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lunedì 30 settembre 2019

Un piccolo vecchio leone

Grazie all'impegno di mamma Catia e della sorellina Sofia, ecco un nuovo cucciolo per l'uomo che sussurrava a se stesso. Il vecchio leone non è più l'unico rappresentate maschile in casa, ai bar, allo stadio, alle sagre ed agli eventi nobiliari che lo hanno caratterizzato nella seconda parte della sua esistenza. Ha dato vita al vecchio leoncino Gioele, di cui al momento la redazione di VER non dispone di fotografie, se non il fermo immagine di apertura. Può sembrare un nome di fantasia specialmente se unito al cognome, ma vi assicuriamo che è tutto vero. Già pronto per sventolare la bandiera juventina che rifà i propri colori a quelli di San Nicolao, e sicuramente nuova e futura promessa dei Warriors di Buti, quelli che non devono chiedere mai. Gli amici del Fondo e di Mini Fisto si riuniscono per le sentite congratulazioni in un giorno di festa che sa di palio (non quello vero di Siena). Auguri Squama, benvenuto Gioele!

Pinocchio (1940)




Regia: AA. VV.
Anno: 1940
Titolo originale: Pinocchio
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
C'è rimasto qualcosa da scrivere su Pinocchio? Sul film della Disney del 1940? Se rispondete di sì, mi viene semplice la battuta che vi si allunga il naso. E se dico 1940 sembra quasi di dire immortale. Perchè il secondo classico Disney di animazione pare proprio riuscire a vivere senza invecchiare troppo. Certo, il cinema animato ha fatto passi da gigante nel frattempo, ed il burattino di legno che vuol diventare bambino è conosciuto quanto Babbo Natale, ma essendo un prodotto orientato essenzialmente ai bambini (o ai nostalgici di un certo cinema) non si noteranno grosse differenze poichè ci si fa trasportare dalla storia. Storia che ha preso ispirazione dalla favola scritta da Collodi, che poi ho scoperto in seguito essere abbastanza differente, eppure resta sicuramente tra le più famose. Adattare le vicende di Pinocchio in un lungometraggio per niente noioso, veloce e con molta cura nei dettagli non deve essere certo stata un'impresa semplice. In pochi potevano provarci, solo uno poteva riuscirci: Disney. E così fu. 

Edizione: steelbook
Ho la versione steelbook di Zavvi Mondo #31. Protetta da una slipcover trasparente verticale, l'artwork si discosta da quelli classici. All'interno una versione rimasterizzata in bluray con traccia audio italiana in DTS 5.1 ed i seguenti extra:

  • Disney View (cornici che racchiudono al visione in 4:3)
  • Cine Explore (interattivo)
  • Video musicale "Una stella cade"
  • 5 canzoni selezionate Disney
  • Testi delle canzoni sullo schermo
  • Tutto su Pinocchio (interattivo)
  • Gioco sfida Trivia
  • Commento audio

Le Regole Del Delitto Perfetto [Stagione 4]




Anno: 2017 - 2018
Titolo originale: How To Get Away With Murder
Numero episodi: 15
Stagione: 4
Guarda Netflix GRATIS
 
Proseguono, in maniera abbastanza avvincente, le peripezie legali (e ovviamente non solo) della Professoressa Keating e del suo  manipolo di studenti capaci, non solo di districarsi tra i meandri della legge, ma anche in crimini sempre più assurdi. Già, siamo alla quarta stagione (ce ne saranno almeno altre due) e gli autori ne inventano di tutte: anche qui abbiamo omicidi, ricatti, giochi sporchi che hanno il vizio inconfondibile di peggiorare una data situazione per risolverne una precedente. Inoltre abbiamo anche un inserimento sempre più massiccio di situazioni personali, secondo me poco interessanti, ma dare ad ogni personaggio il giusto peso psicologico. Inconcepibile, però continuo a guardarlo eh, come i ragazzi abbiano anche sviluppato un fortissimo senso di amicizia che va oltre il forzato stato insieme per segreti di cui loro sono a conoscenza. Vada per le storie d'amore, o di sesso, o i tradimenti, ma questi sono proprio amici che si vogliono bene, nonostante in più occasioni giochino a tirarselo in culo. I quindici episodi, forse in maniera meno marcata dei precedenti, si sviluppano sulla consolidata linea dei flashback e dei flashforward che a momenti alterni scoprono e coprono quanto accaduto e quanto dovrà accadere all'interno della storia. Si fa guardare ancora bene, e non fidatevi degli avvocati.

domenica 29 settembre 2019

Bagdad Cafè (1987)




Regia: Percy Adlon
Anno: 1987
Titolo originale: Out Of Rosenheim
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Ehm... Boh. Quanto è grave se penso quasi esclusivamente a Calling You, il brano della colonna sonora coverizzato da mezzo mondo musicale? Ecco, quello lo considero un successo incredibile. Se invece mi chiedete di Bagdad Cafè, lo considero una promettente e surreale commedia, ma non certo tra quei film da portare come me su di un'isola deserta. Siamo nella più estrema e lontana periferia di confine americana, di quelle in cui passano e sostano alcuni camionisti annoiati per godersi un caffè (se la macchinetta non è rotta) o di quelle in cui passano e si fermano in maniera stanziale grosse donne tedesche apparentemente senza alcun valido motivo. Una pittoresca favola moderna in cui i colori accesi della pellicola sono un collante con la trama dai tratti onirici che si trascina ai limiti del viaggio di formazione di due donne non esattamente solitaria, ma sicuramente abbandonate a se stesse dai rispettivi mariti. Un intreccio quindi tra due destini inconsapevoli che prima si incontrano e scontrano per poi incontrarsi nuovamente e formare un legame solido tra figure forti che non si piegano. A risiedere in questo quadro caratterizzato da una squallida stazione di servizio nel deserto vi sono anche figure pesantemente  estrapolate da clichè vari: un inserviente indiano di poche parole, un ex hippy e moderno artista avanti con l'età, una puttana tatuatrice, una figlia adolescente dai facili costumi, un figlio musicista di piano padre di un neonato, un campeggiatore solitario che si diletta con il boomeramg... Tutte figure di contorno che aumentano il surrealismo della pellicola. 

Edizione: bluray
Altra StartUp! di Cecchi Gori con slipcover orizzontale. Un unico artwork, numerazione sul cartoncino della copia (422/500) ed il nome dei primi 300 partecipanti all'interno dell'amaray. Buona resa video per un film vecchiotto. Si tratta della versione originale infatti molte scene presentano subs in italiano, mentre la traccia audio italiana è possibile averla in DTS HD MA stereo. Come extra:

  • Intervista (28 minuti)

sabato 28 settembre 2019

Juventus 2 - Spal 0

In casa conto la Spal può sembrare tutto scontato. Ma non semplice, questo è sicuro. Soprattutto se devi vincere per forza e l'avversario è ben compatto e chiuso. Ci sono quindi pochi spazi per fraseggiare o per utilizzare le corsie esterne (ricordiamo i tre terzini più Costa non disponibili). Infatti il primo tempo passa con noia guardando una Juventus col passo merenda che cerca il possesso palla, ma non sa velocizzare il gioco. Dal trentesimo iniziano a carburare un po' di più e provano gli affondi di squadra rendendosi pericolosi in due o tre occasioni e poi infine segnando prima dello scadere. Il secondo tempo è invece di tutt'altro registro: la Juventus ci prova con maggiore veemenza e si avvicina spesso al raddoppio senza che la Spa, esattamente come nel primo tempo, si possa mai rendere pericolosa. Le azioni diventano più divertenti e piacevoli ed arriva anche la rete di Ronaldo su assist di Dybala. Risultato tondo e altri tre punti collezionati.

venerdì 27 settembre 2019

Michel Houellebecq - Le Particelle Elementari



:
Autore: Michel Houellebecq
Anno: 1998
Titolo originale: Les Particules Elementaires
Voto e recensione: 3/5
Pagine: 337
Acquista su Amazon



Libro e quarta di copertina
Uno sguardo disincantato sul corpo agonizzante della civiltà occidentale che ricorda scrittori d’oltreoceano come DeLillo, Carver, D.F. Wallace e T.C. Boyle. Un libro spietato, intenso, bello ed estremo.

