martedì 12 maggio 2026

Trans-Siberian Orchestra - Christmas Eve And Other Stories



 Artista: Trans-Siberian Orchestra
Anno: 1996
Tracce: 15 + 2
Formato: CD 
Acquista su Amazon


Con i Savatage avevo già capito che Paul O'Neill e Jon Oliva avevano in testa qualcosa di più grande di un semplice album metal. La conferma era arrivata con Dead Winter Dead e quel brano strumentale finale  (Christmas Eve (Sarajevo 12/24)) che sembrava già vivere in un contesto diverso da tutto il resto. Curioso di capire dove stessero andando, mi ero avvicinato al progetto parallelo che da lì era nato direttamente: i Trans-Siberian Orchestra e il loro disco d'esordio, Christmas Eve and Other Stories (che farà parte di una trilogia natalizia) 

La premessa è già di per sé insolita. Un'orchestra di sessanta elementi e coro completo uniti a una rock band, per raccontare la storia di un giovane che la vigilia di Natale entra in un bar e incontra un vecchio misterioso che gli narra come il Natale abbia il potere di cambiare gli esseri umani. Un concept natalizio, dunque, ma niente di convenzionale: i TSO prendono melodie classiche e le reinventano con arrangiamenti che mescolano progressive rock, metal sinfonico e Broadway, con un risultato che non assomiglia a nient'altro.

Christmas Eve/Sarajevo 12/24 è il brano che già conoscevo da Savatage, e qui torna in versione strumentale con le melodie natalizie trasfigurate da chitarre e orchestra in qualcosa di maestoso e malinconico che regge benissimo anche fuori dal contesto del disco originale. A Mad Russian's Christmas è forse il pezzo più spettacolare dal punto di vista tecnico, con il tema di Čajkovskij (così mi dice Viki) riletto in chiave metal con una velocità e una precisione che lasciano senza fiato. Old City Bar è il momento più intimo e narrativo del disco, quasi una ballata da musical. This Christmas Day porta Zak Stevens alla voce, lo stesso dei Savatage, e chiude il cerchio tra i due progetti.

È un disco sperimentale e originale nel senso più letterale: non ha un genere preciso, non ha un pubblico predefinito, e probabilmente non si sarebbe potuto realizzare senza la libertà creativa che O'Neill aveva conquistato con i Savatage. Non è qualcosa che metto su spesso, e per certi versi resta un oggetto curioso più che un ascolto quotidiano. Ma come esperimento è riuscito  e come punto di arrivo naturale di tutto il percorso sinfonico dei Savatage, ha perfettamente senso.

Nessun commento:

Posta un commento