Artista: R.E.M.
Anno: 1991
Tracce: 11
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Il settimo album degli R.E.M. è quello che li trasforma da band di culto a fenomeno di massa internazionale: numero uno in America e in Gran Bretagna, diciotto milioni di copie vendute nel mondo, 183 settimane nelle classifiche britanniche secondo VIKI. E il motore di tutto questo è un mandolino. Peter Buck ne aveva appena comprato uno e se ne stava in poltrona davanti alla tv strimpellando qualcosa, cercando di capire come funzionasse quello strumento che non sapeva suonare; da quell'improvvisazione nacque il riff di Losing My Religion, il singolo che aprì le porte del mainstream alla band di Athens. Michael Stipe ha spiegato che il titolo riprende un'espressione idiomatica del Sud degli Stati Uniti che significa "perdere la pazienza", non la fede religiosa; il testo parla di un amore non corrisposto che rischia di diventare ossessione, e si ispira dichiaratamente a Every Breath You Take dei Police. Il video, diretto da Tarsem Singh con citazioni da Tarkovskij e Caravaggio, vinse il Grammy e l'MTV Video of the Year. Non male per una canzone nata per caso su una poltrona.
Il disco però vale molto di più del singolo che lo ha oscurato. Il sound è folk rock e chamber pop, con arrangiamenti orchestrali curati dal produttore Scott Litt, e ha una morbidezza e una gradevolezza che lo rendono adatto a qualsiasi ora del giorno senza mai stancare. Shiny Happy People, secondo singolo, è il momento più solare e spensierato; lo stesso Stipe l'ha definita in seguito una canzone scritta per i bambini, e non lo diceva come un complimento. Half a World Away è la perla nascosta del disco, malinconica e toccante in un modo che le tracce più famose non raggiungono. Near Wild Heaven e Texarkana, cantate principalmente da Mike Mills, sono le sorprese del lotto: più leggere, quasi pop, lontanissime dall'immagine austera che spesso si associa alla band.
Non è musica che ho cercato. È musica che mi è entrata addosso per osmosi, passando dai cd degli amici all'aria di un certo periodo. E questi sono i dischi che non muoiono mai, proprio perché non li hai scelti tu: li ha scelti il tempo per te.

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