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venerdì 30 settembre 2016

Aurora (1927)




Regia: Friedrich Wilhelm Murnau
Anno: 1927
Titolo originale: Sunrise: A Song Of Two Humans
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.3)
Pagina di I Check Movies
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Eh che palle, un film vecchissimo, in bianco e nero, e come se non bastasse muto. Già la copertina del DVD mi faceva da barriera: iniziava addirittura a prendere polvere e mi serviva una certa dose di coraggio per aprirlo e guardarlo. Oggi trovo le forze, ma già da subito ecco il primo sbadiglio che arriva puntuale, in sincronia con un video pessimo, sciupato, in cui la luce sporca il resto ed il resto è buio e confuso. Mi maledico. E questa è la fine di una storia triste. Quella di un perfetto idiota (io) che si ferma su pregiudizi insensati. Proseguendo la visione infatti mi accorgo di quanta bellezza, leggiadria e poesia romantica riescano a stare tutte assieme in un lavoro di quasi cento anni fa, anche se in un'edizione che, forse sofferente degli anni, non è assolutamente all'altezza. Se chi mi legge ha una minima conoscenza cinematografica sorriderà sbeffeggiando la mia scoperta dell'acqua calda: Aurora è un capolavoro. E lo è grazie al suo bianco e nero, lo è grazie al suo essere muto ed alla sua incredibile potenza figurativa. E Murnau è stato maestro, come del resto Lang, in questo. Le immagini che riescono a sostituirsi ai dialoghi, senza che abbiamo il bisogno di ricercarli: quella poesia delle immagini, dei gesti, delle espressioni mimiche che tramutano uno sguardo torbo in un'azione di imminente pericolo, un sorriso cristallino in una dichiarazione d'amore. L'intensità espressiva è alta, così come le inquadrature della campagna, del lago, della città. In una giornata tutto si fonde e si sovrappone. Non è un caso che Aurora sia il primo film ad essersi aggiudicato un Oscar ed abbia, oltre ai riconoscimenti ottenuti, la permanenza nei primi posti in ben 33 liste ufficiali di I Check Movies. Perchè oltre alla trama, soave e carica di sentimenti, oltre alle musiche di sottofondo che ci accompagnano, oltre alla straordinaria bravura degli interpreti così tanto coinvolte, sono anche gli espedienti tecnici a regnare disinvolti. La fotografia, le riprese e gli effetti speciali, oggi bistrattati grazie alla digitalizzazione, non sono da meno.Ambienti sfuocati, elementi sovraimpressi gli uni agli altri, dissolvenze... Aurora è una storia d'amore forte, romantica, teatrale che inizia drammaticamente e finisce quasi a ricordarci che il destino, se ci offre una seconda opportunità, non si scorda di noi. Tutto il sogno e l'incanto infatti sembrano svanire con la tempesta, che riporta i protagonisti al loro stadio iniziale, quasi come se fosse una punizione divina, una sorta di legge del contrappasso , annullata poi dal bene e dalla speranza di una vita nuova. Una rinascita che comprende il perdono ed la riscoperta dell'amore perduto. Peccato che di lì a poco il cinema muto morì quasi definitivamente.
La versione DVD della Ermitage si presenta nel peggiore dei modi: cover triste, un restauro che non esiste, audio stereo (e qui ok), il vergognoso bollino vistosissimo impresso nella parte bassa di destra e cinque capitoli extra nozionistici.

giovedì 14 novembre 2013

Nosferatu Il Vampiro (1922)


Regia: Friedrich Wilhelm Murnau
Anno: 1922
Titolo originale: Nosferatu, Eine Symphonie Des Grauens
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies

Non ho dato questo voto alto solo per far vedere al mondo che sono un intenditore (coff coff) di cinema ed apprezzo anche lavori non propriamente appena usciti. Il voto alto , Nosferatu lo merita senza dubbio, perché anche chi davvero fa finta di capirci (come me ad esempio) non resta certo annoiato da una pellicola di quasi cento anni fa, muta, in bianco e nero e che racconta qualcosa che tutti sanno già. Eppure, abituati a tutti gli horror che vogliamo, stizziti di fronte a lavori che non introducono nulla di innovativo o di originale, il lavoro di Murnau si fa ancora guardare. Ammetto che tuttavia non mi ha regalato le stesse emozioni di Metropolis, tanto per restare negli anni venti, in Germania e su ciò che in molti definiscono capolavoro. Per me Nosferatu non ha un’aurea sublime e mistica, ma è assai evidente del come riesca a gettare le basi horror con una trasposizione sullo schermo di uno dei libri più in voga di sempre: Dracula di Bram Stoker.  Non so quanti romanzi di tale notorietà in quegli anni ebbero una propria controparte cinematografica, ma Stoker penso che potesse ritenersi davvero fortunato… Eppure un’opera di questo genere, per i motivi legati al copyright, ha anche rischiato di non arrivare mai ai giorni d’oggi. Contestualizzando il lavoro, a mio avviso la sua forza non sta tanto nell’essere un anticipatore del genere horror (il genere esisteva già alla grande in letteratura), ma nel come riesce a dare una forma psicologica ed intellettiva ai personaggi. Guardate che è davvero difficile riuscire a farlo con i mezzi a disposizione a quei tempi: anzi, riuscire a farlo con ciò che non avevano. Se fosse sfuggito a qualcuno ripeto che il film era muto. Questo fatto magari strabilierà me, e non altri più a loro agio con i prodotti degli anni venti, però in Nosferatu ci sono diverse chiavi di lettura, stimoli, interpretazioni… che davvero può anche sembrare un’opera decisamente più matura e più vicina ai nostri tempi di quanto non possa sembrare. Orlock (il conte Dracula quindi) è il mostruoso Male sia fisico e reale che simbolico ed astratto, che aleggia per tutta la durata della pellicola, la quale, ricordiamolo, non è neanche solo una rappresentazione teatrale e filosofica del romanzo, ma un ottimo espediente visivo con tanto di effetti speciali che alimentano l’interesse per ogni avvenimento raccontato. Consigliato davvero ad amanti del cinema, antico o moderno: anche per un semplice appassionato si rivela molto emozionante.