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martedì 30 giugno 2015

Blood Simple - Sangue Facile (1984)


Regia: Joel Coen
Anno: 1984
Titolo originale: Blood Simple
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
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Blood Simple è il film di esordio dei fratelli Coen, sebbene all’epoca dicessero in giro che la regia andava accreditata a Joel, mentre la produzione a Ethan. Il film è subito un grande successo indipendente: come sarebbe possibile il contrario? Non è acerbo ed i dialoghi decisamente maturi aiutano lo svolgimento di un noir moderno in cui i protagonisti si inseguono in un gioco al nascondino senza che siano fissate regole ben precise. Chi è cattivo diviene vittima quanto chi è buono, che suo malgrado dovrà fare i conti con incomprensioni e casualità che trova sul proprio cammino. Abbiamo una storia d’amore clandestina tra una donna sposata ed un dipendente del marito, omicidi volontari, omicidi involontari, tentati omicidi ed una buona dose di sangue, che è sempre facile da versare. E’ più semplice trovare la vittima rispetto al carnefice, visto che quest’ultima figura non è poi così chiara e definita. Invece basta sparare nel mucchio, anche con una pistola con l’impugnatura in madreperla, per trovare una delle tante vittime di questa trama abbastanza complessa e snodata. Un buon film che si destreggia bene tra il thriller ed il noir, con una giusta dose di cinismo e crudeltà.

lunedì 29 giugno 2015

Ocean's Eleven - Fate Il Vostro Gioco (2001)


Regia: Steven Soderbergh
Anno: 2001
Titolo originale: Ocean's Eleven
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto trilogia)

Brillante, divertente, ben costruito, cast eccezionale, storia complessa e ben strutturata, dialoghi studiati e solidi. Insomma, il remake di Colpo Grosso, ha moltissime carte vincenti e può essere uno dei più famosi film di rapine degli ultimi anni. Grazie ai numerosi nomi come George Clooney, Julia Roberts, Andy Garcia, Matt Damon, Brad Pitt il successo al botteghino è stato assicurato ed una not positiva è che nonostante Clooney possa essere considerato il protagonista della trama, c'è molto spazio anche per tutti gli altri, che interpretano alla perfezione il proprio ruolo. Mi piace soprattutto Garcia, unico nella parte del cattivo. Strutturalmente e tecnicamente è piacevole grazie anche a come riescono a sviluppare la storia, dapprima con il reclutamento, poi con lo studio del colpo, ed infine con la messa in pratica. Lo spettatore, ignaro come Garcia, non sa come si svolgerà, in quali tempi ed in che modo. Ovviamente portare via oltre 150 milioni di dollari ad un casinò gestito da un furfante (almeno così è dipinto) attira fin da principio le simpatie di chi è seduto sul divano. La location del Bellagio è da urlo. Secondo me il casinò più bello di tutta Las Vegas. A metà strada tra il thriller d'azione e la commedia, Soderbergh fa un buon prodotto, lavorando anche su piccoli dettagli (il casinò abbattuto visibile sia in tv che alla finestra) ed incastrando il plot tra dialoghi sfacciati e situazioni degne dei migliori film d'azione. Un successo costante dall'inizio alla fine. Il bluray nonostante sia in un cofanetto che contiene la trilogia al prezzo di un unico film ha una buona resa audio video ed i seguenti extra:
  • 2 commenti interattivi
  • Making of (15 minuti)
  • The look of the con (10 minuti)
  • 3 trailer

domenica 28 giugno 2015

Galaxy Express 999 - The Movie (1979)


Regia: Rintaro
Anno: 1979
Titolo originale: Ginga Tetsudo 999 (銀河鉄道999)
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
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Quando circa un anno mi sono visto il nuovo Capitan Harlock  , come spesso può capitare, mi era venuta nostalgia di quell'universo fantascientifico creato da Matsumoto. E quando ti prende un po' di nostalgia vorresti rivedere quelle serie tv anime che hanno partecipato alla tua crescita da bambino. Ricordo abbastanza bene Galaxy Express 999, che però guardavo essenzialmente in attesa di altri cartoni animati. Non lo ho mai visto con esagerata attenzione ed ogni puntata era slegata, nel mio modo di vedere, alle altre. Una fermata, un pianeta, il protagonista bassino che si atteggiava ad eroe. Qui utilizza il suo nome originale Tetsuro e la sua bionda ed enigmatica compagna di viaggio è Maetel. Poco male, non ricordavo assolutamente quelli utilizzati in passato. Questo film, è un enorme riassunto della serie: il tutto rientra in poco più di due ore, ma senza stravolgerne la trama e cercando di esaltare gli aspetti più salienti. Direi che ci riesce in maniera abbastanza corretta, facendo muovere i protagonisti solo su quattro pianeti invece che su decine e decine. I collegamenti però sono ben fatti e non si rischiano buchi narrativi, anzi tutto prosegue su binari molti saldi. Il pessimismo cosmico invade tutta la pellicola, creando un insieme di vinti che si muovono all'unisono nell'universo tanto lontano nel tempo quanto nello spazio. Molto ben curata e di un certo rilievo la presenza di Capitan Harlock ed Esmeralda che danno un tocco in più al film, rendendolo molto completo con una figura che è positiva. Questo dovrebbe far parte delle modifiche rispetto alla serie, ma un adattamento cinematografico su di una storia che è composta da 113 puntate, deve comportare per forza alcuni tagli ed alcuni inserimenti che leghino un po' qua ed un po' là. Resta indubbio il fascino che questo universo può raccontare e la forte negatività diffusa, ma sempre combattuta, che resta un tema saldo come la malinconia e le tinte scure l'avventura spaziale verso l'ignoto o quasi. Il personaggio infatti cresce, on the road, modificando i propri sogni e le proprie aspettative che nei confronti degli uomini e dei corpi meccanici. Tragico e di un certo fascino.

sabato 27 giugno 2015

MotoGP 2015: Assen (Olanda)

Ogni gara è una storia a sè. In alcune vedi partire un pilota che sta avanti per tutti i giri e possono sembrarti noiose, in altre chi parte primo è inseguito costantemente da un altro pilota che lo tallona e lo martella inesorabilmente giro dopo giro ed è goduria. Dopo tanti anni può risultare scontato e stucchevole dire che Valentino Rossi è il più grande di sempre, ma è l'effettiva verità. Riesce a darti emozioni che non credi di poter provare di nuovo, ma lui riesce a sbugiardare i tuoi sentimenti. Weekend perfetto, con pole position e vittoria sul campo, cioè in pista. Dopo le quattro vittorie consecutive Lorenzo si arrende, parte dalle retrovie e fa il fenomeno nel primo giro portandosi in terza posizione. Marquez ha fame e vuole tornare a vincere dimostrando di essere lui il più forte. Vale corre ad Assen, la sua pista preferita, ed anche se gli dai una carenata all'ultima curva resta in piedi e vince. Come sa fare lui. Emozionandoti. Emozionando anche Guido Meda che si scorda dire, forse per la prima volta in vita sua, il fatidico "Vale c'è". Già perchè in quella curva tagliata, il cuore di molti, da un pezzo in piedi sul divano, si è fermato. Per poi riprendere a battere 111 volte. Altro traguardo, che vale come una laurea del Dottore da 110 cum laude.

