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mercoledì 11 dicembre 2024

Stampante Liene ZPP110

 

La stampante Liene ZPP110 è un dispositivo mobile progettato per la stampa di foto in modo rapido e pratico, ideale per chi desidera trasformare i propri ricordi digitali in stampe fisiche ovunque si trovi. Utilizza la tecnologia ZINK (Zero Ink), che elimina la necessità di cartucce di inchiostro, grazie a una carta speciale che reagisce al calore per produrre immagini a colori. Questo rende le stampe resistenti all'acqua, agli strappi e prive di sbavature.


Caratteristiche principali


Portabilità: La stampante è compatta (126x85x25 mm, peso di 183 g) e può essere facilmente trasportata in una borsa o zaino.


Qualità di stampa: Stampa foto da 2x3 pollici con una risoluzione di 300 dpi. La qualità è adeguata per foto personali e ricordi, ma non offre dettagli estremi per uso professionale.


Connettività: Si collega via Bluetooth 5.0 a dispositivi Android (da 7.0 in poi) e iOS (da 9.0 in poi) senza necessità di Wi-Fi. È inoltre compatibile con l'app Liene Photo, che consente modifiche e personalizzazioni alle foto prima della stampa.


Batteria: Dispone di una batteria ricaricabile da 500 mAh che permette fino a 30 stampe con una carica completa.


Carta adesiva: Supporta carta fotografica adesiva, utile per scrapbooking o decorazioni.



Pro e Contro


Pro:


Design compatto e leggero.


Nessun bisogno di inchiostro grazie alla tecnologia ZINK.


Facilità d'uso con l'app e la connessione Bluetooth.


Ideale per stampe rapide e creative.



Contro:


Formato di stampa limitato (2x3 pollici).


Non adatta per stampe di alta qualità professionale.


Capacità del cassetto carta ridotta a 10 fogli.



In sintesi, la Liene ZPP110 è una stampante adatta per un uso personale e creativo, perfetta per chi cerca una soluzione portatile per stampare foto direttamente dal proprio smartphone. Tuttavia, non è la scelta ideale per esigenze di stampa professionale o formati più grandi.

giovedì 16 febbraio 2023

Secondo classificato a "FotograVie"

 
Qualche giorno fa sono stato contattato sulla pagina Facebook di VER da Simona di Vie dei Canti. Ed ho così appreso la bella notizia di essermi classificato come secondo al concorso fotografico indetto lo scorso anno dal titolo "FotograVie". E quella che vedete allegata all'articolo è l'originale di quella che ha vinto. Parlo di originale, perchè così è nata, anche se per partecipare al concorso ho dovuto ritagliarla secondo il formato di Instagram. Scattata con il mio smartphone (un semplice OnePlus 7T) durante il viaggio trekking a Capraia organizzato appunto da Vie dei Canti. Tre giorni davvero divertenti ed emozionanti che mi hanno anche portato a raggiungere questo piacevole risultato ed essere presente nella loro newsletter oltre ad avere un buono da utilizzare sui loro viaggi.

mercoledì 1 dicembre 2021

Tommaso Carrara - Haystack Heroes, Westray 2021


 Il mio amico gettons sta facendo le cose in grande. Qualche settimana fa scrissi del fatto che una sua foto fosse presente su una nota rivista italiana, certo una bella soddisfazione, ma sicuramente non l'unica in questo ambito. Infatti, nel corso del tempo, muovendo i primi passi e producendo i primi scatti ha partecipato a numerosi concorsi, piazzandosi spesso in posizioni di tutto riguardo. Quando mi ha annunciato di aver autoprodotto una "zine", un piccolo album a tiratura limitata che segue un suo progetto ben specifico, ancor prima di volerne sapere di più, l'ho acquista a scatola chiusa. L'attesa è stata lunga e caotica, un po' per i canonici ritardi delle Poste, un po' per la dogana, ma finalmente è arrivata. Ovviamente in questo lungo lasso di tempo c'è stato tempo per accrescere la mia conoscenza su quanto acquistato e sulla nascita ed evoluzione di questo progetto: Haystack Heroes. 
Gettons, oltre che un amico di vecchia data, ovvero dai tempi delle superiori, è stato anche un presentissimo compagno di viaggio: la sua passione per la street photography nasce anche in relazione a quella per scoprire il mondo attraverso le grandi metropoli. Inoltre abita a Londra da diversi anni e spesso fa spola con Parigi per motivi famigliari, curando un particolare interesse per la fotografia di strada. I viaggi però, anche in ogni tipo di luogo differente dalla metropoli non sono mai mancati tra i suoi hobby, creando una sorta di dualismo e contrasto nel proprio portfolio. Durante i mesi bui della pandemia e dei lockdown  si è quindi dedicato molto anche ai piccoli borghi sul mare ed alla ricerca di una ancora maggiore tranquillità. 

