Visualizzazione post con etichetta Ridley Scott. Mostra tutti i post
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giovedì 18 maggio 2023

House Of Gucci (2021)

 
Regia: Ridley Scott
Anno: 2021
Titolo originale: House Of Gucci
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Le pellicole biografiche non è che mi attirino molto, però se su questa "verità" ci si sono impegnati nomi come Ridley Scott, Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto, Al Pacino e Jeremy Irons eh beh, un po' di curiosità me l'ha messa. Il mio guardaroba non ha mai visto neanche per sbaglio questo brand di alta moda dai costi per me inaccessibili, ed anche le mie conoscenze seppur sui fatti di cronaca sono pari a zero. Per la trama quindi mi baso su questa, scelta da Scott, in cui tutti gli attori coinvolti mi hanno dato un gran senso di partecipazione. Soprattutto Lady Gaga, in un ruolo certamente non semplice. Al Pacino dal canto suo, seppur monumentale, continua ad essere legato (forse?) allo stereotipo del capo famiglia italoamericano. Magari il suo personaggio era esattamente così, magari invece se hai la possibilità di avere Al Pacino nel cast, lo sfrutti in questo modo. Incredibile, nel senso positivo del termine, la grottesca trasformazione di Jared Leto. Per quanto riguarda Driver invece ho notato molta freddezza nel suo personaggio, intesa questa volta negativamente, come se dovesse stare in disparte e tutto il focus della famiglia Gucci si concentrasse su altro. Siamo ad oltre due ore di film, che potrebbero risultare noiose, ma in realtà scorrono in maniera vivace.

domenica 26 dicembre 2021

The Last Duel (2021)

 
Regia: Ridley Scott
Anno: 2021
Titolo originale: The Last Duel
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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L'ultima fatica di Ridley Scott forse non è stato un successo al botteghino, masi rivela un gran bel film. Uscito al cinema poco prima di approdare su Disney+, ha avuto un rientro sotto le aspettativa per quanto riguarda la sala, ma lo sappiamo, i tempi sono difficili e lo steaminga casalingo è di molto comodo. Anche il tema non è adatto a tutti coloro che corrono ad occupare una poltrona per vedersi le ultime imprese dei propri eroi mascherati. In questa pellicola storica, ambientata nel medioevo in Francia e basata su fatti realmente accaduti per non manca appunto la figura eroica di riferimento. E chiunque abbia visto il film sa che non sto parlando di nessuno dei due contendenti in quello che sarebbe stato l'ultimo duello di Dio: Matt Damon e Adam Driver.. Il racconto infatti si snoda su tre punti di vista differenti che narrano la stessa vicenda, impreziosita o decurtata da piccoli, ma fondamentali elementi. Nei primi due spezzoni abbiamo la visione cavalleresca e romanzata di scuderie e cavalieri che dovranno affrontarsi per rendere giustizia per se stessi e riconquistare l'onore infangato. La terza, la più importante e presumiamo realistica, è quella di Jodie Comer, moglie di uno dei due, che viene stuprata dall'altro scudiero e vuole arrivare fino in fondo denunciando il crimine subito. Siamo a fine 1300: è già difficile oggi per una donna subire e quindi consegnare alla giustizia chi ha compiuto tale riprovevole atto, in questo caso nel volere di Dio, figuriamoci in un periodo in cui queste erano soltanto oggetti, seppure di alto rango. The Last Duel si concentra quindi, ma non fin da subito sul coraggio della donna in una pellicola che per scenografia e fotografia ti proietta in maniera perfetta nell'ambito storico scelto. Nonostante i tre racconti che sembrano essere ripetitivi, ad eccezione di pochi particolari, la storia riesce ad avere un ritmo intenso, palpabile è l'epicità degli scontri e sorprendente la caratterizzazione di ogni singolo personaggio. Un gran bel film che riesce a stupire.
 

domenica 13 gennaio 2019

Exodus - Dei E Re (2014)




Regia: Ridley Scott
Anno: 2014
Titolo originale: Exodus: Gods And Kings
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.0)
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Film:
Ridley Scott si destreggia, o ci prova,con un kolossal storico e religioso. Non è semplice con il taglio che ha voluto dargli, che è lo stesso più o meno che avevo in mente quando, in tempi non sospetti, volevo scrivere una trilogia antologica su Mosè, Cristo e Maometto. Un qualcosa di misto tra avventura, fantastico e storico. Ecco, Exodus è po' poco coerente come la mia idea, ma mi riesce difficile immaginare altre soluzioni che riescano a mischiare storia e religione mettendo da parte il lato leggendario e non abusando del fattore "fantastico" o sovrannaturale. Mosè che conduce gli ebrei nell'esodo dall'Egitto è affascinante, un tema peraltro già visto nel passato, ma che vuole e può utilizzare mezzi tecnici all'avanguardia sfruttando da una parte il realismo inerente determinate basi storiche o geografiche e dall'altra sfruttare effetti speciali per dipingere invece avvenimenti più difficilmente spiegabili. Però lo sfruttamento di tutto questo è iniquo, volto soltanto alla grazia fotografica ed agli scontri senza evidenziare il pathos o la potenza biblica che potrebbe derivarne. Passino le sette piaghe però resta il punto cruciale dell'attraversamento del Mar Rosso che lascia un po' perplessi. Però a conti fatti, quale altra soluzione poteva essere usata? Non dico che mi piace, ma la vedo come unica alternativa possibile. A questo però aggiungiamo anche un altro fattore non di poco conto per una pellicola di questo tipo: la mancanza di epicità in una storia che comunque ha molta azione ed avventura. In pratica un prodotto essenzialmente commerciale che cavalca il successo dell'action movie Il Gladiatore. Le differenze sono abissali sia chiaro, qui la portata è decisamente maggiore e pure meno sfruttata. Non si tratta di fare i conti con qualche bellissimo combattimento da stadio. Ed infatti si vede.

