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lunedì 1 dicembre 2025

Mr. Mercedes [Stagione 2]

 
 
Anno: 2018
Titolo originale: Mr. Mercedes
Numero episodi: 10
Stagione: 2
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Un crollo verticale che rasenta la vergogna

​Se nella recensione della prima stagione ero stato indulgente, sottolineando come la serie fosse comunque godibile nonostante i difetti, qui alzo le mani e faccio mettere a VIKI il pre titolo in grassetto e  caratteri cubitali Definire questa seconda stagione "deludente" sarebbe un eufemismo, un modo per non essere completamente sinceri. La verità è che, rispetto al capitolo precedente (ma anche rispetto alla media delle serie tv attuali, che hanno un livello non alto), siamo di fronte a un prodotto che si può tranquillamente definire vergognoso.

​Caos narrativo e salti ingiustificati

​Come sapete, non ho letto i romanzi di King, ma parlando con il mio amico Roikin – che invece la trilogia la conosce bene – è emerso un dettaglio sconcertante che spiega parte del disastro. Sembra che gli sceneggiatori abbiano deciso di saltare a piè pari il secondo romanzo (Chi perde paga) per basare questa stagione direttamente sul terzo (Fine turno). Se la memoria di Roikin non inganna, manca quindi totalmente il rispetto della cronologia e della fedeltà all'opera originale. E il risultato si vede tutto.

​Un cambio di genere inaccettabile

​La cosa che fa più rabbia è il cambio di rotta improvviso e insensato. Eravamo partiti con un thriller poliziesco solido, un "gatto col topo" realistico, e ci ritroviamo catapultati in una sorta di fantascienza paranormale di serie B.

L'idea che Brady Hartsfield (Mr. Mercedes), in stato vegetativo, riesca a "controllare le menti altrui" è una forzatura che distrugge la credibilità costruita in precedenza.

​Ancora peggio è il tentativo maldestro di giustificare questa sorta di telepatia attraverso improbabili effetti collaterali di farmaci sperimentali. È una spiegazione che non regge, che fa acqua da tutte le parti e che trasforma un villain inquietante in una caricatura da fumetto scadente.

​Scrittura grossolana

​A livello tecnico, la sceneggiatura è il vero colpevole. È frivola, grossolana e palesemente arrangiata. Manca di coesione, manca di logica interna. Le situazioni che fanno storcere il naso non sono più "alcune" come nella prima stagione, ma sono la norma. Si ha la sensazione costante che gli autori non sapessero come portare avanti la storia e abbiano buttato dentro idee a caso, sperando che lo spettatore non se ne accorgesse.

​Conclusione

​Questa seconda stagione è un'enorme occasione persa. Ha preso tutto ciò che di buono c'era nella prima (il cast, l'atmosfera cupa) e lo ha gettato alle ortiche in favore di una trama ridicola e di una scrittura pigra. Se avete amato la prima stagione per il suo realismo crudo, scappate: qui troverete solo confusione e imbarazzo.

sabato 22 novembre 2025

Mr. Mercedes [Stagione 1]

 
Anno: 2017
Titolo originale: Mr. Mercedes
Numero episodi: 10
Stagione: 1
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​Di adattamenti tratti dalle opere di Stephen King ne abbiamo visti a decine: alcuni capolavori, altri disastri totali. Con Mr. Mercedes, la serie TV creata da David E. Kelley, entriamo in un territorio interessante: il thriller poliziesco puro, lontano dal soprannaturale a cui il Re ci ha abituati.

​Da lettore vorace di King, ammetto di non aver letto il romanzo specifico da cui è tratta la serie (il primo della trilogia di Bill Hodges), quindi questa recensione si baserà esclusivamente su ciò che ho visto sullo schermo, senza il peso del confronto "carta vs pellicola". E il verdetto, pur con qualche riserva, è positivo. Vediamo come VIKI mi impagina al meglio questa recensione:

​La trama in breve

​La storia segue Bill Hodges (interpretato da un magnifico Brendan Gleeson), un detective in pensione burbero e tormentato, che non riesce a darsi pace per un caso irrisolto: il massacro compiuto da un folle alla guida di una Mercedes rubata, che ha investito una folla di persone in attesa di un fiera del lavoro. Quel folle è Brady Hartsfield (Harry Treadaway), un giovane sociopatico che lavora in un negozio di elettronica e che inizia a tormentare l'ex poliziotto con messaggi e video, innescando un pericoloso gioco del gatto col topo.

​Cosa funziona

​Il cuore pulsante della serie è senza dubbio il duello psicologico. La serie riesce a essere coinvolgente e a mantenere vivo l'interesse, grazie soprattutto alle interpretazioni dei due protagonisti. Vedere la vita ordinaria e squallida del killer contrapposta alla solitudine ruvida del detective crea una dinamica che ti spinge a premere "play" sull'episodio successivo.

​Nota di merito: L'atmosfera un po' hard-boiled e cupa è resa perfettamente, e la tensione in certi momenti è davvero palpabile.


​Cosa non funziona (o funziona meno)

​Se la storia è valida, il formato forse lo è meno. Dieci episodi per raccontare questo arco narrativo si sentono tutti, e forse sono troppi. La sensazione predominante è che la trama sia stata "allungata": ci sono innumerevoli situazioni che rallentano il racconto, sottotrame o deviazioni che sembrano messe lì più per raggiungere il minutaggio che per reale necessità narrativa. Con un paio di episodi in meno, il ritmo ne avrebbe guadagnato enormemente.

