggiatura davvero meticolose, però ormai il west che lo hanno raccontato in ogni salsa.

venerdì 18 settembre 2020

Django 2 - Il Grande Ritorno (1987)

 

Regia: Nello Rossati

Anno: 1987

Titolo originale: Django 2 - Il Grande Ritorno

Voto e recensione: 5/10

Pagina di IMDB (5.5)

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Film:

 Questo di Nello Rossati, pseudonimato Ted Archer, è l'unico sequel ufficiale del Django originale del 1966, diretto da Sergio Corbucci, ideatore anche del soggetto ormai famoso che nel corso dei decenni e e spaziando in ogni continente, in molti hanno pensato fare una proprio versione, un proprio seguito o adattamento. Nonostante questo Django abbiamo molto il sapore di un tipetto alla Rambo 2 - La Vendetta, per quanto riguarda le numerose scene d'azione, i dialoghi alla macho e pure l'utilizzo sconsiderato della mitragliatrice, lo trovo migliore di altri già visti in passato, magari più vicini alla figura dell'originale, ma prettamente noiosi e mal fatti. E' vero che siamo già verso la fine degli anni ottanta, i mezzi a disposizione sono migliori, ma lo è altrettanto il fatto che il western sta quasi per morire e serve una miccia che riesca ad accendere la fiammella. Rossati ci prova, seguendo una sceneggiatura che contribuisce a stendere, molto varia e rocambolesca. Non annoia, anche se sono evidenti sia forzature che buchi nella trama


Edizione: DVD

Semplice edizione in formato DVD con solo traccia italiana in stereo ed i seguenti extra a cura di Nocturno:

  • Due più due non fa quattro (41 minuti)

giovedì 21 maggio 2020

Il Grinta (2010)




Regia: Joel Coen, Ethan Coen
Anno: 2010
Titolo originale: True Grit
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.6)
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Avendo visto abbastanza recentemente (e volutamente) Il Grinta del 1969 un po' di sano paragone ne esce spontaneo. E quello più recente, il nuovo adattamento dal romanzo originale, ne esce vincitore. Dice tra l'altro sia più fedele, cosa che non posso valutare in quanto non lo ho letto, ma sicuramente è più prestante e moderno. Ed anche qui non mancano attori di grido come Jeff Bridges, Matt Damon e Josh Brolin. Siamo soliti pensare al genere western come a qualcosa di antico ed oggi anacronistico, ed in parte è vero, almeno se si va dietro ai gusti personali: a me attirano poco onostamente. Però pur non essendo una rivistazione questa prova dei fratelli Coen ha un suo perchè e rende la storia avvincente, ma soprattutto ben curata. Le differenze iniziali sono davvero poche, anzi alcune scene sono quasi ripetute segno della fedeltà di entrambi rispetto alla trama originale, via via però ci si discosta un po', anche se lievemente in alcune circostanze: piccoli arrangiamenti da cui ne beneficia il ritmo. Certo c'è da aggiungere che pure le tecniche moderne di fotografia e montaggio, la scenografia ed i costumi derivanti da un budget di tutto rispetto, ci possono mettere lo zampino per la riuscita del film. Inoltre ha un aspetto più ironico e divertente, senza mai cadere nel ridicolo, che si confà bene per il racconto di una ragazzina di quattordici anni come la protagonista.

mercoledì 29 aprile 2020

Sukiyaki Western Django (2007)




Regia: Takashi Miike
Anno: 2007
Titolo originale: Sukiyaki Uesutan Jango (スキヤキ・ウエスタン ジャンゴ)
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.2)
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Non sono un amante di Takashi Miike, anzi: sto cercando di capirlo guardando a caso e senza alcuna scaletta una manciata di suoi film. I risultati sono più positivi di quanto pensassi. soprattutto con questo omaggio agli spaghetti western ed a Django in particolare. Quando ho visto Quentin Tarantino presenziare nella parte iniziale, mi son detto che forse valeva davvero la pena di guardarlo con interesse. Non che Tarantino sia chissà che attore eh, ma se si prestava per questa cosa, magari ci aveva visto del buono. E del buono c'è: sia nella strana ambientazione (siamo in Nevada, ma ci sono due schieramenti rivali esclusivamente giapponesi) sia in alcuni espedienti tecnici a livello di fotografia e montaggio che sono davvero piacevoli ed interessanti. Insomma si nota una mano capace che ha voglia di osare e differenziarsi dalle solite banalità. A me comunque ha destato emozioni positive vedere dei finti samurai come pistoleri e senza l'utilizzo della spada (salvo in un paio di casi) che vivono all'interno di una trama al tempo stesso divertente, ma anche cruda e spietata con rimandi shakespeariani. Un bel mix fusion di tanti elementi, forse addirittura troppi, ma che si amalgamano senza troppi intoppi tra di loro. Su Prime Video è presente la versione internazionale di 98 minuti.