E' così infatti che nasce, in maniera del tutto casuale il progetto Haystack Heroes, ad agosto 2021. Tommaso, che dal punto di vista fotografico si era concentrato sulla street photography, corona il proprio sogno di fare una vacanza sulle Shetland scozzesi ed alle Orcadi, Non dimentica però di portarsi l'attrezzatura fotografica, perchè si sa, il pallino resta sempre quello, di poter fare qualche scatto interessante come ricordo. Quando arriva sull'isola di Westray, la più nordoccidentale dell'arcipelago, armato della sua Hasselblad 503CXi, fotografa un omino di pezza che aveva attirato la sua attenzione. Quel fantoccio impavido è lì, fermo, ma scosso dal vento gelido che attende i visitatori. E' uno dei tanti eroi di paglia che sono presenti sull'isola. Questi presenziano le abitazioni, gli esercizi commerciali, sono adagiati per le strade o nei giardini. I bislacchi spaventapasseri sono presenti ovunque. Ma di cosa si tratta? Cosa rappresentano? Perchè sono così tanti e così ben curati? Tommaso prima di avere risposta alle proprie domande non perde tempo ed inizia a scattare: la vacanza si trasforma in un'occasione  per far conoscere la storia degli Haystack Hereoes.
Questi sono stati creati dagli abitanti di Westray in maniera tale da raccogliere fondi per la RNLI: Royal National Lifeboat Institution, ovvero l'ente che si occupa di salvare le vite in mare e della salvaguardia dell'ambiente marino. 

Ecco quindi che Tommaso si è ritrovato ad unire, in un progetto sorprendente, due aspetti fotografici che possono sembrare distanti tra loro: i fantocci inermi paiono abitare la piccola isola sperduta elle estremità scozzesi. Street photography in un piccolo villaggio lontano dalle luci, dal caos e dal rumore delle metropoli, ma immersa e contornata dalle forze sperdute della natura. I soggetti restano ignari ed inconsapevoli, ma si prestano candidamente al servizio fotografico, nei più disparati atteggiamenti. Una volta tornato a Londra, nasce così l'idea di creare un album a loro dedicato, una zine acquistabile su Etsy (anche Tommaso donerà una parte del ricavato alla RNLI) che ci regala un percorso visivo decisamente differente dal solito e che riesce nell'intento di farci incuriosire su luoghi così particolari e lontani e ragionare sull'importanza della salvaguardia dei mari.

Sito web di Tommaso Carrara: gettons

giovedì 21 ottobre 2021

Il mio amico gettons è famoso

 

Il mio grande, grandissimo amico gettons da qualche anno ci rompe le palle con foto e fotine varie, essenzialmente materiale da street photography. C'è da dire però che è bravo e che ha iniziato ad avere un discreto seguito di pubblico sui social ed anche attraverso i media di settore o riviste specializzate partecipando anche ad alcuni concorsi. Per chi fosse interessato a seguirlo e vedere una parte dei suoi lavori lo può seguire su Instagram (ecco il suo contatto) oppure sul suo sito web: gettons. Una sua foto, scattata nel settembre 2020 nella piccola cittadine britannica di Clacton-on-Sea è inoltre stata inserita nella rubrica "Una vita in vacanza" di Fotografare di questo mese (ottobre 2021). Per lo scatto ha utilizzato la sua fedele Leica M10-R con obiettivo Leica Elmarit-M 28mm ed ha approfittato dello stato di relax dell'ignara vacanziera che si godeva gli ultimi soli settembrini.

giovedì 12 novembre 2020

Google Foto a pagamento (quasi)

 

Il giochino è finito. C'era da aspettarselo prima o poi, ma non sarà poi un così grande dramma. Piccolo riassunto: Google Foto ha sempre permesso l'archiviazione illimitata (in numero di foto e spazio occupato) se si stava sotto una certa soglia di megapixel, non ricordo precisamente quale (credo sui 16). Quindi se caricavamo foto in formato originale che superassero questo tipo di qualità (già di per sè molto alta) queste venivano conteggiate nello spazio di archiviazione (15 GB di base), altrimenti lo spazio non veniva scalfito. Vi inoltro l'email arrivata oggi da Google che spiega invece come le cose cambieranno dal prossimo anno:

Buongiorno Jack O.,
Abbiamo lanciato Google Foto più di cinque anni fa e, da allora, il servizio è diventato più di una semplice app per gestire le tue foto: è un posto in cui andare quando hai nostalgia di quel momento speciale e vuoi riviverlo. Oggi su Google Foto trovano spazio più 4.000 miliardi di foto e video, inclusi i tuoi, ai quali se ne aggiungono ogni settimana altri 28 miliardi. Per accogliere un numero ancora maggiore di ricordi e assicurare la funzionalità di Google Foto anche per il futuro, stiamo introducendo una modifica relativa alle norme sullo spazio di archiviazione.
A partire dal 1° giugno 2021, tutte le nuove foto e i nuovi video di cui hai effettuato il backup in alta qualità verranno conteggiati ai fini del calcolo dello spazio di archiviazione gratuito di 15 GB fornito insieme al tuo Account Google o di qualsiasi spazio di archiviazione aggiuntivo che tu abbia acquistato, così come già avviene per altri servizi Google, come Google Drive e Gmail.
Tutte le foto e tutti i video di cui effettui il backup in alta qualità prima del 1° giugno 2021 sono esclusi da questa modifica e non verranno conteggiati ai fini del calcolo dello spazio di archiviazione del tuo Account Google. Sono inclusi tutti i tuoi contenuti esistenti caricati in alta qualità.
Non prendiamo questa decisione alla leggera e siamo consapevoli che si tratta di un grande cambiamento: per aiutarti ad affrontarlo, abbiamo voluto informarti con largo anticipo e fornirti tutte le risorse necessarie.                       


