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giovedì 10 febbraio 2022

Vice - L'Uomo Nell'Ombra (2018)

 
Regia: Adam McKay
Anno: 2018
Titolo originale: Vice
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Partiamo subito dalle note positive, che sebbene non siano poche, rischiano di essere sopraffatte dalle negative: tanto per cominciare le ottime prove di tutto il cast, a partire da Christian Bale che si cala alla perfezione nella parte con mimiche facciali ed atteggiamenti decisamente sublimi e chiari, anche per un pubblico non americano, forse meno avvezzo a vedere e studiare la figura di Dick Cheney. Questo senza lasciare da parte il grande lavoro che sta dietro al trucco ed ai costumi, che riescono ad abbracciare una storia che parte dagli anni sessanta ed arriva al primo decennio del secolo in corso. Davvero da applausi, così come l'attenta ed intelligente regia di McJay che sa districarsi in quello che a tutti gli effetti è un documentario di stampo politico e biografico costruito in maniera prettamente critica e se vogliamo sarcastico (più che satirico). Riesce ad inserire innesti ironici nelle lunghe parti romanzate  e ad intrattenere il pubblico, creando intorno al personaggio di Cheney una serie per niente breve di situazioni private create ad arte. Ed ecco infatti che se vogliamo parlare di trama, iniziano le prime smorfie per quanto riguarda i miei gusti personali. La voce narrante, tutt'altro che realistica, reale e super partes, ci guida tra i pochi, ma sostanziali avvenimenti di carattere storico e di cronaca, intervallati da interminabili sequenze con dialoghi messe lì esclusivamente per avvalorare l'opinione politica dello sceneggiatore. Pur apprezzando i molti film di denuncia che esistono, , è lapalissiano quanto questo sia scorretto ed essenzialmente noioso. L'arco temporale del racconto parte dal mi' nonno per arrivare al mi' nipote e tra flashback e sbalzi in avanti si cerca di raccontare, in maniera decisamente semplice la scalata al potere politico di un personaggio molto controverso e discusso. Secondo l'autore con una ramanzina della fidanzata, il nostro Dick da ubriacone rissoso, mette la testa a posto, conosce casualmente qualche "personaggiucolo" importante (Rumsfeld e Scalia), chiappa un incarico dietro l'altro nelle file repubblicane per tre decenni ed infine spodesta e manovra un tontolone di Presidente. In poche parole non è neanche un film di denuncia su uno o più fatti storici raccontati: non mancano certo le pellicole sul conflitto irakeno, sulla mancanza di prove relative alle armi di distruzione di massa o sulla lotta al terrorismo ed il patriot act. No, questo è un film di propaganda del Partito Democratico, chiaro e tondo che punta il dito su di un personaggio e sul Partito avversario. Nè più nè meno.

sabato 25 dicembre 2021

Don't Look Up (2021)

 
Regia: Adam McKay
Anno: 2021
Titolo originale: Don't Look Up
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Iniziato a guardare senza averne visto il trailer o le varie pubblicità, di conseguenza non sapevo cosa aspettarmi, eccezion fatta per un cast stellare che vede oltre a Di Caprio, Jennifer Lawrence e Meryl Streep anche Adriana Grande, Jonah Hill, Rob Morgan, Cate Blanchett ed una serie di nomi noti in piccole o più sostenute parti. Così dopo i primi minuti credevo di aver a che fare un moderno Armageddon, ma proseguendo era chiaro  l'intento ironico e satirico (un po' come nel vecchio Mars Attacks! o nel recente The Hunt) che punta a sorprendere lo spettatore mettendo da parte trama, azione ed effetti speciali, ma sottolineando la contemporaneità di determinati atteggiamenti sociali e politici. Indubbio è infatti che possiamo guarda questa pellicola con gli occhi di vide e giudica altri temi decisamente attuali come il surriscaldamento globale, la questione ecologica del pianeta e soprattutto la gestione di questa pandemia da COVID19. La regia non risparmia nessuno: che si tratti del cosiddetto popolo del web con i suoi meme istantanei per ogni argomento, o una classe politica inadeguata a sostenere le grandi dinamiche che possono sconvolgere il mondo, i media che si tuffano sul sensazionalismo smodato, la comunità scientifica che non è in grado di avere una propria autonomia e non riesce a dialogare con pubblico ed istituzioni, l'industria che punta unicamente ad un guadagno.. Don't Look Up ci mostra, a mio dire in maniera abbastanza realistica seppur volutamente impreziosita da caotici elementi di satira, cosa avverrebbe alla notizia che tra poco più di sei mesi una cometa colpisse il pianeta distruggendolo. Confusione, proclami, talk show, meme, piani per sfruttare economicamente il disastro. Lo fa con un buon ritmo che vede impiegati i numerosi volti famosi del cast da cui è composto, che si dimenano in una storia surrealista sì, ma pienamente cosciente dell'attualità nostrana. Moriremo tutti e non frega niente a nessuno, tanto andrà tutto bene ed è meglio non guardare in alto.  La regia e la sceneggiatura comunque attaccano tutti a più riprese, senza risparmio e pur usando una vena ironica, non danno (e non è loro compito) una soluzione al problema e non investono nessuno di tale carica. Che siano istituzioni o il popolo che urla e che si schiera. Il finale purtroppo è rivedibile per me, e non aggiunge assolutamente niente ai concetti che invece si susseguono per tutta la pellicola.

sabato 24 settembre 2016

La Grande Scommessa (2015)




Regia: Adam McKay
Anno: 2015
Titolo originale: The Big Short
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
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Inizialmente lo si può anche confondere per un documentario, di quelli che hanno una marcia in più per il sistema esplicativo con cui raccontano gli avvenimenti. Il tema della finanza non è semplice, eppure è sulla bocca di tutti. I media hanno provato in qualche modo a raccontarci i fatti, noi abbiamo finto di capire. Come le capre. Eppure la crisi del 2008 ha toccato tutti e termini come subprime o default sono divenuti tra i più usati, anche nelle conversazioni da bar. In molti hanno perso soldi, lavoro, casa, anche la vita. E gli strascichi di tale crisi sono tuttora evidenti: anzi, non ci siamo mai ripresi, e chissà come e se succederà. La Grande Scommessa di McKayperò viene vinta: non tanto quella dei protagonisti, quanto quella di portare sul grande schermo un tema caldo, non di facile comprensione e dalla portata mastodontica. La sua struttura è perfetta, con grandi nomi (Pitt, Carell, Bale e Gosling) che sfondano la quarta parete e ci raccontano il dietro le quinte bancario, immobiliare, azionario... Veloce, avvincente, ottimo montaggio, musiche ben scelte, dialoghi semplici e mai confusionari. Ecco che il lavoro prende forma e siamo dentro: tra burattini e burattinai. Inutile dire che le marionette siamo noi, anche se ovviamente ci sta sul cazzo sta cosa. Non perchè non la capiamo, ma perchè continuiamo a comportarci come idioti, nonostante tutto. Ed il film non ha l'aria di essere rivelatore, dà solo chiarezza in maniera limpida e senza iperbole di sorta. Ottimo il modo con cui ci si rivolge agli spettatori, grandiose le metafore (l'agenzia di rating cieca) per simboleggiare i fatti. E' davvero un piacere guardarlo, anche consci del fatto pur usando manate di vasellina, la mattina dopo cammineremo un po' impacciati. Notevole.