giovedì 23 aprile 2020

Il Grinta (1969)




Regia: Henry Hathaway
Anno: 1969
Titolo originale: True Grit
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Film machissimo, da veri uomini duri. Un western però di quelli che oggi risultano essere molto anacronistici in quanto decisamente in stile giustizia fai da te, mascherata. Sceriffi, ranger e cacciatori di taglie dal grilletto facile. Un po' troppo, ma siamo nel far west e praticamente la legge si fonde con la vendetta. O anche con un senso di giustizia privato. Non sto a fare la morale ad un genere, ma ne Il Grinta si assapora quel profumo di pistolettate gratuite che oggi fanno restare un po' basiti. Sono curioso infatti di vedere il semi recente remake. Qui comunque abbiamo anche bellissime immagini che fanno da sfondo al mondo selvaggio in cui si rifugiano i banditi e le vecchie forze dell'ordine si addentrano per dar loro la caccia. E un John Wayne non più giovanissimo ci si muove alla perfezione con un bagaglio di esperienze alle spalle che è davvero gigantesco. Anche i dialoghi, soprattutto i suoi, sono quelli tipici da western e da scaltro personaggio che a proprio piacimento sta da una parte o dall'altra della legge. Godibile anche oggi, ma pur del medesimo genere ne preferisco altri.

martedì 31 marzo 2020

W Django! (1971)

Regia: Edoardo Mulargia
Anno: 1971
Titolo originale: W Django!
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
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Film:
Uno dei tanti western che utilizza la figura di Django: la storia è colorita e piena zeppa di sparatorie, quindi tanta azione come deve essere. Abbiamo ancora il tema abusato, ma funzionale, della vendetta che tiene insieme le varie vicissitudini che vedono impegnati Steffen ed Onorato (la sua voce è quella di Ferruccio Amendola). Non si arriva mai, neanche per sbaglio, all'epicità del Django originale, ma indubbiamente gli anni di distanza per potersi preparare ci sono e Mulargia, con lo pseudonimo americanizzato di Edward G. Muller, riesce a gestire le situazioni d'impatto. Lo fa elaborando un qualcosa di veramente semplice e lineare, senza strafare e con i giusti accorgimenti, però riesce nell'intento. Si vede benissimo che non ha intenzione di strafare, proprio per questo non resterà tra i western più memorabili, ma neanche tra i peggiori.

Edizione: cofanetto Django Unlimited
Collezione di 4 DVD (l'originale e tre apocrifi) dedicati a Django. Il cofanetto è di un semplice cartoncino che racchiude le edizioni sciolte dei singoli film. La resa video è accettabile vista l'età. L'audio è solo in italiano ed usa il Dolby Digital stereo. Non ci sono extra.

mercoledì 5 dicembre 2018

La Ballata Di Buster Scruggs (2018)




Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Anno: 2018
Titolo originale: The Ballad Of Buster Scruggs
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Ultimo lavoro di Ethan e Joel Coen che operano insieme alla regia ed alla sceneggiatura di questa opera western composta da sei differenti episodi. Cast e soggetti differenti, ma tutti con riferimento temporale e geografico nel vecchio west. Ogni capitolo affronta anche tematiche e situazioni diverse tra loro, ha una durata ed uno stile tutto suo spaziando inoltre in altri generi che possono essere il drammatico, il sentimentale o se vogliamo anche l'horror. Come comun denominatore stilistico abbiamo una fotografia sensazionale ed una colonna sonora, che in alcuni casi si addentra nel musical, altrettanto magnifica. Essendo racconti sciolti ciò che subiamo negativamente è la continuità ed a questo vanno aggiunti i finali che per alcuni gusti possono risultare netti e tronchi. Piacevole e ben fatto, ma non il loro miglior lavoro 

lunedì 14 maggio 2018

Giù La Testa (1971)