Edizione: bluray
Semplice amaray con una qualità video discreta, traccia italiana in semplice DTS ed i seguenti extra:
  • Commento audio
  • Guida storica interattiva
  • Scene tagliate ed estese (15 minuti)

giovedì 5 luglio 2018

Tutti I Soldi Del Mondo (2017)


Regia: Ridley Scott
Anno: 2017
Titolo originale: All The Money In The World
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.9=
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Film:
JP Getty, anni settanta. In quel momento l’uomo più ricco del mondo, di sempre. Magnate del petrolio ed indomabile uomo d’affari, in questa pellicola risulta il vero protagonista, pur non presenziando in molte scene. Addirittura la sua figura è cambiata all’interno del cast: prima Kevin Spacey, poi in seguiti allo scandalo sulle molestie sessuali, Christopher Plummer prende il suo posto. Ambientato in Italia ed ispirato dalla vera storia del rapimento di suo nipote, la trama si snoda in una specie di thriller in cui i comprimari vivono una situazione drammatica, comandata essenzialmente dai soldi. La figura del vecchio Getty è quella con più spessore. Smuove milioni come fossero noccioline, eppure non si scompone mai neanche quando in gioco c’è la vita del suo nipote prediletto. La sceneggiatura fa leva sulla sua personalità legata al business in maniera tale da essere dissociato da tutto il resto. Ciò che è centrale nella storia, così come anticipato dal titolo, sono questi soldi: un monte, un mucchio, tutti quelli possibili. Che però non si smuovono, ed a poco servono le sofferenze della madre del ragazzo che passano in secondo piano così come le scene di stampo investigativo di Mark Wahlberg e delle forze dell’ordine, o i pericoli che corre Paul Hetty Junior, in balia dei malviventi. Anche loro quasi impotenti di fronte al muro che trovano di fronte. Purtroppo il film avrebbe potuto funzionare meglio, essere magari anche un po’ meno originale e corto: a poco servono molti minuti dedicati alla scene drammatiche ed a quelle della segregazione e delle fughe, se mancano di pathos.

Edizione: bluray
Semplice amaray con il disco bluray. Ottimo il comparto video, così come quello audio. Ho ascoltato entrambe le tracce, avendo parti in italiano anche in quella originale, ed entrambe sono in DTS HD MA. Gli extra non sono per niente corposi:
-          Scene eliminate (7 minuti)
-          Making od (22 minuti)
-          Trailer

sabato 10 marzo 2018

Legend (1985)




Regia: Ridley Scott
Anno: 1985
Titolo originale: Legend
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.5)
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Film:
Erano gli anni de La Storia Infinita (1984), Ladyhawke (1985), e poi Labyrinth (1986) e Willlow (1988)... Così pure Ridley Scott si dedica al fantasy subito dopo aver sfornato quel capolavoro che è Blade Runner. Per quanto mi riguarda, vista la mia poca dimestichezza e scarso feeling con il genere poteva farne a meno. Ok, forse negli ani ottanta c'era stato un boom ed una (ri)scoperta dei folletti, delle fatine, dei mostriciattoli, ma non tutto deve per forza uscirne bene. Legend è lento, è noioso, è dark in maniera negativa. Se i film che ho citato precedentemente hanno comunque una loro anima, un loro perchè, magari anche nostalgico per quelli che sono i miei ricordi, Legend è un prodotto minore, senza verve, senza il giusto ritmo. Usare un giovanissimo e promettente (stava già iniziando a percorrere il trampolino di lancio) Tom Cruise non salva affatto l'economia della pellicola. Troppo fiabesco, troppo puramente fantasy, e lo ripeto, questo non mi aggrada affatto. La storiellina d'amore, il salviamo il mondo, il salviamo l'unicorno, il salviamo le belle speranze ed i buoni propositi. Basta, insopportabile nonostante non abbia notato contrasti inaccettabili con la scenografia fantastica, nonostante l'epoca. Va bene l'azione, va bene il contesto avventuroso, ma tutto questo serve a distoglierci dall'inconsistenza di uno script e di una sceneggiatura che viaggiano per inerzia, senza alcuna spinta, senza che ci siano richiami ad un mondo, quello fantasy qui descritto alla bell'e meglio, creato in modo da interessare o destare curiosità. Da guardare solo se siete feticisti del genere.

