Artista: Green Day
Anno: 1997
Tracce: 18
Formato: CD
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È un disco volutamente più eclettico e meno definibile: ci sono brani ska con sezione di fiati (King for a Day), momenti con influenze surf rock (Last Ride In), punk diretto nel senso più classico (Nice Guys Finish Last, Hitchin' a Ride), e poi quella cosa lì in chiusura che ha cambiato tutto. Good Riddance (Time of Your Life) era una canzone scritta da Armstrong ai tempi di Dookie, per una ragazza che si trasferiva in Ecuador; non era entrata in quel disco, poi era rimasta fuori anche da Insomniac, e alla fine aveva trovato casa qui con un piccolo quartetto d'archi aggiunto sopra. Armstrong ha detto che trovare il coraggio di pubblicarla era stato difficile, che mettersi così a nudo non era cosa da Green Day. Mike Dirnt, meno diplomatico, aveva tagliato corto: "È una bella canzone, chi se ne frega di cosa pensa la gente." Poi è diventata una delle canzoni più usate nei programmi televisivi americani, nelle lauree, nei funerali, in tutto ciò che richiedeva un sottofondo malinconico e rassicurante.
Il disco nel complesso non è compatto come Dookie e non ha la stessa identità riconoscibile. Il fatto di voler sperimentare in tante direzioni diverse lo rende frammentato, e non tutti i pezzi funzionano allo stesso modo. Ma è un album che dimostra che Armstrong sapeva scrivere canzoni vere, non solo punk di tre accordi. E Good Riddance da sola, due minuti e mezzo di chitarra acustica e archi, vale l'acquisto dell'intero disco.

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