venerdì 26 giugno 2015

Intrigo Internazionale (1959)


Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1959
Titolo originale: North By Northwest
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto con 4 grandi film)

Quasi sicuramente Intrigo Internazionale è sul podio dei film più conosciuti di Alfred Hitchcock, tanto che anche io, pur non avendolo mai visto conoscevo alcune delle sue scene più celebri. Impossibile non essere incappati, anche per sbaglio, in quella dell'inseguimento sul Monte Rushmore o in quella dell'aereo sui campi. E' una pellicola che senza dubbio ha fatto scuola, brillante ed intelligente che vede oltre alla maestria del regista inglese, la personalità di un Cary Grant che riesce a dare una connotazione positiva a ciò che avrebbe potuto essere un thriller drammatico. La sua figura infatti, estremamente positiva, astuta e catalizzatrice di simpatia, alleggerisce determinate situazioni in cui la suspense resta ad ogni modo alta. Sappiamo infatti, con un protagonista così, che la storia si evolverà in modo positivo: l'eroe che cade sempre in piedi e che riesce a sottrarsi dalle situazioni più impegnative anche grazie alle proprie capacità intellettuali. Tra gli altri, lo stratagemma per evadere illeso dall'asta d'arte è un esempio di come il personaggio di Grant riesca a creare un mix di audacia e furbizia. La trama è ben studiata per alternare momenti di pura tensione ad altri più prettamente da commedia, avventura e romanticismo grazie ad Eva Marie Saint una spalla forte ed amorevole allo stesso tempo. Pure i villains, inseriti in quel contesto risultano essere pericolosi per i buoni ed il senso di curiosità nello spettatore cresce fin dai primi istanti. Tra colpi di scena, scambi di persona, pericoli sventati, non si ha mai un attimo di tregua: le oltre due ore passano in un batter d'occhio e la dualità tra malvagi ed eroi è tangibile. Le location si spostano, come suggerisce il titolo originale, da Nord a Nord Ovest con New York, Chicago e il South Dakota. Fotografia ed immagini impeccabili, l'abitazione di Vandamm (James Mason), il treno, le facce scolpite sul Monte Rushmore, i campi di granoturco... Già, quella scena vale il biglietto da sola. L'attesa dell'innocente che cerca il proprio contatto per chiarire e provare a discolparsi. Hitchcock, e non servo certo io per dirlo, riesce a far aumentare la tensione e la curiosità in modo stravagante nonostante i minuti di silenzio e di attesa. Cambia tutto ciò che è stato prima: non un incontro al buio, con la pioggia, in un vicolo malfamato. Ma la pericolosità della situazione è messa nero su bianco anche in un grandissimo spazio aperto, alla luce del giorno, con l'orizzonte ben visibile. Sono molti gli espedienti tecnici utilizzati per rendere il film una vera e propria perla cinematografica, anche le piccolezze come il rumore dell'aereo che copre le voci o la guida in stato di ebrezza con la strada che si fa tortuosa. E' davvero uno di quei film di cui si sentirebbe la mancanza se non esistesse.
La versione DVD del mini cofanetto con altre tre pellicola è visivamente ben curata, l'audio italiano è in stereo e ha i seguenti extra:
  • Commento audio
  • Making of (39 minuti)
  • Trailer.

mercoledì 24 giugno 2015

Sony Xperia Z3 Compact

Cambiato. Sostituito lo Z2 con un nuovo Z3 Compact. L’unica ragione è quella relativa alle dimensioni. Non mi importa del processore nuovo o della nuova linea estetica. Dopo sei mesi di utilizzo sono arrivato alla conclusione che 5,2” per me sono forse troppi. Almeno fino a quando non mi cresceranno le mani. Meglio tornare indietro e provare l’ebrezza di arrivare con il pollice al lato opposto dello schermo. La serie Xperia Z mi ha convinto essenzialmente per la fotocamera e per la gestione della batteria, così sono andato a colpo sicuro. Le altre differenze che caratterizzano i due prodotti sono irrisorie: 34 grammi in meno, certificazione IP68 invece che IP58, 319 ppi contro 424, la versione successiva di Qualcomm con quattro core da 2500 MHz invece che quattro da 2300 MHz, 2 GB di RAM al posto di 3 e una batteria da 2600 mAh contro quella da 3200. Numeri che servono solo a chi fa la guerra dei numeri. Insomma, per una panoramica tecnica vi rimando alla recensione sul suo predecessore più lungo.   Ho potuto anche testare l’acquisto al di fuori di Amazon (dove costa dalle 375 in su): da Gli Stockisti siamo a 348 euro, così lunedì sera alle 21:00 appena trovato acquirente per lo Z2 faccio l’ordine. Oggi alle 13:00 ho ricevuto il pacco. Davvero tempestivi.MI TI CI. E nel pacco c'era pure in regalo un panno per pulire lo schermo. Lo Z3 Compact ha una confezione accessoriata praticamente identica allo Z2 (Pacchettino minimalista, ma per niente scarno all'interno. Oltre allo smartphone ed i vari opuscoli di documentazioni (inglese ed italiano) ecco varie sorprese: una pellicola protettiva ed un piccolo panno per la pulizia, l'alimentatore da parete con entrata USB, un cavo USB - MicroUSB, un'altro cavo microUSB OTG (qui una spiegazione su come utilizzarlo) ed una cosa importantissima: le cuffie MDR NC31EM della Sony. La presenza degli auricolari  sono un elemento di rilievo della confezione). La versione white, oltre a costare di più, non era disponibile, così ho optato per un nero decisamente più comune e meno particolare. Purtroppo ero convinto di avere una Nano SIM, invece ho la micro, quindi devo ancora tagliarla per provarlo a modino.

Unboxing 

martedì 23 giugno 2015

Amazon Prime in un giorno

Amazon è quasi una droga. Mi sono assuefatto alle loro modalità di consegna ed al loro trattare i clienti con i guanti. Con il servizio Prime (mi pare subito presente) mi  fiondai a capofitto: 9.99 euro all’anno per avere spedizioni illimitate senza dover badare al costo del prodotto. Una rivoluzione. Soprattutto con quella garanzia di consegna entro i 2/3 giorni lavorativi. Deh, carrello riempiti da solo, che a svuotarti ci penso io.  In anni di onorato compra e ricompra mi posso ritenere più che soddisfatto. Oggi arriva un’email in cui Goffredo spiega che le cose cambieranno ulteriormente. In meglio? Sì. Il costo del servizio per chi non è ancora iscritto raddoppierà e passerà a 19,99 euro. Chi invece è già abbonato nel 2015 rinnoverà al classico prezzo, ma potrà usufruire dei vantaggi che la nuova formula presenta. Poi dal primo rinnovo del 2016 anche noi vecchi consumatori dell’era digitale passeremo a spendere quei circa 5 centesimi al giorno per poter riceve gli ordini in... Un giorno!!! Sì, signore e signori, ecco a voi aggiudicato l’oggetto che riceverete domani!!! I prodotti che potranno usufruire di questa formula sono un milione e ben seimila comuni saranno invasi dai corrieri. Piombino farà parte di questi? Incredibilmente sì. Fantastico, nonostante l’unica strada di accesso, la ferrovia inesistente e lungomare Marconi ancora da rifare, potrò ricevere a casa in tempi record un milione di oggetti di cui, già so, non poter fare a meno. Comunque chi abita a Milano, può riceverli addirittura in serata. Trasferirsi per questo forse è un tantino esagerato, ma un po’ di invidia c’è. Da considerare inoltre che, paragonato al resto d’Europa, il servizio Prime anche con questo aumento (ma tempi dimezzati) risulta essere tra i più bassi.Aspetto che arrivino con il drone.