Edizione: bluray
Ho l'edizione italiana che pare di difficile reperibilità rispetto alle comunque costose edizioni francesi, inglesi e tedesche. Il disco contiene due delle tre versioni uscite del film. La prima è quella cinematografica europea della durata di 1 ora 33 minuti e 43 secondi, passata quindi anche da noi e con traccia audio italiana in multicanale. Fecero poi anche una versione cinematografica, con colonna sonora differente, ed un montaggio leggermente più corto per il pubblico americano, ma questa non è presente nel disco, che invece ha la Director's Cut della durata di 1 ora 53 minuti e 11 secondi. Circa mezzora in più rispetto alla tradizionale. La qualità di questa si avvicina al pessimo, essendo stata utilizzata una copia campione ritrovata nel 2000 e poi riversata in BD nel 2011, come specificato nelle note. Ha soltanto audio in lingua originale, ma sono opzionabili i sottotitoli. Come extra il disco contiene soltanto il trailer.

giovedì 21 settembre 2017

Alien: Covenant (2017)


Regia: Ridley Scott
Anno: 2017
Titolo originale: Alien: Covenant
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.5)
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Film:
Io ero (sono) tra quelli a cui Prometheus è piaciuto. E  che con i prequel si ha quella carica positiva che risveglia la curiosità e le domande che ti sei fatto guardando il prodotto originale. Covenant è secondo me un buon film in potenza con doversi limiti, ma più scarso proprio a livello di trama. Sembra quasi uno spinoff di un qualcosa di più grande, in parte scollegato dal resto, un po’ una storia a sè con richiami non così forti a ciò cui siamo affezionati. Almeno questa è l’impressione che ho avuto guardando le due ore di pellicola. Del resto non è semplice poter entrare subito in sintonia con i personaggi che, sono nuovi, ma ricalcano un attimino lo stereotipo del franchise originale. Se da una parte Ridley Scott non sbaglia un colpo con il ritmo, la fotografia, gli effetti speciali, dall’altro, con un titolo del genere che non prende assolutamente le distanze dai capitoli precedenti, fa cadere lo spettatore in un equivoco di aspettative riguardanti la storia. A conti fatti è cronologicamente il proseguo di Prometheus, non colma gli interrogativi lasciati da questo, ed ha un'ambientazione ed una struttura che ci si discostano e non è neanche un prequel di quell’opera straordinaria del 1979. Certo, ci sono gli xenomorfi,  David e compagnia bella, ma è vuoto. E soprattutto manca, se il primo era più ragionato e provava a porre le basi (almeno a coltivarne la curiosità) di questo universo, la componente horror dei primi film. E’ “semplice fantascienza”, bella, godibile, affascinante, ma per niente carica di emozioni forti. A metà strada tra due cose, senza raggiungerne neanche una. Si ricalcano alcuni elementi del primissimo Alien, si cerca di dare una tonalità dark, si sfruttano le mille finestre aperte da Prometheus e poi... Casualmente l'equipaggio trova il pianeta perfetto per la colonizzazione (ma non ne stava cercando proprio uno altrove?)... E via ci si adatta, anche se poi gli espertissimi visitatori di un nuovo mondo, senza alcun tipo di precauzione giocano a si fa infettare per primo. Consideriamo poi che ci sono tre personaggi (due facciamo) principali e che non che siano così profondi, oppure mettiamoci pure il colpo di scena che non lo è, per ritrovarci con un film fatto bene e godibile, ma che è soltanto l'ombra di ciò che mi aspettavo. O volevo.E nulla, terzo capitolo assicurato, con questo che non spiega assolutamente nulla.

Edizione: BD
Edizione semplice, quella in amaray. Qualità video da urlo, qualità audio idem con traccia in DTS HD MA 7.1 per la lingua originale e semplice DTS 5.1 per l'italiano: però veramente nonostante il lossy è molto avvolgente, con dialoghi e centrale puliti, scene di azione completamente immersive. Gli extra sono:
  • Commento audio
  • Scene tagliate ed estese (18 minuti)
  • USCSS Covenant (16 minuti)
  • Settore 87 - Pianeta 4 (9 minuti + Disegni di David)
  • Master class: Ridley Scott (55 minuti)
  • Galleria
  • 2 trailer

martedì 27 dicembre 2016

Hannibal (2001)