È necessaria un'azione immediata da parte mia?
No, puoi continuare a utilizzare Google Foto per effettuare il backup di foto e video. Dopo il 1° giugno 2021 ti contatteremo e ti invieremo promemoria quando starai per esaurire il tuo spazio di archiviazione. Per la maggior parte degli utenti ci vorranno anni prima di dover intraprendere un'azione.
Quando esaurirò i 15 GB di spazio di archiviazione gratuito?
Abbiamo creato una stima personalizzata che ti mostra quanto tempo ti rimane prima di raggiungere il limite. Questa stima considera la frequenza con cui effettui il backup di foto, video e altri contenuti sul tuo Account Google.
Che cosa posso fare per gestire il mio spazio di archiviazione?
Il 1° giugno 2021 lanceremo un nuovo strumento di gestione dello spazio di archiviazione che ti aiuterà a trovare e a eliminare facilmente i contenuti scuri, sfocati o comunque indesiderati. Puoi anche acquistare spazio di archiviazione aggiuntivo con Google One, dove disponibile.
Apprezziamo che tu abbia scelto Google Foto per archiviare i tuoi ricordi in modo sicuro. Questa modifica ci consente di stare al passo con la crescente domanda di spazio di archiviazione per le foto e di dedicarci al supporto della funzionalità di Google Foto anche per il futuro. Per ulteriori informazioni su questa modifica, consulta questo articolo del Centro assistenza o questo post del blog.
Grazie,
Il tuo team di Google Foto
  

domenica 1 dicembre 2019

Photo Lux Festival 2019, Lucca

Breve resoconto del ritorno immediato a Lucca a distanza di soli sette giorni. Guarisco, mi rimetto alla grande e partiamo, senza previsioni meteo per Lucca in cui si svolge il Photo Lux Festival: Mondi. In tutta la città sono state allestite ben 7 zone in cui poter visitare le varie mostre fotografiche (oltre ad eventi giornalieri) in location particolari ed ammirevoli. In una giornata, con un po' di buona organizzazione è possibile darci dentro e riuscire a godersi ognuno dei punti d'interesse: Palazzo Ducale, Chiesa di San Cristoforo, Palazzo Esposizione della Fondazione Banca del Monte di Lucca, Chiesa di Santa Maria Annunziata dei Servi, Villa Bottini, Ex cavallerizza e Chiesa di Santa Caterina.

Album fotografico Photo Lux Festival 2019

venerdì 1 novembre 2019

Leggere. Steve McCurry (Gallerie Estensi, Modena)

 Ammirare le foto (opere d'arte) degli artisti di un certo calibro, anche se non ho certo la praticità e la dimestichezza di gettons, mi entusiasma. Ci sono nomi poi, che sono riconosciuti anche dal popolo ignorante, vuoi perchè commerciali, o perchè estremamente famosi per le loro capacità, ma se ti capita l'occasione non puoi farteli scappare. E' successo con Robert Doisneau, trovato a Pisa lo scorso anno e pure a Tallinn questa estate, o con la mostra collettiva dei 100 anni della Leica a Roma o con quella a San Gimignano su Henri Cartier - Besson: tutte belle occasioni ed esperienze. A Modena, alle Gallerie Estensi vi è un altro grande maestro: Steve McCurry. Sono esposte 70 opere dedicate alla passione universale per la lettura in quarant’anni di carriera e che comprendono la serie che egli stesso ha riunito in un volume.  Gli scatti ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell'atto intimo di leggere, colte dall’obiettivo di McCurry che testimoniano la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell'uomo.
I contesti sono i più vari, dai i luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono immagini che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici; per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
In una sorta di percorso parallelo, le fotografie sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
La mostra è decisamente consigliata da vedere, ben esposta, spaziosa, ti lascia qualcosa dentro. 


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Album fotografico Leggere. Steve McCurry

sabato 12 maggio 2018

Mostre fotografiche a Pisa

Pisa sa offrire qualcosa di veramente interessante. Ne approfitto per fare un salto al Palazzo Blu, dove è attualmente in corso, fino al 1 luglio, "Il viaggio di Marco Polo nelle fotografie di Michael Yamashita". Si tratta di una mostra realizzata da National Geographic a cura di Marco Cattaneo ed utilizza proprio i lavori di uno dei suoi fotografi che si ispira e prende spunto dal magnifico viaggio durato bene ventiquattro anni che intraprese Marco Polo per raggiungere l'estremo oriente. Un qualcosa di epico raccontato con immagini, video e descrizioni per riscoprire i luoghi ed i popoli che si trovano lungo questo incredibile cammino. Proseguo sul Lungarno ed arrivo proprio lì vicino, a Palazzo Lanfranchi dove posso vedere un'altra mostra fotografica: "Robert Doisneau. Pescatore d'immagini". Vi è una collezione ben assortita di 70 immagini con le opere del fotografo francese, tra cui Le Baiser de l'Hôtel de Ville. Peccato che non abbia avuto il permesso di scattare altre foto di questa esposizione. Cosa davvero ingiusta: se avessero proibito a questi grandi fotografi di scattare ciò che volevano, oggi non sarebbero stati tali.