domenica 21 giugno 2015

Death Rce 3 - Inferno (2012)


Regia: Roel Reiné
Anno: 2012
Titolo originale: Death Race: Inferno
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.5)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto trilogia)

Si riparte con la corsa automobilistica più massacrante di sempre... Anche per gli spettatori, che vedono iniziare con Death Race, avere un prequel dal nome Death Race 2 e proseguire poi con questo che si attacca al finale del secondo e ci mette un po' del suo. Cambia la location come se si trattasse di un capitolo riguardante un videogioco: siamo in Sudafrica e la pista è desertica, passa in mezzo a bidonville, dune e così via. Mancano i rinoceronti e gli elefanti nel mezzo per aumentare al difficoltà. La trama non è per niente sofisticata, le battute sono al solito livello, quello basso scelto per questi tipi di film e c'è tanta azione. Combattimenti corpo a corpo perlopiù inutili e messi per riempire un vuoto di sceneggiatura allarmante, mezza scena di sesso infilata per richiamare un pubblico di dodicenni imbizzarriti, macchine nuove per niente spettacolari che corrono e si distruggono a  vicenda. Tutto molto brevemente, senza farti divertire. In parte violento con apparizioni di sangue qua e là non è certo da vietare al pubblico giovane, se non per salvarli dal vedere un prodotto mediocre. La fotografia risulta quanto meno stucchevole con quella luce accecante sempre presente, non solo nelle scene che dovrebbero essere d'impatto, alle spalle del protagonista inquadrato. Va bene una, due, tre volte. Ma non per tutta la pellicola. Il bluray è nella norma, con un comparto audio tranquillamente sufficiente ed i seguenti extra:
  • Inizio alternativo (5 minuti)
  • Scene eliminate (12 minuti)
  • Montaggio riprese eliminate (5 minuti)
  • Il making of (11 minuti)
  • Correre fino alla morte (6 minuti)
  • Quando l'arte imita la vita: Glodberg (5 minuti)
  • Commento audio interattivo

La Parola Amore Esiste (1998)


Regia: Mimmo Calopresti
Anno: 1998
Titolo originale: La Parola Amore Esiste
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (6.9)
Pagina di I Check Movies
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No, non uno dei miei film. Girato con approssimazione e recitato con ancora più leggerezza, lo ho trovato noioso nonostante non arrivi neanche ai novanta minuti totali. Le ossessioni della protagonista sono talmente forti da farmela stare antipatica, non provo compassione e non mi trasmette dolcezza. Scaramanzie varie e bizze adolescenziali per chi dovrebbe essere ormai cresciuta, la accompagnano in un insieme di turbamenti che vengono ora assecondati ora non capiti dagli altri. La base della storia è buona, ma è proprio il rapporto tra gli attori, che manca poco guardino pure la telecamera che non lo fa risultare poco reale e paragonabile ad una recita teatrale messa su all'improvviso. I problemi sentimentali della non più giovane si creano e si risolvono senza essere presi in esame in maniera approfondita, nonostante tutto giri attorno a chiacchierate con amiche, incontri dallo psicanalista ed un breve soggiorno in una clinica privata. Soporifere le lezioni di violoncello.

sabato 20 giugno 2015

Io, Robot (2004)


Regia: Alex Proyas
Anno: 2004
Titolo originale: I, Robot
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Sarà che Asimov è stato uno dei miei scrittori preferiti (ne ho letti 27 di suoi libri) tanto da portarlo alla tesina delle medie, quindi è normale che io voglia fare dei paragoni con i suoi racconti a cui il titolo tanto esplicitamente si riferisce. Quindi per quanto riguarda il film in sè, ok guardatevelo, tanti effetti speciali, tanta azione, tante battutine macho che fanno ridere i ragazzini con le mani unte di popcorn e tanti sponsor. Se non siete fan di Asimov e di quella fantascienza è davvero un film, ha molte caratteristiche giuste per essere apprezzato. Ma ora veniamo a noi e parliamo di cose serie. Non ricordo bene se in Io, Robot o ne Il Secondo Libro Dei Robot vi sia un'introduzione in cui si racconta di come Mary Shelley abbai creato il proprio mostro e sia così nata nella letteratura una certa sindrome di Frankenstein. Asimov, con l'invenzione delle Tre Leggi Della Robotica (1.Un robot non può recar danno ad un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 2.Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 3.Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.) ribalta tutto quanto in moda da poterci far rilassare e concentrare su altri temi sviluppati dalle sue storie e dai suoi racconti. Curioso quindi che il cinema abbia voluto tornare prepotentemente indietro, pur riagganciandosi ad un titolo così importante, per inserire il concetto del mostro che si ribella al suo creatore. Ok, lo fa utilizzando una certa versione rimaneggiata della Legge Zero (presente in I Robot E L'Impero) o comunque rielaborazioni delle prime tre che vedremo solo in Conflitto Inevitabile con motivazioni simili, ma risvolti del tutto differenti. Insomma la storia che vede Will Smith come protagonista è del tutto nuova, inedita, originale e slegata da qualsiasi altra presente nella prima antologia, quella a cui il titolo si riferisce. Ovviamente l'universo raccontato è quello asimoviano, sebbene per ovvie ragioni l'ambientazione (robot sulla Terra insieme agli uomini? Ma per favore...) e gli anni in cui tutto si svolge siano differenti. Abbiamo tra i personaggi alcuni di quelli chiave della US Robots - & Mechanical Men Corporation a voler fare i puntigliosi -: Alfred Lanning (e vabbeh ci può anche stare), Lawrence Robertson (qui solo in veste di uomo d'affari senza scrupoli quando invece è un vero e proprio cranietto avendo inventato il cervello positronico) e Susan Calvin. Ecco su di lei è stato fatto un vero e proprio scempio. Non sta nè in cielo nè in terra che sia una farda del genere. La robospicologa di Asimov è fredda con gli umani, ha sentimenti solo per i robot, è timida, impacciata, geniale. Infilarci questa qui è da denuncia. Ma poi è un'acida zitella che odia tutti, ma dico siamo impazziti? Abbiate il buon senso di cambiarle nome. Inventatevi una nipote, una sorellastra, ma non lei. Sonny il robot particolare ha caratteristiche simili a quelle di NS 2 (qui siamo agli NS 5) in quanto si nasconde come in Il Robot Scomparso tra altri suoi uguali. Solo che la Calvin nel racconto originale usa stratagemmi di logica per farlo uscire allo scoperto, mentre qui Smith spara ai robot. Bella trovata davvero. Capisco ampiamente che si debba ammodernare una sceneggiatura e che non fosse possibile (davvero?) adattarla seguendo l'ordine effettivo dei racconti contenuti in Io, Robot eppure prendere un po' di qui ed un po' di là e mischiarlo per saturare ed ampliare Conflitto Inevitabile, non mi ha regalato molte gioie. Lo avrete capito dalla recensione penso.
Il bluray è di ottima fattura. Video impeccabile, audio italiano in DTS (sebbene in HD solo la lingua originale) che fa tremare nelle scene più di forte impatto, menù non molto pratico. Gli extra sono molto corposi:
  • Behind the camera (2 ore e 23 minuti)
  • Commento interattivo
  • Ricerca interattiva
  • Trailer

