martedì 8 settembre 2026

Van Halen - Van Halen

 

Artista: Van Halen
Anno: 1978
Tracce: 11
Formato: CD 
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Torniamo indietro di qualche anno rispetto a 1984 e cambiamo pianeta musicale, perché oggi tocca a Van Halen, l'album omonimo del 1978, il disco che ha praticamente riscritto il manuale della chitarra rock. Con undici tracce e poco più di trentacinque minuti cambia per sempre l'idea di cosa potesse fare una sei corde elettriche.

La formazione è quella storica, David Lee Roth alla voce con tutto il suo teatro da showman vaudeville, Michael Anthony al basso e ai cori perfetti, Alex Van Halen alla batteria, ed Eddie Van Halen alla chitarra, che qui si prende letteralmente la scena. Il disco si apre con Runnin' with the Devil, un pezzo che nonostante il titolo non ha nulla di satanico o di oscuro, è solo un inno alla strada e agli eccessi che si porta dietro. 

Poi arriva il colpo di scena, Eruption, un assolo di chitarra solista che secondo la leggenda non era nemmeno previsto in scaletta. Eddie lo suonava nei club per scaldarsi prima dei concerti, Templeman lo sente per caso mentre lo prova in studio in vista di una data al Whisky a Go Go e decide di inserirlo nell'album così com'è. Un minuto e quaranta di tapping a due mani che ha aperto una strada che chitarristi di ogni epoca hanno poi provato a percorrere, lo stesso Eddie diceva scherzando che c'è persino un errore lì dentro e che avrebbe potuto suonarlo meglio.

Da lì in poi il disco non cala mai, la cover di You Really Got Me dei Kinks diventa quasi più famosa dell'originale, Ain't Talkin' 'Bout Love nasce come una parodia punk e finisce per gettare le basi di tutto l'hair metal a venire, e chiude On Fire con quel finale in dissolvenza sul basso che chiude il cerchio in modo perfetto. La chitarra di Eddie, quella Frankenstrat assemblata con pezzi da duecento dollari, il pickup finto e i riflettori da bicicletta attaccati dietro per i concerti, diventa un'icona quanto la musica stessa.

Io vengo dal metal più strutturato e sinfonico, quello di Iron Maiden e Blind Guardian per intenderci, quindi il rock and roll spensierato e festaiolo dei Van Halen non è propriamente il mio pane quotidiano. Ma ci sono dischi che trascendono il genere che rappresentano, e questo è uno di quelli. Ogni volta che lo riascolto mi ricordo perché la chitarra elettrica sia diventata lo strumento che è, e quanta gioia pura ci possa essere in undici canzoni suonate da quattro ragazzi che sembrano davvero divertirsi come non mai.

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