Quarta stagione di Reacher, e siamo ormai al punto in cui uno queste serie le guarda più per abitudine affettiva che per reale sorpresa. L'ho detto anche per le prime tre, lo ripeto qui: è un prodotto sempliciotto, costruito su uno schema che si ripete quasi identico a ogni giro, eppure funziona, e funziona proprio perché non pretende di essere altro da quello che è.
Questa volta la storia parte da Gone Tomorrow, tredicesimo romanzo della saga di Lee Child, uscito nel 2009 e in italiano intitolato I dodici segni. Non è tra i libri che ho letto io, e infatti non posso fare il solito gioco del confronto pedante tra pagina e schermo. Tutto comincia in metropolitana a New York, con Reacher che si imbatte in una donna che gli sembra sul punto di farsi esplodere, e da lì, come sempre, quello che pareva un episodio isolato si allarga a macchia d'olio fino a coinvolgere gente molto più in alto nella catena del potere di quanto ci si aspetterebbe.
Alan Ritchson è sempre lui, la montagna di muscoli che ragiona più di quanto menica, e questo continua a essere l'ingrediente segreto della serie: non è solo botte, anche se le botte ci sono e stavolta mi è parso che il sangue scorra un po' più abbondante rispetto alle stagioni precedenti, quasi che gli sceneggiatori avessero deciso di alzare il tiro sulla violenza per tenere sveglio chi si fosse assuefatto alla formula. Accanto a lui arriva Sydelle Noel nei panni di una detective, ma c'è soprattutto Anggun. Sì, proprio lei.
Per il resto la macchina è quella collaudata: un mistero che parte piccolo, una cospirazione che si allarga, un protagonista che osserva tutto prima di agire e che intanto si porta dietro quel misto di ironia spiccia e fatalismo da uomo senza fissa dimora. Chi ha amato le stagioni precedenti troverà pane per i suoi denti, chi si aspettava un cambio di passo resterà con lo stesso sospetto che ho io da tre stagioni a questa parte: che Reacher sia una macchina da intrattenimento onesta, senza troppe ambizioni, che sa esattamente cosa vuole essere e lo fa con un mestiere sempre più rodato.

Nessun commento:
Posta un commento