Michel Djerzinski e Bruno Clément sono fratellastri e sembrano essere accomunati unicamente dall’abbandono della madre. Michel è uno scienziato dedito alla biologia molecolare e vicino al Nobel. Un uomo che ha dedicato la sua esistenza agli studi scientifici che lo hanno portato all’isolamento e all’impermeabilità a qualunque emozione. Il suo sogno è riuscire a clonare gli esseri umani così da poter garantire a essi una vita perfetta. Bruno è un uomo di lettere, fa l’insegnante, è attirato dal sesso in modo morboso, ed è costretto dalla malattia a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. Sia la morbosità patologica di Bruno sia l’asettica razionalità di Michel sono il risultato dell’ambiente che li circonda: un mondo fatto di solitudini e dominato dal caso in cui i desideri sembrano scaturire dagli spot pubblicitari.

Nella descrizione di questo quadro apocalittico, nell’aridità di questa umanità scarnificata si intravedono scenari futuri dai risvolti inquietanti.

Commento personale e recensione:
Barlume e lampo nella mia memoria: mi torna in mente il Transumanesimo. Beh? Navigo un po’ su wikipedia e tra i romanzi correlati alla pagina c’è questo, che così scarico in versione kindle. Sarebbe stato poco coerente prendere la versione cartacea no? Comunque lo inizio e comincio ad appassionarmi a quello che contrariamente alle mie aspettative è un romanzo di formazione. Moderno sì, particolare pure, scritto in maniera quasi didascalica che ti affascina, ma alla fine (così come all’inizio e nel centro) è la storia di due uomini come tanti altri (a grandi linee). Si dirà con i loro problemi, attuali e di gioventù, le aspirazioni se ce ne sono state ed i loro successi, anche questi mutevoli in base al punto di vista di chi legge o racconta all’interno del romanzo. Uno spaccato intrigante ed interessante, nuovo ed audace, degli anni settanta ed ottanta che proseguono anche nel decennio successivo, con i cambiamenti sociali, etici e pure scientifici. I due, fratellastri, si rincontrano e parlano, disquisiscono, ricordano. Una scrittura pulita, senza fronzoli, realistica ed un insieme di storie tristi, ma decisamente vere e forti.

mercoledì 25 settembre 2019

Brescia 1 - Juventus 2

Subito male, neanche una manciata di minuti e il Polacco fa una vaccata. Si parte dal vantaggio degli avversari. la Juventus priva di Ronaldo e con un po' di turn over, prova a fraseggiare in stile Tiki Taka, ma con scarso successo. O meglio: piacevole vedere una fitta rete di passaggi di primi, ma si arriva in poche occasioni a concludere, di conseguenza tutto questo non è molto utile ai fini del risultato. Arriva però il pareggio su calcio d'angolo e la Juve ci riprova a riprese, i passaggi adesso si fanno più veloci ed il baricentro si sposta verso l'area avversaria. Il secondo tempo è così decisamente migliore ed arriva anche la rete del vantaggio. Peccato che Higuain abbia sbagliato troppo sotto porta e che Dybala non sia stato così decisivo. Si vede che c'è ancora abbastanza su cui lavorare, ma sono altri tre punti da mettere in cassaforte.

martedì 24 settembre 2019

La Via Degli Dei #4: da San Piero a Sieve a Firenze

Finita! Ce l'ho fatta: quattro tappe indipendentemente dalle condizioni meteo. Anche oggi ne ho unite due, non sostando alla Vetta le Croci, ma proseguendo fino a Firenze. Anzi, fino a piazza della Signoria. Anzi, fino alla stazione. Anche oggi è stata dura, ma sicuramente più agevole di ieri: il sole era lì a farmi compagnia e non c'è stato uno solo schizzo d'acqua per tutta la giornata che inizia con la partenza alle 7.15 e termina con l'arrivo alle 17.45. Passo per la salita (oggi saranno tante ed impegnative) che porta alla Fortezza Medicea per poi giungere a Trebbio con castello e chiesina. Il paesaggio con i raggi solari è sempre più delizioso, e la campagna toscana ha un fascino irresistibile. Prendendo il sentiero 00 del crinale però mi inserisco anche nei boschi: purtroppo c'è sempre un bel po' di fango ed i viottoli non sono molto ben tenuti. Dopo altre ore di fatica, quasi sempre in salita giungo al convento di Monte Senaro. Da qui gran parte del tragitto è discesa (secondo la guida che è stata scritta da un ubriaco nel suo ultimo capitolo), ma anche se non lo è nella pratica, lo è psicologicamente. Quando vedo Firenze da lontano, so di non essere arrivato, ma è una bella emozione. Diventa un traguardo visibile. So che a breve (in giornata diciamo) sarò lì e come quando ieri spuntò il sole, la visione del duomo mi dà energie extra che non sapevo di avere. Raggiungo Fiesole dove mi ingarbuglio un po' con la segnaletica, ma imbocco anche i nuovi sentieri che passano dal bosco e tolgono quindi una buona fetta di asfalto, che onestamente mi stava stufando. Le auto sfrecciano, e non c'è marciapiede. Quindi sono molto contento perché si riesce a scorgere scorci del panorama tra gli alberi e nella prima parte è curatissimo. Una volta arrivati a Firenze spariscono i segnali, ma muoversi in città è semplice. E arrivare da Bologna lo è altrettanto se lo si fa con la voglia di scoprire e mettersi in gioco.

