venerdì 18 settembre 2026

The Assessment - La Valutazione (2024)

 

Regia. Fleur Fortunè
Anno: 2024
Titolo originale: The Assessment
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Mi piacciono quei film di fantascienza che non hanno bisogno di astronavi, battaglie intergalattiche o effetti speciali da centinaia di milioni di dollari per costruire un mondo interessante. The Assessment, esordio alla regia di Fleur Fortuné, appartiene proprio a questa categoria: un film semplice, ambientato quasi interamente in pochi spazi, che attraverso una situazione apparentemente ordinaria riesce a introdurre lo spettatore in una realtà futura decisamente curiosa.

In questo futuro, segnato dal collasso ambientale e da una società che ha scelto di regolamentare praticamente ogni aspetto dell'esistenza, avere un figlio non è più una questione privata. Le coppie devono dimostrare di essere adatte alla genitorialità attraverso una valutazione di sette giorni, durante la quale un'esaminatrice osserva ogni loro comportamento. È quello che succede a Mia e Aaryan, interpretati da Elizabeth Olsen e Himesh Patel, quando nella loro casa arriva Virginia, una donna incaricata di sottoporli a una serie di prove sempre più bizzarre, invasive e destabilizzanti.

Il punto di forza del film è proprio questo meccanismo. Non servono grandi ambientazioni futuristiche per creare inquietudine: basta una casa, una coppia che dovrebbe sentirsi al sicuro e una presenza estranea che, giorno dopo giorno, trasforma l'ambiente domestico in una sorta di laboratorio psicologico. La valutazione diventa un gioco perverso nel quale non è mai chiaro cosa ci si aspetti dai protagonisti e quali siano le regole. Virginia può comportarsi come una bambina, mettere alla prova la pazienza della coppia, provocare reazioni imprevedibili. E più si va avanti, più diventa difficile distinguere un esame ufficiale da una manipolazione emotiva.

L'ambientazione, pur non essendo completamente asettica, può ricordare per certi aspetti Ex Machina di Alex Garland. Non soltanto per la fantascienza contenuta e quasi claustrofobica, ma anche per la presenza di Alicia Vikander, che in quel film interpretava l'indimenticabile Ava. Qui l'attrice veste i panni di Virginia e offre una prova particolarmente efficace, capace di passare dal grottesco all'inquietante con una certa naturalezza. Anche qui la stessa Vikander è dentro ad un esperimento controllato, solo che è in un ruolo invertito. Il confronto con Ex Machina, comunque, si ferma soprattutto alle atmosfere e alla costruzione degli spazi: The Assessment segue una strada diversa, più concentrata sui rapporti umani, sul desiderio di avere figli e sul modo in cui un sistema può arrivare a controllare persino gli aspetti più intimi della vita.

Il film funziona anche perché lascia emergere gradualmente il proprio mondo. Non ci viene spiegato tutto subito, e questo contribuisce a mantenere viva la curiosità. Si intuisce che dietro la possibilità di diventare genitori ci sono regole molto più complesse, una società divisa e un passato che continua a pesare sul presente. La fantascienza rimane soprattutto uno strumento per parlare di controllo, conformismo, maternità e bisogno di sentirsi accettati. Temi interessanti, sviluppati attraverso una storia che non ha fretta di mostrare tutte le proprie carte.

Il problema, almeno per quanto mi riguarda, arriva nella parte finale. Non è tanto il fatto che il film allarghi improvvisamente lo sguardo oltre la casa e mostri qualcosa in più del mondo futuro. Anzi, l'idea di aprire la storia a una dimensione più ampia è comprensibile e, sulla carta, anche interessante. È il modo in cui questa apertura viene gestita a lasciarmi un po' perplesso. Alcuni passaggi sembrano meno solidi rispetto a quello che il film aveva costruito fino a quel momento, mentre certe svolte finiscono per apparire un po' slegate dal percorso precedente. La curiosità rimane, ma la sensazione è che la sceneggiatura faccia più fatica a tenere insieme i diversi elementi proprio quando dovrebbe dare loro un significato complessivo.

The Assessment resta comunque una fantascienza intrigante, con un'idea di partenza efficace, pochi ambienti sfruttati bene e una buona capacità di generare tensione attraverso situazioni assurde ma non così lontane, almeno concettualmente, da alcune ossessioni del nostro presente. Non è un film che rivoluziona il genere, né uno di quelli che riescono a chiudere perfettamente tutte le questioni sollevate. Però ha una sua personalità e, soprattutto, riesce a incuriosire. Peccato che, proprio quando decide di mostrare qualcosa in più, perda parte di quella compattezza che aveva reso così interessante la prima metà.
 
 

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