​Inoltre, bisogna fare i conti con la sospensione dell'incredulità. Alcune forzature nella sceneggiatura risultano poco realistiche (comportamenti della polizia, facilità con cui avvengono certe intrusioni informatiche o fisiche), facendo storcere il naso a chi cerca un poliziesco rigoroso.

​Il Verdetto

​Nonostante i difetti di ritmo e qualche ingenuità di scrittura, Mr. Mercedes si lascia guardare con piacere. Non è la serie perfetta e soffre di quella "lentezza da riempitivo" tipica di molte produzioni moderne, ma c'è decisamente di peggio in giro.

​Se cercate un thriller solido, con ottimi attori e un "cattivo" davvero inquietante, questa prima stagione merita il vostro tempo. Non aspettatevi il capolavoro della vita, ma un intrattenimento onesto e cupo al punto giusto.


martedì 7 ottobre 2025

Lo Sguardo Di Satana - Carrie (2013)

 
Regia: Kimberly Peirce
Anno: 2013
Titolo originale: Carrie
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
 
Film:

Rifare Carrie era un’operazione rischiosa, quasi sacrilega. Prendere un film che ha fatto la storia dell’horror psicologico e tentare di aggiornarlo in chiave contemporanea significava camminare su una linea sottile tra omaggio e copia carbone. Il remake del 2013, diretto da Kimberly Peirce e con Chloë Grace Moretz nel ruolo della protagonista, prova a fare proprio questo: modernizzare la tragedia di un’adolescente schiacciata dal fanatismo religioso della madre e dalla crudeltà dei coetanei.

Va detto: lo sforzo c’è, e si vede. Peirce inserisce elementi più fedeli al romanzo di Stephen King rispetto al film di Brian De Palma del 1976 — soprattutto nei passaggi legati al contesto scolastico e alla componente telecinetica, che qui viene resa più esplosiva e visivamente spettacolare. L’uso dei social network come strumento di umiliazione è una scelta azzeccata e attuale, capace di trasportare l’incubo di Carrie nel linguaggio del nostro tempo.

Ma nonostante ciò, Carrie 2013 non riesce mai davvero a scuotere come dovrebbe. Forse perché la tensione viscerale, quasi sporca, del film di De Palma era figlia del suo tempo: sudore, sangue e follia girati con un’estetica ruvida, imperfetta ma autentica. La Peirce invece costruisce un orrore più patinato, ordinato, che preferisce la precisione digitale al disordine emotivo.

Chloë Grace Moretz, pur brava, non possiede quella fragilità disturbante che aveva Sissy Spacek: la sua Carrie è più carina, più sicura, quasi troppo “normale” per suscitare la pietà e il disagio che la storia richiede. Julianne Moore, nel ruolo della madre fanatica, regge il film da sola per intensità e presenza, ma non basta a salvarlo da una certa prevedibilità di fondo.

Il risultato è un remake che non fa rimpiangere del tutto l’originale, ma nemmeno riesce a superarlo. Carrie 2013 è un film corretto, con momenti ben costruiti e qualche intuizione interessante, ma privo di quella scintilla malata che rendeva il primo una discesa all’inferno tanto psicologica quanto visiva.

In definitiva: uno sguardo di Satana un po’ troppo pulito, che preferisce la messa in scena all’angoscia vera.



Edizione: bluray
Edizione standard con versione cinematografica e quella con il finale alternativo, che sarebbe aggiuntivo. Per questa versione c'è solo la traccia audio originale o con il commento. Quella italiana, in DTS 5.1 è invece per la versione standard. Gli extra sono:
  • Commento audio al film
  • Scene eliminate o estese con commento (10 minuti)
  • Tina on fire con commento (2 minuti)
  • Creating Carrie (21 minuti)
  • The power of telekinesis (4 minuti)
  • Telekinetik coffee shop surprise (3 minuti)
  • Trailer 
 

sabato 15 marzo 2025

Grano Rosso Sangue Trilogy

 Grano Rosso Sangue Trilogy - Limited Edition 3 Blu-ray + Book da Collezione (Blu-ray)
Tutto ha inizio con il racconto I Figli Del Grano, contenuto nella raccolta A Volte Ritornano, di Stephen King, Da qui sono partiti diversi prodotti cinematografici ispirati a tale racconto: si contano oltre dieci titoli compresi quelli usciti esclusivamente per home video ed i ramake. Grano Rosso Sangue Trilogy, della Mifnight Factory racchiude i primi tre ed anche il cortometraggio I Discepoli Del Corvo del 1983 presente tra gli extra. Si tratta di un'edizione molto curata come da sempre ci hanno abituato con slipcover rigida in cartoncino, due artwork differenti, la custodia a libro che contiene i tre dischi bluray. All'interno anhce tre cartoline, una dedicata a ciascun titolo e l'immancabile booklet a colori di 22 pagine. Per quanto riguarda le tracce audio abbiamo DTS HD MA su tutti i dischi, ma soltanto per il primo in multicanale, mentre per gli altri il sonoro è in stereo. Ecco invece come sono suddivisi gli extra e quanti sono:
 