Album fotografico Via degli Dei #4

lunedì 23 settembre 2019

La Via Degli Dei #3: da Madonna dei Fornelli a San Piero a Sieve

Potete toccarmi, o stringermi la mano o anche darmi una medaglia. Insomma fate voi. Quella di oggi è stato la mia impresa escursionistica più epica di sempre. Ho accoppiato la terza e la quarta tappa della via degli dei, ho raggiunto i 40 km senza deviazioni, e lo ho fatto nella giornata più piovosa della mia vita. Può sembrare un'esagerazione, ma le tre bordate d'acqua che vi posso raccontare non hanno eguali. La cattiveria con cui il tempo si accaniva sul sentiero era disumana. Ho anche pensato ad un segno. Visto quando si dice che le cose accadono per una ragione superiore? Ecco, mentre mi scrosciava l'acqua addosso ci ho pensato, ma non c'era alcun motivo: non avrei potuto né fermarmi né tornare indietro. L'unica strada era davanti a me. Con o senza intemperie. E sono fiero ed orgoglioso di quanto ho fatto. Ho anche trovato il mio limite: non lo rifarei. Neanche per soldi. Ma non mi sarei mai perdonato se non lo avessi fatto. Partiamo dall'inizio. Oggi la partenza è alle 6.45, con tanta nebbia, ma zero pioggia. Sono talmente gasato che sbaglio cartello e torno verso Bologna per due o trecento metri. Il vantaggio di svegliarsi presto si annulla. Ma chi se ne frega, sono carico e vado per la giusta via. Direzione passo della Futa, quella che è la tappa più breve del tragitto. Ero tutto belo positivo mentre salivo perché la nebbia ha quel dono di tranquillizzarmi, e celare il resto, nubi comprese. La pioggia inizierà circa un'ora dopo, per smettere soltanto alle 15.00. Passo comunque il confine Tosco Emiliano e mi adentro nei boschi, ammiro la Flaminia militare riscoperta grazie al ritrovamento di un'antica moneta, passo faggete, vedo un cervo (o animale simile) che mi attraversa la strada, incontro 4 viandanti che come me hanno intenzione di arrivare a San Piero a Sieve. Mentre supero la vetta delle Banditacce (1200 metri, il punto più alto della Via) e mi avvicino al passo della Futa inizia la prima bussata memorabile. Mi accompagna fino al cimitero militare gernanico. Perdo un po' di tempo trovando un bar (l'unico? Non ho visibilità oltre i 2 metri) chiuso e non capendo dove proseguire con la quarta tappa. Fortunatamente smette di piovere così trovo il giusto sentiero. Da qui in poi è apoteosi. Fango, rivoli d'acqua, scrosci... Mi muovo a fatica e non fa differenza che salga o scenda. Lo 00 del crinale inizio ad odiarlo, il 50A che va verso l'osteria Bruciata diventa invece il mio incubo. Discesa ardite in cui il sentiero è un fiume di fango. Una volta cado (caduta vera, di culo: da segnare) e con le mani melmose decido di lasciare il telefono nella custodia per un bel po'. In stile Maschio Alpha mi pulisco con la pioggia e dentro ad una pozza per poi riprendere un cammino che ha il sapore di via crucis. Sono però felice di continuare, perché credo che le difficoltà siano finite. Sempre sul 50 però ci sono delle zone inagibili: l'acqua scorre sulle rocce e cade copiosa. Che faccio? Come scendo? Non posso certo aspettare che smetta o ci faccio notte. Mi arrangio tipo granchio (una volta arrivato in albergo mi accorgo che ho bagnato lo zaino) e arrivo in fondo. Da qui in poi i pericoli sono terminati, ma non non l'acqua, le discese ripide ed il fango appiccicoso. Verso le 15.00 spuntano alcuni timidi raggi di sole tra le fronde: mi danno una carica incredibile ed anche se ho ancora diversi km da fare, mi sprono ad andare avanti. Uscito dal bosco trovo un omino indigeno che mi attacca bottone e vuol sapere il nio tragitto. Gli luccicano gli occhi (mi vorrebbe toccare) e mi dice che mancano esattamente 8 km a San Piero a Sieve. Perfetto, per me è come se fossi arrivato. Ma sti otto km (che erano otto per davvero) non finiscono più. O meglio, finiscono quando anche le mie forze iniziano ad abbandonarmi e raggiungo l'albergo.

 Album fotografico Via degli dei #3

domenica 22 settembre 2019

La Via Degli Dei #2: dal Monte Adone a Madonna dei Fornelli

Ieri mi era sembrata una bella scampagnata, col solicchio a scaldarti, con tutto il tempo a disposizione per goderti l'arrivo (e guardare pure la juve), studiare con attenzione i piani per le prossime tappe. Oggi invece la Via degli Dei ha avuto la meglio su di me per buona parte del percorso e mi sono dovuto adattare e piegare, ma non spezzare. Anticipo così la partenza ed alle 7.00 sono in cammino verso la vetta del Monte Adone passando dal 110 ed iniziando a prendere le prime gocce d'acqua. Però salita e discesa avvengono con una pioggia sottile ed accettabile: il terreno non è scivoloso neanche una volta giunto sul crinale ed alle torri di arenaria che caratterizzano la cresta. Alla croce mi riposo un attimo prima di intraprendere la discesa ed arrivano i primi tre viandanti della giornata. Oggi ne incontro almeno una decina, evidentemente il maltempo accorpa gli orari di partenza. Purtroppo la pioggia inizia a farsi sempre più fitta ed è inutile nascondere che questo un po' ti scoraggia: da una parte hai l'ansia e la pressione di arrivare "prima che sia troppo tardi" dall'altra sai dovrai passare tutta la giornata zuppo. Da Brento poi la strada è per alcuni tratti asfaltata, ma dopo un po' si entra nel sentiero 19, pietroso ed in salita, seguendo le indicazioni per la via Flaminia Militare. La via degli Dei ne segue per buona parte il tracciato. Mi porta nei pressi di Monterumici, da dove passava la Linea Gotica. Continua ancora l'asfalto per arrivare a Monzuno (un tempo Monte Giunone o simile, anche questo dà il nome alla via) e decido di non seguire alla lettera la guida, ma mi affido alla segnaletica CAI, che fa passare per brevi tratti nel bosco, dove secondo me c'è più riparo anche se il percorso si allunga. Arrivo al paese e sento di aver fatto il grosso della tappe, perché oggi le salite non sono da poco, così mi premio con una bella colazione. Sono circa le 11.15: arriverò a destinazione oltre tre ore più tardi, quindi col cavolo che avevo ragione. Continuo a salire e purtroppo una volta passato il "Parco d'arte nella natura" il sentiero è diventato fangoso e scivoloso. Fatico non solo in discesa, ma anche nelle salite. Qui ho un attimo di sconforto perché una volta che il terreno sembra migliorare e la pioggia ha smesso di cadere, arrivano i banchi di nebbia. E non vedo il paesaggio (ok ci può stare), ma neanche i cartelli con le indicazioni. Di positivo c'è che la nebbia ovatta il tutto, dà quel senso di mistero, e almeno non ti bagna come un acquazzone. Comunque riesco a raggiungere Le Croci, un'antica dogana tra la Chiesa e il mitico Granducato per poi immergermi ancora nella nebbia e giungere a Madonna dei Fornelli (che non è una bestemmia) dove alloggio all'albergo ristorante Poli. Veramente top.

 Album fotografico Via degli dei #2

sabato 21 settembre 2019

Juventus 2 - Hellas Verona 1

Velocissimo commento sulla partita di questo pomeriggio: la Juventus vince in rimonta con un leggero affanno iniziale. Ancora restano da rodare alcuni meccanismi difensivi, ma quando giocano in avanti fanno davvero divertire. E non si tratta di discorsi post gara contro un avversario semplice sulla carta perché sprazzi di ottimo gioco li abbiamo notati anche con Napoli ed Atletico. Anche nella fase offensiva manca qualcosina, questo non si nega, ma rispetto al passo falso di Firenze di cose ne sono cambiate tante. Queste gare, pur dovendo sempre prendere i tre punti, servono anche per stabilizzare determinati reparti ed idee di gioco. Benissimo Dybala da titolare, bene anche se migliorabile Ransey (che segna pure), benino con qualche errore di foga Demiral che ha da dimostrare il proprio valore. Nel complesso bene e avanti così.

La Via Degli Dei #1: da Bologna al Monte Adone

Prima tappa fatta. Nessuna difficoltà, anzi, mi sono ritrovato al B&B Nova Arbora mentre stavano ancora pranzando. A livello di impegno quindi posso dire è agevole, soprattutto se si è da soli ed un po' allenati, e con una temperatura piacevole come quella di oggi ci si può godere la camminata senza alcun tipo di pensiero. Le parti con maggiore dislivello sono quella iniziale in cui si arriva al Santuario di San Luca seguendo le famose 666 arcate e quella finale per giungere a Badolo. Il sentiero è molto ben segnato, una volta fatta visita al santuario ho perseguito imboccando il sentiero dei Bregoli in cui ci sono le stazioni della via crucis fino alla chiesetta di San Martino. Sul cammino poi ho attraversato il parco della Chiusa per trovare i ruderi di villa Talon. Proseguo nel bosco e la vegetazione aumenta, neanche mi viene in mente che fino a poco prima ero dentro ad una grande città. Seguo il percorso che a tratti costeggia il fiume Reno e non trovo praticamente mai nessuno lungo il mio cammino, se non ciclisti. Un po' lo avevo immaginato, essendo partito io la mattina intorno alle 8.15, metre in molti magari arrivano in treno e su mettono in marcia più tardi. Trovo qualcuno, ma non viandanti della via degli dei, nei pressi dell'Oasi naturale di San Gherardo. Qui si trova un cippo in memoria dell'eccidio nazista di Rio Conco. Supero poi una bella pettata che tocca i Prati di Mugnaio e punta su Mugnaio di Sopra. Non troppo più avanti ecco il Nova Arbora dove mi sistemo. Essendo parecchio presto, una volta docciato e riposato, mi godo alcuni sentieri della campagna qui intorno. Siamo ai piedi del Monte Adone e domani inizierò la sua ascesa.

