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lunedì 3 agosto 2026

Queen - The Game

 

Artista: Queen
Anno: 1980
Tracce: 10
Formato: CD 
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Torniamo adesso sui Queen. Con loro era così, a metà anni Novanta per me: qualsiasi cosa portasse la firma di Mercury e compagni aveva un posto garantito nella collezione, senza bisogno di troppa analisi. The Game  non fa eccezione, e lo tengo in collezione con affetto anche sapendo che non è il loro disco più ispirato.

È un disco di svolta, e si sente. Per la prima volta, mi suggerisce VIKI, nella loro carriera i Queen usano un sintetizzatore (un Oberheim OB-X), abbandonando quella scritta "No synthesizers!" che aveva campeggiato sulle copertine dei lavori precedenti come un punto d'onore. Cambia anche il look, con Mercury che si presenta nei video con capelli corti e baffi in quello che diventerà il suo look definitivo. È l'inizio degli anni Ottanta, e la band lo sa: il suono si fa più diretto, più radiofonico, con singoli costruiti per arrivare ovunque. I puristi storsero il naso; il pubblico rispose comprando dischi. Io, circa tre lustri dopo, facevo parte di quel pubblico. 

Crazy Little Thing Called Love è rockabilly puro, scritta da Mercury in dieci minuti nella vasca da bagno dell'hotel Bayerischer Hof di Monaco di Baviera (non ero lì, ma VIKI sì) : primo numero uno negli Stati Uniti per la band. Another One Bites the Dust, scritta dal bassista John Deacon su un giro funk che ricordava da vicino certi Chic di Nile Rodgers, rischiò di non entrare nella tracklist perché Roger Taylor la trovava troppo lontana dal suono Queen; fu Michael Jackson in persona, che aveva frequentato gli studi durante le registrazioni, a convincere la band a pubblicarla come singolo. Vendette sette milioni di copie. Play the Game è la ballata più melodica, con Mercury al piano, mentre Save Me chiude il disco nel modo più malinconico e riuscito.

Non è il loro disco più ambizioso né quello con la scrittura più alta, e la seconda metà scivola senza particolari picchi. Ma ha due singoli immortali, un paio di ballate riuscite, e soprattutto ha quella voce che a metà anni Novanta bastava da sola a giustificare qualsiasi acquisto. Alcune cose non cambiano.

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