Isaac Asimov - Il Secondo Libro Dei Robot




Autore: Isaac Asimov
Anno: 1964
Titolo originale: The Rest Of The Robots
Pagine: 270
Voto: 5/5
Letto: 1995
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Dopo aver raccolto in Io, robot (1950) una prima manciata di episodi diventati romanzo ed epopea, Isaac Asimov, il grande romanziere e divulgatore americano d'origine russa, non è riuscito a dimenti­care i suoi meccanici eroi, ha continuato a riprendere il tema. I robot di Asimov non hanno in un certo senso precedenti letterari, ma hanno una discendenza immensa e ormai famosa. Nessun autore di fantascienza oggi si azzarda a inventare un robot, senza condizionarlo alle Leggi asimoviane: 1) un robot non può recar danno a un essere umano né può permet­tere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno; 2) un robot deve ubbidire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge; 3) un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge. 

La mia edizione era quella della Bompiani con l'ultimo racconto non presente nelle altre raccolte. Tra i miei preferiti, il più atipico "Esseri superiori" che vede i robot confrontarsi con una razza aliena

Racconti:

  • Il robot scomparso (1942)
  • Esseri superiori (1942)
  • Cuore di mamma (1956)
  • Uniamoci (1957)
  • Soddisfazione garantita (1951)
  • La vita di un uomo (1955)
  • Lenny (1958)
  • Lo schiavo (1957)
  • Intuito femminile (1969)

Isaac Asimov - Io, Robot


Autore: Isaac Asimov
Anno: 1950
Titolo originale: I, Robot
Pagine: 291
Voto: 5/5
Letto: 1994
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Pubblicata per la prima volta nel 1950, questa celebre antologia raccoglie i più significativi racconti che il più prolifico e famoso scrittore di fantascienza di tutti i tempi ha dedicato ai robot. È proprio in questo libro che Asimov detta le tre Leggi della robotica, che regolano appunto il comportamento delle "macchine pensanti" e che da allora in poi sono alla base di tutta la letteratura del genere.

Racconti:
  • Robbie 1940 Robbie
  • Runaround 1942 Circolo vizioso
  • Reason 1941 Essere razionale 
  • Catch That Rabbit 1944 Iniziativa personale 
  • Liar! 1941 Bugiardo!
  • Little Lost Robot 1947 Il robot scomparso
  • Escape! 1945 Meccanismo di fuga
  • Evidence 1946 La prova 
  • The Evitable Conflict 1950 Conflitto evitabile

Captivity (2007)


Regia: Roland Joffé
Anno: 2007
Titolo originale: Captivity
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (4.6)
Pagina di I Check Movies
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Durante gli anni d'oro di Saw e di Hostel ti metti a fare un film del genere senza violenza? Ma non ti vergogni? Puoi anche lasciar perdere la trama e la sceneggiatura, ma un po' di sana tortura infilacela. Oltre alle due serie già citate esistono altre decine di esempi simili, alcune riuscite, altre meno: questo fa parte di quelle pellicole insulse con il serial killer che prende in ostaggio la bella fanciulla per farla fuori. Dopo magari averla violentata o quantomeno torturata. No. Risulta noioso, nervoso, senza capo nè coda con un colpo di scena tanto anticipato quanto forzato. La storia è basilare, con un plot terra terra che mai riesce a sconvolgerti. Passati quei due o tre minuti post introduzione, inizi a domandarti quando potrà succedere veramente qualcosa. E mentre te lo chiedi il tempo passa all'interno dello scantinato labirinto con l'aguzzino che accenna qualche tipo di violenza, ma poi torna magicamente indietro sui suoi passi. Trovato su On Demand di Sky, non mi farà certo rimpiangere l'abbandono del pacchetto cinema, perchè oh se sono tutti così, meglio lasciar perdere e concentrarsi su altro.

Celebrity (1998)


Regia: Woody Allen
Anno: 1998
Titolo originale: Celebrity
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.3)
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Forse un'opera minore di Woody Allen, tutta in bianco e nero, che toglie comicità ed ironia per aggiungere drammatica tristezza ed malinconia. Il protagonista (Kenneth Branagh) è un giornalista confuso, nè carne nè pesce che cerca la svolta nella propria vita, non solo lavorativa, ma anche sentimentale. Un'identità ben definita che non riesce a trovare, incerto sul proprio mestiere e vagabondo nei rapporti amorosi. Nel suo vagare incontra una serie di personaggi minori che aiutano alla creazione corale di un film in cui le celebrità risultano vuote ed impersonali. Un mondo, quello del successo, non esaltato e non criticato all'accesso, ma semplicemente ritagliato nel piccolo angolo personale dell'apparire. La figura del protagonista non riesce a crescere e resta in sintonia con gli altri, mentre la sua ex moglie (Judy Davis) al contrario ribalta in parte il suo essere vittima incapace di reagire. Pellicola pessimista, dalle tinte ombrose, in cui comunque non esiste un vero e proprio riscatto se non quello di mostrarsi in pubblico all'evento mondano per eccellenza, quel film all'interno del film con cui inizia il tutto e con cui tutto si conclude. La satira è però presente, sebbene velata, ma possiamo notarla in alcune occasioni, sempre magistralmente create ad arte come in quella negli studi televisivi tra naziskin, razzisti del KKK, ebrei ed uomini socialmente impegnati che scherzano amichevolmente tra loro mentre attendono di essere mostrati, anche se brevemente al pubblico. Il loro piccolo successo dovuto ai media che diviene un'ossessione costante in tutta la pellicola per ogni personaggio. Un'ossessione che non vede luce nella sua pellicola in bianco e nero.

venerdì 19 giugno 2015

Cuori In Atlantide (2001)