Regia: Sergio Leone
Anno: 1971
Titolo originale: Giù La Testa
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Film:
Credo che Giù La Testa sia in un certo senso l'anello di congiunzione tra C'Era Una Volta Il West, che western è a tutti gli effetti e lo strepitoso (il mio preferito) C'Era Una Volta In America che a tutti gli effetti non lo è. Almeno se consideriamo l'evoluzione registica in riferimento al genere. Giù La Testa è quasi una via di mezzo, atipico come posizione temporale e location: il Messico rivoluzionario dei primi anni del secolo scorso. Una pellicola di carattere drammatico, disillusa, ma con un personaggio, quello di Miranda (Rod Steiger), che sta nei limiti della commedia. E qui, a differenza de Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo la guerra è un elemento non solo da cornice, ma prende parte all'intero evolversi della sceneggiatura. Se vogliamo è ancora più maturo dei precedenti, con una trama che non punta soltanto all'azione ed alla avventura. La politica, la rivoluzione, il povero bandito che in un modo o nell'altro viene ora disprezzato, ora sfruttato. Un crescendo triste di sentimenti e situazioni, che Leone non risparmia utilizzando più volte primi piani ravvicinati, anche quando vuole sottolineare i volti degli avidi, razzisti e snob borghesi che si abbuffano nella carrozza delle scene iniziali. Ad ogni modo la rivoluzione non viene esaltata, ma si evidenziano le incongruenze in cui gli intellettuali (che sanno leggere) spingono al macero i poveracci (che ascoltano cosa fare). Il film più politico e riflessivo di Leone.


Edizione: bluray
Fa parte del cofanetto bluray C'Era Una Volta Sergio Leone, di cui parlerò a parte

domenica 13 maggio 2018

C'Era Una Volta Il West (1968)




Regia: Sergio Leone
Anno: 1968
Titolo originale: C'Era Una Volta Il West
Voto e recensione: 7/10
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Film:
Quarto western di Sergio Leone e quarto successo indiscusso. Pur non proseguendo la Trilogia del dollaro, ne inizia una nuova, quella del Tempo, che si concluderà con C'Era Una Volta In America.  L'opera in questione è decisamente più corposa, più imponente, sfrutta i paesaggi del vero West d'oltreoceano ed abbandona le lande desolate della Spagna. Utilizza attori, che sono vere e proprie stelle del cinema, tra tutti Henry Fonda presentato qui come un vero cattivo che già nelle sequenze iniziali uccide un bambino. Una trama forte e lineare, che a mio avviso non compete con il precedente film di Leone, ma che risulta malinconica, arrendevole, così come il suono dell'armonica che imperversa per tutta la pellicola. Lungo e con lunghi silenzi, di attesa, di sguardi, di aspettative. Dialoghi spesso ridotti all'osso, ma che mettono in scena il mito, quello del west, quello di un'epoca che sta finendo e sta lasciando spazio a qualcosa di moderno, di differente.Quasi un canto del cigno per un mondo che non c'è più.


Edizione: bluray
Fa parte del cofanetto bluray C'Era Una Volta Sergio Leone, di cui parlerò a parte

sabato 12 maggio 2018

Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo (1966)




Regia: Sergio Leone
Anno: 1966
Titolo originale: Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo
Voto e recensione: 8/10
Pagina di IMDB (8.9)
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Film:
Probabilmente è il film western per antonomasia, il più conosciuto, quello da prendere come esempio, il più completo.  E personalmente per la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone è il più maturo, esaltante nella sua asimmetria sui personaggi, e con la trama più potente. Anche in questo caso non abbiamo alcun collegamento diretto con i precedenti, se non nel cast, nella figura di Clint Eastwood (che comunque non è il solito personaggio di Per Un Pugno Di Dollari o di Per Qualche Dollaro In Più) e nel poncho che vestirà nella parte finale. Se vogliamo inserirlo cronologicamente sarebbe sicuramente un prequel, fantasticando sul ruolo di Eastwood o considerando la guerra in corso e non conclusa. E' solo un gioco pensare a queste cose, oggettivamente non c'è alcuna continuità e possiamo al massimo considerarla come una trilogia antologica. Registi e cineasti ne hanno esaltato i contenuti, preso in prestito, citato, omaggiato, quindi di cosa stiamo a parlare? Di quello che forse è il punto più alto di un genere, il western, che sebbene invecchiato e spento, ha ancora molto da dire. E non parlo dei nuovi prodotti che richiamano a tutti gli effetti le vecchie pellicole, ma proprio di questa, che risulta immortale ed adatta ad ogni epoca. Crudo, ironico al tempo stesso, il film si concentra sui personaggi e la loro ricerca di un bottino, con sfondo, questa volta molto più dettagliato, la Guerra Civile Americana. Questa seppur mostrata in maniera molto generosa, resta una semplice cornice agli occhi non tanto degli spettatori quanto dei protagonisti stessi, che si muovono al suo interno, la sfruttano, ne fuggono, vi si scontrano. Ciò che conta sono comunque i dollari.


Edizione: bluray
Fa parte del cofanetto bluray C'Era Una Volta Sergio Leone, di cui parlerò a parte

martedì 8 maggio 2018

Per Qualche Dollaro In Più (1965)



Regia: Sergio Leone
Anno: 1965
Titolo originale: Per Qualche Dollaro In Più
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Secondo film de La Trilogia Del Dollaro, diretto da Sergio Leone, dopo il successo, anche internazionale dello spaghetti western Per Un Pugno Di Dollari. Il cast utilizza in parte i medesimi attori del precedente, non solo nelle figure di due protagonisti come Clint Eastwood e Gian Maria Volontè, ma non vi è alcun collegamento con il precedente film, se non piccoli e lievi richiami (il poncho usato da Eastwood è il solito). La trama è molto articolata ed elaborata, va oltre le due ore di girato, e contrappone due cacciatori di taglie (il secondo è Lee Van Cleef) che si contrappongono, si sfidano, si uniscono, riescono ad essere differenti e complementari. Sceneggiatura solida e compatta, ti trascina fin dall’inizio ed anche se abbiamo dialoghi meno mitici o la colonna sonora meno orecchiabile, per quanto mi riguarda la storia ha un che di più intrigante e maturo. Si tratta di un western davvero elaborato che abbraccia l'avventura come l'azione e se vogliamo anche il thriller. Indubbiamente il carismatico e magnetico Eastwood è sia il monco che un po' anche il buon vecchio Joe: negli atteggiamenti, nel modo di fare, nello sguardo e nel suo essere un eroe d'altri tempi. Ma è anche abbastanza differente: qui la sua figura è meno border line, più orientata dalla parte dei buoni, sebbene svolga determinate azioni più per mestiere che per scelta comportamentale. Volontà invece è ancora una volta il villain che dovrebbe essere presente in ogni western che rispetti: folle, intelligente, spietato. A spezzare un troppo piatto dualismo buono contro cattivo ecco Van Cleef che si intromette ed a tratti ruba la scena ad entrambi. Perchè lui ha un obiettivo, ed è quello della vendetta, per una donna per giunta, grande assente di questa pellicola. Meno crudo del precedente, ma con un'evoluzione più concentrata sullo script narrativo, a mio avviso riesce a superarlo nel preciso istante in cui guardiamo alla complessità della storia. 

Edizione: bluray
Fa parte del cofanetto bluray C'Era Una Volta Sergio Leone, di cui parlerò a parte

domenica 6 maggio 2018

Per Un Pugno Di Dollari (1964)




Regia: Sergio Leone
Anno: 1964
Titolo originale: Per Un Pugno Di Dollari
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Seconda pellicola diretta da Sergio Leone e questo è subito sulla strada del capolavoro, o almeno del cult portando in auge lo spaghetti western e facendone la storia. E non era affatto semplice, per una produzione italiana, giocare sul campo americano in maniera così prepotente e netta. Già di questo, come di altri grandissimi film del panorama cinematografico mondiale sono state scritte frasi, recensioni, citazioni e commenti a non finire, quindi è pressochè impossibile dilungarsi oggettivamente sul magnificenza di determinati elementi, come ad esempio la colonna sonora, tanto per giocare sul facile. Genuino nella storia, che propone la figura di un eroe che cristallino non è, soprattutto nella parte iniziale, ma che si evolve e riesce a stare nel mezzo, nè da una parte nè dall'altra, non con i padroni. E grazie a questa genuinità a mio avviso si può parlare di caposaldo del cinema, almeno di un certo tipo di cinema che vede coinvolti cast, musiche, fotografie, scenografie, costumi, sceneggiatura e regia tutti quanti su di un livello davvero alto.


Edizione: bluray
Fa parte del cofanetto bluray C'Era Una Volta Sergio Leone, di cui parlerò a parte.