  • 2 commenti audio
  • Harvesting horror (36 minuti)
  • It was the eighties! (14 minuti)
  • Stephen King on a shoestring (11 minuti)
  • Welcome to Gatlin (15 minuti)
  • Cortometraggio I Discepoli Del Corvo
  • Storyboard
  • Trailer
 Grano Rosso Sangue II - Il Sacrificio Finale:
  •  Commento audio
  • 2 scene US cut con CGI
  • Galleria fotografica
  • Trailer
Grano Rosso Sangue III:
  • Commento audio
  • Finale alternativo (12 minuti)
  • Sequenza di scene di presentazione del film
  •  Galleria fotografica
  • Trailer

 

mercoledì 12 marzo 2025

Grano Rosso Sangue II - Sacrificio Finale (1993)


Regia: David Price
Anno: 1993
Titolo originale: Children Of The Corn II: The Final Sacrifice
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.4)
Pagina di I Check Movies 
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Film:

Nove anni dopo il primo Grano Rosso Sangue, qualcuno ha pensato: “Ehi, sapete cosa serve al mondo? Un sequel!”. Ed ecco Grano Rosso Sangue II – Sacrificio Finale, che prova a ripetere la magia del primo film, ma con meno ispirazione e più momenti da WTF.

La storia riprende dopo il massacro di Gatlin. Gli orfani della cittadina vengono trasferiti in una nuova comunità, perché tutti sappiamo che infilare bambini psicopatici nel solito luogo sia una strategia sociale vincente. Qui, ovviamente, ricominciano le stranezze, con un nuovo leader che prova a emulare Isaac ma sembra più un bimbo prodigio della recita parrocchiale. C’è anche un giornalista e suo figlio adolescente, che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato e scoprono che il culto del mais non è morto… è solo in fase di riorganizzazione.

Rispetto al primo film, questo sequel è meno teso e più… stupido. Gli omicidi sono più creativi, ma spesso sconfinano nel ridicolo, tipo una vecchietta schiacciata dalla propria casa. Il livello di recitazione è quello che ci si aspetta da un horror di serie B: tra sguardi intensi, frasi minacciose dette con la convinzione di chi sta leggendo il copione per la prima volta e momenti di pura esagerazione teatrale. Senza contare le apparizioni improvvise per creare il tipico effetto jumpscare.

E i ragazzetti? Beh, se nel primo film erano inquietanti, qui sembrano una versione ancora più gotica dei contadinotti, con il solito dress code da villaggio Amish posseduto e pose da predicatori da TikTok. Quando parlano con tono solenne del “Colui che cammina dietro il raccolto”, viene quasi voglia di rispondere: “Sì, ok, ma cammina anche fino alla scuola, che forse vi serve un ripasso di logica”.

Nel complesso, Grano rosso sangue II è uno di quei sequel che si guardano più per farsi due risate che per paura vera. Il primo almeno aveva un’atmosfera inquietante, questo invece punta tutto su omicidi assurdi e una trama che prende curve strette senza mai capire dove sta andando. Se amate gli horror brutti ma divertenti, dategli un’occhiata… ma sappiate che il vero sacrificio sarà il vostro tempo.


Edizione: Grano Rosso Sangue Trilogy
Cofanetto  contenente la trilogia originale, di cui parlerò in apposito articolo
 


sabato 8 marzo 2025

Grano Rosso Sangue (1984)


 Regia: Fritz Kiersch
Anno: 1984
Titolo originale: Stephen King's Children Of The Corn
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.6)
Pagina di I Check Movies
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Film:

Stephen King ha sempre avuto un talento particolare per trasformare gli angoli più tranquilli d’America in incubi rurali. Grano rosso sangue (Children of the Corn), tratto da un suo racconto contenuto in A Volte Ritornano, è l’ennesima dimostrazione di come una cittadina sperduta possa diventare il peggiore dei luoghi da visitare.I protagonisti, interpretati da Peter Horton e Linda Hamilton (sì, proprio la futura Sarah Connor di Terminator), finiscono a Gatlin, un villaggio del Nebraska in cui gli adulti sono spariti e i bambini hanno deciso che venerare una divinità del mais fosse più produttivo di un’educazione scolastica decente. Al comando c’è Isaac, un predicatore in miniatura con una voce inquietante e un guardaroba che sembra uscito da una sfilata di cosplay medievale. Il suo braccio destro, Malachia, è il classico teppistello con i capelli da Rosso Malpelo di Verga e lo sguardo di chi ha perso una rissa con un trattore. Qui arriva la parte divertente: questi ragazzetti fanatici, con i loro vestiti da setta e le facce minacciose, ricordano un po’ i maranza di oggi. Solo che invece di scorrazzare in motorino con marsupio e felpa firmata, brandiscono falci e parlano come se stessero per recitare la Bibbia in un talent show. La minaccia c’è, certo, ma ogni tanto ti viene da chiederti se qualcuno di loro non si sia vestito così per sbaglio, scambiando Gatlin per una fiera dello zoticone. Il film alterna momenti genuinamente inquietanti a scene che oggi risultano più ingenue che spaventose. La tensione c’è, il concetto di bambini assassini funziona sempre, ma la messa in scena e gli effetti speciali non hanno retto benissimo il peso degli anni. Tuttavia, Grano rosso sangue resta un horror cult, tipico dei mitici anni ottanta, con un’atmosfera unica e un messaggio chiaro: se vedi un campo di mais e un gruppo di ragazzini vestiti come seminaristi indemoniati… gira l’auto e scappa.

