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mercoledì 20 marzo 2019

Triple Frontier (2019)


Regia: J. C. Chandor
Anno: 2019
Titolo originale: Triple Frontier
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Queste pellicole vanno premiate. E' tra i film prodotti da Netflix meglio riusciti, di quelli vecchio stampo, in cui la componente di azione è alta, ma non è l'unica cosa che conta. Invece come messa in campo abbiamo un prodotto moderno, esplosivo, ragionato il giusto e con buone sequenze che riguardano non soltanto le sparatorie, ma anche la fotografia relativa all'ambientazione: soprattutto i paesaggi andini. Netflix punta in alto anche schierando sul piccolo schermo Ben Affleck, Oscar Isaac, Charlie Hunnam, Garrett Hedlund e Pedro Pascal. Vestono i panni di ex soldati, personaggi ben delineati che non si limitano a prendere il fucile in mano e sparare. La loro psiche e ciò che la muove o la turba, viene sottolineata, magari non in maniera da grande kolossal di guerra, ma neanche è questo l'intento. Il lato positivo è ben marcato: non si tratta di un semplice film d'azione in cui il commando di buoni e pur va a dare la caccia al cattivone re della droga. Questi cinque ex eroi fanno i furbetti, non tanto perchè sono ganzi, ma anche perchè sono stanchi di un mondo e di un sistema che gli è ingrato e così agiscono fregandosene delle regole e della morale. Ma lo sappiamo, il piano perfetto non esiste. E nonostante il nemico venga fatto fuori in maniera abbastanza frettolosa, la sceneggiatura ha in serbo il fatto che il nemico sia la voglia di denaro che spesso domina sulla razionalità e la sopravvivenza. Vabbeh, vorrei vedere voi nella loro situazione: da fuori è facile giudicare, ma la regola resta "arraffa il più possibile" in questi casi. La trama nonostante queste premesse non ha alcun effetto WOW, ma in suo soccorso arriva un buon montaggio e le sopraccitate scene riguardanti le location. Speo che questo sia un nuovo punto di partenza per le produzioni originali Netflix. Il 7 è di estremo ottimismo.

martedì 27 agosto 2013

Margin Call (2011)


Regia: J. C. Chandor
Anno: 2011
Titolo originale: Margin Call
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies

Crisi economica e cinema. Ma non c'è Oliver Stone alla regia, eppure non ne ho sentita la mancanza, con tutto il rispetto parlando. Già perchè il praticamente sconosciuto Chandar riesce a trasmettere alla perfezione ciò che il mondo finanziario sta vivendo in questi anni. Lo fa puntato l'occhio della telecamera negli sgabuzzini del potere, abitati da cinici e materialisti uomini che alla fine forse sono solo uomini. Che hanno sì possibilità di scelta, ma non troppi spazi per manovrare. Alla fine il soldo, quello che ci permette di mangiare, ma anche di avere un'auto, una casa, l'ultimo gadget tecnologico, la vacanza estiva, le cure mediche e così via, è il vero padrone ed è difficile rinunciarci. Non si tratta però solo ed esclusivamente di vile denaro e di giochi di prestigio che arrembanti arrampicatori sociali spostano qua e là. La pellicola non è fredda e tecnica, ma mette a nudo i pensieri di chi, nella normalità della propria vita, svuota forzieri per riempirne altri. E' giusto? Quanto guadagna il capo? Devo farlo? Il destino dell'economia mondiale, delle nostre vite insomma, passa da qualche numero, da qualche previsione, da qualche azzardo. Ciò che ci permette un'apparenza libera e dignitosa, può anche farci crollare il mondo addosso. Tutto nell'arco di una notte. O poco più. E vince chi arriva primo, chi è migliore o chi imbroglia. Tutto questo raccontato in maniera umile e lineare, in spazi chiusi ed azzurrini tendenti al buio della notte e delle decisioni da prendere. Da vedere anche per il cast che vanta Jeremy Irons, Kevin Spacey e Zachary Quinto. Attendo al varco il prossimo lavoro di Chandor, per ora promette bene.