Autore: Lucius Shepard
Anno: 2007
Titolo originale: Stars Seen Through Stone
Pagine: 115
Voto e recensione: 3/5
Trama del libro e quarta di copertina:
Nella cittadina di Black William, tra i monti della Pennsylvania, di tanto in tanto avvengono strani e inspiegabili fenomeni. La città viene improvvisamente avvolta da uno sciame di luci simili a stelle dalle quali provengono strane voci. Quando le luci scompaiono un'insolita creatività fa degli abitanti dei talenti nei campi più disparati. Ma non sempre i cambiamenti sono in senso positivo. Quando le "stelle" tornano si manifestano come una marea viscosa simile a catrame bollente, in mezzo alla quale si muovono delle luminescenze irte di aguzzi pungiglioni, e dalla massa informe, emergono figure che mutano le sembianze, passando dalla forma di uomini giganteschi a specie di lumache. E chi era dotato di talento scoprirà che il dono ricevuto aveva un prezzo.
Commento personale e recensione:
Continuo il mio percorso tra i volumetti della collana Odissea Fantascienza di Delos, che negli ultimi tempi sto centellinando volentieri: oltre ad averne ancora parecchi in casa, sono libri piccoli, leggeri, perfetti da infilare in borsa e leggere in spiaggia senza pesare troppo, né sulle spalle né sull'attenzione. Stavolta è toccato a "Le stelle senzienti" di Lucius Shepard.
Nonostante sia inserito in una collana di fantascienza, questo romanzo breve mi è parso più vicino al genere fantastico che a quello propriamente sci-fi, se proprio bisogna appiccicargli un'etichetta. In realtà, a lettura conclusa, credo che la definizione più onesta sia che si muove al confine tra più cerchi che si intersecano, senza appartenere del tutto a nessuno: c'è dentro qualcosa di fantascientifico, qualcosa di horror, e una buona dose di quello che potremmo chiamare realismo magico applicato alla provincia americana.
Il modo in cui è costruito mi ha ricordato non poco certe atmosfere di Stephen King: si parte da una descrizione quasi ordinaria di vita di paese, per poi lasciar entrare, di soppiatto, qualcosa di curioso e sovrannaturale che va a incrinare quella normalità. È una scrittura scorrevole, capace di tenere insieme il quadro sociale di una comunità e la sua deriva verso l'inspiegabile senza strappi eccessivi, cosa che rende la lettura piacevole anche per chi, come me, non cerca necessariamente il fantastico puro.
Un altro tassello godibile della mia rassegna estiva tra gli Odissea Delos, che continua a confermarsi la misura giusta per le mie letture da spiaggia.
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