Album fotografico Mostre fotografiche a Pisa (12/05/2018)

Acquista Marco Polo. Un fotografo sulle tracce del passato
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giovedì 1 febbraio 2018

VER torna su Flickr

Diverso tempo fa mi ero iscritto al Flickr e lo usavo con profitto: feci addirittura l'abbonamento alla versione Pro quando vi erano limiti per caricare giornalmente materiale. Non sto a perdere tempo in descrizioni su cosa sia o cosa non sia, serve a me per tenere traccia dei movimenti che faccio. Fatto sta che dopo alcune vicissitudini decisi di spostare tutte le mie creazioni fotografiche su Google Foto. Non che adesso non lo voglia più usare, ma lo spazio "illimitato" lo sto esaurendo, nel secondo che probabilmente sto caricando foto in dimensioni originali (anche se il OnePlus le fa a 16 megapixel massimo, quindi rientra nel limite) oppure sfrutto moltissimo Drive. Ma insomma il fatto maggiore è che si stanno creando nella mia raccolta moltissimi album soprattutto delle gite. Vuoi un po' per pigrizia, vuoi perchè Google Foto non permette di usare tag, etichette o sottocartelle, sta diventando un casino andare a ricercare determinati avvenimenti. La ricerca funziona benissimo, ma non sempre ho messo un titolo facile da ricordare o che fosse chiaro. Flickr, dà 1TB di spazio, che è (almeno oggi) un'enormità spaziale, ma soprattutto permette di organizzare il proprio portfolio in Collezioni, set, album, gallerie, insomma in maniera che se ti ci impegni è maggiormente ordinata. Così adesso voglio provare a caricare su questa piattaforma e vedere come va. Via applicazione ho visto che non è tutto oro ciò che luccica, le cose importanti e che servono a me vanno fatte via web... Ho però trovato intanto Uploader For Flickr che dà la possibilità di fare il backup automatico da singole cartelle a tue scelta. Ed è già un bel passo avanti: non voglio stare  caricare, consumando giga miei o di una wifi mentre sono in vacanza, per ogni foto che scatto. Ci manda in automatico così quelle che scelgo e modifico o tratto. Poi qualche operazione posso farla con l'app ufficiale di Flickr. Ed una volta fatto, con calma, le organizzo in raccolte, ma questo serve a me quindi posso farlo anche successivamente alla pubblicazione. Ah, ovviamente su queste posso anche scegliere la licenza, Creative Commons nel mio caso BY-SA. Poi comunque fateci quello che vi pare.

lunedì 8 gennaio 2018

Roma: cinque mostre da visitare

Roma, la Città Eterna, offre oltre ai propri monumenti e le proprie strade colme di negozi ed attrazioni, anche una serie molto vasta di avvenimenti e mostre dedicate all’arte, ma non solo. Per chi si ritrova a visitare la capitale e vuole approfittarne, è possibile in questi giorni poter spaziare da un tema all’altro, senza allontanarsi dai luoghi più conosciuti, ma riuscendo anche ad ammirare opere particolari che esulano dai tradizionali percorsi.

Cinecittà si mostra:
Da qualche anno è possibile visitare gli Studios di Cinecittà ed una parte allestita come museo del cinema. L’ingresso con visita guidata ai set costa 20 euro, è disponibile in varie fasce orarie, e comprende l’entrata per la mostra (10 euro) da fare in autonomia. Tutto il percorso dura circa 2 ore e mezzo, compresi i sessanta minuti in cui sarete accompagnati dalla guida. Il tutto si snoda in aeree all’aperto, essenzialmente dedicate ai set ed alle mastodontiche scenografie utilizzate per produzioni italiane ed internazionali, ed in zone al coperto allestite come percorsi espositivi. Questi si dividono in tre parti: “Perchè Cinecittà” è il primo e ripercorre la nascita del progetto e del complesso nei suoi primi anni (gli anni 30 e 40), all’interno della Palazzina Fellini (figura centrale per tutto l’ambiente cinematografico italiano). La mostra prosegue in ordine cronologico con “Girando a Cinecittà”, arrivando fino agli 80 con le produzioni più importanti che hanno fatto la storia del nostro cinema. All’interno della Palazzina Presidenziale si passa dal cinema di propaganda al neorealismo per arrivare agli spaghetti western ed alle produzioni hollywoodiane ambientate a Roma. Il terzo percorso, “Backstage” è dedicato a mestieri e mestieranti del cinema con sezioni didattiche ed interattive che permettono di apprezzare da vicino la regia, la sceneggiatura ed il doppiaggio. La parte di maggiore impatto, anche emotivo, è però data dalla visita guidata, che con interessanti spiegazioni ed aneddoti ci porta all’interno dei set all’aperto che sovrastano l’immaginario e la fantasia. Le aree tematiche permanenti riguardano Roma Antica, il Tempio di Gerusalemme e la Firenze del 1400. Forse il costo totale del biglietto è eccessivo, ma per gli amanti del cinema è una tappa imperdibile resa ancor più preziosa dalla capacità divulgativa delle guide.
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Hokusai, sulle orme del maestro:
Fate in fretta perchè c’è tempo solo fino al 14 gennaio: all’Ara Pacis si tiene la mostra dedicata a Katsushika Hokusai. Una collezione varia e completa con circa 200 opere del maestro e di altri artisti come Eisen, Hokkei ed altri. Impensabile a mio avviso avvicinarsi alla mostra senza l’ausilio dell’audioguida, che riesce ad entrare nel dettaglio della vita e delle opere di Hokusai. La mostra si dirama cronologicamente concentrandosi su ogni periodo della vita dell’artista proponendoci le opere di carattere faunistico e floristico affiancate dai manga. La produzione è molto vasta e comprende minuziose rappresentazioni di paesaggi, prati, rocce, boschi per una visione a tutto tondo del mondo giapponese senza dimenticare il Monte Fuji, reso iconico anche grazie allo stesso Hokusai. Non mancano poi le rappresentazioni degli esseri viventi, animali, creature fantastiche e mitologiche, ma anche donne con volti ed espressioni disegnati e dipinti con grazia, ma che non lasciano da parte pure immagini erotiche ed “immagini pericolose” un tempo addirittura censurate. Il percorso della mostra segue quello intrapreso dall’artista durante la sua vita, così possiamo spostarci da una stanza all’altra per ammirare la ricerca della perfezione, non tanto a livello artistico quanto sul piano del soggetto: aquile, draghi e tigri che divengono protagonisti indiscussi dei rotoli verticali. All'interno non è possibile scattare foto o registrare video, il biglietto intero costa 12 euro e l'audioguida ulteriori 4.

