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giovedì 3 ottobre 2024

Avatar - La Via Dell'Acqua (2022)


Regia. James Cameron
Anno: 2022
Titolo originale: Avatar: The Way Of Water
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Il primo Avatar ha avuto una risonanza pazzesca e sono tra quelli rimasti davvero entusiasti. Questo già annunciato secondo capitolo, tra ritardi ed interesse che è calato, è forse venuto fuori un po' in sordina ed anche io sono certo corso a guardarlo. Del resto lo si sa: è un sequel... E di fatto non ha raggiunto l'epicità tecnica e fotografica del primo che poteva risultare come una sorta di novità per l'epoca, anche se oggettivamente moltissime scene, soprattutto le subacquee, sono di una qualità eccelsa e superiore al suo predecessore. Cameron ha alzato ancora l'asticella riguardante la qualità. Nonostante l'esperienza cinematografica del ritorno su Pandora meriti la visione sul grande schermo, io questa volta non ho optato neanche per il supporto fisico, ma mi sono goduto ugualmente la visione con lo streaming di Disney+ e sono riuscito a carpire ugualmente i dettagli tecnici che stanno veramente un gradino sopra a tutto il resto, sebbene certe volte con un HDR così pompato credevo di stare all'interno di un gioco con realtà aumentata. Immagino che goduria poterlo ammirare in 3D con un'esperienza immersiva senza pari, ma mi accontento di ciò che ho essendo comunque un "hater" di tale formato (non nel caso di Avatar ovviamente). La fotografia è spettacolare, con colori vividi e una cura dei dettagli che rende ogni inquadratura un’opera d’arte. Il design delle creature marine e degli ambienti è innovativo e affascinante Dal punto di vista della trama anche questa volta il soggetto punta su di un racconto semplice, in questo caso forse anche troppo, e secondo me il punto di debolezza dell'intera pellicola che dura oltre tre ore, ma non riesce ad essere esaltante se non dal punto di vista visivo. La storia riprende con Jake Sully (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldana) che, dopo aver sconfitto gli umani nel primo film, vivono in pace con la loro famiglia. Tuttavia, la tranquillità è interrotta dal ritorno degli “uomini del cielo”, pronti a riprendere lo sfruttamento di Pandora. La famiglia Sully è costretta a cercare rifugio presso i Metkayina, una tribù di Na’vi che vive in simbiosi con l’ambiente marino. I cattivi gli danno la caccia ed inziiano vari scontri un po' in stile far west degli ultimi anni. Inutile star a dire chi vince: ecco questa sensazione è troppo presente per tutta la trama che non crea nessuna paura o titubanza nello spettatore. Nel complesso però potente anche se forse in un paio di ore si poteva racchiudere il tutto e renderlo ugualmente grandioso.

domenica 4 ottobre 2015

Avatar (2009)




Regia: James Cameron
Anno: 2009
Titolo originale: Avatar
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies

James Cameron non è uno di quelli che fa un film all'anno, ma quando li fa tutti corrono a vederli, tutti ne parlano, tutti li lodano (e qualcuno li critica). Avatar è un gioiello, ma non servo certo io a dirlo. Ha tutto e porta con sè tutto. Fantascienza, avventura, azione, un ottimo cast, effetti speciali da urlo, effetti speciali da urlo ed ancora effetti speciali da urlo. Poi c'è il Messaggio. Quello per cui Cameron ha voluto scrivere soggetto e sceneggiatura per un mondo lontano che gli umani cercheranno di distruggere per i propri interessi. Quel Messaggio buono, pacifico, ecologista di rispetto per la natura e per tutti gli esseri viventi, che è davvero impossibile non abbracciare. Lo farebbero tutti mentre guardano il film. E' questa la sua arma segreta, quella che si nasconde dietro i 237 milioni di dollari serviti alla sua realizzazione: ti innamori di Pandora e dei suoi abitanti e pensi anche alla Terra. Ma fermi un attimo: non è uno stucchevole messaggio da "volemose bene", è l'esaltazione di un profondo senso di giustizia e libertà che va cercato nelle cose semplici che hanno come base appunto il rispetto. Ma il Messaggio, sebbene importantissimo, non è l'unica ossatura su cui fa leva la pellicola: come dicevo appunto, l'ambientazione, i costumi, la creazione sensazionale di un mondo extraterrestre in cui i personaggi si muovono con disinvoltura e poesia. E' un baccanale della magnificenza e della bellezza. Poi si cade anche nell'errore di semplificarlo: uscito dal cinema, a conti fatti mi poteva esser sembrata la storia di Balla Coi Lupi, sparata nel futuro. Ingiusto per entrambi i film, detta tanto per minimizzare una trama semplice e possibilmente banale. Hai tre ore di film e di avvenimenti ne succedono tanti, tantissimi, serve per forza qualcosa di lineare da seguire che parte dal punto A ed arriva dritto a quel B che tutti speriamo. E' ottimista quindi, non banale o scontato. E quando hai tra le mani un prodotto che segna per sempre un nuovo modo di fare cinema (gli effetti speciali esistono fin dal primo fil, ma mai così macroscopici) puoi permettertelo, anzi è sacrosanto che sia così. Perchè Cameron, con le tecniche a sua disposizione, magari anche ideate ad hoc, ha reso reale e realistico un universo creato di sana pianta. Sia le scene iniziali (pochissimi minuti) ambientate sulla Terra, sia quelle su Pandora e sulle sue creature sono vivide, dettagliate, colme di minuziose sottigliezze e di splendida magia colorata. Una pace per i sensi e per gli occhi. Ma poi quanto sarà geniale il cambio di timbro nel personaggio di Sam Worthington? Non quello fisico, ma quello psicologico, una volta che si linka al suo avatar e da scemotto si trasforma in eroe... E la presenza di Sigourney Weaver? Da smascellarsi: scienziata, ma cazzuta come la vogliamo.  Il cattivo guerrafondaio Stephen Lang in coppia con il viscido burocrate Giovanni Ribisi? Michelle Rodriguez sempre affascinante almeno quanto la deformata ed altrettanto attraente Zoe Saldana? Un cast scelto alla perfezione che riesci a seguire anche in assenza del classico colpo di scena, del pathos misterioso che potrebbe stuzzicarti le meningi, dell'intreccio incalcolabile fino a che non lo scorgi chiaramente. Questo può mancare, una volta analizzato e visto tutto il film, ma mentre sei lì che lo guardi, ed è ciò che conta più di ogni altra cosa, non ne senti nè la mancanza nè la necessità. 

L'edizione bluray è la Extended Collector's Edition (oggi al si trova difficilmente, e le recensioni su Amazon parlano di altre versioni) composta da tre dischi. Nel primo abbiamo il film nella sua versione cinematografica, in quella estesa americana (8 minuti in più) ed in quella Estesa da Collezione (16 minuti in più). Tutto in 2D. Quando lo vidi al cinema la versione era quella tridimensionale, e dobbiamo dare atto a Cameron anche di questo: ha puntato su di una tecnologia che aveva già fallito nel corso dei decenni passati, ridandole sfarzo e pubblicità. Da dopo Avatar si sono susseguiti infatti titoli 3D a go-go. Inutili per me, non mi piace molto, se il film non è nato appositamente per questo tipo di intrattenimento. Avatar lo è, eppure riguardandolo adesso nelle canoniche due dimensioni, ne sono rimasto affascinato ancora di più. Pulitissimo, un dettaglio mostruoso, scene al buio o alla luce del giorno impressionanti. La regia punta molto sulla pulizia e sui colori dell'ambiente (basti pensare alla foresta che è perfetta e se vogliamo troppo colorata e aritmetica) che si accende e ti colpisce facendoti restare a bocca aperta. neanche fosse uno di quei filmati creati solo per esaltare i nuovi televisori. Favoloso davvero, una goduria per la vista. Il comparto audio ci regala per la lingua italiana un DTS 5.1, ma avendo già visto il film, ho voluto osare con la lingua originale lossless in HD Master Audio ed ovviamente ci sono stati ottimi risultati. Le scene aggiunte possono essere visionate anche in separata sede, dagli extra del primo disco, così anche per farsi un'idea dei possibili cambiamenti. E' indicato tra l'altro, oltre ai titoli, anche la posizione temporale per gli inserimenti.