Album fotografico Via degli dei #1

venerdì 20 settembre 2019

La Via Degli Dei #0: preparazione e partenza

Eccoci già pronti per la partenza e l'inizio di questa nuova avventura. Da diverso tempo ho iniziato a fare escursioni, perlopiù giornaliere, in cui si conoscono nuovi posti, si sta a contatto con la natura e la si rispetta, si entra in contatto con nuove persone, nuove idee, nuovi modi di pensare. Nel corso di questi vari mesi ho avuto modo di confrontarmi come se stesso e con gli altri e così sono venuto a conoscenza della Via degli Dei, che collega Bologna a Firenze ed in me si fatta strada la convinzione di volerla percorrere. Ufficialmente si tratta di sei tappe per una lunghezza complessiva di circa 120 - 130 km (a seconda di alcune deviazioni) in piccola parte su asfalto ed il resto su sterrato per un dislivello totale di circa 3700 metri. Mi sono affidato, oltre ai vari racconti di persona, alla Guida di Simone Frignani (seconda edizione aggiornata) edita da Terre di Mezzo, a vari blog e canali YouTube di cui difficilmente posso ricordare i nomi, ma che sono tutti molto utili ed interessanti ed al gruppo su FB VIA DEGLI DEI, in cui ho chiesto, letto e partecipato. Da come preparare lo zaino (sono riuscito ad arrivare a 5,190 Kg acqua esclusa) a nozioni sul nome (passa da monti con nomi di divinità) a cenni storici su questa tratta  e soprattutto minuziose descrizioni dei punti da toccare.  Le informazioni sui tragitti si trovano facilmente, ma non sono stato a pianificare perchè il mio intento è quello di poterla fare in quattro giorni, ma senza troppe tappe obbligate e godermi il momento. Al netto della pioggia o di altri imprevisti che indubbiamente possono capitare lungo il percorso che è per gran parte montano, passa per boschi e colline, segue la via Flaminia Militare e collega infine il capoluogo emiliano a quello toscano. Purtroppo attualmente le previsioni meteo non sono per nulla incoraggianti, motivo per cui le ultime strutture le contatterò via via. Un'avventura insomma differente da quelle che ho intrapreso finora non tanto per paesaggi e geografia, piuttosto per la partenza in solitaria, in luoghi a me estranei e con uno zaino addosso per tutta la sua durata. Eccomi qui a Bologna e domattina cercherò di partire presto e capire anche la semplicità o le difficoltà legate al seguire il tracciato. Intanto posso dire che mi sono già fatto Firenze - Bologna, anche se in treno, e questa sera ho già toccato la parte di Piazza Maggiore, visto che il mio b&b è parecchio distante e partirò direttamente da qui. Buoni passi a me ed a chi sarà con me.

Fratelli La Bufala, Bologna

Se vado in un posto particolare, in questo caso Bologna, opto solitamente per qualcosa di tradizionale o con cucina del posto se possibile. Una città come Bologna in effetti lo meriterebbe. Sono qui però perchè è il mio punto di partenza per La Via Degli Dei e volevo qualcosa di non impegnativo, magari veloce, ma senza dovermi accontentare di roba eccessivamente frugale o scomoda. Inoltre visto che con TheFork si può avere uno sconto del 20% ho optato per i Fratelli La Bufala, conosciuti anche  all'estero. Io onestamente credevo che in Italia avessero solo due o tre pizzerie, invece ho scoperto che sono diffusi molto anche nel nostro Paese. E ci mancherebbe, la pizza è buona, e ben farcita. I prezzi singoli però sono un po' alti per essere una catena e per di più in Italia. Coca Cola media, pizza contadina (10,5€) e dolce (5,5€) per un totale già scontato di 17,5€.





Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

mercoledì 18 settembre 2019

Atletico Madrid 2 - Juventus 2

Dopo un primo tempo senza alcuna emozione, più tattico e controllato da entrambe le squadre, arriva tutto nel secondo. La Juventus gioca bene, fraseggia ed attacca. Non mancano le folate dell'Atletico che però sembra essere un gradino sotto, tanto che arriva il vantaggio bianconero. Ci provano i padroni di casa spingendo e facendoci un po' soffrire, ma in agguato c'è il raddoppio. Pare tutto meritato e sembra che basti il giusto controllo per portare a casa tre punti ed una bella impresa. Invece subiamo la rimonta e finisce la gara in pareggio nonostante l'ultimo spunto di Ronaldo nei minuti di recupero che finisce di un soffio a lato. Quinto gol (su cinque) preso su calcio da fermo. Credo che ci sia qualcosa da sistemare, soprattutto considerando che siamo sempre andati in vantaggio e ci hanno sempre recuperato. Quindi da una parte il discorso tattico, dall'altra quello di carattere. A conti fatti un pareggio fuori casa contro l'Atletico può pure starci, ma non venitemi a dire di essere contento dopo il vantaggio avuto e l'occasione persa.

martedì 17 settembre 2019

I Miei Vicini Yamada (1999)




Regia: Isao Takahata
Anno: 1999
Titolo originale: Hōhokekyo Tonari No Yamada-kun (ホーホケキョとなりの山田くん)
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Non me ne vogliano i fan o i puristi o comunque gli amanti di determinati prodotti, ma non ricordo un cartone (eh sì, io li chiamo così, e allora?) dello Studio Ghibli così brutto e noioso. Che faccio, parto dalla trama? Storielline, slegate o legate tra loro poco importa, di normale vita quotidiana all'interno di una famiglia. Non divertenti, non simpatiche, non drammatiche, non romantiche. Insomma realistiche quanto basta per essere noiose. Brevi quanto basta per non avere un fine. Normali quanto basta per non trovare niente di spiccatamente giapponese (anche se non era nel mio interesse cercarlo) o di differente dal solito. Dialoghi poi che sembrava parlasse mia nonna a scuola. Edificare la casa... Passiamo ai disegni. inizialmente credevo fosse una lunghissima introduzione tipo di quelle con i titoli di testa. Poi ho addirittura pensato di aver sbagliato ed aver selezionato tra gli extra una storyboard. Dopo ho capito che il tratto semplice ed i colori acquarellosi (visto successivamente che invece si tratta di un imponente uso di CGI) erano lo stile di questo film di animazione. Mah

Edizione: steelbook
Doppio disco all'interno della versione steelbook della Lucky Red: DVD e bluray. Ho visionato solo quest'ultimo ed è superfluo dire che la qualità video ed audio (DTS HD MA 5.1 per la traccia italiana e quella originale giapponese) è molto buona. Gli extra sono:

  • Trailer
  • Spot TV
  • Storyboard
  • I segreti di I Miei Vicini Yamada (45 minuti)

lunedì 16 settembre 2019

MTC Alt. #4

Partitella classica del lunedì sera: torna il caldo e mi tocca giocare. Tornano le escursioni impegnative della domenica e mi tocca giocare. Mi sveglio alle 5 per lavorare e mi tocca giocare. E' questo il bello, anzi il magnifico del calcetto fai da te. Quello delle convocazione tramite fiumi di messaggi per trovare gente disposta a sgambare, a fingersi il Moreno Torricelli della situazione o ad improvvisarsi un Pinzoglio con molto onore. Per spergiurare il pericolo delle porticine infatti mi sacrifico volendo stare in porta. Come scelta non è malvagia, non voglio affaticarmi troppo. Ma sfortuna vuole che pur iniziando tra i pali, poi facciamo a girare, segno tra l'altro il primo gol della partita (finita poi in pareggio 6-6), ma mi eclisso quasi subito dopo aver picchiato rovinosamente il ginocchio. Alibi a parte non brillo e corricchio, tiro in porto ma con qualche velleità e giusto per provare la botta. Un po' spaesato insomma. Ma anche questa è fatta.