Regia: Scott Hicks
Anno: 2001
Titolo originale: Hearts In Atlantis
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Non è certamente come il libro. No, assolutamente. La trama prende spunto, semplificandola ed adattandola al cinema, dalla racconto "Uomini In Soprabito Giallo". E' vero che quella di Stephen King è una raccolta, ma i cinque racconti originali sono collegati l'uno all'altro. Una trasposizione completa, vista anche la puntigliosità dell'autore, sarebbe stata impossibile, così si sono impegnati per dedicarsi al racconto più corposo, quello dà la struttura a tutti gli altri. Come spesso accade, le emozioni trasmesse dalla carta sono impareggiabili, ma anche nella pellicola permane quel senso di malinconia, nostalgia e ricordi a cui ci si aggrappa anche da adulti. La storia di un'estate, quella che segna il passaggio adolescenziale del protagonista, vista con tinte scure e tristi tanto vicine quanto lontane da quelle raccontate nel libro. Se lo si è letto è impossibile non fare paragoni, è impossibile non colmare i vuoti con ciò che si è impresso nelle nostre menti. I dettagli sono importanti e se da una parte Hicks calca la mano su determinati aspetti legati alla figura di Hopkins, lascia con poca eleganza per strada una miriade di altri che sono propri dei ragazzini. I sentimenti e l'amore credo che trasudino dal film solo perchè ho passato ore sui racconti. Certo, non che qui manchino, ma sia i rapporti con la madre, con i bulli, il pestaggio finale, l'amicizia col vecchio e così via non sono così commoventi come li ricordavo. Buono nelle potenzialità, un po' meno se paragonato al racconto.

giovedì 18 giugno 2015

La Lingua Del Santo (2000)


Regia: Carlo Mazzacurati
Anno: 2000
Titolo originale: La Lingua Del Santo
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Carlo Mazzacurati con l'ausilio di Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio crea una commedia divertente ed ironica, ma al tempo stesso dall'ossatura malinconica e drammatica. La voce narrante di uno dei protagonisti ci introduce le vicende dei due sbandati, vittime della vita, e ci racconta la loro avventura durante il furto della reliquia di Sant'Antonio, dalla Basilica di Padova. Storia semplice, ma colma di spunti originali che vanno oltre le sterili battute da cabaret che avrei potuto aspettarmi: i risvolti psicologici hanno un qualcosa di più maturo e la crescita dei personaggi è tangibile quanto il loro cambiamento all'interno della storia stessa. Una rivincita dei vinti che risulta essere divertente a tratti eppure profonda. Inoltre Padova e la laguna di Venezia non sono location tipiche o abusate dal cinema nostrano, e questo serve a creare un prodotto se vogliamo anche diverso dal solito. Nè una grande città, nè il piccolo borgo in cui i ladri si muovono, ognuno con i suoi problemi esistenziali, sdrammatizzati dal carattere comico e grottesco che a più riprese fa sorridere lo spettatore. Semplicità d'animo e buoni intenti mischiati a furtarelli che sfoceranno casualmente nel grande colpo di difficile gestione. L'ironia presente negli atteggiamenti e nei dialoghi è un'ancora di salvezza per una comicità ritrovata e non andata persa.

mercoledì 17 giugno 2015

Tower Block: Condomini Sotto Tiro (2012)


Regia: James Nunn, Ronnie Thompson
Anno: 2012
Titolo originale: Tower Block
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
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Il titolo italiano rovina molto le cose. Per fortuna l'on demand di Sky lo taglia e così viene, obbligatoriamente alla mente un altro lavoro britannico: Attack The Block. Ma invece degli alieni abbiamo un cecchino. Casermone periferico di Londra (mi pare, ma non sono sicuro) e un gruppo variegato di persone lì intrappolato, alla mercé di un fucile di precisione. Ok, anche io vi ho rovinato un po' di cose, ma tanto, dopo l'introduzione per presentare leggermente i personaggi partono i primi colpi. I mezzi a disposizione sono pochi, ma visto il contesto non lo si nota troppo: gli spazi ristretti servono non solo a  creare pathos e tensione del resto. Un po' troppo frettolose alcune (s)comparse come anche la gestione del pericolo imminente. Nessuno sa di preciso cosa sia successo, cosa stia accadendo e come andrà a finire, ma attraverso alcuni dialoghi un po' semplicistici la verità verrà subito a galla. Nonostante diversi punti deboli, la pellicola si fa apprezzare. E' il bello del budget ridotto: poche pretese, giusto effetto tirato su dal cast da borghetto di periferia. Il teppistello bastardo oltre a risultare uno dei sopravvissuti (ops) risulta anche il più genuino pur considerandolo come un'eterna macchietta. Avrei cambiato il finale: con due cecchini tutto sarebbe stato più fico, un ulteriore personaggio da usare del resto lo avevano. Peccato, dovrei fare lo sceneggiatore.

martedì 16 giugno 2015

Biennale di Venezia 2015

Padiglione della Slovenia, Arsenale. Una ragazzo scalzo è su una scala e sta imbiancando il muro. Lo osserviamo. Dubbio. Sarà una performance? O è solo un imbianchino? Nel dubbio Pulce McNamara scatta fotografie. Male che vada farà parte dei suoi soggetti all'opera. Anche questa è Biennale. Siamo arrivati alla 56 esima edizione veneziana e sono molte le cose che ti colpiscono ed altrettante quelle che ti lasciano interdetto. Nel complesso si tratta di un'esperienza molto positiva, che a mio avviso, va apprezzata nel complesso. Tra Giardini, Arsenale ed edifici esterni, All the world's futures si snoda tra 89 Paesi che partecipano all'evento. Va ammirata di conseguenza apprezzata usati i giusti filtri critici, senza cadere nell'errore di giudicare le singole rappresentazioni per i singoli Stati. Che il migliore sia dell'Olanda o che il peggiore sia dell'Austria non è importante, non conta niente, o magari al pari di considerare alcune installazioni, fotografie, quadri, video, sculture, migliori o peggiori rispetto ad altre. Il gusto è personale, così come il background culturale che ci permette di catalogarne alcune come belle, altre come interessanti, altre ancora come boiate senza senso, pur nel rispetto degli artisti coinvolti. Forse tra le esperienze migliori rientrano i 44 Eventi Collaterali presentati da soggetti non profit, che ci permettono di vistare Venezia in lungo e largo. Nonostante infatti il grosso della manifestazione sia concentrato negli spazi di Arsenale e Giardini, passeggiare per la città durante la Biennale è un'occasione per poter accedere a numerosi edifici storici di rilievo. Bastano due giorni? Probabilmente no, se non ci si accontenta. Muoversi non è semplice ed è bene avere le idee chiare su cosa fare ed a cosa accedere. Elegante il contesto, straordinaria la città, che nonostante i suoi difetti, resta unica ed inimitabile.