Disco 2 (Il viaggio del film-maker):
  •  Scene tagliate (1 ora e 10 minuti comprese le scene aggiunte nelle edizioni speciali ed il commento)
  • Filmando Avatar (1 ora e 38 minuti)
  • Un messaggio da Pandora (20 minuti)
  • Materiale di lavorazione (1 ora e 24 minuti)
Disco 3 (Pandora's box):
  •  Decostruzione scena (1 ora e 5 minuti con le scene visibili nel risultato finale, in template ed in capture)
  • Filmati di lavorazione (1 ora e 36 minuti)
  • 2 trailer
  • Il copione originale
  • La sceneggiatura scritta da Cameron
  • Pandorapedia 
  • I testi delle canzoni
  • 15 archivi grafici

lunedì 23 aprile 2012

Terminator 2 - Il Giorno Del Giudizio (1991)


Regia: James Cameron
Anno: 1991
Titolo originale: Terminator 2: Judment Day
Voto: 9/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

E' raro, quasi da toccare la singolarità, che un sequel sia migliore del primo capitolo su cui è basato. Già con Aliens avevamo visto che James Cameron ci stava provando e davvero non è per niente facile se consideriamo Terminator un vero cult movie fantascientifico. Il regista canadese lascia passare anche questa volta sette anni (è il suo numero fortunato?) per proporci un'avventura potente sotto ogni punto di vista. Parleremo in seguito del bombardamento di effetti speciali per i quali non ha badato a spese, essendo stato Terminator 2 il film più costoso della storia del cinema (oggi neanche tra i primi dieci). Notiamo in ogni caso fin dai primi minuti l'effetto colossal e quel senso di immenso che ci regalerà fino alla fine: prosegue alla grande ciò che Terminator aveva iniziato ovvero una fantastica avventura contro il destino e contro il futuro, non ancora segnato, ma in balia delle nostre azioni. Abbiamo ancora nel cast Arnold Schwarzenegger, ancora più all'apice del successo, e Linda Hamilton in vertiginosa ascesa Hollywoodiana. Il terzo protagonista Michael Biehn lascia posto oggi a Robert Patrick (T-1000) , ma soprattutto al giovanissimo Edward Furlong (John Connor) che davvero non sfigura, ma anzi contribuisce a riempire alcuni vuoti interpretativi lasciati dal bestione di origini austriache. I primi due, se paragonati a quelli visti nel film del 1984 sono personaggi nuovi, simmetricamente opposti, quasi fossero agli antipodi. Sara Connor ha svestito del tutto i panni della ragazza comune e spaurita: la trasformazione si è conclusa del tutto. Adesso è una donna determinata, anche spietata in alcuni casi, di sicuro l'eroina che Cameron voleva sui nostri schermi. In lei restano barlumi di sentimentalismo e di resa, ma è davvero disposta a tutto pur di salvare il figlio e l'umanità. Dall'altra parte abbiamo il T-800 in versione simpatia: una volta passato il disagio iniziale e capito che è schierato con i buoni notiamo una parte umana all'interno del robot che sette anni prima era impensabile. Il cyborg tutto d'un pezzo, impara da John ad essere migliore e forse rappresenta la migliore figura paterna possibile per il predestinato leader della razza umana. Ecco quindi che il capolavoro ha inizio con queste basi: la ragazza della porta accanto trasformata in un automa dalla caratteristiche schizofreniche rinchiusa in un ospedale psichiatrico ed il robot che cerca di comprendere i sentimenti umani. Nel mezzo vi sono il T-1000 dalle mutevoli sembianze umane (non è più definibile come qualcosa di mostruoso o cattivo), ma la vera macchina per uccidere e John Connor, un adolescente che vive un incubo troppo grande per poter apprendere il proprio destino. Il destino, però, come insegna Kyle Reese, non è scritto. Lo spettatore è costantemente con il fiato sul collo, sapendo cosa potrà succedere al futuro nella nostra specie nonostante non sia una pellicola post apocalittica l'incubo relativo al parco giochi che viene disintegrato dall'esplosione nucleare è da considerarsi sul piatto della bilancia. Il pericolo sta nelle macchine, ma mentre avevamo solo una visione in cui queste rappresentano la morte certa, Cameron riesce a spezzare una lancia in loro favore. La scelta esiste ed ecco che queste possono essere usate per salvarci. Il T-800 è stato riprogrammato per venirci in aiuto, la tecnologia non è più vista come il male assoluto, solo come un mezzo da utilizzare per i più svariati fini siano essi di distruzione o di recupero. Lo stesso SkyNet subisce il percorso inverso: nato per buoni propositi si rivelerà agghiacciante portatore di distruzione.