Regia: Ridley Scott
Anno: 2001
Titolo originale: Hannibal
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.8)
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A dieci anni di distanza dallo strepitoso Il Silenzio Degli Innocenti, il cinema americano propone un sequel legato il più possibile (mancherà Jodie Foster per lasciar posto a Julianne Moore) a quello che consideriamo l’originale (l’insuccesso di Manhunter non fa parte del nuovo format). Il thriller è molto ben costruito, Ridley Scott mi piace e sa invogliare lo spettatore. Certo, il soggetto di Harris è ben delineato ed anche la scenografia che comprende Firenze aiuta molto, ma i ritmi restano serrati, curiosi e cresce il fascino per il Cannibale che prontamente può uscire da situazioni di pericolo come meglio crede. Purtroppo non apprezzo molto il tentativo fantapolitico per ridimensionare la figura di Clarice Starling: all'interno del film quelle scene risultano leggermente macchinose nonostante il poco spazio ad esse dedicate. Inutile dire che come film è coinvolgente, un vero e proprio thriller a cui non mancano scene violente, quelle scene che vogliamo assaporarci, proprio come Hannibal Lecter assapora un buon Chianti che accompagna parti di cervello umano. Trucchi e costumi di alto livello, così come la prova di Anthony Hopkins che ormai ci abituati a considerarlo tra i migliori.  Per essere un film relativamente datato, anche se di questo millennio, stupisce il buon DTS HD MA anche per la lingua italiana. Gli extra sono:
·         Commento audio
·         Trailer
·         Making of (58 minuti)
·         Multiangolo (20 minuti)
·         14 scene tagliate con commento

lunedì 1 febbraio 2016

Sopravvissuto - The Martian (2015)



Regia: Ridley Scott
Anno: 2015
Titolo originale: The Martian
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
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Ridley Scott con la fantascienza ha un buon feeling. Ed io lo ho con ciò che produce: The Martian, pur non convincendomi nella sua totalità, fa parte di quei piacevoli film di fantascienza che risultano godibili ed apprezzabili. Tanto per cominciare è un tipo di fantascienza realistica, possibile: la storia è tratta dal romanzo “L’Uomo Di Marte” di Andy Weir ed è ambientata in un futuro non troppo lontano, plausibile e senza troppi fronzoli, in cui la NASA programma missioni umane sul pianeta rosso. La trama si divide bene tra nozioni scientifiche, avventura e pathos riuscendo ad allontanare il più grosso problema che sta alla base del film: non succede niente di particolare. Ok, il protagonista (Matt Damon) è rimasto solo ed abbandonato su un pianeta senza grandi riserve di cibo, acqua, ossigeno... Ma il cinema ci ha abituati pure a ben altri pericoli: extraterrestri (per fortuna qui non ce n’è neanche l’ombra), calamità bibliche, guerre spaventose e così via. Il nostro Mark deve “soltanto” sopravvivere in un ambiente ostile, e ci riesce. Senza fare il super eroe, senza fare il grosso e puro. Lui e tutto lo staff della NASA che lo segue e lo aiuta nell’impresa. Già perchè The Martian è lontano dall’essere “l’amerigganata” in cui tutto fila liscio. Anzi, gli errori umani sono all’ordine del giorno, con valutazioni sbagliate, scelte politiche poco raffinate, calcoli non esatti. E’ un susseguirsi di rattoppamenti: addirittura si accetta l’aiuto della Cina. Tutto questo per salvare un sopravvissuto, uno solo, non la Terra da un asteroide. Il bello è che se si esclude il finale, un tantino sopra le righe, la sceneggiatura risulta alquanto credibile. Senza troppe esagerazioni e la giusta dose (di quelle che fanno piacere, ma non annoiano) di nozioni scientifiche e tecniche. Altro punto di forza è il personaggio interpretato da Damon, che con il suo fare professionale, senza machismi ed un po’ di simpatia, risulta un buon nerd per cui parteggiare. Si ricorda (e ci ricorda) del Mars Pathfinder, gioiello dei sogni negli anni novanta.  Un appunto va però scritto sulla prova attoriale: bene in alcuni casi, quelli che definiscono il personaggio come scienziato, male quelli dal punto di vista umano: in praticamente nessuna occasione sdà di capo o si affligge. Ok, il messaggio positivo e poter pensare che tutto vada per il meglio, ma un minimo di pathos e di paura (terrore) sul suo volto sarebbe stato maggiormente gradito. E' anche vero che a differenza di tanti altri naufraghi o dispersi lui ha dalla sua la tecnologia e possibili contatti con chi dovrà portarlo in salvo. Resta da aggiustare nelle parti finali in cui il caso e le scene fortuite prendono il sopravvento sulla scienza e la tecnologia, ma nel complesso è un bel film di fantascienza.

domenica 10 gennaio 2016

American Gangster (2007)




Regia: Ridely Scott
Anno: 2007
Titolo originale: American Gangster
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.8)
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Ad American Gangster mancano senz'altro velocità, verve e cambi di marcia. Buona l'idea di concentrarsi su di una storia vera, quella dell'ascesa al potere malavitoso di Frank Lucas (Denzel Washington), personaggio folkloristico e di colore di una New York primi anni settanta. Si racconta poi, oltre allo spaccio monopolistico della sua eroina, anche della corruzione della polizia (Josh Brolin) e di contro degli sforzi ripagati per catturarlo grazie a Russel Crowe. Si tratta a conti fatti di una serie di contrasti a tre: il cattivo raccontato in maniera affascinante, il cattivo che pensa solo ai soldi, ed il buono puro e senza macchia (con qualcosina di sporco solo nella vita privata). Purtroppo con una cadenza ritmica abbastanza desolante e con lo stereotipo del boss da ammirare: ok vediamo la strage di buchi che causa, ma non poi così devastante per gli occhi dello spettatore. E diciamolo chiaramente, Il Padrino è tutta un'altra cosa. Volutamente qui è inserita la caccia e la parte investigativa che rendono il presunto personaggio principale nè carne nè pesce. Tutto troppo equilibrato.

giovedì 3 settembre 2015

Il Gladiatore (2000)




Regia: Ridley Scott
Anno: 200
Titolo originale: Gladiator
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.5)
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Arrivare a scrivere qualcosa su Il Gladiatore 15 anni dopo mi pare abbastanza assurdo. Avevo però troppa voglia di rivederlo, e poi ho un debole per Ridley Scott (aspetto con ansia Exodus in tutta sincerità), così se uno più uno fa due eccomi qua. Assurdo per assurdo inizio con i soliti complimenti scontati e che già tutti hanno in mente: kolossal capolavoro, possente sia nella trama che nella fattura, immagini mozzafiato, emozioni a non finire, non riesce mai ad annoiare. Neanche se guardiamo la versione estesa, che il regista nel commento tende a sottolineare "non è la director's cut", con quindici minuti in più di scene tagliate riesci a farti scappare uno sbadiglio. Possiamo poi stare ore ed ore a discutere della magnificenza sprigionata dagli effetti speciali digitali per ricreare l'antica Roma ed il Colosseo, o sulle superflue inesattezze storiche o ancora sul rapporto epico che la figura di Massimo Decimo Meridio intraprende con il pubblico. non solo con quello finto da panem et circenses, ma anche quello che si siede comodamente sul divano ed ammira sia Russell Crowe sia Joaquin Phoenix. Entrambi meritano rispetto per il coinvolgimento che riescono a regalarci. Un film che ti prende quindi, ti conquista e proprio mentre il Generale indica che al suo via qualcuno deve scatenare l'inferno sei già lì bello e stregato. Ah, e io ci tiro pure poco per questi film pseudo storici che però innegabilmente se fatti hanno un loro perchè. La versione bluray è quella con la dicitura "10th Anniversary Edition" e presenta sia aspetti positivi che altri negativi. Dal punto di vista della qualità video si può dire che è un film da riferimento: tutto perfetto. L'audio italiano è un DTS 5.1 non lossless (quello in lingua originale sì invece) che non fa sentire la mancanza di qualcosa di migliore, almeno per me. Ogni scena, anche la più pompata è ben distribuite ed il bitrate (768 kbit) di certo non sfigura. Il contenuto invece sfigura un po' fin dalla confezione: la apri e ti trovi il disco con scritto "disc 1". Il che farebbe intendere che ne esista un secondo con altri contenuti. No per l'edizione italiana. Universal, vergogna, almeno stateci attenti. Nel solito disco come già detto abbiamo entrambe le versioni del film: l'estesa e la cinematografica che sarebbe la preferita da Scott vista la verve con cui presenta l'altra... Gli extra non ci sono se non nei commenti e nelle scene eliminate visibili separatamente. Poi ci sarebbe il sistema interattivo U-Control che ti permette una visione della pellicola con informazioni aggiuntiva

venerdì 10 ottobre 2014

Prometheus (2012)


