mercoledì 31 dicembre 2014

Pokemon & Tamagotchi

VER a tutti i popoli di tutte le nazioni. Punto. Messaggio di fine ed inizio anno. Punto di nuovo. Aperte virgolette, inizio testo: "fate da bravi e sperate in un anno migliore, ci sta che funzioni" chiuse virgolette. Saluti e firma. Ecco, come avrete capito qui siamo nel futuro, gia' ad anno nuovo, il 2015 e lo siamo da alcune ore. Vi anticipo che per adesso non sembra male, o perlomeno non peggiore del precedente. Sebbene i fuochi d'artificio di Tokyo ci abbiano dato un'impressione di sobrieta' che ben si sposa con la crisi corrente. Questi cinesi comunque ne sanno una piu' del diavolo e gli importa una sega dei botti, mica stanno a Napoli. Qui cantano e saltano con le lucine colorate (vedere video in seguito che lo dimostra) e raggiungono stati di apoteosi. Sono pazzi nel loro essere un tantino diversi. Lo avevo anche un po' visto con alcuni negozi visitati oggi tra Ginza, Akihabara e Shibuya. Tolte alcune cianfrusaglie elettroniche, anche di seconda mano, anfratti del manga e delle anime, si rincorrono in maniera sconclusionata. Sono anche entrato in una maxi sala giochi (qui di solito pero' hanno atttrazioni a scommessa tipo luna park) per guidare e comandare un Gundam. Quando si tratta di divertimenti e e di cose virtuali o disegnate, danno tutti il loro meglio.

Foto della giornata


(poi la security mi ha impedito di continuare il video)
(se non li vedete non e' colpa vostra, ma il vostro monitor non [ compatibile con le frequenze dei nuovi iper fuochi cinponesi)
 


martedì 30 dicembre 2014

Hattori Hanzo & Hokuto

Una volta che gettons (d'ora in poi lo chiameremo "il siesta") decise di svegliarsi, uscimmo in quel che fu la serata di ieri. Ho perso il conto e sembra tutto molto lontano, quindi e' bene ripartire da dove ci eravamo lasciati. Nella mia uscita in solitaria provo a capire qualcosa sul come funzioni la metropolitana: e' un casino (le linee non appartengono ad una sola compagnia), ma con l'esperienza si migliora. Ci proiettiamo comunque a Shinjuku, scegliendo di vivere il Golden Gai e cercare qualcosa per mangiare. Il palazzo e' abbastanza fico, colorato al neon e con l'ascensore che da' sull'esterno. Aggiudicato. Purtroppo non siamo ancora in grado di capire bene la lingua e ci infiliamo per sbaglio in un ristorante cinese dove digerisco il peggior crudite' di pollo che abbia mai mangiato. La notte comunque prosegue, nel quartiere ed in quelli limitrofi giusto per per fare esercizio con la metro. Alcuni imbonitori che ci consigliano delle "choie" o simili, ma pare di essere in alcune vie di Amsrerdam che danno sul commerciale. Torniamo alla base stanchi, ma questa mattina sveglia di buon ora. Ancora Shinjuku in quanto abbiamo appuntamento all Hyatt Regency per essere trasportti in giro per la citta'. Era l'unico modo per poter salire sullo Sky Tree, e la pena e' quella di dover ascoltare la nostra guida che non si cheta mai. Ma saltare una fila abnorme per salire a 450 metri e godersi il panorama totale e'una buona ricompensa. C'e' spazio anche per un assaggio veloce di Electric Town e Ginza, mentre ci fermiamo a visitare il tempio Sensoji : buddismo, calma e tranquillita' in contrasto con una megalopoli di questo genere. Avessi fatto maggiore attenzione nelle settimane scorse avrei imparato il "nam myoho renge kyo" e lo avrei provato a recitare. Terminato il tour e' la volta dell'isola artificiale di Odaiba , location fondamentale per fotografie (anche senza luce) suggestive ed ammirare installazioni natalizie a base di LED. Per la cena ci pensa Paul: entriamo in un locale tipico (piu' di quelli di Sanpei e Forza Sugar) che si rivela essere il non plus ultra di autenticita'. Menu' solo in lingua autoctona, manco un hello da pronunciare, brutti ceffi seduti ai tavoli, lanterne appese al soffitto, fumi e odori alla Blade Runner. Questa cena da sola vale il prezzo del biglietto aereo, La serata si conclude tardi dopo Ropponji e Cisco giapponese. Sayonara, alla prossima.