 Brikmania: Per questa mostra che si tiene al Guido Reni District (proprio vicinissimo al MAXXI) il tempo scade il 28 gennaio quindi ancora qualche giorno a disposizione. Si tratta di un’esposizione interamente realizzata con mattoncini Lego, forse un po’ troppo orientata ad un pubblico composto da giovanissimi con poco spazio per noi vecchi nerd. Non mancano infatti gli spazi per bambini proprio all’interno delle sale da esposizione, ed è possibile abbinare la visita ad altre mostre sempre con un carattere creativo ed educativo. I circa 120 pezzi che formano le scene sono il frutto del lavoro di 20 artisti che hanno impiegato circa un anno per creare auto, navi, aerei e razzi spaziali, divertenti ed affascinanti copie di mezzi realmente esistenti o esistiti. Il biglietto costa 13 euro, e vi è la possibilità di abbinarlo alle altre mostre.

Monet:
Il Complesso del Vittoriano invece ospita fino all’11 febbraio una mostra dedicata a Monet. Si tratta di una raccolta di 60 pezzi del padre dell’Impressionismo che provengono tutte dal Musee Marmottan Monet di Parigi. Lavori privati, che l’artista conservava nella propria casa di Giverny, ereditati dal figlio Michel e quindi donati al museo. Si inizia con un breve filmato che introduce l’artista ed il periodo di riferimento, per poi iniziare ad ammirare le opere vere proprie, compresi i suoi primi lavori, caricature e ritratti dei figli. Si prosegue con i paesaggi sia urbani che rurali, con i salici piangenti, i fiori del giardino, ninfee e rose. Trattandosi di opere collezionate e messe da parte nel corso degli anni, queste abbracciano più periodi della sua vita e riescono così nell’intento di mostrarci una visione molto aperta e dettagliata dei suoi interessi e delle sue passioni. All’interno dei giardini della sua dimora in Normandia infatti si dedicò alla pittura ed alla cura del paesaggio prendendo appunto spunto per alcuni propri quadri dal suo celebre giardino e dal laghetto in stile giapponese che riuscì a costruire al suo interno. Fonte incredibile di ispirazione ed il suo personale laboratorio en plein air. Studi sui colori, sulla luce e sperimentazioni cromatiche danno vita così a numerosi lavori che oggi sono parte indissolubile del suo vasto repertorio.
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 I grandi maestri. 100 anni di fotografia Leica

Sempre al Complesso del Vittoriano, ed in questa occasione fino al 18 febbraio, si tiene anche la mostra sui 100 anni di fotografia Leica. Sono moltissimi gli artisti che hanno utilizzato questa macchina per i propri scatti e vengono qui esposte circa 350 fotografie d'epoca e che hanno segnato la storia. Tra i tanti possiamo ammirare Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, William Klein e così via. Un excursus che prevede anche locandine e libri, filmati e riviste: è curioso, come anche per chi non è un appassionato o del mestiere, ritrovare nelle immagini posizionate lungo l'allestimento ciò che ci è rimasto impresso negli anni, che si tratti dei Beatles o di Che Guevara. 16 sezioni (Oskar Barnack fotografo; Leica e la nuova visione (“neues sehen”); Fotogiornalismo 1925–1935; Fotografia e propaganda; Fotografia umanista; Gli anni di macerie; La fotografia soggettiva; Fotogiornalismo 1945–1970; Fotografia d’autore; La “new color photography”; Leica e la fotografia di moda; Leica in Giappone; Leica in Spagna; Leica in Portogallo; Fotografia d’autore: anni ‘70; Fotografia d’autore: dagli anni ‘80 a oggi) che si intrecciano cronologicamente e tematicamente facendoci abbracciare il vasto mondo della fotografia.
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domenica 24 settembre 2017

Mostra di Henri Cartier-Bresson a San Gimignano

Scatto di TimeWalk
Una giornata a San Gimignano è sempre piacevole: bei paesaggi, cultura, prelibatezze culinarie. Oltre alle torri ed ai vicoli  del caratteristico borgo, ormai noto e visitato più volte possiamo anche puntare su iniziative degne di nota, come la mostra dedicata a Henri Cartier Bresson. La mostra fotografica si tiene nella Galleria di Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada" e dura fino al 15 ottobre. Il prezzo del biglietto intero è di 9 euro che permette di poter ammirare i 140 scatti presenti nell'allestimento. Un'occasione importante per gli amanti della fotografia, ma non solo: attraverso i lavori di Henri Cartier-Bresson abbiamo la possibilità di buttare uno sguardo al secolo scorso con testimonianze visive e reportage che ritraggono situazioni reali. Senza artefatti, senza che ci si concentri tecnica o filtri: semplicemente ciò che accade nell'istante in cui si scatta. Dalla Francia alla Spagna, al Messico, gli Stati Uniti, l'Asia e l'URSS, ma non manca neanche l'Italia, rappresentazioni dove non esistono pose, ma esclusivamente naturalezza e storia. Cartier-Bresson esalta la riuscita nel trovare il momento decisivo affinchè venga immortalato. Percorrere con lo sguardo quei bianco e nero è un tuffo nella Storia del secolo scorso, con situazioni decisive nel momento in cui vengono impresse sulla pellicola.