Regia: Ridley Scott
Anno: 2012
Titolo originale: Prometheus
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.1)
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Prometheus è una sorta di spin off di Alien che funge da prequel della saga , iniziata nel 1979 dallo stesso Ridley Scott. Che dire: non può eguagliare i primi due capitoli visti, ma si avvicina molto, almeno per i miei gusti personali, a ciò che un ottimo film di fantascienza dovrebbe avere. Una struttura imponente, effetti speciali sensazionali, una trama intrigante e curiosa. Forse è proprio questo ultimo fattore ad essere il più debole, ma riconosco la grandiosità delle aspettative create e l'intento che non è solo quello (facile da pensare) di versare milioni di dollari su di un progetto per incassarne altrettante vagonate. Prometheus è un coraggioso ritorno al passato che fa sì leva sugli afecioandos incalliti, ma che inserisce numerosi spunti di riflessione (ok, non tutti sono sviluppati alla perfezione, ma è comunque un film di due ore, non di dieci) che catturano inevitabilmente l'interesse. La sostanza è quella che ci aspettiamo da un prodotto del genere, e la forma è decisamente da applausi, soprattutto nella ricostruzione della missione, dell'equipaggio e dell'evolversi di una scoperta che può definirsi LA scoperta. Inoltre, ed apro una piccola parentesi, l'approccio alla razza aliena in questione mi ricorda leggermente alcuni libri di Richard K. Morgan e Dan Simmons , che ho divorato in questi anni. Anche per questi motivi, quindi non posso esimermi dal lodare il lavoro certosino eseguito da Scott e sopratutto al sua voglia di (ri)creare un'ambientazione con forti richiami ad un tipo di fantascienza pericolosa da seguire perchè anche troppo utilizzata. Lui evidentemente può, ci riesce e lo fa in grande stile. Non abbiamo, e mi sa che non avremo mai più una Sigourney Weaver eroina d'altri tempi, ma Noomi Rapace si difende bene. Forse pecca proprio in alcune scene che prevedono un diretto confronto con la protagonista di xx anni fa. A parte questo è un film da vedere, per gli appassionati sicuramente, per gli altri altrettanto importante per poter apprezzare le decine di scene d'azione che si alternano a quelle più puramente di stampo filosofico morale, in cui vengono fuori interrogativi non di poco conto, sulla nostra esistenza, sulle religioni, sugli esseri superiori che comunemente prendono il nome di "dei". La versione bluray è quella in disco singolo che presenta un'ottima fattura video ed un comparto audio strepitoso, sebbene per la lingua italiana sia previsto "solo" un DTS 5.1 che è davvero da brivido. Gli extra non sono molto corposi purtroppo:
  • 2 tipi di commenti
  • Scene estese o tagliate (37 minuti con la possibilità di avere il commento di Pietro Scalia, il montatore)
  • The Peter Weyland files (19 minuti)
  • Prometheus Weyland Corp. App (qui la versione per Android) che dà la possibilità di utilizzare lo smartphone o il tablet come un monitor alternativo durante la visione del film. Per funzionare (ed installare l'applicazione) dovete avere il device collegato alla medesima rete a cui è collegato il lettore BD
  • Contenuti online (non disponibili per il nostro Paese)

sabato 22 febbraio 2014

The Counselor - Il Procuratore (2013)


Regia: Ridley Scott
Anno: 2013
Titolo originale: The Counselor
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.5)
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Se nella copertina di un film vedi che la regia è di Ridley Scott e che il cast è composto da Brad Pitt, Cameron Diaz e Penelope Cruz ti aspetti qualcosa di diverso. Invece mano a mano che prosegui con la visione ti accorgi che le tue aspettative vengono deluse. Lentamente, non fin da subito: la trama macchinosa sembra costruita a reparti stagni e non risulta semplice nonostante possa esserlo. Molte scene sembrano messe lì per arrivare chissà dove, ma poi si bloccano e si comincia da capo. I personaggi non hanno lo spessore che ti immagini possa venir fuori una volta presentati. Ci sono dialoghi che presi singolarmente potrebbero essere memorabili, ma non decollano mai se studiati nell'insieme. Si capisce, ed è tangibile, il lavoro che ci sta dietro, ma è un po' come quando il ragazzetto alla scuola media si impegna tanto per studiare, ma dopo esce a giocare al campetto e lascia qualcosa di incompleto. L'interrogazione del giorno dopo risulterà un po' acerba. Le basi ci sono e stuzzicano l'intelletto: il traffico di droga, i cartelli, gli avidi che vogliono fare il colpaccio. Tutto però un po' troppo pilotato, tanto che lo spettatore si aspetta già la mossa successiva. Il calderone resta affascinante e non da buttare o da etichettare subito come brutto, è sicuro però che si vuole qualcosa di più profondo, di più immortale. Ed è proprio la mancanza di un collegamento ben fatto tra le varie scene ed i dialoghi pomposi, che si nota. Difficile ricordarsi di questa pellicola, conoscendo attori e regista. Fosse stato costruito con altri ingredienti forse anche io lo avrei visto con occhi differenti. Così costruito era necessario avere molti concetti e poca azione, ma è stato un fischio. Confusionario peraltro visto che l'azione un po' deve girare, ma è inserita a discapito di una visione totale dell'insieme. Non aspettatevi niente, le operazioni rischiose, possono venire annientate da dialoghi sopra le righe che non sono in simbiosi con la trama.

martedì 19 febbraio 2013

Il Genio Della Truffa (2003)


Regia: Ridley Scott
Anno: 2003
Titolo originale: Matchstick Men
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Non fa un po' senso sapere che questo è un film di Ridley Scott? Cioè, lo stesso regista che ha fatto Blade Runner e Alien , non uno a caso. E' vero ha fatto anche Soldato Jane che pur non brillando era qualcosa di particolare. Non che Matchstick Men sia brutto (non lo è affatto), però è strano vedere un regista del genere cimentarsi in una quasi commedia criminale. Molto leggero in fin dei conti, nessun effetto speciale, nessuna grande prova recitativa. Dobbiamo dire però che forse è l'unico ad aver fatto cambiare espressione a Nicolas Cage: faccia da ebete, faccia da tic, faccia da furbo. In altre occasioni tutte queste sarebbero coincise. Devo dire poi un'altra cosa: la prima volta che guardai il film confusi la cassiera con la ex moglie di Roy, andando a crearmi nella mente qualcosa di delizioso per il finale. In pratica avevo immaginato che nel subconscio (in effetti il personaggio è squilibrato) avesse sempre saputo che Angela non fosse sua figlia. Insomma, un finale del genere sarebbe stato molto più ganzo. Ne abbiamo invece uno in cui sconfitta (perdita di Angela, del malloppo e del socio in affari) collimano nel finale da favola, da redenzione in cui Roy si mette con la cassiera. La trama è molto ben organizzata, mai violenta, forse troppo da commedia, però è interessante, si lascia guardare e non sai bene cosa ti aspetti. Forse un 6/10 è troppo se si toglie il finale che avrei voluto io, ma non lamentiamoci.