Foto (giorno 30 dicembre)

Video:


lunedì 29 dicembre 2014

Dojo & Sensei

Passato il primo giorno di fatiche a causa del jet lag e delle numerose ore di volo e di treno, inizia la vacanza vera e propria.  Sveglia sul prestino come piace a me e neanche c'e' la necessita' di chissa' quali spostamenti visto che il personale del Seifuso e' ben organizzato e ci offre: due mele, gli scarponi da neve (meno male) ed un passaggio fino allo Snow Monkey Park . Funziona in questo modo: e' tutto innevato e sta nevicando, il bosco ed il sentiero sono ricoperti da un manto bianco e soffice che ovatta ogni suono e la natura che ci circonda. Solo il rumore della neve che cade e dell'acqua (calda) che scorre vicino a noi. Circa trenta minuti di camminata e raggiungiamo il parco. Mentre discutiamo se i piedi sono tenuti piu' caldi con i calzini o con i guanti (gettons ce lo sapra' dire), ecco che arriva la prima scimmietta. Io mi aspettavo di dover fare i salti mortali per fotografarne una, ed invece questi esserini pelosi e giocosi, stanno in mezzo a noi e si godono il calduccio nelle acque termali. Non hanno paura dell'uomo e si prestano ad essere immortalate mentre si divertono o si riposano. Terminata la visita, marcia forzata fino alla fermata della "corriera" che ci riporta a Yudanaka. Decidiamo di infischiarcene dell'orario sul biglietto del treno gia' acquistato in precedenza e scopriamo che possiamo essere a Tokyo in anticipo rispetto a ruolino di marcia, Dopo una colazione con sushi ed una merenda tra le vie di Shinjuku che mi picca ancora in bocca, adocchiamo alcuni locali ganzi da rivisitare in seguito. Doccia al Hundred Stay per poi ricatapultarci nella notte di Tokyo

Foto Snow Monkey Park


Video:







domenica 28 dicembre 2014

Yatta & Olsen

Ci sono giornate lunghe e faticose che iniziano il sabato e finiscono la domenica. Se va bene.  Piombino, Pisa, Roma, Narita, Tokyo, Nagano, Yudanaka. Un tragitto senza esclusione di colpi e di sonno. Tra l'altro per la prima volta risulta impossibile dormire in aereo: poltroncine Alitatalia dedicate ai fachiri. Mi diletto con un paio di film e la musica. Terminate le 12_alla_seconda ore di volo inizia il viaggio nipponico. Incontriamo il mitico Paul che ci consegna i biglietti del treno (domani sara' veramente grossa), il telefono, la SIM, il routerino per ogni evenienza. Ricambio con un panforte, sempre ben gradito. Poi una inesorabile marcia sulle rotaie giapponesi. Prendiamo anche il famoso treno proiettile sulla Shinkansen e mentre appunto ci sparano verso Nagano il paesaggio inizia a farsi freddo ed innevato. Arriviamo a Yudanaka con meno sette gradi e la strada ghiacciata che ci agevola nel trasporto delle valige. Il Seifuso e' proprio a due passi ed e' qui che iniziano i primi approcci con la cultura del sol levante (notare bene: una volta ho detto giapponesi, una volta nipponici ed ora del Sol Levante). Mentre gettons si devasta a causa del jet lag piu' massiccio del mio, vado subito a provare il bagno e le meraviglie di cui tutti narrano. E' vero: nella tazza e' incorporato un bidet che ti fa il lavaggio automatico del deretano. Ne sanno una piu' del diavolo. Mi sono anche vestito con il tipico kimono (che magari ha un altro nome specifico) ed ho fatto il ganzo andando a fare il il bagno in un olsen (a quanto pare l'unico modo per lavarsi qui dentro). Mille gradi dentro e zero assoluto fuori. Mi manca ancora un po' di pratica, ma presto mi integrero', e comprero' anche io una mascherina bianca da indossare.