Album fotografico San Gimignano (24/09/2017)

sabato 24 giugno 2017

Buca Delle Fate

Non sempre rendiamo giustizia ai bellissimi posti che circondano Piombino e la Costa degli Etruschi. Eppure proprio a due passi, forse anche tre se li contiamo in maniera puntigliosa, abbiamo una spiaggia bellissima del nostro territorio: Buca delle Fate. Se non avete la fortuna di avere un mezzo nautico, per raggiungere questa baia via mare, ci sono alcuni sentieri che lo permettono. Il più corto è semplice è quello che parte a metà strada tra il Golfo di Baratti e Populonia. Andateci, ne vale la pena, sia che siate turisti o che siate gente della zona stanchi della solita sabbia.














domenica 26 aprile 2015

NUDE - Tre artiste un'unica traccia



 
ospita 
 
NUDE - tre artiste un’unica traccia
di 
 
Antonella Albani
Francesca Caracciolo
Elisabetta Pizzichetti 
 
vernissage
sabato 9 e domenica 10 maggio 2015
ore 11.00 - 13.00 e 15.30 - 19.30
al settimo piano di via Santa Croce in Gerusalemme,
91 – Roma

Essere nude significa esporre la propria intimità. Non pelle ma essenza, a tratti pura e spontanea, a tratti sfacciata e infantile. Donne che si nascondono mentre si lasciano guardare. Chiuse in se stesse, a volte si rifugiano verso un muro pronto a sostenerle, a coprirle, altre volte è lo stipite di una porta ad aiutarle a nascondersi. Così protette, la loro schiena diventa una fortezza e le loro gambe diventano colonne che non servono a sostenere.” Antonella Albani

Donne: modello classico per eccellenza che volevo riscoprire. Individuo unico e forte, radicato alla terra, ma pieno di ambigue contraddizioni. Donne isolate, inquiete, erotiche, dai tratti non delineati. A volte escono da un sogno, altre da fotografie, come in questo dialogo tra artiste: posando l'una per l'altra così da mettere a fuoco tre interpretazioni di un’unica visione.” Francesca Caracciolo

Nude nasce per caso da un set fotografico occasionale. Non è stato un lavoro progettato con un’intenzione predefinita. Piuttosto , a un certo punto ci siamo messe a giocare come le bambine quando dicono “facciamo che ero io?” Elisabetta Pizzichetti

Tre artiste - ognuna con la propria poetica, il proprio stile, la propria tecnica - si mettono “in gioco” sul tema del nudo femminile. Tre mondi diversi per un’unica traccia: il corpo della donna. Immagini di interni più mentali che fisici, visioni a tratti astratte, talvolta venate di erotismo e sensualità, come nella poetica della pittrice Francesca Caracciolo, altre volte sfuggenti, metafisiche e sospese in un malinconico nonsense, come per la fotografa Antonella Albani, altre ancora decostruite, immerse nella psichedelia, come per l’artista Elisabetta Pizzichetti che fonde tecniche miste.
Antonella Albani, Francesca Caracciolo ed Elisabeta Pizzichetti hanno dato origine al progetto NUDE mettendosi a nudo in un gioco di scambi dove ogni artista, come in un teatro di specchi, è divenuta musa ispiratrice e modella dell’altra, “soggetto” delle altre e di conseguenza di se stessa.

Antonella Albani nasce a Roma nel 1972. Dopo gli studi di fotografia si laurea in Storia dell’arte moderna con una tesi sull’eredità di Raffaello in pittura, raffinando le sue competenze di tipo umanistico e la passione per le arti figurative. Espone in varie collettive fotografiche e nel 2013 viene selezionata dal gallerista Carlo Gallerati per il “ Secondo Progetto Portfolio” con il progetto La soglia. “Nelle mie opere fotografiche racconto l’attesa di qualcosa che non necessariamente deve accadere. Quello dei miei personaggi, piuttosto che un agire, è una sospensione. Una poetica, questa, venata di atmosfere metafisiche.”

Francesca Caracciolo nasce il 20 marzo 1974 a Napoli. Trascorre l'infanzia nel laboratorio dello scultore ceramista Giovanni Sinno . Si diploma presso l'Istituto statale d'arte e si laurea in Storia dell'arte. Si dedica a diverse forme di espressione creativa come la danza, il teatro e la pittura. Nel 2007 si trasferisce a Roma, dove frequenta alcuni corsi presso l'Accademia d'arte e prosegue la pratica diretta nell'atelier di Danilo Bucchi. “Utilizzo la pittura per visualizzare l’invisibile, cristallizzare emozioni la cui sfuggevolezza rimane invischiata nel gesto del pennello. Sensazioni che emergono dai meandri della memoria e il cui senso non trova risposta nella mera figurazione, ma nell’evanescenza di siluette dai contorni sfumati che si rincorrono o si stagliano su scenari atemporali, sospesi in un’atmosfera rarefatta, a tratti malinconica.