The I - Land [Stagione 1]




Anno: 2019
Titolo originale: The I - Land
Stagione: 1
Numero episodi: 7

Netflix la dichiara come mini serie: credo che con questo termine si indichino quelle produzioni che sappiamo già non andranno avanti e si concludono alla prima stagione. Sembra, dato il finale, che sia effettivamente così. Comunque si tratta a mio avviso di un buon prodotto, almeno sull'idea. Non un qualcosa di mai visto (ad esempio recentemente mi pare di aver letto un racconto in Futura Lex con le basi simili), ma di ben strutturato nell'arco dei sette episodi. Senza stare a spoilerare, si poteva osare qualcosa di più sui personaggi di contorno, che risultano sfruttati a metà. O a quel punto anche toglierne alcuni e concentrarsi su quelli più interessanti, giusto per risparmiare minuti preziosi e dare maggiore verve a tutto l'impianto. La storia prevede molta azione, ma anche attimi ragionati, che restano purtroppo ad aleggiare nell'aria. Sarebbe stato un ottimo spin off o episodio lunghissimo per Black Mirror comunque.

Pania della Croce (cresta Est) + Pizzo delle Saette

Può suonare ridondante, ma ogni volta che salgo sulle Apuane con Maremma Trek, mi viene da gridare al mondo che è l’esperienza più bella di sempre. Ed è così in effetti, grazie anche ad una gestione attenta di David: da questa primavera mi sono affidato a lui per imparare ad apprezzare la montagna ed a gestire le mie capacità tecniche partendo da zero. E la soddisfazione è tanta. Sei fiero ed orgoglioso quando ti iscrivi ad un’escursione che fino a pochi mesi prima era tabù, quando ti ritrovi ai piedi della montagna e ti appresti ad iniziarla, quando sei su una parete esposta e stai per raggiungere la meta, quando ammiri il paesaggio assieme ai tuoi compagni in quello che capisci essere un religioso silenzio. E la soddisfazione non termina, ma continua imperterrita durante la discesa, perché sai di aver appena completato solo la prima parte, ma devi arrivare al punto di partenza, senza distrarti e senza permettere alla stanchezza di sopraffarti. E continua anche dopo, durante la birra rigenerante, mentre facciamo il resoconto ancora a caldo delle nostre imprese. Questa ultima escursione è stata preparata in maniera ottimale: un gruppo davvero ristretto (con me anche Francis, Henry e Debby) per una spedizione guidata da David alla conquista della Pania della Croce, questa volta risalendo in maniera tecnica la parete lungo il sentiero 7 “per escursionisti esperti”. Arrivati alla vetta con i suoi 1858 metri di altezza non ci fermiamo e passiamo per la cresta fino a raggiungere il Pizzo delle Saette (1720 metri). Un percorso vario, mai uguale a se stesso, con numerosi tipi di terreno e l’utilizzo delle mani per arrampicarsi e per scendere. E la pace e la solitudine una volta raggiunta la nostra meta, unica e magnifica, per pochi. Anche il ritorno non è da meno, sempre impegnativo visto il terreno ciottoloso della Borra di Canala. Infatti non torniamo indietro dal Rifugio Rossi, ma scendiamo attraverso questo orrido ai piedi del Pizzo delle Saette e della Vetricia, un tragitto selvaggio e faticoso per la composizione dei massi e dei ciottoli che lo caratterizzano. A conti fatti quindi un anello completo con più di una tipologia di prove da affrontare per questa magnifica traversata. 

Album fotografico Pania della Croce (cresta Est) + Pizzo delle Saette

sabato 14 settembre 2019

Fiorentina 0 - Juventus 0

Prima esterna per la Juve, subito dopo la pausa delle Nazionali, e siamo in quel di Firenze. Primo tempo orribile da parte bianconera, mentre i viola riescono a creare sia gioco che occasioni, grazie ad un pressing forsennato. Non passano cinque minuti che si infortuna Costa e non finisce il primo tempo che la medesima sorte tocca a Pjanic. Con una panchina così vasta però non dovrebbero esserci problemi. Ed invece non riescono mai ad ingranare una qualche azione degna di nota ed il famoso bel gioco di Sarri resta nascosto chissà dove. Ai punti la Fiorentina fa la gara e si propone in maniera decisamente maggiore. Un risultato che frena la Juventus già alla terza giornata, ma che ne evidenzia anche alcuni limiti di disposizione in campo, di fragilità fisica e di mancanza di gioco. Aspettiamo le prossime gare che ci vedono impegnati tra l'altro anche in Europa e cerchiamo di valutare attentamente.

venerdì 13 settembre 2019

Stanley G. Weinbaum - Un'Odissea Marziana




Autore: Staney G. Weinbaum
Anno: 1934
Titolo originale: A Martian Odyssey
Voto e recensione: 3/5
Pagine: 120
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Trama del libro e quarta di copertina:
Quando "Un'odissea marziana" dello sconosciuto Stanley G. Weinbaum apparve nel numero del luglio 1934 di "Wonder Stories" fu presentato con queste parole: "Questo autore ha scritto una storia di fantascienza tanto nuova e fresca da spiccare nettamente al di sopra di tutti i racconti di questo genere". Qualche tempo dopo, H.P. Lovecraft scriveva: "Ho notato con piacere che almeno qualcuno è riuscito a sfuggire alla rivoltante banalità in cui è avvolta la maggior parte delle storie interplanetarie pubblicate nei pulp. Qui c'è una persona in grado di pensare a un altro pianeta in termini diversi da monarchi antropomorfi e belle principesse... Egli sa immaginare situazioni, psicologie ed entità totalmente aliene, escogitare eventi coerenti prodotti da motivi del tutto alieni ed evitare i melodrammi di bassa lega in cui sguazzano tutti gli scrittori di avventure pulp. Il suo tocco leggero non diminuisce l'interesse delle storie, mentre una suspense genuina viene assicurata senza i trucchetti da quattro soldi adoperati dalla maggioranza degli autori."

