Fu un regalo di compleanno di Funflus, mentre eravamo all'Elba. Che ricordi! G N' R Lies non è semplicemente un disco, ma un’istantanea rubata nel momento esatto in cui i Guns N' Roses stavano passando dall'essere i teppisti del Sunset Strip a diventare le divinità del rock mondiale. Ascoltarlo significa immergersi in una dualità affascinante che pochi gruppi hanno saputo gestire con tanta sfrontatezza. La prima parte del lavoro ci trascina a forza nei club fumosi di Los Angeles, riproponendo quel suono sporco e viscerale che aveva reso celebre l'EP "Live ?!*@ Like a Suicide". A quei tempi era introvabile, poi fortunatamente sono nati Napster e Co, ma i Guns avevano già inserito le tracce in questo album. Qui non c’è spazio per la raffinatezza: brani come la cover di Mama Kin degli Aerosmith o l'adrenalina pura di Nice Boys gridano ribellione e urgenza, con un Axl Rose che graffia l'aria e una sezione ritmica che sembra non voler fare prigionieri. È il lato elettrico e pericoloso della band, quello che profuma di asfalto e notti brave, capace di far saltare i diffusori di qualsiasi impianto stereo.
Ma è quando si gira idealmente il disco che accade la vera magia, quella che probabilmente rende questo album così caro a chi lo ha ricevuto in un momento speciale come un compleanno estivo. All'improvviso le distorsioni lasciano il posto al legno delle chitarre acustiche, e i Guns N' Roses si spogliano di ogni sovrastruttura per mostrare un'anima inaspettatamente melodica e profonda. In brani come Patience, il tempo sembra fermarsi: quel fischio iconico all'inizio e l'intreccio delicato tra le chitarre di Slash e Izzy Stradlin creano un'intimità quasi commovente, dimostrando che dietro la maschera da cattivi ragazzi batteva il cuore di musicisti straordinari, capaci di scrivere ballate senza tempo.
Tutto l'album vive di questo contrasto continuo tra l'arroganza del rock n' roll e una vulnerabilità acustica che culmina in pezzi più scanzonati come Used to Love Her, dove l'ironia tagliente del gruppo emerge in tutta la sua forza, o nella complessa e discussa One in a Million. Nel complesso, G N' R Lies resta un’opera essenziale proprio perché non cerca di essere perfetta o levigata; è un disco autentico, a tratti persino grezzo, che cattura perfettamente quell'energia irripetibile della fine degli anni Ottanta. Per chi lo ha vissuto come colonna sonora di un viaggio o di un legame d'amicizia, rappresenta molto più di una semplice raccolta di canzoni: è il manifesto di un'epoca e di un modo di vivere la musica senza compromessi, un regalo che continua a suonare fresco e necessario anche a distanza di decenni.

Nessun commento:
Posta un commento