Elisabetta Pizzichetti si forma a Firenze, dove studia arte e filosofia. Inizia a dipingere nei primi anni ’80. Contemporaneamente, insegna arte a Firenze e ad Ascoli Piceno ad adulti e a bambini, collabora con studi grafici, mostre e musei. Nel 2001 si trasferisce a Roma dove si dedica esclusivamente alla pittura per poi abbandonare il pennello a favore dell'obiettivo fotografico giocando con sovrapposizioni e mix di materiali diversi. “Ho studiato arte e filosofia tentando di rendere la seconda il più possibile simile alla prima. Dipingo e disegno dall’infanzia, quando mi sedevo vicino a mia madre che lo faceva, in momenti perfetti di linguaggio condiviso. Ho inciampato in molti altri mestieri, ma quello dell’artista è l’unico per cui vale la pena. Mi piace l’ironia e il saltare di lato. Non mi piace stare ferma.

Openhouse Roma:

L'attico ristrutturato da Francesca Bertuglia, ospita periodicamente alcune mostre organizzate da Party al fine di promuovere un diverso modo di ricevere l'esperienza dell'Arte, in spazi domestici o professionali. L'appartamento ospita NUDE, una mostra di pittura, fotografia e collage a tecnica mista che riunisce le opere di tre artiste intorno al tema del corpo della donna. Antonella Albani, Francesca Caracciolo ed Elisabetta Pizzichetti si sono messe a nudo, dando vita a un gioco di suggestioni in cui le visioni dell'una vivono e si specchiano nelle visioni dell'altra.
Promosso da: Party – l'arte da ricevere. A cura di: F. Bertuglia, M.S. Bazzoli
Periodo: contemporaneo
Area: Area 4
Tipo: Evento
E' permesso fotografare: Si
Modalità di accesso: libero per ordine di arrivo

Orari
Sabato dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:30 Domenica dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:30

venerdì 25 aprile 2014

Foto e video Normandia e Bretagna

Ho caricato alcune foto fatte durante l'ultima gita che ci ha visti partire da Londra per la volta della Normandia e della Bretagna, più relativo ritorno a Londra. Queste sono state messe in due album separati di Google+ senza un'apparente logica se non quella temporale. Non sono un gran fotografo e sono state tutte scattate con il Nexus 4 ad una risoluzione relativamente bassa per permetterne il caricamento quasi istantaneo via internet. Di buono c'è che chi le visualizza tramite Google+ può vedere le panoramiche e quelle fatte tramite Photo Sphere navigandoci all'interno.

Primo Album (99 foto)

Secondo Album (47 foto)

Ecco anche cinque video ricordo, sempre fatti tramite smartphone. Ce ne sarebbe stato un altro di oltre un giga girato con la GoPro durante il char a voile, ma la televamera era puntata male verso l'alto e si vede praticamente solo la la vela. Poi non è stata un'esperienza così esaltante non conoscendo i venti e le tecniche marinaresche...

Playlist (5 video)



venerdì 3 gennaio 2014

Integrati ad Istanbul

Siamo già tornati, ma ho avuto poco tempo per aggiornare VER a riguardo. Lasciamo perdere il quanto sia magica la città con le sue luci, i suoi minareti, i suoi richiami alla preghiera. Ciò che trovate nelle guide è vero, Istanbul ha un suo particolare tocco che mischia l’antico ed il moderno, o meglio l’incontro tra oriente ed occidente. I salotti ottomani in cui gustarsi il tè non stridono affatto con le fumerie dove i narghilè sono già disposti sui tavoli, ed i rumorosi locali di piazza Taksim possono convivere con gli hamam più tradizionali. I giorni successivi alle prime visite li abbiamo passati in maniera meno turistica e più ortodossa, mischiandoci tra la folla, divenendo due di loro. Mamma li turchi e mamma che turchi: il segno che maggiormente mi ha lasciato la città sta nella gentilezza delle sue persone. Mai fidarsi quindi delle prime sensazioni, l’abito non fa il monaco e quindi i Keyser Soze non si trovano per strada. Così dopo aver fatto il bagno turco in un nostalgico hamam sulla sponda asiatica e confabulato di eventuali controversie con le bande a noi rivali, abbiamo passato un 31 decisamente atipico. La prenotazione già effettuata a Zarifi ha fatto sì che arrivassimo tardi a casa dell’amico Kemal. Nonostante i nostri buoni propositi (siamo usciti dal locale verso le 23) trovare un taxi, salirvi ed arrivare a destinazione è stato traumatico. Il traffico della città è qualcosa di sovrumano, così nonostante il nostro tassista passasse sui marciapiedi, bruciasse i semafori e si infilasse nei pertugi più impensabili, abbiamo passato con lui lo scoccare della mezzanotte. Quasi un’ora dopo siamo invece arrivati da Kemal ed amici che ci hanno dato un esempio incredibile di ospitalità, facendoci pure un regalo e preparandoci un tiramisù fatto in casa. Grazie amici turchi, alla prossima.

Foto Istanbul Parte 1
Foto Istanbul Parte 2









giovedì 22 agosto 2013

Foto e video della Gita ai Parchi

Credo di essere riuscito a recuperare ed a caricare tutte le foto ed i video da me fatti durante la Gita ai parchi. Non sono un amante della fotografia, ed anzi alcune volte trovo una perdita di tempo (scusatemi) lo stare a cercare l'angolazione giusta ed il momento per catturare qualcosa che stai già vedendo live. Certo, il ricordo, la composizione artistica... Ma neanche ho gli strumenti adatti. O la pazienza e la capacità. La maggior parte delle fotografie le ho scattate con il Nexus 4 ad una risoluzione di 1,3 Megapixel invece degli 8 consentiti... Sono più facili da caricare al volo sui social network. Idem quelle fatte con la macchina fotografica, in cui mi pare adotto una risoluzione di poco superiore. Anche i video fatti con la gopro non sono a 1080p , ma ho scelto il 720 a 60 fpm. Perchè? Boh era più giusto così. Tanto c'era gettons che scattava come un forsennato a risoluzioni migliori.