Playlist di 4 video
Album Biennale di Venezia 2015 (Giardini)
Album Biennale di Venezia 2015 (Arsenale)
Album Biennale di Venezia (Generico)

lunedì 15 giugno 2015

MotoGP 2015: Barcellona (Catalogna)

Quarta vittoria consecutiva per Lorenzo. E' ancora di più lui l'uomo da battere adesso: con la caduta di Marquez che osa troppo per inseguirlo, lo strapotere Yamaha è sotto gli occhi di tutti. Per Valentino Rossi non basta quindi fare gare esemplari, d'ora in avanti serviranno anche dei piazzamenti importanti durante le qualifiche. Partire settimo e rimontare, con una Lorenzo in queste condizioni serve davvero a poco. Troppo pulito, troppo perfetto: prende, parte ed arriva primo, riducendo ad un solo punto il distacco in classifica generale. Gara poco divertente e con pochi sorpassi, ci avevano abituati troppo bene in questo 2015 , ma speriamo che la prossima (che si svolgerà in Olanda) possa essere una di quelle indimenticabili. Sarà anche la mia ultima con Sky.

giovedì 11 giugno 2015

I cookies su VER

Foto di Jeramey Jannene
In questi giorni c'è tipo la terza guerra mondiale. Fatta a biscotti sulle palpebre. Un tizio europeo un giorno si è svegliato con il piede sbagliato ed ha deciso di divenire il paladino della privacy. Tutto giusto, tutto corretto, ma tutto anche alquanto scassa palle. Navigando in questi giorni avrete sicuramente notato che ogni cento siti che aprite, almeno il doppio presentano un banner fastidioso, noioso ed antiestetico che non leggerete mai il quale vi comunica un qualche cosa sui famigerato cookies. Ebbene siccome non ho tutta questa voglia di tenermi informato troppo nello specifico su cosa dover fare per mettermi in regola ho reagito di conseguenza facendo parte della schiera di blogger modello rispettosi della legge. Per chi soffre d insonnia consiglio la lettura di sto coso qui del Garante della privacy. Molto puntiglioso a dire il vero. Voglio rassicurarvi che VER non utilizza cookies. O almeno non quelli di profilazione, di cui sono sicuro. Secondo tale sito neanche quelli tecnici, ma non si sa mai. Ad ogni modo ho dovuto inserire, a fondo pagina un link per l'informativa sulla privacy. Questo sembra vada fatto in ogni caso. non sono sicuro ovviamente, ma intanto lo ho fatto.Ora potete fare sogni tranquilli nevvero?

Un Ragionevole Dubbio (2014)


Regia: Peter Howitt
Anno: 2014
Titolo originale: Reasonable Doubt
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.7)
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Legal thriller avvincente, divertente, ma anche con una trama un po’ tirata per far sì che tutto si incastri per il verso giusto. Le cose positive sono solo sulla carta però, mentre quelle negative sono tangibili. Basti pensare che le due scene che avrebbero dovuto essere le più potenti e sceniche sono in fin dei conti poca roba, con una spruzzatina di tensione per nulla originale e si svolgono in maniera abbastanza priva di senso. Come dicevo sulla carta il film funziona, perchè ti intrattiene e rivela dei colpi di scena interessanti, che purtroppo non si sviluppano a dovere. Troppe le incongruenze romanzate che in maniera frettolosa portano il protagonista Dominic Cooper a divenire vittima di un carnefice di carnefici. E' una di quelle volte in cui ti chiedi come mai abbiano scelto di far durare la pellicola così poco a discapito di momenti ed attimi che sarebbero potuti essere raccontati in maniera più attiva e colorita. In un film in cui anche Samule L. Jackson non funziona a dovere, evidentemente c'è qualcosa che non da. Il Dexter di colore è un idiota: la fa franca, ma si rinfila nei guai giusto per fare il macho. L'avvocato bianco però lo supera in stupidità: si fa fregare in più occasioni. Sceneggiatura passabile, fotografia da film di serie B, ambientazione in quel di Chicago che non aggiunge niente di positivo. Boh, forse ero stanco, almeno quanto tutti coloro che hanno permesso al realizzazione di questo lavoro.

martedì 9 giugno 2015

Gita di famiglia a Londra

Avete cinque giorni da dedicare per una vacanza a Londra? Siete un gruppo vario composto da persone varie? E' la vostra prima volta nella capitale inglese? Forse questo articolo può fare al caso vostro se intendete organizzare un viaggio e riuscire a godervi le principali attrazioni, mischiando intrattenimento e visite culturali ai monumenti più importanti. E' stata la mia settima visita ed ho comunque fatto una cernita per poterla mostrare alla famiglia.  Potete farlo prenotando, per risparmiare tempo e denaro, molte cose online pur tenendo a mente Londra è dispendiosa come città sotto molti punti di vista. Giugno è un buon periodo climaticamente parlando: non fa caldo come in Italia, ma se escludiamo un paio di giorni ventosi ed alcune sporadiche ed inconsistenti pioggerelline direi che il tempo è stato clemente. Atterrati all'aeroporto di Stansted con un volo Ryanair (nonostante tutto è la più conveniente specie se non si ha intenzione di portare una valigia da stiva) ci attende un'auto (ritardo di quindici minuti sull'orario prefissato) della Trio Cars prenotata con Kabbee. Esistono numerose altre opzioni per arrivare in centro, ma essendo in cinque più i bagagli abbiamo preferito evitare i comunque comodi bus della National Express o di Terravision per arrivare direttamente a destinazione. Considerata anche il fatto che la mattina Londra è molto congestionata dal traffico. Per la sistemazione abbiamo scelto, attraverso Booking, Uber London Apartments. Il prezzo non è affatto economico, ma il suo punto di forza è indubbiamente la posizione. Il complesso è infatti in una zona centralissima molto vicino a Trafalgar Square (John Adams Street) e veramente a pochi passi da due diverse stazioni della metropolitana: Charing Cross (Bakerloo e Northern) e Embankment (Bakerloo, Circle, District e Northern). L'appartamento esteticamente non è male, ma neanche una dimora di lusso pur vantando di cucina, microonde, lavastoviglie, lavatrice, riscaldamento, wifi, televisore di grandi dimensioni e camere da letto abbastanza spaziose.