giovedì 5 luglio 2012

Soldato Jane (1997)


Regia: Ridley Scott
Anno: 1997
Titolo originale: G. I. Jane
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
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Che a Ridley Scott piacesse dare un certo valore ai personaggi femminili ce ne siamo accorti subito nel 1979 con Alien. E riesce a portare la sensuale protagonista di Ghost nei panni di un temibile marine americano, pronta ad affrontare il più duro degli addestramenti. Se non fosse per un tema scottante come la parità dei sessi, nel difficile mondo militare sarebbe uno dei tanti film di seconda categoria dedicati alla guerra. Trama semplice, banale ed addirittura scontata, non è certo un film paragonabile con altri lavori passati del regista. Resta però di notevole importanza per la mutazione che riesce a fare con Demi Moore. Se ci pensiamo bene tutto è riassumibile nella frase "succhiami il cazzo" che sta ad indicare non solo la vittoria dal punto di vista fisico, ma soprattutto da quello psicologico. Un bel voto quindi agli attori (anche a Viggo Mortensen ed alla credibilissima Anne Bancroft) ed al loro immedesimarsi nei personaggi, un po' meno invece a come si intende sviluppare il tutto. La maggior parte delle scene sull'addestramento non danno la stessa forte sensazione che possiamo vedere in documentari presi a caso su Sky, anche se sicuramente sono di maggior pregio la fotografia ed il taglio relativo ad alcune scene. A momenti sembra tirato via, in maniera frettolosa. Ok, il pubblico forse necessitava di maggiore azione, di qualche giochetto politico e di vedere la propria eroina rialzarsi ripetutamente. Ma da un regista di questo calibro, mi aspetto molto di più della mediocrità. Qui siamo invece ai minimi della sufficienza per un tema forte ed attuale più che mai. Andrebbe visto soltanto per il taglio dei capelli... Fosse stato tutto così, avrebbe reso molto di più. Sei sulla fiducia.

giovedì 17 maggio 2012

Blade Runner (1982)


Regia: Ridley Scott
Anno: 1982
Titolo originale: Blade Runner
Voto 10/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