Foto:


Video dei quad sul Grand Teton:

Video di Attraversando il Wyoming:

Video del Rodeo di Logan, Utah

Video Old Fall River Road:

 Video Chittenden Road at Yellowstone Park

Video Old Faithful

Video Arches National Park

Video cascata a Yellowstone

venerdì 12 luglio 2013

Pencil Camera HD

Qualche volta AppGratis tira fuori qualcosa di interessante. Non che manchino soluzioni gratuite o sistemi di filtri per la fotocamera (io uso spesso Snapseed), ma oggi l'applicazione gratuita è Pencil Camera HD che permette, come dice il nome stesso, di utilizzare appositi effetti dedicati all'uso della matita. In pratica fa solo questo, ma può essere utile averne ben quindici a portata di mano. Oltre a questi è possibile cambiare le impostazioni di luminosità, contrasto e contorno a proprio piacimento, mentre la lista dei filtri lo fa in automatico. Alcuni effetti possono risultare dei veri e propri capolavori [sic.] come quello che potete ammirare nella foto qui di fianco: ho usato "carved wood" sbloccato inserendo il codice promo. Purtroppo la grafica permette di lavorare bene solo scattando in orizzontale, e catturando le foto dall'archivio, non sempre abbiamo un risultato soddisfacente. Anche le opzioni da utilizzare, pur essendo semplici, non risultano intuitivi al primo utilizzo. Niente di preoccupante, però, in meno di cinque minuti sono già diventato un esperto. Molto comoda anche l'opzione che permette di lavorare sui video. pensate infatti a Take On Me degli A-Ha: ora tutti noi possiamo creare qualcosa del genere...

martedì 8 gennaio 2013

Fotocamera vintage su Etsy

Poco prima di Natale ho trovato per caso su Wired un articolo riguardante "mercatini online"... Qualcosa di diverso da solito Amazon o da eBay. Il sito in questione si chiama Etsy e visto che aveva un'app per Android pronta all'uso, ho deciso di guardarlo un po'. Non conoscevo e non avevo mai sentito parlare di questo servizio che in pratica espone vetrine di artigianato o di prodotti vintage. Insomma, qualcosa di specializzato in oggetti che non sempre sono facili da trovare. Navigando abbastanza velocemente e con poca attenzione tra le sue pagine ho deciso di provarlo e vedere se fosse valido o meno. Ho puntato così una vecchia macchina fotografica della Kodak: la Brownie Camera Six-20 Model C. Non mi intendo di fotografia ed anche in questo caso sapevo di cosa si trattasse. Ma il prezzo sembrava onesto (18 dollari più 16 per la spedizione da Bath, Regno Unito) quindi per una prova poteva andare più che bene. In casa poi ho oggetti un po' datati e vintage come una vecchia radio la macchina da scrivere Olivetti o i primi Motorola di un tempo. Non avrebbe sfigurato. Oggi, attraverso Poste Italiane, la consegna del pacco, non velocissimo, ma considerando le feste di mezzo va anche bene. L'oggetto in questione è un prodotto della Kodak che andava nel dopoguerra e la forma è quella di una scatola (box appunto in inglese) costruita in lamiera. Dal punto di vista tecnico prevede un tempo di scatto di un cinquantesimo di secondo e l'obiettivo ha un'unica lente con focale di 90 mm. Come avrete capito non usa schede SD per archiviare le foto, ma una pellicola 620 (le 120 sono adattabili) o anche 35mm. Magari un giorno proverò con l'amico Timewalk qualche effetto da lomografia. Intanto sarà semplice oggetto da arredo.

domenica 8 luglio 2012

HTC One S: prova della fotocamera


Le prove relative al nuovo HTC One S non finiscono mai, o almeno adesso come tutte le novità mi stanno prendendo bene. Ecco quindi che mi sono cimentato, senza troppa maestria, in alcuni scatti con la fotocamera posteriore, quella da 8 mega pixel con obiettivo da 28mm ed apertura F2.0. Come già scritto in precedenza, è dotata di Flash led (ovviamente può essere escluso, attivo o lasciato in modalità automatica) e di un sensore BSI che permette di effettuare scatti in base alla luce presente nella zona. Inoltre è possibile creare video in full HD a 1080p e scattare foto mentre stiamo registrando. La suite dedicata al reparto foto e video è decisamente ampia ed una cosa che si nota fin da subito è la velocità relativa allo scatto. Non dico che sia immediato, ma dal momento in cui sfioriamo il tasto per immortalare un oggetto, ecco che abbiamo bella e pronta la fotografia. Dalla galleria è poi possibile condividere foto e video sui nostri vari account. Per comodità ho deciso di mettere le foto su Flickr ed il video di prova su YouTube modificando informazioni e dati direttamente dallo smartphone.  Ho poi lasciato il clouding automatico su Google+ e su Dropbox. Il menù ci permette di avere sotto controllo determinate opzioni riguardanti il riconoscimento dei volti e dei sorrisi o di scegliere tra alcune scene: Auto, HDR, Panorama, Ritratto, Ritratto di gruppo, Paesaggio, Lavagna bianca, Primo piano e Illuminazione scarsa. Anche la scelta della qualità è determinante.