Artista: Green Day
Anno: 1994
Tracce: 14
Formato: CD
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Dookie è il disco che ricordo di più di quel periodo. Era il terzo album dei Green Day, il primo pubblicato con una major, cosa che all'epoca aveva fatto storcere il naso ai puristi della scena punk californiana, ma magari io neanche avrei saputo che esistessero altrimenti. Ma la formula era rimasta praticamente la stessa: tre accordi, ritmo sostenuto, testi scritti principalmente da Billie Joe Armstrong su ansia, noia, consapevolezza sessuale, attacchi di panico. Temi adolescenziali raccontati senza filtri, con un'ironia leggera che li rendeva universali.
Basket Case è il brano che li ha resi famosi nel mondo, con quel ritornello che si pianta in testa e non se ne va più. Longview apre con un giro di basso scritto da Mike Dirnt (leggendariamente) sotto l'effetto dell'LSD, e diventato uno dei riff più riconoscibili del genere. When I Come Around è il momento più pop del disco, meno punk e più melodico, quello che funzionava anche su chi il punk non lo ascoltava.
Non è il tipo di musica che ascolto abitualmente, e non lo era già allora nel senso delle mie priorità musicali. Ma certe canzoni restano attaccate ai ricordi in modo indipendente dai propri gusti, e Dookie è uno di quei dischi. Lo sento ancora e ripenso al pratone di Baratti o alla spiaggia di Cavo.
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