Alcune foto

giovedì 25 dicembre 2014

Lincoln (2012)


Regia: Steven Spielberg
Anno: 2012
Titolo originale: Lincoln
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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La lentezza, più che la lunghezza, ha un qualcosa di biblico. Questo purtroppo è ciò che emerge maggiormente dal lavoro di Steven Spielberg che si cimenta ina pellicola storica ed in parte biografica. Come si può facilmente intuire dal titolo il soggetto è Lincoln e siamo all'interno della Guerra di Secessione Americana. Non sono mai stato un completo ignorante nei confronti della storia a stelle e strisce, ma forse questo è il periodo che meno mi ha affascinato, ed il mio essere indifferente e numerosi fatti e nomi presenti nella pellicola, ha fatto sì che fossi ancora più estraneo ad diverse vicende narrate. Più che la storia, incentrata principalmente sull'aspetto politico e legale dell'abolizione della schiavitù, piuttosto che sulla guerra in sè, restano impressi in positivo gli splendidi costumi e l'ottima fotografia, mentre la ricerca spasmodica del dialogo come mezzo conduttore, è tra quelli negativi. Questi si susseguono in maniera incessante, ed a dispetto del soggetto, il Presidente è solo uno strumento cinematografico per elevare la discussione su temi più alti. Certosino e ricercato il modo di proporci un ritaglio di storia che ha cambiato il mondo, ma al tempo stesso un azzardo pericoloso che mette alla prova gli animi meno attenti e pazienti. Resta invece indubbio il valore documentaristico riguardante la parte politica e sociale che ci viene mostrata attraverso le numerose arringhe verbale: siamo dentro al castello in cui illuminati personaggi di una o dell'altra fazione ribadiscono con fermezza e veemenza i concetti a loro più cari. Però se questo può piacere o meno, la parte della fotografia deve attirare l'attenzione per forza: Lincoln ripreso perlopiù da dietro o in controluce, quasi a rendere offuscata la sua grande immagine, nel mondo e nella storia. Non si cade però nell'errore della mitizzazione, così come in quello opposto di renderlo un uomo comune. Spielberg riesce a dare la giusta aurea ad un uomo che segue la propria strada con più mezzi a disposizione. E tutto questo con la guerra che al tempo stesso è altrove, ma che resta presente nelle vite degli uomini politici. e delle loro famiglie. Buon film, ma che si fatica a seguire ed a portare a termine. Qualità video del bluray ottima in ogni ambientazione, audio italiano DTS 5.1 veramente pompato ed utilizzato in più occasioni. Extra che in contrapposizione alla corposità della pellicola non aiutano a colmare troppe lacune culturali
  • The journey to Lincoln (9 minuti)
  • In the company of character (10 minuti)
  • A historic tapestry (4 minuti)
  • Crafting the past (11 minuti)
  • Living with Lincoln (27 minuti)
  • In Lincoln's footsteps (17 minuti)
  • Credits
  • Trailer

mercoledì 24 dicembre 2014

Collegare una memoria esterna a Sony Xperia Z2

Il Sony Xperia Z2 ha al suo interno una memoria di 16 GB, di cui circa 11 sono disponibili per l'utente. Considerata l'ottima fotocamera e la possibilità di fare video molto pesante è chiaro che questi possono risultare insufficienti in base all'utilizzo che se ne vuole fare. Fortunatamente è previsto anche uno slot per le microSD fino ad un massimo di 128 GB, ma altrettanto utile è la possibilità di poter collegare memorie esterne attraverso il cavo USB OTG (già presente nella confezione). Una soluzione che permette di utilizzare file che abbiamo su penne USB, memorie SD, hard disk autoalimentati. Ho eseguito una prova collegandoci un lettore di schede ad aprendo il file con un'applicazione qualsiasi (quindi non tra quelle presenti in stock) che riconosce da sola la periferica aggiunta per poter poi gestire i file.


E qui il video di prova caricato dalla memoria esterna: