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mercoledì 31 agosto 2016

Tremors 4 - Agli Inizi Della Leggenda (2003)


Regia: S. S. Wilson
Anno: 2003
Titolo originale: Tremors 4: The Legend Begins
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (5.4)
Pagina di I Check Movies
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Ormai c'ero, dovevo finire la saga dei tremors. Non starò a spenderci più di qualche riga, ma c'è da dire che una volta visto il terzo capitolo sei già pronto al peggio. Così questo ti può anche sembrare più carino, essendo inoltre un prequel di tutto quanto. Le quattro case in croce, in pieno periodo far west non avevano ancora il nome di Perfection, ma quello abbastanza inutile di Rejection ed era abitata, un po' come quella moderna, da personaggi che sembrano usciti da una barzelletta: la locandiera, i cinesi, il messicano ed il pellerossa. Poi arriva pure un impacciato Michael Gross, nei panni di trisavolo di se stesso (cioè del suo soggetto) che non sa usare le armi. Battute squallide, scene ridicoli, un po' azione soporifera ed ecco un'ennesima boiata fatta tanto per fare. Il disco bluray non presenta nessun extra. Fine.

martedì 30 agosto 2016

The Ward - Il Reparto (2010)




Regia: John Carpenter
Anno: 2010
Titolo originale: The Ward
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.6)
Pagina di I Check Movies
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Per quasi tutta la sua durata mi dava l'impressione del solito horror sui manicomi con quell'odiosa punta di fantastico e paranormale che avrebbe potuto risultare ridicola. Invece Carpenter tira fuori dal cilindro qualcosa di originale che capovolge discretamente i luoghi comuni che temevo. Però appunto Carpenter è un maestro. E non è che lo scopro io, è proprio così. Non ha mai amato troppo fronzoli ed è sempre piaciuto a quel pubblico dei fronzoli se ne sbatte. Certamente ci sono alti e bassi, soggettivamente si può andare dal capolavoro al flop completo, ma se si parla di lui ci si aspetta comunque un qualcosa di nuovo. E quando ci riesce, la sorpresa è ben gradita. Perchè usa uno script se vogliamo abusato negli anni e nel genere horror, non inserisce chissà quali elementi innovativi, ma lo rende alla fine accettabile proprio nel momento in cui quasi ci si stanca di guardarlo. E la cosa bella è che non credo abbia neanche fatto troppa fatica: l'horror è il suo genere, forse questo spaventa un po' meno del dovuto, ma la componente thriller è alta e, guarda un po', all'altezza. Difficile dire se questo sarà tra i film che ricorderemo (onestamente scommetto sul no), ma in fin dei conti poteva andare molto peggio, ed invece è ganzetto.

lunedì 29 agosto 2016

A. I. - Intelligenza Artificiale (2001)




Regia: Steven Spielberg
Anno: 2001
Titolo originale: A. I. Artificial Intelligence
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Una volta iniziato ho passato qualche minuto a chiedermi il perchè non mi avesse poi convinto così tanto alcuni anni fa quando lo vidi per la prima vola. Certo, anche nella sua primissima parte si nota una certa lentezza di fondo, ma questo non mi dispiace perchè ci introduce abbastanza nello specifico all'interno della storia. Che sembra semplice, addirittura una sorta di inseguimento costante della favola di Pinocchio, ma risulta alla fine secondo me troppo ambiziosa e con un numero esagerato di bracioline sul fuoco.Pur con la solita cadenza infatti, abbiamo un'evoluzione della trama che nel finale risulta precipitosa ed in cui il romanticismo genuino dell'amore tra figlio e madre si scontra con la tristezza amara che la differenza tra fiaba e realtà non sta tanto nell'inseguire un sogno, ma nel vederlo realizzato. La prima parte è basata sul racconto di Brian Aldiss "Supertoys che durano tutta l'estate" il quale aveva ispirato l'interesse di un certo Kubrick: poi invece sarà Spielberg anni dopo a prendersi questo impegno. E nella parte centrale, quella movimentata e colorata da Paese dei Balocchi futuristico e malsano, si ha un completo cambio di rotta che stride fortemente con l'inizio del progetto. E la figura del robot interpretato da Jude Law, manca proprio di spessore: un quasi inutile compagno di passeggiata o di fuga proprio come lo è l'orsetto Teddy. Arriva poi il finale, che torna sulle note rallentate e calme, ma che risulta un po' arrangiato, non semplicistico, ma forzatamente adattato. Discontinuo nel complesso: eppure con una lunghezza della pellicola che supera di gran lunga le due ore si poteva avere qualcosa di più almeno per la narrazione, non tanto per i concetti. Inoltre in alcune, troppe scene, si ha quell'inseguimento quasi a ricalcare la favola di Pinocchio, come già detto sopra, che può essere un bene a livello citazionistico e come omaggio, ma le forzature di tipo fantastico e casuale in una buona storia di fantascienza, e questa deve essere proprio fantascienza, non ci stanno proprio bene. Il resto sono molte domande, alcune con risposta aperta in cui ognuno può dare il proprio contributo filosofico e sociale: un robot che ama potrà mai essere umano? E potremmo noi amare un robot dalle sembianze di un bambino?

DegustaBox: Agosto 2016

Ricevuta anche questo mese la DegustaBox, consegnata da Nexive senza alcun problema. Anzi, essendo all'estero mi hanno contattato ed ho concordato la consegna presso un'altra abitazione. Forse tra quelle ricevute è la migliore, nel senso che ha al suo interno prodotti di cui possiamo far maggiore uso rispetto agli altri. C'è anche da dire che alcuni prodotti, meno consueti, nel corso di questi mesi si sono rivelati dei possibili acquisti futuri. Ma veniamo all'interno della confezione per vedere questa volta da cosa è composta. Per fare prima mi baso principalmente sul prezzo indicato nel loro depliant: poche volte si discosta dal miglior prezzo trovato su internet (a cui spesso vanno aggiunte spese di spedizione), anche se sicuramente nei supermercati si possono trovare sconti specifici o raccolte punti.
  • 1 bottiglietta in vetro da 33 cl di Coca Cola Life: quella verde con l'estratto di stevia. 1.5 euro
  • 1 confezione in busta di Galatine del 60° anniversario. 1.97 euro
  • 1 confezione da 120 grammi di Comete Snack senza glutine con riso soffiato al cacao. 4.7 euro
  • La Mousse Chini al gusto mela con succo di bergamotto. 1.3 euro
  • 1 Bevanda alla soya gusto delicato della Alpro. 3.19 euro
  • Frolline al burro della Bonomi. 1.8 euro
  • 1 confezione di funghi champignon trifolati D'Amico. 1.39 euro
  • Rustici integrali Nattura con olio extravergine di oliva. 2.9 euro
  • Succo di limoni siciliani Limmi. 2.09 euro
  • 1 confezione da 125 grammi di farro soffiato bio del Poggio Del Farro. 1.69 euro
  • 1 confezione di pennette rigate Barilla. 0,88 euro
  • 1 barattolo di salsa pronta Barilla. 1.6 euro
  • In regalo una bustina di Polase ed una di Polase Plus.
Il totale con i prezzi indicati è di 25.01 euro.

domenica 28 agosto 2016

Fantasmi Da Marte (2001)




Regia: John Carpenter
Anno: 2001
Titolo originale: Ghosts Of Mars
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (4.9)
Pagina di I Check Movies
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Sottotono. Passibile l'idea, ma decisamente da presentare sotto un'altra veste. Colpa del cast? Forse: i personaggi non hanno una verve tale da risultare interessanti. D'altra parte Carpenter ha tirato fuori 1997: Fuga Da New York, è Kurt Russell è impareggiabile. O meglio lo è Yena, ma grazie proprio a Russell. Ice Cube, non è per niente all'altezza. Ma perchè questo paragone? Deh perchè fuggire da una New York devastata  o da un avamposto marziano, con una trama disegnata in questo modo è molto simile. Considerando che i villains sono teppistelli truccati e sguaiati proprio come quelli della prigione città. Confronto a parte, la storia è semplice e lineare, non brutta o cattiva, ma troppi passaggi sembrano interrotti da tagli netti, ed il racconto con continui flashback smorza ancora di più l'azione. Visivamente diciamo che è ok, anche se pure in questo caso si sono limitati a fare il compitino: filtro rosso, sabbia rossa, ambientazione scura tendente al rosso. Poca fantasia insomma. Abbastanza ironico e senza che sia un film impegnato, essere la macchietta di film precedenti può risultare sia un flop che un'idea buona. Per me siamo sulla prima ipotesi. Nel complesso, molto banale.

Lazio 0 - Juventus 1

Bene così, le prime non sono facili, specie nella nostra situazione, in cui sulla carta siamo mostruosamente più forti rispetto agli avversari, ma abbiamo un handicap nella preparazione e nel tatticismo, con nuovi giocatori in posti chiave. La fase di assestamento durerà per forza di cose ancora alcune partite ed è importante, anche in queste, mettersi alla prova e dimostrare i propri valori in campo. La Lazio è partita a testa alta, senza mai creare u vero pericolo per la porta bianconera, ma cercando con un pressing asfissiante di essere presente su tutti i palloni giocabili. E ci è riuscita, salvo poi a sprazzi, doversi chiudere, quando le nostre azioni manovrate si facevano più interessanti. C'è da dire però che hanno tenuto testa e le redini del gioco per buona parte della gara: anche noi siamo stati pericolosi in pochissime occasioni. Le doti tecniche però alla lunga hanno il sopravento ed ecco che arriva il vantaggio. Vi era odore nell'aria già da una decina di minuti quando Khedira sigla il secondo gol in due partite. Indubbiamente nella partita contro la Fiorentina abbiamo giocato meglio e siamo stati più lucidi, ma anche stasera abbiamo dimostrato di esservi, di non arrenderci e di avere pazienza. Prima o poi il tocco che la sblocca arriva. Avanti così #finoallafine.

sabato 27 agosto 2016

Loot Crate: Anti-Hero (agosto 2016)

Penso che questa Loot Crate abbia vinto il record di velocità. Mi è arrivata il 22 agosto, quando ovviamente ero in vacanza e neanche ci pensavo, Ho notato che le dimensioni di questa scatola sono ridotte rispetto alle precedenti, quindi forse questo ha influito sulla celerità della consegna. Il tema del mese di agosto è Anti-Hero , abbastanza curioso e con una certa dose di carisma. Prima di aprirla mi aspettavo forse qualche nome più pesante del passato, invece alcuni gadget fanno riferimento a "mode" abbastanza moderne. All'interno della scatola abbiamo anche un cartoncino pieghevole che ci permette ancora una volta di trasformarla: questa volta in una sorta di brutto ed inutile martello. Veniamo al contenuto, quello vero:
  • Statuetta in plastica (non molto stabile) Q-Fig di Harley Quinn. Del resto Suicide Squad oggi è sulla bocca di tutti e non poteva mancare una cosa del genere.
  • Maglietta grigia con colori rosso e blu per ricordare le Presidenziali USA (idea veramente non male) in cui si chiede il voto per Sterling Archer, protagonista di una serie TV americana animata (su Netflix ho visto che ci sono sei stagioni su sette) abbastanza nuova. Mi riprometto di iniziarla a breve.
  • Calcini gialli e rossi dedicati a Kill Bill
  • Salvadanaio (in plastica) raffigurante il pugno di HellBoy
  • Pin dedicata a World Of Warcraft
Foto di Loot Crate: Anti-Hero (agosto 2016) 

EDIT (31/08/2016)

E' arrivata oggi un'ulteriore box con all'interno la T-Shirt di LootCrate per chi ha fatto un abbonamento annuale

VER Planet in Berlino (funften tag)

Si conclude con oggi la cinque giorni berlinese. Positiva in ogni sua tappa, per una città che ha sempre molto da offrire. Forse addirittura la città meno tedesca della Germania, per come siamo abituati noi a giudicare questo popolo. Senza dubbio tra le più vive e variopinte, nonostante il grigiore di parte della sua storia. Vasta nelle dimensioni eppure a portata d'uomo, si presta bene per ogni tipo di visitatore, ed è ovviamente una città unica nel suo genere, simbolo sia della divisione che dell'unione. Impossibile dirlo con certezza, ma potrei anche tornarci, senza stancarmi di vederla.

Foto di Berlino (26/08/2016)

giovedì 25 agosto 2016

VER Planet in Berlino (vierten tag)

Ancora una visita guidata oggi. Questa volta con i ragazzi di BerlinItaliano al campo di concentramento di Sachsenhausen: 9 anni di terrore sul suolo nazista, oggi divenuto un monumento commemorativo. Tra il 1936 ed il 1945 sono stati deportati qui in circa duecento mila.  Molti di questi detenuti morirono a causa delle condizioni di vita e di lavoro disumane, o per trattamenti brutali, torture, gassificazioni, fucilazioni ed esperimenti medici. In seguito, fino al 1950 questo campo venne utilizzato come lager speciale dei servizi segreti sovietici. Fu uno dei cosiddetti Schweigelager ovvero campo del silenzio: non erano permessi contatti esterni, neanche con la famiglia. In questi anni circa sessantamila prigionieri vivevano qui in condizioni talmente estreme che un quinto morì. In pratica non c'è stata pace per il corpo e l'animo umano in quel piccolo lembo terra che ancora oggi trasuda violenza, ingiustizia e terrore. Talmente assurdo da non poterlo spiegare o capire. Per la sera ancora tra i negozi di San Nicola ed Alexanderplatz con cena francese.

Foto di Berlino e Sachsenhausen (25/08/2016)

mercoledì 24 agosto 2016

VER Planet in Berlino (dritten tag)

Giorno completamente dedicato alla città, con arrivo diretto alla famosa Isola dei musei, allungando segretamente il tragitto per toccare l'antico quartiere di San Nicola.  Da qui visita al Berliner Dom, la maestosa chiesa, un tempo reale. Al suo interno l'organo Sauer con 7269 canne e la cupola visitabile per godere di una strepitosa veduta. Sempre sull'isola, il Pergamonmuseum,
un'affascinante finestra sul mondo antico, con l'altare di Pergamo (non visibile per restauro)  e la porta del Mercato di Mileto. Da qui una lunga passeggiata per toccare Babelplatz, là dove ci fu scempio dei libri, l'Università Humboldt in cui studiarono Marx ed Engels e vi insegnarono Einstein ed i fratelli Grimm, la chiesa di Friedrichswerdersche con le sottili torrette e la galleria d'arte Deutsche Guggenheim Berlin. E poi via per Friedrichstrasse fino al famosissimo Chekpoint Charly e da lì al Museo ebraico: visitarlo per la seconda volta, non mi ha ridotto l'interesse e l'entusiasmo. La sera continuiamo con cena lungo lo Sprea.

Foto di Berlino (24/08/2016)

martedì 23 agosto 2016

VER Planet in Berlino (zweiten tag)

Il secondo giorno è subito quello della guida che ci accompagna a Potsdam. Abbiamo scelto la signora Claudia di Berlin Cosmo che ci ha portato nella cittadina di Potsdam, a pochi chilometri dalla capitale. Molto comodo il fatto che ci spostiamo in auto: alcune deviazioni dal tragitto sono utili per conoscere nuove tappe e scorci paesaggistici. Siamo nella regione del Brandeburgo e qui vi era la residenza estiva dei rei di Prussia. Una sorta di Versailles teutonica, che fa oggi parte del patrimonio artistico e culturale dell'UNESCO. Federico il Grande risiedeva nel magnifico Palazzo nel Parco di Sanssouci, immerso nella natura e contornato da corsi d'acqua. Il pomeriggio è dedicato ad una lunga camminata che tocca:
  •  Tiergarten, il parco pubblico più grande della città (oltre 300 ettari), un tempo riserva di caccia. Dal Siegesaule, la Colonna della Vittoria issata nel 1873 per celbrare la vittoria nella guerra franco prussiana alla Rousseauinsel, una piccola isoletta al centro del parco che ricorda il filosofo francese fino al Louisenilsen, un giardino floreale.
  • Potsdamer Platz , simbolo della riunificazione tedesca e della nuova Berlino
  • il Memoriale dell'Olocausto che commemora le vittime della Shoah con le sue 2711 stele di calcestruzzo grigio scuro.
  • la Porta di Brandeburgo, autentico simbolo della città berlinese
  • il Palazzo del Reichstag, ovvero il parlamento tedesco. Con la cupola in vetro visitabile, tramite prenotazione gratuita attraverso il sito web.
La camminata non ci sfianca perché ogni poco ci fermiamo per ammirare qualche attrazione, che sua culturale, artistica o paesaggistica. La mattina si è svolta in maniera interessante e completa grazie a Claudia che ci ha pure guidato nella scelta del pranzo (leberkaese e Kartoffelsalat agguantati in una sorta di macelleria) mentre il pomeriggio è stato più libero e casuale. 

lunedì 22 agosto 2016

VER Planet in Berlino (erster tag)

Dopo lo strepitoso successo della Gita di Famiglia a Londra, ecco il bis per Berlino. Già visitata in altre due occasioni, ne ho approfittato per fare un po' di knowledge sharing e goderci le principali attrazioni, secondo un piano ben studiato per i cinque giorni (solo tre pieni) a disposizione. La scelta per la notte è andata su H2 Hotel Berlin Alexanderplatz veramente vicino a quella che è tra le più conosciute piazze della capitale tedesca. Centro pedonale con numerosi negozi (il grande magazzino Alexa Shopping Mall) e ristoranti, tra le attrazioni principali è giusto non tralasciare:
  •  l'Urania Weltzeituhr, l'orologio universale ormai divenuto un simbolo. La sua base che riporta la rosa dei venti, sorregge un cilindro con 24 facce (una per fuso) ed i nomi delle città che ne fanno parte. 
  • Altro simbolo di Alexanderplatz è la torre TV (Berliner Fernsehturm), alta 368 metri con la sfera di vetro a 200 metri circa raggiungibile in ascensore. Impiega circa 40 secondi. Il biglietto ha un costo variabile ed arriva fino a 21,5 euro (scontabili se possiede la Welcome Card)
  • La Fontana di Nettuno, neobarocca che richiama i più importanti fiumi della Germania
  • La chiesa evangelica di Marienkirche
  • Marx-Engel Forum
Nonostante Ryanair che fa un'ora di ritardo poi è andato tutto bene. Tanto che il ruolino di marcia è stato rispettato e la serata si è conclusa con una ottima curry sausage, annaffiato da una pinta di bavarese bianca, che ricordiamo costa 1/3 dell'acqua. 


domenica 21 agosto 2016

MotoGP 2016: Brno (Repubblica Ceca)

Ci sono volte che SkyGo non basta. Guardi quasi tutta la gara, fino a quando il segnale non ti tradisce e poi con rammarico, sia per il risultato, sia per la non completa visione, lasci perdere. Fortuna vuole che la sera quando torni a casa, non conosci il risultato e ti metti lì a guardare di nuovo le Ducati che sfoca nelle prime posizioni. Ed ecco, quando praticamente sei già un po' rassegnato, che sì, ti dispiace per le moto italiane che non hanno indovinato le gomme, ma vedi Lui, il Dottore che li salta tutti come birilli. Non era partito bene, con la dura dietro si era ritrovato nelle esime posizioni, e poi il giovincello eccolo là. Ne salta uno dopo l'altro e negli ultimi giri conquista una seconda posizione impensabile, da sogno. Che Campione!!!

Juventus 2 - Fiorentina 1

"Bello il mare eh... Bello il sole... Ma da oggi i weekend tornano ad avere un senso. Buon campionato a tutti!!" [cit.]. E si inizia. Subito contro la Fiorentina. Già già, e per loro il campionato è appena terminato. Proprio ad agosto. Non tanto perchè la Juventus ha vinto, ma perchè per i fiorentini l'unica partita che conta è proprio quella contro i bianconeri. Ed ora che aspetteranno? Beh, mi dispiace, ma passiamo alla partita, che quello che conta è quanto avviene in campo ed il risultato finale. Vittoria meritata e Juve ancora in fase di rodaggio, come c'era da aspettarsi. Prima mezzora stratosferica con gli avversari che non solo non superavano al loro metà campo, ma neanche vedevano la palla. Occasioni nitide sprecate, rigore non fischiato ed alcune belle giocate. Alves e Dybala sono come due innamorati che si scrivono lettere in sonetti: stupendi. Lemina ed Asamoah fanno ciò che vogliono padroni del centrocampo. Poi un po' di buio e la stanchezza si fa sentire. Il nostro campionato del resto, inizia più tardi. Così due errori consecutivi portano al primo tiro in porta dei viola che pareggiano. Niente paura però. Tranquilli. Quello che la stampa invidiosa descrive come il Merendero, entra ed in otto minuti sigla la sua prima rete in maglia juventina. Grande Gonzalo, il tuo gol ha un certo peso

giovedì 18 agosto 2016

I Soliti Ignoti (1958)


Regia: Mario Monicelli
Anno: 1958
Titolo originale: I Soliti Ignoti
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Valore storico inestimabile e ci sono più o meno tutti: Gassman, Mastroianni, Totò, la Cardinale...  Trama celebre con un tentativo di furto maldestro che vede come protagonisti cinque poveri disgraziati. Il piano è semplice, ma scaltro ed ovviamente non privo di insidie, cambi registro, difficoltà che si accumulano una dietro l'altra per lasciare spazio a nuove idee e stratagemmi. Una commedia divertente, spassosa, ma non per questo totalmente comica. Uno spaccato del dopoguerra dalle tinte colorite nonostante il bianco e nero della fotografia, sagace in alcune scene. Abbraccia anche il genere poliziesco pur essendo colmo di quella umanità spicciola insita nei protagonisti. Un film corale in cui si mettono in scena disoccupazione, miseria, malavita: una svolta per la commedia italiana. L'edizione DVD de Il Grande Cinema Italiano è restaurata e rimasterizzata, offre un doppio audio (mono e 5.1) e pur non avendo contenuti extra all'interno del disco, all'interno della custodia troviamo un libretto esplicativo di 14 pagine.

mercoledì 17 agosto 2016

Volando su Calamoresca

Primo video di prova fatto con il drone Phantom 4 (di gettons) In volo su Calamoresca, Piombino.


martedì 16 agosto 2016

Soldati A Cavallo (1959)




Regia: John Ford
Anno: 1959
Titolo originale: The Horse Soldiers
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
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Regia di John Ford, cast con John Wayne, William Holden e Constance Towers, Guerra di Secessione, soldati a cavallo. Devo dire che non mi ha poi entusiasmato molto. Colpa anche del genere e del tema trattato sicuramente, ma sono due ore di pippone con attori che fingono di essere soldati. Ovviamente si salva per la storicità delle vicende narrate, per la follia che divideva un popolo, per lo schema narrativo che cerca di non tralasciare niente. Eroismo, cavalleria ed una punta di commedia per un dramma di quasi duecento anni fa, in cui si scontrano e scozzano tra loro alcuni valori, alcuni più importanti degli altri, ma tutti alti sullo stesso piano. Chiaramente di parte (quella nordista, ma c'era da aspettarselo) non mette però da parte gli orrori della guerra e la caratterizzazione dei personaggi che si trovano coinvolti. I contrasti si risolvono con una buona vecchia scazzottata da uomini duri, mentre in guerra non ci si va solo per onore, prestigio ed ideali. Insomma un po' di retorica qua e là, bei paesaggi e da tenere di conto che nel 1959 il cinema era questo ed andava bene così. Noi, purtroppo o per fortuna, possiamo permetterci di apprezzarne solo l'autentico e datato valore simbolico.

Vanilla Sky (2001) / Apri Gli Occhi (1997)






Regia: Cameron Crowe / Alejandro Amenàbar
Anno: 2001 / 1997
Titolo originale: Vanilla Sky / Abre Los Ojos
Voto: 10/10 / 8/10
Pagina di IMDB (6.9  / 7.8)
Pagina di I Check Movies (1 /2)
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Inizio dal remake perchè è il primo che ho visto ed il primo di cui mi sono innamorato. E dopo Vanilla Sky, se guardi Apri Gli Occhi, resti catturato ancora una volta, ma i tuoi sentimenti per la versione americana non cambiano, anzi addirittura si rafforzano, perchè di meglio non era possibile fare. E sì, questa è la riprova che la soggettività ha la meglio sul resto. Non mi sbilancio quasi mai dando un dieci pieno, eppure mi è venuto naturale, senza starci a pensare. A dirla tutta mi risulta anche abbastanza difficile concepire che non esista una versione BD o che i voti su IMDB siano sul bassino, o ancora, che in molti non conoscano i due film, o peggio non li reputino all'altezza. Però appunto, qui la soggettività ha il sopravvento: situazioni particolari, musiche particolari, trama particolare. La presenza di Cameron Diaz e Penelope Cruz come il diavolo e l'acqua santa, Tom Cruise che ricorda Eduardo Noriega, quel senso opprimente da thriller psicologico che ti obbliga a centellinare e divorare ogni minuto prima di andare avanti. E quella fantascienza soft, un po' alla base del transumanesimo che ti esala ogni poro sentimentale. Non vado spesso al cinema, ma ci capitai, a Siena, e lo ricordo come fosse ieri. Uscimmo e fui estasiato. Estasiato come per le due ore della pellicola, e quello stato dura tutt'ora quando ci ripenso o lo riguardo. Ci sono film che fanno parte di noi stessi e sono quelli che porteresti sull'isola deserta (se hai modo di vederli) senza stancarti mai di loro.

lunedì 15 agosto 2016

The Orphanage (2007)


Regia: Juan Antonio Bayona
Anno: 2007
Titolo originale: El Orfanato
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Un buon horror ci vuole ogni tanto. Con la giusta tensione e gli immancabili ingredienti della grande casa labirintica, i fantasmi di un passato non sereno, lo strazio di bambini che hanno sofferto. Tutta una serie di situazioni che possono turbarti, con quel mondo strano, velato che sta al di là di quello reale e trova sfogo nel male e nella sofferenza. La storia è ben cadenzata, lascia uno spiraglio pronto a giustificare la convivenza dei due sistemi. Quello tetro ed oscuro non necessariamente è un posto orribile, se ci si abitua, se non ci intimorisce. Ma ciò che non si conosce, fa sempre paura. Non è di quelli esaltanti che non ti fanno dormire la notte, ma la fotografia, l'ambientazione, le improvvise apparizioni fanno tutti il loro lavoro, sfruttando l'eco del paranormale. Senza infamia e con una giuste dose di lodi.