Edizione: Grano Rosso Sangue Trilogy
Cofanetto  contenente la trilogia originale, di cui parlerò in apposito articolo

 

 
 

mercoledì 19 giugno 2024

Firestarter (2022)

A young girl stares forward with an angered expression, as fire rages behind her.
 Regia: Keith Thomas 
Anno: 2022
Titolo originale: Firestarter
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (4.6)
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Film:
Ho provato a fare un reset mentale, fingendo di non aver letto il romanzo di Stephen King da cui si prende spunto o di non aver visto Fenomeni Paranormali Incontrollabili, la prima trasposizione cinematografica. Però è praticamente impossibile, esattamente come se uno ti dicesse di dimenticarti come si fa a respirare (sic.). Questo per dire che il film può incuriosire anche se risulta davvero deludente sia per come si è scelto di seguire la trama originale del libro, senza dare alcuno spessore ai personaggi, sia per il suo svolgimento che per la fotografia imbarazzante nel finale. Come detto manca di spessore sui protagonisti, ma anche all'interno della trama che ricalca i peggiori film in cui si cercano di controllare i più dotati e lo si fa sempre per scopi malvagi. Una pellicola che non riesce a sfruttare neanche il fatto che esistesse già un prodotto del genere obsoleto (ma non da buttare) e che va avanti per inerzia su un percorso tedioso.

Edizione: Bluray
Normale amaray con buona qualità video, traccia italiana in DTS ed i seguenti extra:
  • Finale alternativo (3 minuti)
  • 7 Scene eliminate ed estese
  • Papere (1 minuto)
  • Energia cinetica (6 minuti)
  • Innescare un incendio (4 minuti)
  • Infiammare Firestarter (4 minuti)
  • Lotta di potere (3 minuti)
  • Commento audio con il regista

giovedì 22 febbraio 2024

Misery Non Deve Morire (1990)

 
Regia: Rob Reiner 
Anno: 1990
Titolo originale: Misery
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.8)
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Di Misery guardai prima il film, e successivamente lessi il libro. Dopo un po', non essendo stato un appassionato di King fin dall'inizio. Però questa visione fu importante per me, per capire meglio lo scrittore che poi ho avuto davanti per molti anni. Perchè il "maestro del brivido" lo immaginavo impegnato "soltanto" in lavori con la componente fantastica molto alta: mostri, vampiri, lupi mannari... Per me l'horror era una cosa di questo tipo da piccolo. Non potevo immaginare che un'infermiera con le comunissime sembianze di Kathy Bates (perdo tempo a dire che è stratosferica giusto per accodarmi alle già migliaia note positive scritte su di lei) potesse incutere timore e paura. Nel film in questione tutto è messo in risalto, dal suo volto placido che cambia espressione improvvisamente colto da una furia malata, a quello del protagonista allettato (James Caan) ed inerme, al ritmo serrato che crea un pathos, altrimenti poco arrivabile anche leggendo le pagine del libro. Una pellicola più che riuscita sotto ogni aspetto, che risulta piacevole e disincantata anche a distanza di anni. Misery, non muore proprio mai.

martedì 3 ottobre 2023

22.11.63 [Stagione 1]

 
Anno: 2016
Titolo originale: 11.22.63
Numero episodi: 8
Stagione: 1
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Bella ed avvincente. Guardarla mi ha fatto tornare indietro con i ricordi a L'Uomo Nell'Alto Castello.  Non so se entrambe sono prodotte da Prime Video, ma è qui che le ho viste e non mi va di indagare, certo è che se in una l'ucronia è certa, in questa la sua possibile e probabile presenza è tangibile via via che si prosegue con gli otto episodi della mini serie. Non è un prodotto originale ma si basa sul romanzo 22/11/63 di

mercoledì 6 aprile 2022

Stephen King Film Collection II

 

Secondo cofanetto della Midnight Factory, dedicato ad alcune opere basate su racconti e romanzi scritti da Stephen King. A differenza del primo, questa edizione è un'esclusiva in vendita solo sullo store ufficiale FanFactory. Il cofanetto esteticamente si presenta allo stesso modo con una slipcase cartonata rigida sul cui retro abbiamo la numerazione (io ho la 904/1000) della tiratura limitata. Al suo interno la custodia a forma di libretto, anch'essa rigida e ben curata che in maniera asimmetrica ha gli alloggiamenti per bluray, tre cartoline da collezione con gli artwork delle edizioni italiane ed un piccolo booklet a colori di 22 pagine con approfondimenti e fotografie.I tre dischi bluray sono relativi a La Metà Oscura, Fenomeni Paranormali Incontrollabili e The Mangler - La Macchina Infernale. Dal punto di vista video ogni disco ha una qualità alta, anche se in alcune scene molto buie (soprattutto ne La Metà Oscura) si nota qualche sgranatura e qualche calo. Le tracce audio italiane in tutti e tre i casi sono in DTS HD MA 2.0 e in The Mangler abbiamo alcune piccole scene in lingua originale con sottotitoli perchè tagliate nelle precedenti versioni nostrane. Il comparto extra è ben fornito e così distribuito:

  • Commento audio
  • The sparrows are flying again: making of (35 minuti)
  • Scene eliminate (8 minuti)
  • Dietro le quinte: effetti speciali (16 minuti)
  • Dietro le quinte: sul set (9 minuti)
  • Storyboard del finale originale (1 minuto)
  • Originale electric press kit (7 minuti)
  • Interviste vintage (7 minuti)
  • TV spot
  • Trailer
  Fenomeni Paranormali Incontrollabili
  • Commento audio
  • Giocando con il fuoco: making of (50 minuti)
  • Tangerine Dream: le musiche del film con Johannes Schmoellings (16 minuti)
  • Johannes Schmoellings suona il tema di Charlie (2 minuti)
  • Trailer
  • TV spot
  • Galleria fotografica
  The Mangler - La Macchina Infernale
  • Commento audio
  • Gartley's gambit: intervista a Robert Englund (22 minuti)
  • Dietro le quinte (13 minuti)
  • Trailer
  • TV spot

martedì 5 aprile 2022

The Mangler - La Macchina Infernale (1995)

 
Regia: Tobe Hooper
Anno: 1995
Titolo originale: The Mangler
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (4.3)
Pagina di I Check Movies
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Dalla famosissima e fortunata raccolta di racconti A Volte Ritornano di Stephen King sono  state create diverse trasposizioni cinematografiche. Non tutte riuscite. Tra l'altro non amo molto i racconti lì presenti, forse perchè non amo molto gli scritti brevi, che però possono avere degli spunti interessanti. Tobe Hooper ci prova con Il Compressore, titolo italiano del racconto The Mangler, che resta per il film. Lo fa aggiungendo, modificando è dandogli un taglio suo personale a tinte grottesche e con venature noir. Il personaggio principale, interpretato da Ted Levine è un investigatore con toni accentuati, solitario, alcolizzato, con qualche problema. A me ricorda molto, anche se ovviamente non c'entra per nulla, Miller di The Expanse.. Il che mi è piaciuto abbastanza, anche se la storia ovviamente è molto basica e fanciullesca. Non sono presenti grandi effetti speciali e lo svolgimento certamente non crea nessun tipo di mistero, se non un interesse verso l'antagonista brutale e schifoso, padrone della lavanderia (Robert Englund). Nonostante alcuni spunti che risultano interessanti però non è possibile tralasciare la scenografia che può risultare inadatta e confusionaria con la stessa lavanderia tenebrosa e buia quasi a ricordare una fabbrica di fine ottocento mischiata poi al succitato alone noir per quanto riguarda alcuni personaggi. Il finale e lo "scontro" con il male sono inoltre più imbarazzanti che horror.

giovedì 31 marzo 2022

Fenomeni Paranormali Incontrollabili (1984)

 
Regia: Mark L. Lester
Anno: 1984
Titolo originale: Firestarter
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.0)
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Quando lessi L'Incendiaria mi piacque molto perchè Stephen King era riuscito sia a dare spessore ai personaggi, sia a creare quel senso di urgenza (e poi di ingiustizia) che si crea durante la fuga dai cattivoni di turno. Mi chiedo se questa storia, nelle mani di un altro regista (nelle intenzioni iniziali c'era Carpenter) avrebbe potuto essere quindi concentrata anche sugli aspetti umani, che sono ben evidenziati nel romanzo. Perchè comunque alla fine il cast porta con sè nomi niente male come la bambina prodigio Drew Barrymore nei panni della protagonista e David Keith o anche Martin Sheen e Louise Fletcher, che si comportano egregiamente e pure gli effetti speciali risultano piacevoli. Si tratta quasi essenzialmente si fiamme ed esplosioni, ma fanno il oro dovere. Anche il ritmo va alla grande se consideriamo questa pellicola meno di ciò che in realtà avrebbe potuto essere e quindi ci si accontenta, con lo spettatore intento ad attendere la piccola bambina che prima o poi scatena tutta la sua forza. Come dicevo, il senso di urgenza non è tangibile come King è riuscito a trasmettere attraverso le pagine scritte, ma si tratta ugualmente di una parte riuscita con fuga e ricerca della tranquillità. Buona inoltre al colonna sonora.

lunedì 28 marzo 2022

La Metà Oscura (1993)

 
Regia: George A. Romero
Anno: 1993
Titolo originale: The Dark Half
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.0)
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Questa volta è George A. Romero che si diletta in una trasposizione cinematografica di un romanzo di Stephen King. Per quanto riguarda i due, non è la prima collaborazione di questo genere a cui assistiamo, infatti Creepshow, sebbene non si trattasse di un'unica storia, era uscito una decina di anni prima. Il film non sarà un successo commerciale, ma credo che a Romero non sia importato poi molto, piuttosto è rimasto contrariato dall'impossibilità di gestire in autonomia il montaggio finale a causa del fallimento della Orion, la casa produttrice. Il problema relativo allo sviluppo della trama, secondo me è da affibbiare tutto al talentuoso King: un po' confusionario nella gestione del doppio, il buono ed il maligno, all'interno della storia. Romero, con l'ausilio di Timothy Hutton e di un buon trucco, riesce però a convincere il pubblico. Almeno per la parte visiva. Per quella concettuale, non può fare molto. Alcune scene sono stupidamente accelerate e ripetitive con polizia e vittime che si trovano in situazioni poco realistiche ed esclusivamente conformi al proseguo della pellicola. L'idea di fondo è comunque accattivante, nonostante il tema portante e ricorrente già letto in Misery (uscito solo due anni prima rispetto al romanzo La Metà Oscura). Qui però la connotazione fantastica e misteriosa c'è e si sente, a differenza dell'altro più realistico e se vogliamo moderno. Ho parlato di realismo e di Misery non solo per alcune somiglianze sul tema dello scrittore e del personaggio che "non deve morire", ma anche perchè con il taglio che Romero riesce a dare alla prima parte della pellicola, il pubblico è tentato di aspettarsi una sorta di spiegazione non fantastica. Una specie di colpo di scena che invece si tramuta in un qualcosa di inventato e sovrannaturale. La Metà Oscura è comunque un film... riuscito a metà.

giovedì 27 gennaio 2022

Stephen King Film Collection

 
Stephen King Film Collection è un cofanetto della Midnight Factory, uscito in esclusiva per Amazon. Al suo interno tre dischi bluray per altrettanti titoli il cui soggetto si basa su storie e racconti di Stephen King. Si tratta di opere minori quali L'Occhio Del Gatto del 1985, Unico Indizio La Luna Piena del 1985 e Brivido del 1986: il fatto che tali titoli non siano tra i più gettonati secondo me è un bene, perchè così non si rischia di avere doppioni al di fuori del cofanetto. Il cofanetto si presenta con una slipcase cartonata rigida sul cui retro abbiamo la numerazione (io ho la 481/1000) della tiratura limitata. Al suo interno la custodia a forma di libretto, anch'essa rigida e ben curata che in maniera asimmetrica ha gli alloggiamenti per bluray, tre cartoline da collezione con gli artwork delle edizioni italiane ed un piccolo booklet a colori di 22 pagine con approfondimenti e fotografie. Qualitativamente il valore video dei dischi è alto, nonostante l'età delle pellicole. Gli scuri e le ambientazioni scure rendono benissimo, anche se in alcune occasioni si ha un effetto "troppo pulito" che allontana un po' dal cinema anni ottanta ed avvicina al patinato televisivo. Tutti e tre i dischi hanno anche traccia italiana in DTS HD MA stereo e quella originale con sottotitoli eliminabili. Per quanto riguarda gli extra ecco come sono distribuiti:

  • Commento audio
  • Trailer
Unico Indizio La Luna Piena:
  • Commento audio
  • Colonna sonora e audio intervista
  • The wolf within (16 minuti)
  • Full moon fever (20 minuti)
  • Martha De Laurentis ricorda l'esperienza sul set (25 minuti)
  • Trailer
  • TV spot
 Brivido:
  • 2 commenti audio
  • Truck stop tales (15 minuti)
  • Rage against the machines (10 minuti)
  • Honeymoon horrors (18 minuti)
  • A kid in King's court (16 minuti)
  • Maximum carnage (16 minuti)
  • Podcast con intervista a Stephen King (15 minuti)
  • The Wilmington factor (28 minuti)
  • Gli AC/DC incontrano Brivido (6 minuti)
  • Goblin resurrectus (9 minuti)
  • Dietro le quinte (9 minuti)
  • Trailer
  • Spot TV

L'Occhio Del Gatto (1985)

 
Regia: Lewis Teague
Anno: 1985
Titolo originale: Cat's Eye
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
Acquista cofanetto Stephen King Film Collection (3 bluray)
 
Questo film è diviso in tre capitoli, due dei quali sono basati su racconti presenti in A Volte Ritornano e l'ultimo, che fa anche da filo conduttore, scritto appositamente per completare il trittico. Una suddivisione del genere non mi fa certo impazzire, perchè anche se possono risultare leggermente collegati tra loro si tratta essenzialmente di storie molto differenti, con cast ed ambientazioni diverse. In pratica sono episodi singoli che non aiutano certo lo spettatore ed entrare nel vivo di ogni storia. Nello specifico abbiamo Quitters Inc. che apre le danze dopo un breve incipit in cui ci viene presentato il gatto, protagonista de Il Generale, ovvero l'ultimo capitolo. Nel Mezzo abbiamo Il Cornicione, che inoltre è il capitolo più debole e meno interessante. Nel primo è presente James Woods in una storia ai limiti del grottesco che è piacevole e surreale al punto giusto: la mia preferita dei tre. Nella seconda Ted Striker e Robert Hays cercano di far crescere l'adrenalina muovendosi in una sorta di thriller violento e cinico che risulta essere però molto sbrigativo e scontato. Infine Drew Barrymore ancora bambina ci porta in una storia molto fantasy con il gatto protagonista ed il troll malefico di Carlo Rambaldi. Un mix tra un leggero horror ed una pellicola per più piccoli, che resta vivace, ma non decolla.

mercoledì 26 gennaio 2022

Unico Indizio La Luna Piena (1985)

 
Regia: Daniel Attias
Anno: 1985
Titolo originale: Silver Bullet
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Film che ha in sè l'essenza tipica degli anni ottanta, anche se ambientato leggermente prima,  ci propone l'ennesima storia fantastica su licantropi o lupi mannari che siano. In salsa Stephen King, essendo basando su uno dei suoi tanti racconti brevi. Nel cast abbiamo volti noti del periodo come Gary Busey, Corey Haim e Megan Follows. Si presenta come un horror a cui non dispiace mostrare qualche scena più forte con sangue e corpi straziati, ma tensione e pathos sono da ricercare in altri generi di film, non certo qua. Infatti Unico Indizio La Luna Piena, o Silver Bullet in originale (per ricordare cosa è che uccide i lupi mannari), è più un qualcosa rivolto ai ragazzini o agli adolescenti, molto leggero, quasi da Giffoni Film Festival insomma. L'ambientazione è quella della provincia americana, tranquilla fino a quando non viene scossa da quelli che inizialmente sembrano incidenti sfortunati ed in seguito violenti omicidi. Trama debolina in più parti, ma è importante notare che la sceneggiatura utilizza la componente horror più come una scusa per sondare la vita e la psicologia dei suoi protagonisti. La caratterizzazione dei personaggi è infatti ben delineata e da non sottovalutare, così come le dinamiche che coinvolgono i cittadini, molto spesso identificati con clichè abbastanza realistici. Una pellicola insomma che già all'epoca non aggiungeva niente di nuovo sul fronte dei lupi mannari, ma riusciva ad intrattenere comunque.

martedì 25 gennaio 2022

Brivido (1986)

 
Regia: Stephen King
Anno: 1986
Titolo originale: Maximum Overdrive
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.5)
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Per quanto riguarda Stephen King, il mondo dei suoi romanzi o racconti, con quello del cinema o della TV, ha collegamenti duraturi nel tempo e molto prolifici. Sono numerose infatti le trasposizioni dei suoi soggetti e le sceneggiature che ha curato. In alcune compare anche in piccole parti o cammeo. In Brivido, del 1986, tratto dal racconto Camion presente in A Volte Ritornano, addirittura si occupa della regia. E' la sua prima ed unica volta. Il risultato non è dei più sorprendenti, posizionando Brivido ad una sorta di pellicola di serie B, ma c'è anche da dire in altre occasione, gestite da registi di professione, il risultato non fosse migliore. Il taglio del film è fantascientifico votato all'horror, ma in maniera abbastanza leggera, senza troppi fronzoli. Si nota comunque una vena da commedia che è evidenziata sia dalle situazioni estremamente sopra le righe che vedono coinvolti i personaggi che, soprattutto, dai penosi dialoghi che portano avanti il tutto. Il tema centrale è quello delle macchine che si ribellano, anche se non è ben chiaro nè il perchè nè il per come. Che siano mezzi meccanici o elettrici non ha importanza: la caccia all'uomo è iniziata, anche se in maniera un po' arrangiata. Non mancano cadaveri, sangue e scene che potrebbero strizzare l'occhio alla violenza di tipo slasher, ma il tutto riesce ad avvenire senza che questo prenda il vero sopravvento all'interno del film, lasciando appunto molto spazio ad una caratterizzazione dei personaggi colma di clichè molto spesso odiosi. King non disdegna neanche quelli che sono gli effetti speciali relativi ad esplosioni e distruzione. La trama, che può andar bene per un racconto breve, nel film risulta forzata (le automobili non si ribellano, ma camion, flipper, distributori automatici e coltelli elettrici sì) e nella seconda parte, con la gente arroccata in difese all'interno dell'autogrill, sciama un po' troppo, ma è supportata da un'ottima colonna sonora marcata AC/DC. Forse un film da rivalutare nel complesso.

lunedì 31 maggio 2021

Doctor Sleep (2019)

 

Regia: Mike Flanagan
Anno: 2019
Titolo originale: Doctor Sleep
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Film:
Doctor Sleep è il sequel "naturale" di quel capolavoro imparagonabile che è Shining. Il soggetto è infatti basato sull'omonimo romanzo di Stephen King (che non ho letto per chiarezza) e sono numerosi i richiami alla pellicola sopra citata. Da questo punto di vista secondo me, con qualche omaggio qua e là e senza esagerare, è stato fatto un buon lavoro. Nessuno d'altra parte, sano di mente, si sarebbe aspettato un sequel troppo collegato con il precedente, tanto più che (pare evidente, nonostante non lo abbia letto) proprio il romanzo di King tende soprattutto ad unificare determinati aspetti paranormali e fantastici all'interno del proprio universo letterario, senza dare una vera e propria continuità ai fatti in essere. Se la storia di Shining è infatti da considerarsi conclusa (sia nel romanzo che nella pellicola) era giusto proseguire verso altri elementi, qualora ce ne fosse stato bisogno. Per me non c'era tutta questa necessità, ma sorvoliamo. Il problema di Doctor Sleep è che come horror non stupisce affatto: la storia risulta scorrevole nonostante i numerosi personaggi e le situazioni che si presentano, ma manca un po' quel senso di "paura" che dovrebbe infondere nello spettatore. L'ho trovata più un'opera stilistica con fotografia e interni decisamente ben curati, ma che non riescono ad andare oltre la semplice storia fantastica di buoni contro i cattivi. Senza dubbio anche in questo caso il finale è stato riadattato per il cinema, dovendosi ricollegare al film Shining ed all'Overlock che nel romanzo invece è saltato in aria. 

