giovedì 23 aprile 2026

Secondo giorno sul Monte Olimpo

 
Ci sono diversi tipi di avventure. Oggi rientra a pieno titolo tra le epiche. E si può vedere sul mio volto la fierezza. Indomito come Eracle insomma. Oggi mi dedico alle gole di Enipeas e tutto ciò che le riguarda, dal bosco al torrente, dalle cascate alle pareti rocciose e pure i ponti franati. Nonostante la mia app per il meteo mettesse sole, la mattina è stata caratterizzata da continue piogge, ma alle 8.00 in punto parto ugualmente per non perdere altro tempo. Oggi la salita è più immediata e costante, ma con l'uso di entrambi i bastoncini raggiungo velocità che Valentino spostati e mi godo il silenzio assoluto nei boschi colorati di un verde acceso. Sono già due giorni che non incontro anima viva sui sentieri, se non uccellini e una bella salamandra pezzata (tipo la nostra apuana). La signora della casa diceva il vero: i ponti non sono agibili (uno fa schifo ma si passa con qualche scricchiolio). In un tratto riesco a fare comunque il guado, ma in quello successivo non è proprio possibile. Mi tolgo anche le scarpe e tiro su i pantaloni, ma (a parte l'acqua che è diaccia marmata) la corrente è forte, il letto profondo e troppo largo per farlo in fretta. Così penso che siccome ho del sale in zucca, non mi va di ritrovarmi a valle. Nonostante non abbia internet per caricare altre mappe della zona, e non volendo (assolutamente) tornare indietro sui miei passi, mi muovo un po' a sentimento. Un sentiero qua e uno là, raggiungo il Monastero di Dionisio (prima però la grotta sacra, non facile da raggiungere) da cui mi ricollego all'asfalto. Allungo quindi di altri sei o sette km di strada per poi ricollegarmi ai sentieri che a troncamacchia ridiscendono verso Litóchoron. Intanto spunta anche il sole e mi riscaldo un po', terminando questo trekking di 25km (contro i 16 previsti).

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