domenica 14 agosto 2016

Stranger Things [Stagione 1]




Anno: 2016
Titolo originale: Stranger Things
Episodi: 8
Stagione: 1

Neanche so da dove iniziare, perchè sono gasato, eccitato, ma anche un po' perso: di cose da dire ce ne sono tante, ed altrettante da puntualizzare. Già, e mi sa che parto proprio da qui, voglio rispondere a tanti di cui ho letto commenti negativi specialmente nei social, argomentando a pezzi e bocconi. Ovviamente sono paladino della libertà di parola, ed ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che prima di giudicare Stranger Things vadano fatte due premesse fondamentali; la prima è che si tratta di una serie tv, non di un film. Ripeto: non è un film, nè per il cinema, nè per la televisione. Assimilato questo c'è da passare alla seconda premessa: leggete questo editoriale di Talky Movie in cui si snocciolano i numeri relativi alla crisi del cinema inteso come fucina di prodotti originali. Ecco, avete appena assimilato che questa è una serie tv, ma vorrei che vi focalizzaste anche sul fatto che questa non è un remake, non è un sequel, non è reboot: è un omaggio ad un'intera generazione. Quella degli anni ottanta. Ed è un omaggio talmente grandioso, che non ho voluto (ho lottato con tutte le mie forze per raggiungere questo risultato) guardarmi tutti e otto gli episodi uno dietro l'altro. Il gusto, il brivido, l'emozione di centellinarli è stata appagata da un intenso e nostalgico gioco di ricordi. Torniamo adolescenti, e torniamo dentro quelle avventure che ci hanno preso per mano durante la nostra infanzia: parlo di E.T., dei Goonies, dei Gremlins, di Stand By Me, di Navigator, Starman... Parlo di una certa fantascienza che si mischia all'horror ed al fantastico grazie ai vari Carpenter, King, Spielberg... Ogni episodio ha una sua mistica eleganza che bilancia fotografia, effetti speciali, dialoghi, trama ed musiche. Anche il cast che vede tra i nomi sopra le righe una stupenda Winona Ryder ed i ragazzini che giocano in cantina a D&D, citano Star Wars , ascoltano i Clash, fa il suo dovere, senza che qualcuno deluda. I richiami al passato sono onnipresenti, ben calcolati, studiati nel minimo dettaglio. E' una serie proprio per noi, proprio per me. Ma non è vecchia: al tempo stesso si rinnova presentando elementi genuini, come la collaborazione tra ragazzini, adolescenti ed adulti. Una crescita costante ed un evoluzione dei personaggi che è possibile solo grazie ad uno studio approfondito dei personaggi e della loro caratterizzazione. inoltre, sono solo in parte stereotipati: dal ragazzino grassoccio e senza denti, allo sceriffo ubriacone, passando per l'adolescente taciturno che ama la fotografia, abbiamo personaggi reali, che non si limitano ad essere dei clichè. Crescono, sbagliano, si rialzano e lottano. Non da soli, non sono eroi: la vicenda è corale, e tutti hanno il compito di migliorarsi e migliorare gli altri. Il genere poi è vasto: si parla di un posto fantastico, orrorifico, ma la scienza prepotentemente vuole la sua parte. Non a caso i piccoli nerd in potenza, adorano sì i magici giochi di ruolo, ma sono anche logici, studiosi delle arti scientifiche che stanno alla base del portale per il Sottosopra. E non scordiamoci il Governo ed il Complotto: qui ragazzi, c'è tutto quanto anche X-Files!!!. Non dovete assolutamente perdervi questa serie.

MotoGP 2016: Spielberg (Austria)

Torniamo dopo tanto tempo, sulle due ruote. E torniamo, sempre dopo tanto tempo in Austria. Con una bella doppietta Ducati: Iannone che aveva fretta di tornare da Belen e Dovizioso che lo segue. Rossi soltanto quarto, con una gara entusiasmante soltanto nei primi giri. Pista non semplice e per ovvie ragioni poco conosciuta, adatta al motore italiano, ma non alle gomme. Però i ragazzi hanno lavorato bene e conquistato il conquistabile. Una pagina gloriosa in una stagione non sempre al meglio. Peccato che non abbiamo fatto il tutto esaurito, con Lorenzo che ha preso il terzo gradino e dimostrandoci di esserci ancora.

Maleficent (2014)




Regia: Robert Stromberg
Anno: 2014
Titolo originale: Maleficent
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
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Ogni favola ha la sua morale, anche quelle rivisitate. Qui possiamo sintetizzare con "se stai con una come Angelina Jolie, non fare lo stronzo, potresti farla arrabbiare di brutto, specie se è una fata". Inoltre abbiamo anche una chiave di fondo che ci dice che "gli uomini possono anche essere messi da parte, potere alle donne". La cosa bella e sorprendente di Maleficent è che nella trama si parta dal perchè un cattivo, come tutti noi da bambini ci ricordiamo la Strega Malefica de La Bella Addormentata Nel Bosco, sia divenuto tale. Nel mio intimo, a livello di curiosità, ho sempre amato le storie con il profumo di prequel: spesso molte cose che si danno per scontate, vengono ribaltate. Ed è questo il caso. Malefica, era una dolce ed innamorata fata buona, poi tradita in modo tale da non credere più nel Vero Amore, si è tramutata nel personaggio crudele (fino ad un certo punto) e tetro che Disney (rubacchiando qua e là) ci mostrò anni ed anni fa. Di sicuro in questo modo, anche se a mio avviso in maniera frettolosa, si creano le basi per conoscere meglio Malefica, il suo mondo, il suo stato d'animo, la sua rabbia. Chi siano i buoni e chi siano i cattivi è messo in discussione in questa fiaba moderna in cui tutti abbiamo imparato che non esiste solo bianco o nero. Il classico inizio da C'era una volta, ci introduce anche visivamente di che pasta è fatta la pellicola: effetti speciali in grado di strabiliare, luci e colori in HDR, strani esseri che vivono all'interno della Brughiera: è questo il mondo incantato da cui tutto ha inizio. Rivolto essenzialmente alle famiglie, non vengono però tralasciate le scene con battaglie campali e crudeltà di sorta. Purtroppo abbiamo un po' di miscugli per accontentare tutti, e la zigomata Angelina Jolie, non riesce è sembrare troppo malvagia a lungo, perdendo così parte del fascino con cui il suo personaggio dovrebbe convivere. Una serie di sentimenti che trovano poco spazio complessivamente, dall'amore tra due innamorati a quello per la famiglia, passando per al fiducia, inserendoci un po' di ironia (le tre fatine sono odiose a mio avviso) un punta di orrore e paura, pochissimo pathos (una sedicenne di oggi starebbe più tempo in coma etilico dopo un venerdì sera di festa) e così via. Se non ci fosse stata la carismatica Jolie a tenere in piedi la maggior parte delle inquadrature, avremmo avuto una storia un po' scialba, con tanti buoni intenti ed un buon reparto di effetti speciali.
Il disco bluray è luce per gli occhi, audio DTS 5.1, ma con extra poco interessanti:

  • Aurora: la bella addormentata (5 minuti)
  • Dalla fiaba al film (8 minuti)
  • Costruendo una battaglia epica (6 minuti)
  • Sartoria classica (2 minuti)
  • Alla scoperta di Maleficent (7 minuti)
  • Scene eliminate (7 minuti)

sabato 13 agosto 2016

Gli Avvoltoi Hanno Fame (1970)


Regia: Don Siegel
Anno: 1970
Titolo originale: Two Mules For Sister Sara
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.0)
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Un bel western ci voleva. E di quelli storici con Clint, il secondo mulo di Shirley MacLaine se facciamo riferimento alla versione originale del titolo. Testardo ed eroico come solo certi personaggi possono essere. Diretto da Don Siegel, ormai navigato ed esperto che ha ancora molto da raccontare e si avvale della fotografia di Figueroa che cattura gli spazi messicani in cui i due protagonisti (uomo e donna) si muovono all'unisono e sul solito binario. Iniziano insieme, proseguono insieme, finiscono insieme. E non fatevi ingannare neanche dall'evoluzione dei fatti: il contrasto che c'è tra i due, la santa ed il dannato, è palpabile, e si raggiungono per l'epoca i limiti del profano. Un ruolo davvero non semplice per la MacLaine (al barbuto sputacchiatore di tabacco tutti si abituano) che si ritrova ad indossare le visti di una suora. L'abito non farà di certo il monaco, ma poco ci manca. Lento, cadenzato a sottolineare il caldo mese di luglio in Messico, ma anche pieni di azione, di pathos, di sostanza e con dialoghi da non sottovalutare, che zigzagano tra la commedia ed il film western per veri duri. Forse non è tra i più famosi del genere, ma è degno di nota, considerando anche un certo Ennio Morricone alla console... Nessun extra ed audio stereo per la versione BD.

giovedì 11 agosto 2016

Criminal Activities (2015)




Regia: Jackie Earle Haley
Anno: 2015
Titolo originale: Criminal Activities
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
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Simpatico. Solo che se non fosse andato come è andato, sarebbe stato brutto e scialbo. Si è salvato insomma, ma era anche abbastanza ovvio dove volesse andare a parare la trama. Mi spiego: l'inizio è un po' troppo frettoloso ed easy, e se abbiamo visto almeno una decina di thriller, il colpo di scena era decisamente telefonato. Eccezion fatta magari per la "spalla" di colore (non voglio fare spoiler esagerati), ma che ha poca importanza. Il resto era anche dettato da un po' di indizi sparsi qua e là. Ad ogni modo i tasselli si incastrano alla fine. Ha molto da invidiare ad altri lavori di calibro superiore (Inside Man e I Soliti Sospetti sono i primi due titoli che mi vengono in mente), ma non per questo è da buttare. Ironico in alcune parti, forse non riesce ad avere una sceneggiatura troppo seria, sebbene la trama in fin dei conti lo imponga, si lascia ben guardare fino alla fine. Il cast (John Travolta, Michael Pitt, Dan Stevens) arriva in soccorso per colmare alcuni difettucci di esperienza, distogliendo un po' l'attenzione dalla trama, ma è un film che consiglio, gira veloce, non si inceppa.

mercoledì 10 agosto 2016

Cop Car (2015)




Regia: Jon Watts
Anno: 2015
Titolo originale: CopCar
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.2)
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Non mi aspettavo molto, poi ho messo play e mi ha attirato. Ho proseguito ed aspettavo che succedesse qualcosa di sensazionale. In parte sono stato accontentato, ma la sensazionalità non è mai arrivata. Ora, questo vuol dire tutto ed anche niente. In un film ben fatto, è Cop Car lo è, non deve esserci chissà cosa: bastano alcuni elementi chiave. La campagna americana, due ragazzini al limite del poco di buono che scappano da casa, uno sceriffo con la seconda vita da delinquente. Questo intreccio, con il ritmo lento, cadenzato e quasi muto della sceneggiatura. Gli ampi spazi della periferia sono ben rappresentati, con strade desolate, campi aperti. Poche anime che vagano. Una giornata uguale a tutte le altre, ma in cui i due ragazzini decidono di improvvisarsi come avventurieri ed impossessarsi dell’auto della polizia, proprio mentre a loro insaputa lo sceriffo è indaffarato nel nascondere il corpo di una sua vittima. Il regista sceglie di mostrarci due punti di vista, come paralleli, per raccontare questa strana avventura. Il primo ingenuo in cui la bravata chiaramente si trasforma in un pericolo costante, il secondo è quello di un mastodontico Kevin Bacon, spietato e criminale come lui sa fare. Dettagliatamente vivido sul presente raccontato, senza chiarimenti su cosa è stato e cosa sarà, Cop Car, è un bel film, breve, intenso e pur con quella lenta deriva che racchiude la noia di un mondo esterno, in parte alla deriva.

Montecristo by Riccardz

Dopo l'articolo di VER ecco anche quello del blog Riccardz, relativo alla gita a Montecristo. E' stata dura ottenere i permessi per la pubblicazione, ma alla zittina è stato tutto compiuto nel migliore dei modi. Inoltre il periodo estivo vive notoriamente un calo di contenuti, quindi era obbligatorio prendere qualcosa qua e qualcosa là. Inizia così la collaborazione con l'etichetta #ROAR (Riccardz On Vomito Ergo Rum). Geniale. Le foto scattate restano le mie.

Il primo Luglio finalmente riusciamo a completare l’iter organizzativo che vedeva in prima linea Davide chiedere da più di due anni la possibilità di andare a visitare l’isola di Montecristo. Le difficoltà per accedervi sono ben note, così come la lunga lista e le polemiche che si aggirano sui vari social per queste restrizioni. Fatto sta che un piccolo gruppo di Piombinesi doc e d’adozione, si ritrova in quel di Castiglion della Pescaia pronti per una nuova avventura; la sveglia all’alba non fa desistere nessuno e come lupi di mare, in men che non si dica, ci facciamo accarezzare dal vento nella traversata verso l’isola; l’imbarcazione “La Superba” infatti si adagia sulle onde e copre la distanza in poco più di due ore. Le guide dell’associazione Trekking Toscana ci prendono per mano fin dai primi minuti, raccontandoci per filo e per segno storie e vicissitudini della costa e della stessa Montecristo; tutte le guide preparate sia in ambito storico ma soprattutto per quanto riguarda la geologia, la flora e la fauna.


Prima di sbarcare notiamo già l’acqua cristallina, ma è severamente vietato fare il bagno per via delle severe leggi, pertanto rimandiamo il tuffo nelle nostre menti. Le guide dell’associazione insieme alle guide della Forestale ci preparano a quello che sarà il fulcro della giornata, ovvero la “scalata” del sentiero che ci porterà al monastero di San Mamiliano; nonostante le continue richieste di senso civico a non intraprendere il percorso da parte di persone con problemi fisici, tutto il gruppo, ad eccezione di una signora, si presenta alla partenza come se fossero tutti Reinhold Messner.


Il percorso è breve (calcoleremo successivamente in più di due km) ma il caldo (ricordo siamo ai primi di luglio), la mancanza di vegetazione e arbusti, le pendenze oltre il 30 %, fanno sì che la difficoltà sia molto elevata e per questo molti “anzianotti” iniziano ad avere i primi cedimenti, cosìcchè alcuni devono pure ritornare indietro dopo qualche centinaio di metri. Detto questo comunque il percorso non è dei più belli, la vegetazione è minima e credo che solo gli eremiti potessero aver colonizzato l’isola e costruito un monastero. La bellezza del luogo è data molto dalla sua inaccessibilità, dal suo essere precluso ai molti e il suo essere isolato ha fatto sì che l’ambiente rimanesse più o meno integro, ed è quello che la riserva naturale cerca di portare a termine. Le difficoltà comunque vengono percepite anche dai più giovani e un Old Glory qualunque, nonostante abbia conosciuto i più svariati deserti degli Stati Uniti, si insinua nelle ultime posizioni per riprendere fiato, ma quello che conta è che dopo due ore di salita (e qualche litro di acqua) siamo tutti ad ammirare il paesaggio e il panorama dal monastero di San Mamiliano.


Il monastero si presenta con una chiesa ancora integra nelle sue parti alzate, con una unica navata ma spoglia al suo interno; la bravissima guida ci illustra tutta la storia dell’isola e del monastero, con i suoi abitanti, con le leggende (ci è scaturito il libro), con le cannonate dell’esercito monarchico per esercitazione. A questo punto, dopo svariate foto da cartolina, siamo pronti per quello che per me è stato il momento più difficoltoso, ovvero la discesa;


scarpe non proprio adatte, vertigini, strapiombi, e un ramo grosso quanto una quercia timbrato nella mia fronte, hanno fatto sì che godessi immensamente dell’arrivo al punto di partenza. Qui ci hanno accolto i due guardiani dell’isola e ci hanno mostrato il piccolo museo allestito presso la Villa Reale, a Cala Maestra, unico edificio ancora oggi utilizzabile.
Ritorniamo direttamente sulla Superba per un magnifico pranzo (dopo 3 ore di cammino tutti pranzi sarebbero stati magnifici) a suon di spaghetti e soprattutto Acqua fresca. Il ritorno è sembrato molto più lungo per via della stanchezza, ma il traghetto ha fatto anche il giro dell’Isola e pertanto abbiamo potuto ammirare in tutta la sua grandezza quella che rimane un unicum nel panorama italiano delle riserve naturali.

martedì 9 agosto 2016

Dropbox Paper

Non siete soddisfatti (e perchè mi chiederei? ) di Google Docs? Potete allora iniziare ad usare un'alternativa targata Dropbox: Dropbox Paper.
Io, da utilizzatore sia del vecchio sistema sia di Drive per Google, però ho adesso un po' di indecisione. L'applicazione per Android (Dropbox Paper Beta) è disponibile per tutti e vedrete che il suo utilizzo è semplice ed immediato: gli utenti possono collaborare, modificando e portando avanti i propri documenti condivisi. Secondo me quindi la mossa è un po' tardiva, perchè personalmente ho iniziato ad usare Dropbox come cloud per poi sfruttare invece le potenzialità di Google, con enormi benefici già da qualche tempo. Vedremo come si evolveranno le cose.

Tremors 3 - Ritorno A Perfection (2001)




Regia: Brent Maddock
Anno: 2001
Titolo originale: Tremors 3: Back To Perfection
Voto: 2/10
Pagina di IMDB (5.4)
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Più che brutto. Orribile. Ridicolo. Non che non potesse avere senso continuare la saga dei Tremors, ma farlo in questo modo ha del pietoso. Se esistono i b-movies questo è di una categoria indescrivibile verso il basso. Scompaiono le figure principali ed il militarista Burt Gummer si ritrova ad essere il personaggio primario. I vermi sono buffe rappresentazioni da parodia di se stessi, i dialoghi talmente orribili che ricordano le recite teatrali improvvisati alle scuole medie. Va bene anche il budget ristretto con cui la produzione si dedica agli effetti speciali, ma l'idea di farli evolvere in mostri volanti grazie alle pete infuocate ha un che di comico di bassa lega. Trama soporifera e ripetitiva, insomma non c'è niente al posto giusto. Uno dei più brutti film di sempre.

lunedì 8 agosto 2016

Cuba Libre - La Notte Del Giudizio (1993)




Regia: Stephe Hopkins
Anno: 1993
Titolo originale: Judgment Night
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
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Ci sono film, forse mediocri e anche sottovalutati dal resto del mondo, che hanno un loro perchè e restano nella storia. Almeno in quella personale di chi scrive. Cuba Libre è tra questi. E si vi scordate il titolo, o non avere solo un vago ricordo di quattro amici che in camper si trovano ad affrontare guai uno dietro all'altro nei quartieri malfamati della città, basterà che lo chiediate a Squama (buon compleanno zio bestialotto). Lui lo sa e si ricorda le cose più impensabili. Ed il viaggio della compagnia ha inizio. Trama semplici, un po' prevedibile nella maggior parte delle situazioni, ma decisamente colma di azione e di elementi interessanti. Il disagio della periferia cittadina, quella pericolosa, in cui la gente va a giro armata e non ci pensa due volte prima di farti un buco in testa. I ragazzi del sobborgo, ben educati e lontani da questo mondo di violenza, che si trovano ad affrontare pericoli e personaggi malavitosi che si atteggiano a grandi gangster. Ritmi alti, colonna sonora molto calzante, Emilio Estevez che pare Messi e si scatena nel finale. Una pellicola senza troppi ricamini o pretese che intrattiene senza annoiare.

venerdì 5 agosto 2016

Edward Mani Di Forbice (1990)




Regia: Tim Burton
Anno: 1990
Titolo originale: Edward Scissorhands
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.9)
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Una stupenda fiaba senza tempo. Non solo come giudizio, ma anche come collocazione temporale della trama. Infatti abbiamo una favola inserita in un contesto pittoresco, solo in parte gotico, che ci mostra una visione estremamente stereotipata della piccola cittadina americana con elementi che abbracciano gli anni dai cinquanta agli ottanta. Già creare un'opera introducendo volutamente determinati ed esagerati clichè, se fatto in malo modo avrebbe rischiato di produrre un qualcosa di grottesco e trash. Invece Tim Burton, già in voga dopo Beetlejuice e il primo Batman, ha rischiato osando ed ha raggiunto un obiettivo altissimo. Visionario come a lui piace essere, con un cast che vede oltre a Johnny Depp anche Winona Ryder e Dianne Wiest, le musiche di Danny Effman, ed una fotografia, quella di Stefan Czapsky, che ha dell'incredibile. Da piccolo ho quasi fuso la videocassetta, ma è anche stato l'unico supporto (tra l'altro VHS copiato) su cui ho visto il film. Il risultato oggi è decisamente migliore, con il contrasto evidente tra i pastellosi colori del sobborgo e quelli dark del castello. Ad ogni modo, la fiaba comincia proprio con una anziana signora che racconta una favola lei stessa, mentre fuori dalla finestra sta cadendo copiosa e silenziosa la neve. E qui inizia la poesia..

Moonraker - Operazione Spazio (1979)




Regia: Lewis Gilbert
Anno: 1979
Titolo originale: Moonraker
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.3)
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Premetto che non è che sia brutto, ma lo ritengo ridicolo. Chi guardava ed aspettava con ansia l'uscita dell'ultimo film di James Bond, lo faceva o per tradizione o per guardarsi una gigantesca americanata tutta azione, bullo e pupe. Cioè, niente di meglio rispetto a tante altre produzioni più moderne bollate solamente con etichette negative. Per quanto mi riguarda, guardare i vecchi 007 all'opera è più un divertimento intrattenitivo che un vero e proprio piacere relativo alla pellicola in sè. In questo abbiamo ancora il piacente Roger Moor che picchia come un manichino ed ogni dieci minuti fa colpo su di una bella donna. Il tema è fantascientifico, con non solo un'ambientazione spaziale, ma anche anche i laser ed i combattimenti a gravità zero. Peccato per loro però che Star Wars: Episodio IV fosse già uscito da due anni, di conseguenza anche i più sprovveduti si erano già fatti un'idea un tantino differente di fantascienza. Alcune scene sono belle da quanto sono trash: come quella dell'inseguimento a Venezia. Chi l'ha ideata meriterebbe una secchiata di acqua frizzante. E' così abbondantemente ai limite della decenza, che fa ridere. Un po' come al caricatura della figura di Squalo, che da piccolo adoravo. Comunque un tassello importante per tutta la saga, questo episodio, in cui l'agente segreto se la vede con la versione anni settanta di Elon Musk, che prende una deriva malvagia. Oppure sarà Elon Musk stesso che vuole prendere ispirazione dalla parte buona di Drax. Boh, intanto la SpaceX è un po' il sogno di tutti.

giovedì 4 agosto 2016

Loot Crate: Futuristic (luglio 2016)

E’ stata più lunga del previsto questa consegna. Inizialmente neanche mi hanno spedito l’email di conferma, così leggermente preoccupato (avendo appena rinnovato l’abbonamento da trimestrale ad annuale) contatto via chat il servizio clienti. Mi confermano dandomi il tracking code che il materiale è stato spedito e che è arrivato in Italia il 19 luglio. Purtroppo però questa volta ha impiegato davvero tanto tempo e soltanto oggi mi è stato consegnato. Il tema del mese è Futuristic, e come al solito non ho voluto spoilerarmi la sorpresa guardando gli unboxing su Youtube e così via. Sapevo però, perchè è impossibile isolarsi del tutto, che c’era un qualcosa relativo a Futurama. Mai andato pazzo, anche se la ritengo una serie piacevole. Poi il top è già stato nella box scorsa con Dystopia, quindi accontentiamoci di qualsiasi cosa ci sia all’interno di questa. Inoltre ho notato che il materiale richiama molto spesso brand che non si discostano dal mio bagaglio di interssi o cose che conosco. Ovviamente, a parte gusti personali sul genere, visti i contenuti dei tre mesi precedenti, si sa che c’è sempre qualcosa che piace. Ho scoperto poi che la scatola, almeno questa visto che le altre le ho buttate, è trasformabile, una volta disassemblata, Veniamo al contenuto:

-          Maglietta di colore grigino azzurrino con disegni sulla parte frontale dedicata a Rick and Monty.  Su Netflix ho visto la prima puntata della prima stagione (la seconda ancora non c'è, e credo sia già pronta o in dirittura di arrivo una terza). Ne ho vista solo una perchè non è che mi abbia convinto più di tanto. E' una specie di serie fantascientifica sulla falsa riga di Futurama, o almeno così mi pare.
-          Modellino QMX della Planet Express di Futurama, da montare sul piedistallo con supporto e calamita. Piccolo, ma ben fatto
-          Placca adesiva, decisamente bella e ben fatta, della Enterprise di Star Trek Next Generation. Può essere applicata e tolta più volte. Da decidere la sua giusta collazione
-          Anche la pin del mese è dedicata  a Star Trek, con raffigurata la mano che fa il saluto di “lunga via e prosperità”.
-          Action figure di Mega Man Red da 3” di altezza. Non ho mai giocato a Mega Man, ma lo conosco.
-          Numero 1 di Valiant Comics’ 4001 A.D.

Foto di Loot Crate: Futuristic (luglio 2016)

martedì 2 agosto 2016

Vi Presento I Nostri (2010)




Regia: Paul Weitz
Anno: 2010
Titolo originale: Little Fockers
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (5.5)
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Stringi stringi e c'è il niente. Il primo ed il secondo erano andati alla grande, ma questo fa davvero onco. A partire dal titolo (anche quello originale) che vorrebbe "presentarci" la prole, ma che ci mostra due bimbi immobili che non fanno assolutamente nulla. Proprio a livello di trama. E' tutto tenuto sui battibecchi, improponibili, tra suocero e babbo. Persino Jessica Alba, che mi auguro possa servire ad altro, risulta essere solo uno strumento per riempire gli occhi. Alla fine l'odioso personaggio di Owen Wilson può addirittura essere il migliore. Un buco nell'acqua incredibile sotto ogni punto di vista, esclusi i risultati di botteghino: mentre scrivo è alla posizione 355. E beh, visto il cast, ed il successo degli altri capitoli si spiega abbastanza facilmente. Peccato che oltre a non essere divertente risulti insulso e noioso.