Artista: Mastodon
Anno: 2004
Tracce: 10
Formato: CD
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L'idea in sé è affascinante. Il batterista Brann Dailor lesse il romanzo durante un volo per Londra e ci trovò paralleli con l'ossessione della band per la musica ( la caccia alla balena bianca come metafora della ricerca del successo). Il risultato è un disco che fonde sludge metal (o che è??) e progressive in modo che all'epoca era abbastanza insolito, con riff enormi, cambi di tempo continui e una costruzione per certi versi ambiziosa. Blood and Thunder in apertura è uno di quei riff che capisce subito dove vuole andare: una semplicità che paradossalmente schiaccia tutto. La batteria di Dailor è il vero punto di forza del disco con tecnica, velocità, un senso del ritmo che regge anche nei passaggi più complicati.
Il problema, almeno per me, è la voce. O meglio, le voci, perché qui cantano in due Troy Sanders, Brent Hinds e a tratti pure altri, con stili che vanno dall'urlo all'abbaiare, passando per tonalità che non ho mai trovato del tutto a fuoco. Non che siano tecnicamente sbagliati, ma è proprio un approccio vocale che non mi entra dentro, che rimane fuori dal mio registro di ascolto. E in un disco in cui la voce dovrebbe portare avanti il concept narrativo, questa distanza si sente.
Leviathan è considerato ad ogni modo da molti il miglior album metal del XXI secolo ed è probabilmente tra i vari motivi che smisi proprio in quegli anni di andare a scoprire nuovi gruppi che potessero piacermi.
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