Commento personale e recensione:
 Letto non proprio tutto d'un fiato, ma solo per demeriti miei. La storia, degli anni trenta, è innovativa. Purtroppo, ma è solo un problema legato all'epoca in cui è stato scritto, più fantastica che scientifica, anche se l'autore con superba capacità culturale riesce a dare un punto di vista originale per quanto riguarda alieni (marziani) e pianeti differenti dal nostro (un improbabile Marte in questo caso). Esci dai soliti schemi di quegli che possono oggi anche risultare noiosi introducendo creature biologicamente e socialmente differenti in tutto da ciò che ci aspettiamo. Riesce a dare, pur con una scrittura semplice "da ragazzi", una visione estranea da ciò che il pubblico si poteva aspettare. Mette in discussione praticamente tutto, elabora nuove (fantasiose) teorie e lo fa costruendo un mondo nuovo ed inaspettato. Molto corposa l'introduzione, a mio avviso da leggere dopo il racconto in quanto a rischio spoiler, di Sam Moskowitz.

giovedì 12 settembre 2019

Radiofreccia (1998)


Regia: Luciano Ligabue
Anno: 1998
Titolo originale: Radiofreccia
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Pellicola generazionale che sancisce l’esordio alla regia di Luciano Ligabue, già abbastanza noto cantautore all’epoca. La trama, presumibilmente in parte autobiografica, è incentrata sulla vita giovanile di alcuni ragazzi di paese negli anni settanta, il cui rumore di sottofondo è dato dalla nascita delle prime radio libere. Viene fuori dalla raccolta di racconti “Fuori E Dentro Il Borgo” sempre scritta da Ligabue e resta quel senso malinconico di una gioventù passata tra risate, bar, musica, scherzi, ma anche colma di problemi familiari e d’amore, di droga e di esasperazione. La regia e la sceneggiatura cercano di cogliere quell’intimità insita nei protagonisti e pur non essendo certamente un tema originale, hanno il pregio di portare la vita reale su questa pellicola. Buchi dentro che erano presenti all’epoca come lo sono oggi e come lo saranno tra mezzo secolo: ognuno con i propri dilemmi esistenziali ed i tormenti del proprio tempo. Nonostante la musica sia un filo conduttore importante per tutto il film, a mio avviso la colonna sonora risulta un po’ troppo scontata. O forse no, perché del resto era nelle nostre audiocassette degli anni novanta per gran parte.Uscito due anni dopo Trainspotting, in parte anche se alla lontana e probabilmente senza alcuna volontà, ne riprende un po' qualche tema.

Edizione: DVD
Semplice edizione in DVD con doppia traccia audio italiana in Dolby Digital ed in DTS, entrambe multicanale. Gli extra:
  • Trailer
  • Il set della radio (1 minuto)
  • Il set del bar (2 minuti)
  • Una prova (3 minuti)
  • Ho perso le parole (videoclip)
  • Metti in circolo il tuo amore (videoclip)

Eraserhead - La Mente Che Cancella (1977)


Regia: David Lynch
Anno: 1977
Titolo originale: Eraserhead
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Film:
L'arte è una cosa strana. Non è per tutti, ma è di tutti. E' composta da opere che oggettivamente ne segnano l'importanza, la bellezza o la storia, ma che non sempre in maniera soggettiva possano essere subito apprezzate. Prendiamo come esempio sia la Gioconda di Leonardo che i tagli su tela di Fontana, oppure l'Appassionata di Beethoven. Sono di tutti, ma non per tutti. E Lynch, come altri non è stato un semplice regista, ma un artista. Eraserhead non posso dire che sia un film che mi è piaciuto soggettivamente. Semplicemente per me è troppo impegnato, troppo onirico, troppo elaborato stilisticamente. Ma è anche grandioso. Di quelli che anche se controvoglia, andrebbero cercati e guardati, osservati: non solo per diletto. Surreale e sconvolgente, cupo, angosciante, un'incredibile allucinazione messa nero su bianco a cui ha dato vita con un budget ristretto e con una messa in opera tormentata e travagliata. Per fortuna Lynch non ha desistito e dopo cinque anni di lavori è riuscito a portare a termine il suo primo lungometraggio. 

Edizione: bluray
Ennesima edizione StartUp! della Cecchi Gori, di cui vado molto fiero. Questa volta le copie sono 700 (la mia la numero #7) andate a ruba in pochissimo tempo nella sua versione limitata. Solita slipcover ed artwork unico, i nomi dei primi 500 partecipanti sono inseriti all'interno della custodia. Questa edizione proposta prende il master della Criterion con trasferimento digitale in 4K dal negativo originale e supervisionata dallo stesso Lynch. Il risultato video è grandioso, non c'è sporcizia come non ci sono rumori di fondo. La qualità è veramente alta per un film in bianco e nero, dalle tinte molto scure di diversi anni fa. Traccia audio originale in DTS HD MA (sottotitoli in italiano, non esiste il doppiaggio) stereo: originariamente fu girato in mono, ma a metà anni novanta lo stesso Lynch curò la trasformazione in due canali per riproporre il prodotto al cinema. Abbiamo anche un booklet della RaroVideo di 26 pagine ed il comparto extra è molto nutrito:
  • Trailer
  • Storie di David Lynch (1 ora e 25 minuti)
  • 6 corti con introduzione (Six Men Getting Sick, The Alphabet, The Grandmother, The Amputee, The Cowboy & The Franchman, Lumiere - che sarebbe Premonitions Following An Evil Deed)
  • Serie animata Dumbland suddivisa in 8 corti (The Neighbor, The Treadmill, The Doctor, A Friend Visits, Get The Stick, My Teeth Are Bleeding, Uncle Bob, Ants)

mercoledì 11 settembre 2019

Timecop - Indagine Dal Futuro (1994)




Regia: Peter Hyams
Anno: 1994
Titolo originale: Timecop
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Forse il miglior film di Van Damme, o almeno quello più completo come trama e girato meglio. Che poi neanche è corretto dire che è di Van Damme, quanto piuttosto che il regista è Peter Hyams, soggetto e sceneggiatura sono di Mark Verheiden e Mike Richardson e così via. Ma è comunque Van Damme il protagonista su cui hanno cucito il personaggio principale di questa opera di fantascienza con tema i viaggi nel tempo. Certo, lui picchia di qua e di là, con quei calci potrebbe star bene a Brodway (semi cit.) ed abbiamo qualcosa di molto incentrato su azione con diversi buchi logici e di trama. Credo però che nonostante la componente trash possa essere ricordato come un buon action movie degli anni novanta e non solo per le spassose scene del Nido del Cuculo. Rispetto ad altre produzioni il livello è superiore anche per effetti speciali e scenografia, i dialoghi restano un po' da filmetto, ma abbiamo il piacere di ascoltare la voce di Ferruccio Amendola. Non è insomma un film di soli combattimenti e sberle rifilate ai cattivi, tutto questo è abbastanza limitato in favore di una trama che deve andare in altra direzione. 

Edizione: bluray
Ancora una StartUp! di CG, questa volta con un artwork unico per slipcover e per la custodia: in entrambe è riportato il titolo originale e corto , senza l'aggiunta italiana. Ma all'interno abbiamo una cartolina da collezione, i nomi dei partecipanti e la numerazione della copia limitata (225/500). La qualità video ha alti e bassi. A parte una scena davvero improponibile (quando Van Damme si fa passare il camion sopra), il resto non è per niente eccelso. Soprattutto nelle scene scure del finale. Certo, un lavoro dietro c'è stato, ma la pellicola è sporca a più riprese. La traccia audio italiana è di poco valore anche se in DTS HD MA multicanale. Forse dà il meglio di sè con l'effetto pioggia, sebbene non proprio avvolgente. Come extra soltanto il trailer.

martedì 10 settembre 2019

Meglio Di Noi [Stagione 1]




Anno: 2019
Titolo originale: Luchshe, chem lyudi (Лучше, чем люди)
Numero episodi: 16
Stagione: 1

Inizia in modo da catturare la mia curiosità: citando le Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov.  Quindi che faccio? Lo inizio subito. Ed altrettanto immediatamente avrei potuto abbandonarlo, ma non è andata così ed ho voluto guardare i sedici episodi fino alla fine. E' un prodotto originale Netflix girato e prodotto in Russia. E sono rimasti anni luce indietro rispetto agli altri Paesi. Dalla trama è chiaro che non avessero le idee molto cristalline, continue situazioni ripetitive, alcune che potrebbero essere meglio sfruttate, risolte in pochi minuti, altre aggiunte senza una giusta causa. Ma la cosa che maggiormente mi ha sdubbiato è la pochezza generale di intenti. Dalla recitazione di un cast sicuramente con poca esperienza, alla fotografia, gli effetti, le location. In un futuro prossimo, ma che è sempre futuro, i robot sono dei bambocci uguali esteticamente agli esseri umani, ma la cui intelligenza artificiale sembra inferiore a quella di un Siri di qualche anno fa. Hanno smartphone trasparenti e braccialetti al polso (per funzionare devono tirare su le maniche), qualche drone di alcuni anni fa, automobili degli anni novanta, vestiti degli anni ottanta o qualche giubbotto di plastica per far vedere che sono "moderni". In tutta la storia si vedono una decina di robot, alcuni con funzioni da inservienti disabili, un manipolo di terroristi luddisti con motivazioni infantili che giocano a fare i duri. I veri duri, quelli della multinazionale che costruisce robot, che nessun tipo di carisma mafioso. E sì, che siamo in Russia, ma questi li mandi a Scampia e li mettono a fare i parcheggiatori. Sembra una produzione da giornalino della scuola insomma.

