sabato 17 gennaio 2026

La Grazia (2025)

 
Regia: Paolo Sorrentino
Anno: 2025
Titolo originale: La Grazia
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
 
 

Con La Grazia, Paolo Sorrentino torna a interpellare il pubblico con quella maestria estetica che ormai è diventata il suo marchio di fabbrica, confermando una maturità artistica capace di sintetizzare perfettamente  una narrazione più distesa. Il film cattura attimi quotidiani della più alta Autorità dello Stato, omaggiandoli della propria visione del mondo con una profondità che pochi altri autori contemporanei sanno toccare. Ho trovato il lavoro estremamente interessante, capace di muoversi su un filo sottile di ironia senza mai scivolare nell'eccesso. È una pellicola che scorre con una naturalezza sorprendente, evitando di risultare pesante o didascalica anche quando affronta temi che potrebbero facilmente prestarsi a derive politiche o eccessivamente drammatiche.

​Il piacere della visione deriva in gran parte da dialoghi ben costruiti, che sanno essere pungenti e profondi al tempo stesso, sostenuti da una fotografia e un montaggio che dimostrano come Sorrentino padroneggi totalmente il mezzo cinematografico. Ogni inquadratura è un quadro, ogni stacco ha un ritmo che accompagna lo spettatore senza mai affaticarlo. Certo, non mancano quei piccoli peccati di autocompiacimento tipici del suo stile: alcune scene appaiono forse fini a sé stesse, momenti di puro esercizio estetico che sembrano messi lì più per il piacere della visione che per una reale necessità narrativa. Anche certe scelte provocatorie, come il tocco del Papa nero, sembrano inserite appositamente per far discutere o per il gusto di osare, quasi a voler ribadire una totale libertà creativa.

​Tuttavia, queste divagazioni non intaccano la solidità di un film che resta davvero piacevole. Si percepisce un desiderio di raccontare che prevale sul bisogno di stupire a tutti i costi, rendendo l'opera più umana e meno barocca rispetto ad alcuni lavori passati. La Grazia riesce a essere un'esperienza sensoriale completa, dove la ricerca visiva si sposa con una riflessione sulla vita che non cerca mai di imporre risposte precostituite. È un cinema che respira e che, nonostante qualche ammiccamento di troppo alla propria stessa leggenda, conferma la capacità del regista di trasformare la realtà in qualcosa di magico e, appunto, colmo di grazia.

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