Day 1 (foto) (percorso)
Già dalla mattina inizia così il tour, fattibile a piedi, che prevede Trafalgar Square e la tappa obbligata alla National Gallery. In questo periodo parte delle gallerie sono chiuse per ristrutturazione, ma in base ai vostri interessi può richiedere una bella fetta del vostro tempo poterla visitare accuratamente. La Galleria è gratuita eccetto che per le mostre temporanee che ospita e se non volete perdervi i trenta più famosi capolavori sappiate che non si tratta di una visita toccata e fuga. Una volta usciti, sono numerosi in zona i locali, essenzialmente di catene per la ristorazione, per un pasto veloce prima di incamminarvi per The Mall ed attraversare una parte del St. James's Park. Lungo il vostro cammino troverete l'Horse Guards Parade ed in pochi minuti arriverete ad ammirare Westminster ed il Big Ben. E' anche possibile entrare all'abbazia e vederla dall'interno in tutto il suo splendore. Il biglietto online costa circa 28,5€ ed avrete la possibilità di saltare la coda e godere dell'audio guida in italiano (anche con applicazione per Android).
Anche per questa struttura il tempo da dedicare varia in base agli interessi, ma vista la vastità del complesso e le numerose nozioni da cogliere fanno sì che meno di un'ora da dedicare sia impensabile. Una volta usciti, andando verso nord si può arrivare fino a Buckingham Palace e Green Park. Per velocizzarvi anzichè fare tutto a piedi per Piccadilly Circus potete prendere la metropolitana (con Oyster Card e abbonamento settimanale per zona 1 e 2 a 32,1 sterline + 5 per la scheda) o il bus e provare uno dei locali di Covent Garden per un rilassante tè o caffè. Al Crème de la crepe potete sedervi e gustare dole o salato a vostra scelta. Se la stanchezza non vi ha assalito ancora una passeggiata fino a Leicester Square in attesa della cena tipica al London Fish and Chips che nel complesso non raggiunge la sufficienza per chi è abituato a mangiare in altro modo. La serata può concludersi a piacimento tornando verso casa e passando per le vie più trafficate di turisti, colme di ristoranti e negozi.

Day 2 (foto)
Grazie alla centralità dell'appartamento, ad una sveglia da campioni ed ai collegamenti della Tube, raggiungere la Cattedrale di St. Paul sarà un'impresa alla portata di tutti. L'ingresso libero può essere sostituito da quello a pagamento (15,5 sterline) che permette l'accesso oltre che alla navata ed alla cripta, alla Galleria dei sospiri, quella di pietra e quella d'oro. L'audio guida, molto ben dettagliata ed in italiano vi accompagnerà all'interno.
Salire sulla cupola fino al punto più alto per godere di un panorama mozzafiato vale da solo il prezzo del biglietto. Occhio però che sono oltre cinquecento scalini. Terminata la visita, sempre con la metro avvicinatevi al Tower Bridge e quindi alla Torre di Londra entrambi immensamente suggestivi. Con 31,5€ avrete accesso a tutte le stanze ed alla camminata sulle mure, oltre a poter vedere i gioielli della Regina qui custoditi. Anche qui in zona ci sono diversi locali per pranzare velocemente. A qualche minuto di distanza c'è lo Sky Garden, visitabile gratuitamente, ma solo previa prenotazione online in cui indicare l'orario di arrivo. Ancora metropolitana allora per la volta di Regent's Park in cui passeggiare il pomeriggio ed eventualmente prendere anche un po' di sole ammirando Queen Mary's Gardens e le numerose tipologie di rose disposte sui prati verdi all'inglese.
Da qui, proseguendo per i giardini neanche vi accorgerete di essere arrivati nella suggestiva e controversa Camden Town con personaggi e bancarelle di tutti i tipi. Il lock market propone posti e negozi che daranno un valore aggiunto alla vacanza con l'unica pecca che chiudono presto. Tra gli immancabili ovviamente il CyberDog , futuristico e di una certa tendenza. Da provare, proprio in zona e di recente apertura l'unico Fatburger in Europa: personale un po' duro di comprendonio, ma prezzi abbordabili se considerata la norma e la qualità dei panini molto personalizzabili.

Day 3 (foto)
A Kensington i musei aprono alle 10:00 così abbiamo (ora passo alla prima plurale per ovvie ragioni) il tempo necessario per fare colazione con calma e muoverci nel sottosuolo prima di incontrare la nostra guida prenotata su Londra Culturale (18 sterline). Non si tratta di una guida certificata o esperta, se volete qualcosa di approfondito scegliete altro. Soprattutto perchè i musei di per sè gratuiti visitati con la guida (Natural History Museum e Victoria and Albert Museum) risultano un veloce passare da una stanza all'altra. Comodo in alcune situazioni e per avere una panoramica generica su molti aspetti da approfondire magari in ulteriori e successive visite. D'altra arte in meno di tre ore da dedicare a questi due musei è difficile soffermarsi di più, e sebbene li abbia già visti in altre occasioni il V&A a mio avviso avrebbe meritato qualcosa di più. Ad ogni modo lì vicino c'è la Royal Albert Hall  ed Hyde Park di cui vengono spiegate alcune curiosità. Tutto questo però non diminuisce la spettacolarità e la bellezza di ciò che si è presentato di fronti ai nostri occhi, ma anzi ne rafforza il ricordo e la grandezza. Dopo un pranzo sul prato torniamo indietro per concederci un ritaglio anche per il Science Museum e le sue attrazioni. Pomeriggio poi da dedicare ad Harrods che non necessita certo di presentazioni. Ritorno verso casa nella zona centrale e cena a L'Ulivo,  costoso locale italiano dalle porzioni generose, ma dal gusto riadattato al palato inglese.

Day 4 (foto)
Anche qui mattinata impegnativa con Tube che ci porta nei pressi del Big Ben e di Westminster, al molo del London Eye dove è possibile prendere un traghetto (4,75 sterline se si ha la Oyster Card) lungo il Tamigi delal durata di circa quaranta minuti. Comodamente seduti si possono ammirare molte attrazioni visibili su entrambe le sponde fino a giungere al  Greenwich Park, e salire fino alla collinetta dove sta il famoso meridiano e il Royal Observatory. Durante il tragitto di andata o di ritorno, meritano uno stop il National Maritime Museum e la Queen's House , in entrambi i casi con entrata gratuita. Al ritorno una piccola menzione per il mercato ed un pranzo decisamente tipico, alla inglese e e dal prezzo molto contenuto rispetto a tutto il resto al Goddard at Greenwich che offre perlopiù pasticci di carne o verdure. E' la volta di viaggiare con la DLR per ammirare gli imponenti palazzi del potere finanziario a Canary Wharf (da cui un tempo si svolgevano gli scambi commerciali con le isole Canarie) per passeggiare nella piazza ed arrivare poi al London Bridge. Da qui si può attraversare il Borough Market , inconfondibile e suggestivo come tutto il resto. La Tate Modern, raggiungibile a piedi e gratuita, non necessita di presentazioni. Uno spunto per seguire ed eventualmente capire alcuni lavori lì esposti potete averlo leggendo qui. Il venerdì la Tate è aperta fino alle 22:00 così avete maggior tempo da potergli dedicare. Noi abbiamo invece proseguito per Regent's Street, Oxford Circus, Soho, Carnaby Street e così via. Fino alla cena al ristorante messicano Lupita in zona Trafalgar che propone un menù non difforme dai soliti del suo genere. Il piccante non è esagerato.

