Titolo originale: The Handmaid's Tale
Anno: 2021
Episodi: 10
Stagione: 4
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Finita anche la quarta stagione di The Handmaid's Tale, vista pure questa in tempi record. Devo però dire una cosa che forse stupirà chi ha seguito i pezzi precedenti: è quella che, fin qui, mi è piaciuta meno. La storia era già stata allungata parecchio anche nelle stagioni precedenti, ma qui almeno si può assistere a una conclusione giusta e, quasi, completa di un lungo arco narrativo. Uso il condizionale perché lo sappiamo tutti che poi si continua, ma come chiusura di un ciclo funziona.
Da qui in poi faccio alcuni spoiler, tanto chi arriva a leggere questo pezzo su VER credo difficilmente non abbia già visto la quarta stagione.
June qui è cambiata moltissimo. Oltre a evitare in maniera quasi sistematica ogni tipo di punizione capitale, nonostante le mille occasioni in cui Gilead avrebbe tutto il diritto e la voglia di farla fuori, continua imperterrita a scappare, a ribellarsi, a colpire. È molto più vendicativa rispetto alle stagioni precedenti, ma anche decisamente più capace, quasi come se nella prima parte della stagione fosse una sorta di Sarah Connor, quella scattante e quasi indistruttibile di Terminator, e nella seconda parte si trasformasse in una specie di Churchill, tutta strategia fredda e determinazione da leader in tempo di guerra. Un cambio di passo notevole rispetto alla June più vulnerabile e reattiva delle prime stagioni.
Questa volta gli episodi sono solo dieci, contro i tredici delle due stagioni precedenti, e nonostante in questi dieci episodi succeda oggettivamente più che nelle altre stagioni messe insieme, il mordente complessivo non è alto quanto mi aspettavo. È come se la quantità di eventi non riuscisse sempre a tradursi in intensità emotiva paragonabile a quella delle stagioni precedenti, forse proprio per l'accelerazione impressa al personaggio di June, che perdendo un po' di fragilità perde anche, inevitabilmente, un po' di quella tensione empatica che mi teneva incollato allo schermo.
Il momento che comunque resta impresso più di tutti è la resa dei conti finale con Fred Waterford,quello in cui June, insieme alle altre ex ancelle, si prende letteralmente la sua vendetta nel bosco, fuori da ogni logica di giustizia formale. Una scena durissima, difficile da guardare, ma che chiude simbolicamente un cerchio aperto fin dal primo episodio della prima stagione, restituendo a June un potere che le era stato negato per troppo tempo.
Nonostante le mie riserve su questa quarta stagione, ci son rimasto sotto lo stesso e procederò sicuramente con la quinta. Nel complesso resta una serie tv davvero bella, di quelle che ti restano addosso anche quando l'episodio finisce, e che continuano a farti pensare a quanto sottile possa essere il confine tra il mondo che conosciamo e quello di Gilead.

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