lunedì 9 aprile 2012

Terminator (1984)


Regia: James Cameron
Anno: 1984
Titolo originale: The Terminator
Voto: 8
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Eccoci ancora una volta a dover parlare di un must cinematografico della fantascienza, di un qualcosa che ha aperto le porte per il futuro delle pellicole di questo genere, di un cult movie che è quasi imbarazzante santificare, ma che nei fatti è un film stupendo. Le motivazioni sono tante e non solo di carattere nostalgico. James Cameron crea dal nulla una storia, di quelle che sono innate e di quelle di cui si sarebbe sentita la mancanza se non fosse esistita. La sindrome di Frankenstein vissuta in questo modo, con le macchine che si ribellano e sterminano l'umanità è davvero un'idea sensazionale. Se poi ci aggiungiamo i viaggi nel tempo, la possibilità di modificare il futuro, i cyborg ed altri temi cari alla fantascienza moderna è capibile il successo che la pellicola ha avuto negli anni e l'ispirazione che ha dato ad altre. Mettiamoci dentro pure un Arnold Schwarzenegger, che all'epoca si era già fatto conoscere, e che grazie a Terminator è stato consacrato ad Hollywood: la sua prova a prima vista può sembrare facile nonchè inutile ; dice una manciata di frasi ok, ma i suoi movimenti non si limitano ad essere quasi goffi e tirati come la sua muscolatura vorrebbe. L'espressività facciale, il movimento degli occhi, sono un fedele atto ben riuscito di impersonare un automa. Non eccelso sia ovvio, è sotto gli occhi di tutti ciò che deve fare, ma neanche è così scontato. Così come non è scontato che un attore che sta per essere lanciato al successo acceda ad una parte non decisamente semplice: quella del cattivo, del personaggio negativo. Meno fortunato ad esempio è stato Michael Biehn nella parte di Kyle Reese, che dal punto di vista mediatico non risulta nè carne nè pesce. Da una parte è oscurato dal cyborg senza sentimenti, e dall'altra da una splendida Linda Hamilton che è la vera eroina del film. Un personaggio femminile fortissimo che piace al pubblico, memore anche di Alien e della Weaver. Ebbene sì, con Terminator abbiamo la prova che non sono gli uomini a combattere ed avere un psicologia forte. Qui inoltre è interessantissimo il mutamento che si intravede nel personaggio: da principio una ragazza quasi acqua e sapone, con i suoi problemi mondani che si ritrova ad essere il fulcro per poter salvare tutta l'umanità. Un onere non da poco, che la Hamilton assimila piano piano durante tutto il film. Al di là di questo, dei costumi straordinari, degli effetti speciali da applausi, è proprio la sceneggiatura (sempre di Cameron) il punto forte: era impossibile che non ci facessero un sequel e che non approfondissero il futuro e SkyNet (nome che ho dato alla mia rete wireless casalinga).

martedì 27 marzo 2012

Aliens - Scontro Finale (1986)