E' la prima volta che do un dieci come voto. Non che abbia molta importanza, non sono un critico cinematografico, ma solo un amante dei bei film, della fantascienza e di ciò che ti emoziona profondamente. Potrei stare ore a parlare di Dick , di Hopper , di cyberpunk  e di distopie. Così come di tutto ciò che ha preso ispirazione ed è divenuto grande grazie a questo capolavoro cinematografico che riesce ad ampliare il senso di un romanzo ed a scavalcare i limiti che la carta stampata ha. Superfluo affermare ancora che Blade Runner racchiude tutto ciò mi è più caro in termini di preferenze e gusti. Qui si va oltre al sentimentalismo malinconico ed ai ricordi di gioventù. Visto oggi o visto venti anni fa cambia pochissimo se non la percezione della maturità che può sprigionare lo scoprire nuove piccolezze di cui non ci si è accorti durante la prima visione. Partiamo da principio: le difficoltà iniziali di portare sul grande schermo un romanzo (Il Cacciatore di Androidi di Philip K. Dick) a mio avviso confusionario e poco elegante, è una scommessa vinta da Ridley Scott. Riesce infatti a migliorare tutto il migliorabile dando sfogo ad effetti visivi che ti entrano nella testa così come tutta la psicologia e la filosofia che racchiude. Ciò che salta subito all'occhio è l'ambientazione, ovvero una Los Angeles del futuro (vabbeh, siamo 2019) decisamente cupa, offuscata, piovosa, illuminata dalle onnipresenti luci al neon che sottolineano i vapori ed il fumo delle sigarette. Sembra davvero di essere all'interno di Nighthawks di Edward Hopper, non solo per i colori in contrasto, ma anche per quel senso di solitudine che l'antieroe (Harrison Ford) riesce a dare di sè. Un personaggio noir proiettato in quello che sarà la base per un futuro cyberpunk e distopico. L'intermittenza e l'alternarsi di luci ed ombre è soffocante, così come l'umido, il velo di nebbia e la sconfitta del genere umano di fronte alla devastazione che circonda gli abitanti della Terra. Troppi. E perdenti, in un modo o nell'altro, incapaci, ma soprattutto impossibilità ad emigrare negli extra mondi. Nonostante la predominanza degli scuri e del cupo, non esiste luogo che non venga raggiunto da esplosioni di luci: fari, insegne, cartelloni pubblicitari. La piramide della Tyrell è ormai un'icona che con la sua grandiosità esalta la città ultra moderna dove i reietti sopravvivono ed i padroni creano alternative di vita. Una sorta di grande omaggio a Metropolis sebbene qui il senso di oppressione sia dato più dall'ambientazione in sè, che dal rapporto tra lavoratore e padrone. Tutto questo per dare inizio ad un cult movie che cattura l'attenzione non solo degli appassionati di un genere ben specifico, ma anche chi si vuol godere un thriller psicologico ed adora l'azione ragionata. Deckard infatti, un ex poliziotto che  incarna il tipico personaggio straziato di Dick: turbato, scontroso, incapace di scegliere definitivamente, deve dare la caccia ad alcuni androidi fuggiti sulla Terra. Questi sono modelli Nexus 6 (non a caso Google chiama i suoi prodotti Android, Nexus) molto sofisticati dotati di emozioni ma di una vita brevissima. Dopo quattro anni muoiono, per questo cercano il padre costruttore per porre rimedio al "bug" della longevità. Gli androidi sono pensanti ed hanno ricordi a cui accedere, non si sentono differenti dagli umani e il "cogito ergo sum" cartesiano per loro ha valore quanto lo ha per ogni essere senziente. L'aspetto filosofico e psicologico quindi "corre sul filo del rasoio" (Blade Runner) per quanto riguarda al sottile distinzione tra umano e non. Gli scenari che si aprono sono innumerevoli e Deckard si trova in situazioni più grandi di lui, anche dal punto di vista morale e della giustizia. Gli occhi rispecchiano l'anima? Sono innumerevoli le sequenze e le scene in cui gli occhi o le iridi predominano (attraverso il test Voigt-Kampff, ma non solo) e questa voluta scelta di Scott è ai limiti del feticismo regalandoci inquadrature e primi piani da brivido. Gli occhi sono protagonisti nascosti e non accreditati della pellicola. E' sempre attraverso di esse che succede qualcosa di importante e sono gli occhi ad essere martellati dalle luci confusionarie della megalopoli. A dare man forte agli effetti visivi ci pensa la colonna sonora di Vangelis, avvolgente e tetra: si amalgama alla perfezione allo stile noir presente in più scene. Un modello che sposa il moderno post elettronico con richiami agli quaranta. Unica scena in cui i colori stonano con tutto il film, è quella dell'unicorno nel sogno del protagonista: l'elemento più importante per poter mettere in dubbio la sua vera natura. Con l'origami finale ecco che tutto il mondo si capovolge. Siamo androidi anche noi, se neanche possiamo fare affidamento su ricordi, emozioni e sensazioni passate?

martedì 21 febbraio 2012

Alien (1979)


Regia: Ridley Scott
Anno: 1979
Titolo originale: Alien
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Sebbene la versione recensita sia la Director's cut del 2003, a livello di opinioni non ci sono sostanziali differenze con l'originale del 1979. Certo scene mai viste come la scoperta del "nido" fanno una certa impressione, ma non modificano l'assetto del film. Che è un capolavoro, senza doverci girare in torno. Innovativo per l'epoca e piacevole anche più di trenta anni dopo, Alien riesce a creare tensione e suspense in ogni momento. Certo, non è paragonabile ad un horror di oggi, ma gli ambienti creati, scuri ed ombrosi (godibilissimi con la versione rimasterizzata ) fanno da contorno ad uno stile quasi gotico, impensabile per la fantascienza dell'epoca. Basti pensare al contrasto che l'ambiente di Alien potrebbe avere con quello asettico di 2001: Odissea Nello Spazio o quello plasticoso e assai meno realistico della saga di Star Wars. Qui invece il realismo è alle stelle, non solo per gli interni, ma anche per come si gestiscono gli attori, le loro paure, la loro rabbia (altra scena inedita: la docile Lambert che si scontra con Ripley) , il loro essere uomini comuni. E non solo uomini. Già perchè un altro aspetto da non sottovalutare del film è la creazione di un'eroina. Ripley è una donna ed era abbastanza raro vedere il gentil sesso vestire i panni del protagonista principale. L'alieno ed il suo modus operandi per fertilizzare un corpo umano è qualcosa di molto vicino ad uno stupro stilizzato ed il "mostro" è agghiacciante anche grazie all'incognita che rappresenta, La regia ce lo mostra in diverse occasioni, senza mai che lo spettatore possa riuscire a capire quale sia la sua forma stabile ed in cosa consiste effettivamente. Questo genera curiosità e tensione per l'ignoto: i protagonisti non sanno la sorta che li aspetta e cosa possono trovarsi di fronte. Non sono un feticista di questa trama, trovandola leggermente sospesa e non troppo spiegata, ma adoro senza mezzi termini le ambientazioni ed i costumi e la grinta percepibile nei personaggi. Non solo per quanto riguarda Sigourney Weaver, ormai un'icona intramontabile, ma per tutto il cast che compone la pellicola.