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lunedì 21 febbraio 2011

L'ucronia e gli altri generi

Non è una sorpresa che che uno dei miei generi letterari preferiti sia l'ucronia. Più volte ho cercato libri con caratteristiche ucroniche. Leggendo un articolo dello scrittore Carlo Menzinger ho voluto partecipare ad una discussione che introduce i seguenti interrogativi: pensate che si possa ancora innovare la fantascienza? Secondo voi l'ucronia applicata nella preistoria, potrebbe aprire nuovi spazi narrativi che avvicinino la fantascienza al fantasy? Questo in relazione al suo ultimo lavoro ucronico Jacopo Flammer ed il popolo delle amigdale di cui potrete leggere qui la mia recensione.
Per quanto mi riguarda l'ucronia si fonde meglio con il "romanzo storico" piuttosto che con la fantascienza (pur essendo, alla fine una branchia di questa) o il fantasy. Faccio dei paragoni solo relativamente ai miei gusti personali ed alle mie letture. Se confrontiamo Fatherland con La svastica sul sole, il primo secondo me ha una marcia in più in quanto più accurato e più studiato dal punto di vista storico. Il secondo (tralasciando che per me Dick è un pessimo scrittore) lo vedo come una forzatura fantascientifica, in cui per fortuna il tema ucronico non passa in secondo piano.
Un'ucronia con le palle, deve stare in piedi dal punto di vista storico e da quello scientifico. Altro paragone: Romanitas Vs La macchina della realtà. Nel primo si ha (oibò) un presente sporcato dal fantasy e che non tiene conto di un'evoluzione umana realistica. Il secondo, pur essendo scritto da due scrittori di fantascienza (che non amo particolarmente: Gibson e Sterling) dal punto di vista storico è colmo di interessanti riferimenti che lo rendono appetibile e funzionale.
Il Colombo divergente  è un'opera magna, un capolavoro dal punto di vista storico. Le avventure di jacopo invece sono rivolte ad un pubblico più semplice, e questo lo si nota forse anche per il periodo (pre)storico scelto, di cui basta un'infarinatura per cogliere l'interesse del lettore.
Una volta ho letto alcune storie che potevano essere interessanti e mischiavano una specie di ucronia al fantasy (occhio, io sono uno di quelli che il fantasy proprio non lo digerisce, neanche Il Signore degli Anelli eh...) e che non era male. Non ricordo il titolo, ma erano dei fumetti che uscivano in edizione speciale con Martyn Mystere. In pratica un mondo divergente, controllato dalla magia invece che dalla fisica, che veniva in contatto con il nostro mondo reale. Quello era ganzo, anche se avrò letto un paio di puntate sole.

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