Day 5 (foto)
Giornata sulla carta meno impegnativa e più rilassante con visita a Notting Hill per il Portobello Road Market che si svolge di sabato mattina. Arrivare abbastanza presto significa evitare la calca e la fiumana di persone, molti turisti, che lo visitano e cercano un'occasione. Alcune bancarelle si ripetono e mostrano la solita merce, ma delle volte con prezzi differenti, quindi è bene dare un'occhiata generale prima di fare acquisti. Da lì ancora verso ovest, n zona 3 (1,5 sterline in più a tratta) per raggiungere i Kew Gardens con spettacolari e maestose mostre botaniche di ogni genere. L'entrata è di 15 sterline che diventano 18,5 se si aggiunge il land train che con le sue sette stazioni vi porterà nelle zone in cui risiedono le principali attrazioni. Visitarlo tutto prende una fetta importante della giornata, ma al suo interno sono presenti anche ristoranti e posti in cui mangiare o riposarsi. Tardo pomeriggio utile per raggiungere Pizza Rossa , ritrovo di italiani e tifosi della Juventus (almeno in quella occasione) per assistere alla finale di Champions League.Ritorno il giorno successivo in aeroporto sempre tramite Kabbee con la compagnia Airport Carriage (più che puntuale) e ritorno sempre con Ryanair.

Cinque giorni abbastanza intensi che lasciano fuori tour alcune cose: del resto Londra non può essere vista tutta in una volta. Va assaggiata ed assaporata lentamente, con calma e rispetto.

domenica 7 giugno 2015

Juventus 1 - Barcellona 3

Inizio con un grazie di tutto. Grazie per esserci arrivati, grazie per esserci stati. Grazie perchè mai avrei immaginato in estate di vincere lo scudetto a mani basse per il quarto anno consecutivo. Grazie perchè la decima Coppa Italia è un traguardo mai raggiunto da altri. E grazie per questa finale di Champions che ci ha visti arrivare fino in fondo e giocarsela con il Barcellona, la squadra più forte della competizione. Grazie perchè non abbiamo mai sfigurato, neanche ieri sera. Ma grazie soprattutto perchè in questi mesi ho potuto seguire e tifare la mia squadra. Partita dopo partita, competizione dopo competizione. Dieci mesi di successi e di gioie. Grazie perchè leggere centinaia di commenti avversari ieri mi ha fatto sentire ancora più orgoglioso di non essere un frustrato calcistico, grazie perchè ho sempre sperato nei colori bianconeri. Grazie perchè ieri ero a vederla a Londra, assieme a tanti altri tifosi, italiani e non, ammiravano il tridente blaugrana, ma si esaltavano per quando ci andavamo vicini. Loro superiori, non c'è nulla da dire, ma noi senza sfigurare. E non è vero che non serve a niente arrivare in finale se non la si vince, perchè questi dieci mesi ero a guardare la mia squadra, non le altre. Avanti per il prossimo anno. Grazie di tutto.

Family Guy day 5

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Foto relative a Portobello Road, Kew Gardens.

venerdì 5 giugno 2015

Family Guy day 4

https://plus.google.com/photos/101283099267321670680/albums/6156971940965769297

Foto relative a London Eye, traghetto sul Tamigi, Greenwich Observatory, National Maritime Museum, Queen's House, Borough Market, Tate Modern, Carnaby Street, Soho

giovedì 4 giugno 2015

Family Guy day 3

https://plus.google.com/photos/101283099267321670680/albums/6156580782683313617
Alcune foto relative a Victoria & Albert Museum, Science Museum, Natural History Museum, Hyde Park, Kensington Gardens, Harrods

Family Guy day 2

https://plus.google.com/photos/101283099267321670680/albums/6156270129862243473

Foto relative alla seconda giornata con Cattedrale di San Paolo, Torre di Londra, Tower Bridge, Regent's Park e Camden Town

martedì 2 giugno 2015

Family Guy day 1

https://plus.google.com/photos/101283099267321670680/albums/6155872213502191281

Foto relative alla giornata di oggi con Trafalgar Square, National Gallery, Abbazia di Westminster, Big Ben, Buckingam Palace, St. James Park, Green Park, Covent Garden e Piccadilly Circus.
Un po' faticosa, ma tutto bene in perfetto british style. Se dinentichi le oyster card a casa, keep calm & fanne di nuove.

lunedì 1 giugno 2015

Agente 007 - Al Servizio Segreto Di Sua Maestà (1969)



Regia: Peter R. Hunt
Anno: 1969
Titolo originale: On Her Majesty's Secret Service
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.8)
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Sesto film su 007 , il primo senza Sean Connery e presumibilmente il primo che abbia mai visto da piccolo. Sembra ieri infatti il mio rimanere basito di fronte alla valanga. E magari qualcuno sarà rimasto basito nel vedere il volto nuovo di James Bond su cui inizialmente la regia indugia per creare un po' di suspense. George Lazenby cerca di imitare il suo predecessore, ma a mio avviso, pur essendo stanco io stesso di Connery specie in Si Vive Solo Due Volte , scimmiottandolo e non riuscendo a raggiungere l'obiettivo. La produzione però evidentemente ha puntato molto su questo cambio di testimone, vista anche la frase iniziale "non era mai successo a quello a prima" che indica chiaramente il passaggio tra il vecchio ed il nuovo. Curioso anche il fatto che sia Lazenby ad usare un kilt scozzese. Tuttavia ho trovato la trama decisamente più interessante ed intrigante rispetto ad alcune passate, dando un senso maggiore al capitolo precedenti (cronologicamente questo avrebbe dovuto seguire Thunderball: Operazione Tuono) che continuo a ritenere tra i peggiori. Meno sofistica e meno esotica la location qui riportata, ma di un incredibile impatto visivo. I ghiacciai alpini e le nevi perenni possono risultare suggestivi almeno quanto un vulcano giapponese, senza ricorrere a buffonate come il trucco facciale per fingersi nipponico. L'ossatura resta solida e il nostro donnaiolo tira leggermente i piedi in barca cercando pure di sistemarsi e prendere moglie. Non mancano però incontri con belle fanciulle di ogni tipo. Peccato invece per l'utilizzo sporadico dei gadget a cui ormai ci eravamo abituati anche se la fotocopiatrice per il 1969 è da considerarsi come un prodotto hi tech. Un film che ridà un po' di vitalità alla saga.

Prenotabile l'aggiornamento a Windows 10

Di Windows 10 se ne parla ormai ovunque. Mancava qualcosa su VER perchè non sono mai stato troppo dietro ai risvolti dei sistemi operativi di casa MicroSoft. Oggi però sul pc su cui risiede Windows 7 si è ingrigita la "finestra" che per me sta ad indicare "bastardo, hai una copia pirata, ora vai in prigione". Era strano visto che la mia copia è legale e regolarmente acquistata ed aggiornata sempre ogni volta che zio Bill mi avvisava. Così apro e leggo che posso prenotare gratuitamente la versione di Windows 10. Mi pare che sarà disponibile da fine luglio, ma intanto perchè non accaparrarsela? Una volta arrivata la data fatidica deciderò se fare il grande passo oppure restare con una versione datata. Leggendo qua e là, ed escludendo gli haters, non sembra malaccio e di sicuro integrata con molti aspetti legati al mobile ed alla condivisione. L'aggiornamento dovrebbe essere gratuito per tutti coloro che decidono di passare alla prima versione durante il suo primo anno di vita. Quindi di tempo per pensare ce ne sarà in abbondanza, ed anche per liberare almeno 3GB di spazio necessari al download.