lunedì 27 luglio 2026

Marcello Simoni - L'Isola Dei Monaci Senza Nome

 

Autore: Marcello Simoni
Anno: 2013
Titolo originale: L'Isola Dei Monaci Senza Nome
Voto e recensione: 3/5
Pagine: 390
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Trama del libro e quarta di copertina:
Il 2 luglio 1544 l’armata del corsaro ottomano Khayr al-Din Barbarossa mette sotto assedio le coste dell’isola d’Elba.
Lo scopo è liberare il figlio di Sinan il Giudeo, suo generale delle galee, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Il vero interesse del corsaro non è però il giovane, bensì il terribile segreto che egli custodisce. Il figlio di Sinan è infatti l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù e in grado di minare le basi della fede cattolica. Ma il Rex Deus è stato occultato per oltre quindici secoli ed entrarne in possesso sarà tutt’altro che semplice. Il giovane dovrà seguire un’antica pista di indizi lasciata da un monaco templare, destreggiandosi tra rivalità di corsari, intrighi di corte e battaglie navali. E dovrà anche sventare il complotto della Loggia dei Nascosti, intenzionata a mettere le mani su quell’antico segreto…

Commento personale e recensione:
Sono arrivato a "L'isola dei monaci senza nome" di Marcello Simoni in un modo un po' curioso: Zizzi mi ha chiesto se conoscessi questo autore, noto per i suoi romanzi di avventura storica, e così mi sono messo a cercare un suo titolo che non facesse parte di una delle tante saghe che ha scritto nel corso degli anni. La scelta è caduta su questo, e la sorpresa più grande è arrivata fin dalle prime pagine, quando ho scoperto che le vicende si svolgono proprio nei nostri mari e sulle nostre coste: Piombino, Portoferraio, Rio Elba, il Volterraio, Castiglione della Pescaia, Talamone, il Giglio e, naturalmente, Montecristo.

La storia parte da un fatto storico reale, l'assedio dell'isola d'Elba del luglio 1544 da parte del corsaro ottomano Khayr al-Din Barbarossa, che aveva come obiettivo la liberazione del figlio di Sinan il Giudeo, suo generale delle galee, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Da qui Simoni costruisce una trama avventurosa che segue il giovane, in bilico tra le sue origini cristiane e quelle musulmane del padre, alla ricerca di un segreto antichissimo custodito da un misterioso ordine templare, tra rivalità di corsari, intrighi di corte e battaglie navali.

Come romanzo d'avventura funziona bene: si vede la mano di chi sa gestire ritmo e ambientazione storica, e l'uso di personaggi e avvenimenti realmente accaduti aggiunge un buon livello di credibilità a tutto l'impianto narrativo. Il mistero alla base della vicenda, però, il famoso segreto che tutti cercano, non mi ha lasciato quello stupore o quella curiosità che avrei sperato: resta più che altro un pretesto per far muovere i personaggi lungo la trama, senza avere davvero la forza di sorprendere il lettore.

Nel complesso resta comunque un buon romanzo di intrattenimento, capace di intrattenere piacevolmente grazie soprattutto al fascino di ritrovare luoghi che conosco bene trasformati in scenario di un'avventura del sedicesimo secolo.

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