lunedì 9 settembre 2019

La Grande Abbuffata (1973)




Regia: Marco Ferreri
Anno: 1973
Titolo originale: La Grande Bouffe
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Probabilmente sarei stato tra quelli che a Cannes lo fischiavano. Determinate sofisticazioni atte a fare scandalo non mi prendono più di tanto. L'originalità del soggetto sta comunque nel porre i quattro protagonisti maschili all'interno di un baccanale a tema  culinario affinchè questi possano arrivare alla morte abbuffandosi. Stanchi delle loro vite scelgono questo curioso sistema, invece ad esempio di un più utilizzato festino di droghe. Al cibo, forse visivamente neanche mostrato con troppo foga o stravagante eccesso (insomma, si poteva fare di più se il tema era quello) si uniscono il sesso e l'erotismo così come una certa depravazione. Questo per quanto riguarda la trama in relazione ai protagonisti. Ma la regia vuole osare ancora di più e sconvolgere il pubblico, così non si limita ed inserisce scene forti legate all'aerofagia o scene di cattivo gusto come quella dell'esplosione del cesso e la fontana di escrementi.Molto grottesco e provocatorio insomma, ma per me anche abbastanza noioso ed inconcludente. Lascia quel segno di tristezza legato ad una decadenza dei costumi e ad una depravazione sempre in salita, eppure il messaggio si perde nei meandri di una trama che sembra sempre più irreale

Edizione: bluray
Ancora una StartUp!della Cecchi Gori. Ed il mio nome è inserito tra quelli di coloro che hanno partecipato, all'interno della custodia inserita nella slipcover. Sono due gli artwork utilizzati ed è presente la numerazione della copia (214/500). Il video è in formato originale 1.66:1 e deriva da un restauro in 2k che non ha nessuna pecca. Colori e scuri sembrano quelli di un film moderno. Inoltre si tratta della versione integrale senza censure. La traccia audio italiana è in DTS HD MA in stereo, stessa cosa per quella originale francese. Ho utilizzato solo la nostra, ma la trovo di livello inferiore rispetto alla qualità del video. Per le scene tagliate abbiamo la lingua originale sottotitolata. Tra gli extra fisici a corredo c'è un booklet a colori di 26 pagine.

Booklet:

  • Il ritorno al corpo
  • La Grande Bouffe
  • 5 ricette utilizzate nel film
  • Benito e Tognazzi, Tognazzi e Benitio.. Augurano buon appetito
Disco:
  • Storie di un'amicizia non ordinaria (32 minuti)

domenica 8 settembre 2019

Tenuta di San Rossore

Weekend difficilissimo da organizzare, questo. Il mio piano A che prevedeva due giorni sull'Isola di Capraia è saltato martedì. Nessuna paura, perchè avevo due assi nella manica di quelli belli e suggestivi: il primo lo ho tirato fuori ieri con l'escursione sulla Pania di Corfino. Il secondo era una traversata sulle Alpi Apuane, ma anche questa è stata annullata, Il meteo purtroppo era troppo negativo su quella zona ed è bene non rischiare anche se abbiamo atteso fino all'ultimo momento. Improvviso così al volo un piano C: tratta della Francigena da Lucca ad Altopascio. Una delle più brutte dice, ma sempre meglio dell'Ikea, dico io. Il problema è che i nuvoloni che colpiscono le Apuane si scaricano pure contro Lucca (ne so qualcosa in quanto mi si allaga pure la camera in albergo) e quindi annullano anche questa. Sculo incredibile. Trovo però un'escursione (con il tutto esaurito) di Vadoevedo e mi metto in lista d'attesa. tanto con la pioggia qualche posto si libera. Ed infatti è così, nonostante l'allerta meteo partecipiamo e visitiamo al Tenuta di San Rossore anche se onestamente i 16 km a livello zero dentro al Parco fino alla spiaggia di Gombo non mi hanno entusiasmato troppo. Mi è venuto da fare il paragone con il Parco della Maremma, che tutta un'altra storia.

Album fotografico Tenuta di San Rossore

sabato 7 settembre 2019

Baccanale Bistrot Wine Bar, Lucca

Era diverso tempo che non utilizzavo TheFork. Purtroppo non è attivo a Praga, Riga, Tallinn o Helsinki, le città della mia ultima gita estiva, così ne ho approfittato adesso per Lucca andando al Baccanale Bistrot Wine Bar. Il nome mi attirava, essendoci un quasi omonimo a Piombino che è tra i miei ristoranti preferiti di sempre, così ho voluto provare forte anche del fatto che la promozione attiva applicava uno sconto del 30%. Inoltre gli yums per questa cena sono 300. Locale in centro, carino, rustico ed accogliente. Menù non molto ampio, ma apprezzabile. Preso tagliere misto che comprende crostini, prosciutto, formaggio, tortini ed una ciottolina di cous cous con abbinato un calice della zona. Per dolce 4 piccole crostatine (nel complesso abbondanti) di crostata. Il tutto è buono, cameriera gentilissima e portate con spiegazione. Caffè corretto per concludere. Prezzo totale 19,25 euro. Unica nota negativa: niente carta di credito sotto i 20 €, che nel 2005 neanche in Biafra usavano come scusa.





Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

La Pania di Corfino

Salta Capraia, ma mi affido ancora una volta alle certezze: AltreVie. L'escursione di oggi è dedicata alla Riserva Naturale Pania di Corfino, in provincia di Lucca. Questa area istituita nei primi anni settanta ha come punto nevralgico il massiccio calcareo da cui prende il nome che arriva ad un'altezza di 1603 metri. Si tratta di una terrazza naturale su tutta la Garfagnana ed il nostro tragitto è partito, invertito rispetto al programma originale per non prendere troppa acqua, dal Rifugio Isera : diretti subito in vetta quindi abbiamo iniziato una salita sostenibile per poi ridiscendere dal versante sud ovest passando per mulattiere toccando  prima Campaiana e fonte dell'amore poi. Arrivati a Pruno è iniziata poi la salita finale che sarebbe dovuta essere la discesa iniziale facendo praticamente un percorso ad anello tra le faggete lungo il percorso Airone . Qualche scroscio lo abbiamo preso, ma il bello della montagna appenninica è anche questo.