Edizione: bluray
Edizione ultra scontata su Amazon (almeno quando l'ho preso io), ma che ha un buon rapporto di qualità video ed i seguenti extra:
  • From Shining to Sleep (5 minuti)
  • Making of (14 minuti)
  • Return to the Overlock (15 minuti)

martedì 9 marzo 2021

It - Capitolo Due (2019)

 

Regia: Andy Muschietti
Anno: 2019
Titolo originale: It Chapter Two
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.5)
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Film:
Rispetto alla prima parte, che inizialmente non credevo fosse una prima parte,  si perde l'atmosfera che invece avevo sperato che aleggiasse sempre nell'aria per una pellicola con una base così forte da romanzo di formazione, e non solo horror. I ragazzini, l'avventura, la paura, il loro crescere e lasciarsi il passato alle spalle... Chissà il capitolo che li avrebbe trattati da adulti come si sarebbe svolto? I Perdenti sarebbero rimasti tali anche dopo 27 anni? In realtà grazie al libro e grazie alla mini serie del 90, siamo già  conoscenza di come, non tanto i fatti, ma le emozioni e la caratterizzazione dei personaggi adulti avrebbero dovuto andare di pari passo con l'horror e l'avventura. Le potenzialità per It sono eccelse, ma la messa in opera cinematografica probabilmente non è un affare semplice. Se da un lato restano intatte determinate aspettative ed alcuni approfondimenti caratteriali sui personaggi, che onestamente sono gli elementi che mi hanno sempre attratto di più in quest'opera, dall'altro assistiamo a scivoloni che l'horror hanno ben poco a che fare. Eppure la PAURA dovrebbe essere il tema trascinante, anche se non propriamente rivolto agli spettatori. Le aspettative ci stanno tutte, come la prima parte inizia bene, qui veramente bene in maniera dura, per poi calare drasticamente nel finale che pare soffrire tanta stanchezza. E mancanza di adrenalina o addirittura idee, che per contro sono troppe in situazioni inopportune, e che quindi non sempre riescono nell'intento prefissato. Nel complesso io adoro la storia, anche se sporcata e rimaneggiate come è già accaduto nei casi cinematografici o televisivi in questione. Non mancano gli spunti da cinema horror che purtroppo però si esauriscono esattamente nel finale, quando invece la suspense avrebbe dovuto essere al culmine. Il clown o le sue mostruose trasformazioni fanno un bel giro sull'altalena tra il voler terrorizzare all'improvviso ed il risultare un pacchianata da effetti speciali di computer grafica. Per poi appunto affondare proprio nel finale, in cui il mostro viene attaccato e sconfitto a male parole. Nonostante questi difetti, It - Capitolo Due, non mi risulta antipatico o odiato, commercialmente si fa guardare, nonostante la lunghezza non annoia. Cosa che avrebbe potuto fare con una caratterizzazione maggiore riguardo ogni singolo personaggio. Da qualche parte si deve pur tagliare in un film, anche se avrei preferito il contrario. 

Edizione: 4K + doppio bluray
Anche questa volta, causa scontistica ho optato per l'edizione in 4K che è composta da ben tre dischi:
 
Disco 1
  • Film in UHD 4K

Disco 2

  • Bluray con traccia italiana DTS HD MA 5.1
  • Commento del regista
 Disco 3
  • Chapter One: You'll float too (36 minuti)
  • Chapter Two: It ends (39 minuti)
  • Pennywise lives again (10 minuti)
  • This meeting of the Loosers' Club has officially begun (8 minuti)
  • Finding the deadlights (6 minuti)

giovedì 26 marzo 2020

Stephen King - Joyland




Autore: Stephen King
Anno: 2013
Titolo originale: Joyland
Voto e recensione: 3/5
Pagine: 351
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Trama del libro e quarta di copertina:
Estate 1973, Heaven's Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perchè la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw che gli affitta una stanza ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heaven's Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

Recensione e commento personale:
Continuo ancora con Stephen King: deh è semplice da leggere, scorrevole, sa scrivere e ti prende.  Chi non legge King lo accosta automaticamente al genere horror: per quanto mi riguarda non è così. O meglio, non sempre è così. Ovviamente ha una predilezione per determinati argomenti, ma ad esempio Joyland è una nostalgica storia ambientata negli anni settanta all'interno di un parco giochi. Di quelli che c'erano un tempo, non di quelli che ho potuto vedere io. Ci sono elementi fantastici come presenze o fantasmi, telepatia o chiromanzia, cose che nel complesso potevano essere evitati all'interno di questo thriller, ma King non è Deaver, e va benissimo così.   Ciò che è extra naturale e non concepibile dalla ragione alcune volte risulta molto più avvincente e curioso (non tanto per me) e nella storia qui raccontata dà un senso ancora più esaltante alla figura del piccolo Mike, personaggio secondario, ma estremamente importante. King è un maestro nell'essere prolisso e descrivere minuziosamente dialoghi, pensieri, stati d'animo reali e poi mischiarli con il classico "effetto mistero" assieme ad elementi sovrannaturali. L'unica pecca forse sta nella caratterizzazione del narratore, maturo ai tempi del racconto, ma un ragazzino di 21 anni forse troppo in là con i pensieri e le azioni al momenti dello svolgimento dei fatti.