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mercoledì 14 febbraio 2024

Il Colore Venuto Dallo Spazio (2019)

 
Regia: Richard Stanley
Anno: 2019
Titolo originale: Color Out Of Space
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Parto un po' da lontano e  mi slego dal film, perchè tanto il blog è mio e faccio come mi pare. Vi ricordate Quando ero uno scrittore? Vi ho raccontato brevemente del mio amico Stauce e del Busdry. Anche quest ultimo era un geniaccio incompreso (in realtà io lo comprendevo) in varie materie, soprattutto nel disegno tecnico ed artistico. Un mostro. Era però anche abile ella scrittura ed un appassionato lettore. Non ricordo precisamente quale pseudonimo utilizzasse, ma le iniziali erano HP. Non in onore delle stampanti, ma di Lovecraft, autore di cui non ho mai letto una beneamata mazza. Eppure divoravo un po' di tutto, anche se all'epoca ero più votato ad un tipo di fantascienza classica. Idem per l'horror: escluso qualche romanzo del Re, mi appassionavano i vecchi racconti di Poe. Lovecraft lo ho sempre visto più come un autore da fantasy... Ed io con tale genere non ci andavo molto a nozze, anche se erano i tempi di D&D e nerdate varie da tavolino. Ad ampliare la mia colpa verso l'ignoranza profonda su tale autore aggiungiamo che non troppi natali fa mi sono fatto regalare un'edizione cartacea decisamente spettacolare con copertina rigida di Chtulu. I Racconti Del Mito. Mai iniziato neanche questo. Ma ora veniamo brevemente al film di Stanley che si ispira all'omonimo racconto di Lovecraft e lo traspone ai giorni d'oggi. Ebbene, mentre lo guardavo, a torto o a ragione (non avendo mai letto nulla di suo) continuavo a pensare che riusciva a trasmettere appieno le pagine del racconto. Ed in effetti penso che chiunque possa essere rimasto spiazzato dagli atteggiamenti di Nicholas Cage & Co. , con cambiamenti repentini, a tratti insensati e puramente illogici. Credo che tale trasposizione sia stata fatta fatta in modo egregio, primo perchè siamo ai giorni d'oggi e non negli anni venti del secolo scorso, secondo perchè il ritmo ben cadenzato all'inizio e crescente nella seconda parte, riesce a trasmettere disagio, orrore, metamorfosi e paura. Con un effetto che poteva sembrare essere ormai perso negli anni, ma creato con disinvoltura.

Edizione: bluray
Versione limitata e numerata (#0773/1000) della CG Enterteinment. Cartoncino solido e doppio artwork, traccia italiana in DTS HD MA 5.1, una cartolina ed il booklet "Il Racconto Venuto Dallo Spazio" a colori di ben 22 pagine. Come extra:
  • Trailer
  • Scene eliminate (12 minuti)
  • Making of (21 minuti)

sabato 3 ottobre 2015

Hardware - Metallo Letale (1990)


Regia: Richard Stanley
Anno: 1990
Titolo originale: Hardware
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies

O anche M.A.R.K-13 che forse fa pure più scena. Visto un paio di decini di anni fa sarebbe stato sicuramente meglio, oggi perde gran parte del suo fascino. Fantascienza ed horror a metà strada tra Terminator (il primo) e qualcosina di Mad Max, che si fa sempre ben apprezzare. Anzi, diciamolo chiaramente: il film, nonostante i suoi visibilissimi limiti, non è affatto da buttar via. Tanto per cominciare (voglio iniziare da qui altrimenti poi me ne scordo come capita spesso) ha una colonna sonora mitica: Motorhead, Ministry, Iggy Pop. Tanta buona robina, che mi riporta indietro di qualche anno insomma, ed anche questo fa piacere. Passiamo alla trama: ambientazione post apocalittica, con deserto ed una colorazione quasi monocromatica tendente al giallo_arancione_un_po'_rosso che ci fa capire che il mondo non è poi così tanto ospitale. Infatti un grandissimo problema sono le radiazioni e così via. Bello. Un po' Interceptor per l'appunto. Le persone vivono di sussidi o si arrangiano cercando vecchie cianfrusaglie ferrose da rivendere. Ed ecco che viene trovato il corpo fatto a pezzi di un androide che nella seconda parte del film sarà un modello casereccio del T-800 di Cameron, il quale avrà come compito quello di "non risparmiare nessuna carne" (Marco, 13 [cit. biblica]). Elettronica ed inforrmatica quanto basa anche per dargli una parvenza cyberpunk e farcelo godere un attimino di più. Inoltre c'è l'aspetto horror dato dalla venatura splatter: il robot non si limita infatti ad ucciderti, ma ti fa a pezzi, ed il sangue non manca. Molta tensione e quel grado di affascinante pericolo gravano sulla pellicola per diverse decine di minuti, poi evidentemente Richard Stanely finisce il budget a propria disposizione e dopo che i nostri eroi hanno cercato di distruggere la macchina con ogni mezzo possibile ed immaginabile, ha una trovata decisamente frettolosa: il robot non è certificato IP67, quindi basta fargli una doccia e cessa di esistere, andando in cortocircuito o roba simile. Ok, è solo il finale, ma si poteva fare qualcosa di meglio, tipo una bomba messa nella testa o magari schiacciato da una pressa meccanica... Un quasi gran bel film con l'eroina femminile (Stacey Travis che prova a fare Sarah Connor) che fa quasi tutto da sola e riesce quasi nell'intento di vivere felice e contenta: il fidanzato (Dylan McDermott) muore avvelenato. Non male dai.