Album fotografico La Pania di Corfino 1603 m

venerdì 6 settembre 2019

DAZN su Sky (canale 209)

Finalmente è possibile guardare tutta la Serie A in un unico contenitore con un unico abbonamento. Breve riassunto: dallo scorso anno i diritti di trasmissione delle partite del Campionato Italiano non erano andate tutte quante a Sky. Ben tre per ogni giornata, ad orari prestabiliti erano visibili tramite la nuova piattaforma sportiva DAZN. Oltre alla noia ed alla spesa maggiore per avere due tipi di abbonamenti, di cui uno solo ed esclusivamente visibile in streaming, c’era il fatto che DAZN aveva una qualità vergognosa, ai limiti del ridicolo. Lo ho usato solo in poche occasioni, per la Juventus e sfruttando promozioni gratuite, ma è sempre stata una sofferenza. Qualche giorno fa Sky e DAZN hanno trovato un accordo per cui è possibile seguire le dirette sul satellite. Sul canale 209, che al momento trasmette in loop le modalità di adesione, dal 20 settembre saranno visibili i contenuti di DAZN. Esistono varie modalità di sottoscrizione, in base al tipo di cliente SKY. Per quanto riguarda il mio abbonamento, avendo i pacchetti Sport e Calcio, ed essendo con Sky da più di 3 anni, la visione del canale 209 è gratuita per i prossimi due anni, durata del loro accordo (e dell’acquisizione dei diritti). Per l’attivazione è semplice, ma a mio modo di vedere macchinoso (probabilmente per farti accettare delle condizioni contrattuali – che non ho letto – in cui se disdici qualcosa muori). Lo si fa tramite l’app Sky Fai Da Te: si aggiunge il pacchetto in promozione, si riceve una email riassuntiva ed un sms con un codice da inserire seguendo il link di attivazione. Ed il gioco è fatto. Aspettiamo di vedere come si comporta quando tutto sarà attivo.

giovedì 5 settembre 2019

20,000 Leghe Sotto I Mari (1954)

Regia: Richard Fleischer
Anno: 1954
Titolo originale: 20,000 Leagues Under The Sea
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Disney adatta cinematograficamente, con grande successo, l’omonima opera fantascientifica di Jules Verne. E lo fa un po’ a modo suo, un po’ a modo degli anni cinquanta, ma conservando gran parte dello spirito di avventura e ricerca presenti nel romanzo. Per quanto mi riguarda in lavori di questo genere la componente maggiore è data dalla trama di base, quindi a meno che non si facciano evidenti ed immensi stravolgimenti, gran parte dei meriti vanno riconosciuti a Verne. Un vero e proprio pioniere in un campo che oggi ha fatto scuola. Certo, non basta questo a rendere appetibile un film: le ricostruzioni del Nautilus sono spettacolari e godibili, così come le immagini esterne del mondo subacqueo o l’interno stesso (in stile steampunk) del sommergibile, ma anche i protagonisti ed il loro interagire con il mondo che li circonda. Disney sa cosa piace al pubblico e modifica i carateri principali di alcuni personaggi chiave come quello del fiociniere (Kirk Douglas) dandogli un aspetto canzonatorio, da macho e da sbandato e quello dell’aiutante del professore (Peter Lorre), timido ed impacciato. I due hanno una buona sintonia tra loro, migliore rispetto al resto del gruppo e (ahimè) si dilettano in scenette divertenti. Un prodotto azzeccatissimo per le famiglie, che nonostante la veneranda età (1954) è godibile ancora oggi.

Edizione: DVD
Fa parte della collezione Disney Family Classics. Il disco è un DVD la cui qualità video mi pare decisamente buona per l’età della pellicola. La traccia audio italiana è in Dolby Digital 5.1 con nulla di sorprendente e poco avvolgente, il volume delle voci nei dialoghi, quasi tutte sul centrale, risulta molto basso. Gli extra questa volta sono corposi:
-          Jules Verne & Walt Disney: esploratori dell’immaginazione (16 minuti)
-          Mostri degli abissi (7 minuti)
-          Il calamaro gigante: un mostro marino vero (7 minuti)
-          Tesori perduti (3 minuti)
-          Tour del Nautilus (5 minuti)

martedì 3 settembre 2019

Scream [Stagione 1]

Anno: 2015
Titolo originale. Scream
Numero episodi: 10
Stagione: 1

Di Scream non poteva mancare la serie TV. Bruttina, ma intelligente. I personaggi e le situazioni sono pompati in maniera incredibile così da essere una serie infinita di clichè e luoghi comuni, ma il valore di fondo è quello di creare un horror che prende spunto dalla saga originale e volutamente (ed esplicitamente) trasposto in forma antologica a più episodi. Abbiamo la dolce ingenua protagonista, la puttanella bionda, il nerd antipatico, il bullo della scuola, la gay in disparte, il professore giovane che sembra più piccolo degli alunni, la mamma forte e premurosa, lo sceriffo competente e così via. Tanti personaggi, molti che si perdono tra una puntata e l'altra con morti più o meno violente e ben mostrate. Sulla trama, frastagliata e con numerosi colpi di scena o situazioni che dovrebbero essere tali abbiamo anche forzature che mal si legano ai giorni d'oggi e si ancorano agli novanta o anche ottanta. Comportamenti stupidi, e dichiarati, dei protagonisti come il separarsi a più riprese in modo da essere le vittime perfette, luci che si accendono e si spengono a comando, telefoni che diventano trappole, hackeraggi incredibili su qualsiasi dispositivo... Però tutto ci può stare, anche se la cosa migliore resta il citazionismo televisivo e cinematografico. 

lunedì 2 settembre 2019

MTC Alt. #3

Non pago della batosta fisica presa appena venerdì, dell'escursione in vetta di ieri, oggi decido di volermi fare male sul serio. Appena esco da lavoro vado in palestra per una sessione dedicata alle gambe ed al fiato, per poi prestare il mio mortifero contributo alla partitella di questa sera. L'atmosfera è quella tipica degli scapoli contro ammogliati: al campo già vestiti, con il sacchetto del McDrive, cicchino in bocca, boccia di Amaro del Capo per digerire e tanta voglia di mettere sul campo mille azione viste in TV ed alla play.Il ritmo è più blando rispetto alle parallele del venerdì, quindi mi trovo meglio e con maggiori spazi a disposizione, il mio divertimento è maggiore soprattutto perchè posso finalmente giocare da punta vera ed andare sulla fascia quando ne ho voglia. Queste gare mi esaltano e si esalta la mia velocità, rompendo subito il fiato. Perdiamo 8 - 6, penso immeritatamente visti i numerosi pali presi e i miracoli di ogni portiere avversario, ma finisco con 4 reti, 2 assist e 5 pali. Un bel bottino.Numeri da segnare sulla mia tomba, nella quale adesso vado a riposare.

domenica 1 settembre 2019

Monte Altissimo 1589 m - Alpi Apuane

Dall'ultima escursione fatta con Maremma Trek da una parte sembra sia passato un secolo perchè non vedevo l'ora di rimettermi alla prova e vedere posti sensazionali con questo gruppo. Dall'altra è come se fosse passato soltanto un giorno, perchè ritrovi molti volti noti, con cui ha già condiviso in passato numerose esperienze. Torniamo sulle Alpi Apuane, sul Monte Altissimo fino a 1589 metri di altezza, per quella che forse è stata l'escursione che mi ha gasato maggiormente. Il meteo sembrava potesse fare brutti scherzi, così saggiamente la nostra GAE David ci ha fatto anticipare di un'ora la partenza. La levataccia si è rivelata inizialmente dura per le mie palpebre, ma ci ha permesso di prenderci l'acquata del pomeriggio (in pieno, tifo schiaffo) esattamente appena terminata la parte più ripida della discesa. Ma la cosa migliore è stata la salita per arrivare a conquistare la vetta: siamo passati dalla cresta ovest in quella che a tutti gli effetti è una vera e propria arrampicata. Spazi ristretti, quasi sempre esposti, la roccia sporca e disconnessa delle Apuane, noi che ci meritavamo la croce. E nonostante ci siano vette di maggiore altitudine nei dintorni, l'Altissimo è posizionato in maniera tale da avere una visuale complessiva su tutto il resto, mostrando una sorta di anfiteatro che a 360 gradi raggiunge anche il mare. E dalle Gobbie per la strada marmifera ed in seguito per il crinale la sensazione è davvero stupenda. Roba sturbantissima.

Album fotografico Monte Altissimo 1589 m - Alpi Apuane