Regia: James Cameron
Anno: 1986
Titolo originale: Aliens
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Deve essere stata dura per Cameron, a distanza di sette anni riprendere le fila del capolavoro di Ridley Scott e riuscire ad eguagliare la bellezza di un film che è divenuto un must fantascientifico ed horror. Non so quale tra le due sia la rappresentazione migliore, ma di sicuro si tratta di un qualcosa che lascia il segno. Forse il primo è maggiormente innovativo, ma Cameron dà maggiore risalto, grazie ad un gioco di luci più attivo, agli alieni ed alla loro forma. Soprattutto nel finale, i dettagli lasciano poco spazio all'immaginazione, ricreando mostri sempre più terrificanti e sconvolgenti. Il pathos è alle stelle per tutte le oltre due ore dell'edizione completa (uscita poi nel 1990) in susseguirsi di periodi dall'alto contenuto di adrenalina. Gli horror fantascientifici, soprattutto se sono dei sequel rischiano di essere enormi buchi nell'acqua, ma la trama viene ripresa saggiamente senza storpiature ed aggiungendo personaggi con un certa psicologia, non scontata. Sigourney Weaver si riconferma l'eroina insperata, brava, commovente, dedita all'azione, questa volta affiancata anche da un antipatico (per questioni di copertina) Paul Reiser ed un accattivante Michael Biehn. Immancabile la citazione di Bishop che fa tributo alle tre leggi della robotica, ad inizio film. Gli effetti speciali sono il punto di forza, rendendo la narrazione piacevole anche per i nostri occhi. Nitido all'inverosimile soprattutto nei primi piani, perde un po' in alcune scene "nebbiose" dove il dettaglio non è al cento per cento. La versione bluray del cofanetto prevede sia la pellicola originale sia la Director's cut (che prediligo) grazie alla quale possiamo assaporare diverse scene tagliate precedentemente e non ridoppiate, quindi godibili con i sottotitoli. Piccolo problemino: questi proseguono per un paio di secondo anche una volta terminate le scene inedite. L'audio non è perfetto, ma decisamente buono soprattutto nelle scene di maggiore azione o in quelle che prevedono un avvolgimento del suono.

sabato 24 settembre 2011

Titanic (1997)



Regia: James Cameron
Anno: 1997
Titolo originale: Titanic
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies


Accidenti, son passati quattordici anni ed ancora non lo avevo visto. Inizialmente al solo sentirlo nominare avevo i conati, da tanto era pubblicizzato in ogni luogo ed in ogni attimo. Ragazzine, bambine, mammine, nonnine, donnine di ogni genere che si strappavano i capelli per Leo me l hanno sempre fatta scendere all'inverosimile. C'era chi passava settimane al cinema e sapeva le battute a memoria. Queste cose posso capirle per Ritorno al Futuro o per Guerre Stellare, ma non sono mai riusciuto a concepirle per un divo del cinema. Passano gli anni e non ho mai l'occasione di vederlo: in tv lo trasmettono il sabato o il venerdì sera; a noleggio è quasi impossibile visto che chiunque lo ha già visto e preferisce quindi vedere cose nuove. Potrei scaricarlo, ma non mi viene mai in mente. Finalmente l'occasione capita in vacanza a Londra, dopo una giornata devastante ed una serata piovosa. Visto in lingua originale, ma con sottotitoli in inglese devo dire che si capisce perfettamente, anche per chi non è abituato e non è un fenomeno. L'ambientazione infatti permette lo scandire di vocaboli in un inglese standard, molto pacato e senza contaminazioni. Il film in sè non è propriamente un capolavoro, ma la storia è avvincente con temi di proporzioni mastodontiche che fanno da corollario. La trama si basa sulla storia vera del Titanic e del suo affondamento a causa di un iceberg (e fin qui bella scoperta) , "sporcata" da una storia d'amore strappalacrime e romanticissima con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. Riesce però a non scadere nell'orripilante sentimentalismo che potevo aspettarmi. Anzi, Cameron non tralascia una certa psicologia presente in molti personaggi, anche secondari, non mette da parte le differenze sociali storiche, i timori, le paure, i coraggi. Il fatto che tutto sia fortemente romanzato rende solo più piacevole la visione, aggiungendo pepe e sale in quello che poteva rischiare di divenire un documentario. Musiche ed effetti speciali degni di nota, così come la fotografia che rendono reali diversi tipi di scene. E' infatti il realismo il punto di forza di questa pellicola, che avrei potuto vedere anche qualche anno fa