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venerdì 30 agosto 2019

Coco (2017)


Regia: Lee Unkrich
Anno: 2017
Titolo originale: Coco
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (8.4)
Pagina di I Check Movies
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Solo a me Coco ha fatto CACA'? Evidentemente sì, e non è che lo abbia scritto per fare la battuta. Neanche per fare il Bastian Contrario dell'ultima ora. Tra l'altro, nonostante Disney, a me i prodotti Pixar tendenzialmente piacciono. Ed anche parecchio. Ma qui ho visto qualcosa che dal punto di vista grafico, mi dice poco. Sì ok ganzetti i disegni, ma nulla di che dai, ce ne sono tanti altri migliori o più innovativi o che ti danno quel qualcosa in più. Non è questo il caso. Forse garba per i colori accesi e caldi? Boh. La trama? Il problema della trama neanche lo saprei spiegare: almeno fosse stata sdolcinata da tinozze di miele e caramello avrei avuto qualcosa a cui appigliarmi, invece diciamo che resta un cartone per famiglie, adatto a tutti, ma che non fa venire gli occhi a forma di cuoricino. Meno male. Però non succede molto: un po' avventura nel fantastico, un po' thriller spicciolo... E soprattutto è scontatissimo l'andamento dello storia. Il punto peggiore però è stata seconda me la colonna sonora. Probabilmente non ci capisco una sega, hanno preso anche l'Oscar su questo mi pare, ma io l'ho trovata tirata via, con motivi non orecchiabili ed infantili. E con voci cantate insomma... Magari è colpa della lingua italiana, non ho visto in originale come suona perchè ero troppo annoiato, ma è stato qualcosa ai limiti dell'"ormai lo ho iniziato , lo finisco".

sabato 5 marzo 2016

Monsters & Co. (2001)


Regia: Pete Docter, Lee Unkrich, David Silverman
Anno: 2001
Titolo originale: Monsters, Inc.
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Non tutti amano i prodotti per bambini e quando sono quasi totalmente incentrati su questo tipo di pubblico anche io cerco di starne alla larga. Però Monsters & Co. è uno di quelli con una marcia in più in cui tutto, anche la trama, gira per il verso giusto. La genialata della Pixar per avvicinare tutti a questo mondo era già venuta fuori con la saga di Toy Story, che però è un po' più adulta. Qui invece di concentrarsi sui giocattoli e sul loro rapporto con i bambini abbiamo qualcosa di meno tangibile e più fantasioso: i mostri che tanto li impauriscono. Ecco il perchè della loro esistenza: le urla di terrore dei piccoli sono la fonte energetica principale di Mostropoli. Ma c'è crisi anche in questo universo fantastico in quanto i tempi cambiano e la fanciullezza dura sempre meno, è molto difficile riuscire a spaventarli, sono ormai abituati a tutto. Ecco quindi le basi per presentare i protagonisti: brutti, strano, terribili, ma non cattivi. O almeno, non tutti. E la sceneggiatura crea, modella, ci delizia con protagonisti simpatici, amichevoli, ben studiati. La piccola Boo è carina e divertente tanto quanto i mostri che si adoperano per salvarla. Tecnicamente ben riuscito, qualitativamente vincente. Il bluray è impeccabile sul lato video come spesso capita con gli ottimi prodotti di animazione degli ultimi anni e ci propone anche un audio italiano in DTS-ES 6.1 avvolgente e e pulito. Gli extra del disco sono:
  • Tavola rotonda dei produttori (22 minuti)
  • Costruire Mostropoli a Tokyo (8 minuti)
  • Pennuti spennati (3 minuti)
  • La nuova macchina di Mike (4 minuti)
  • Commenti audio

sabato 27 ottobre 2012

Toy Story 3 - La Grande Fuga (2010)


Regia: Lee Unkrich
Anno: 2010
Titolo originale: Toy Story 3
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.5)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto)

Si può rimanere di stucco guardando un cartone animato (anche se non è corretto chiamarlo così)? Ed è possibile farlo nonostante sia il terzo capitolo di una saga ormai nota? Con Toy Story 3 - La Grande Fuga riusciamo a capire che i limiti imposti dalla computer grafica solo pochi anni prima, possono essere bellamente scavalcati e messi da parte. Nonostante Il Mondo Dei Giocattoli (1995) e Woody e Buzz Alla Riscossa (1999) fossero degli ottimi esempi di animazione da prendere come punti di riferimento, la Pixar è riuscita a migliorarsi ancora. E non lo ha fatto con una storia autocelebrativa per farci ammirare quanto siano bravi, ma ha creato una trama ancora più forte e profonda riutilizzando personaggi ormai amati, ma non invecchiati. Se vogliamo possiamo osare dicendo che Toy Story 3 è un tripudio di successo, buon senso e arte moderna che sfociano in un lungometraggio d'animazione che piacerà a tutti: grandi e piccoli. Le prospettive già apprezzate nei capitoli precedenti, cambiano ancora una volta: adesso i giocattoli di Andy sono consapevoli che il loro padrone è cresciuto e prossimo ad andare al college. Per loro quindi le alternative sono due: finire in soffitta o essere donati all'asilo e quindi ricominciare una vita di giochi con altri bambini... Tutto parte in questo modo, ma senza superficialità o futilità di sorta. Anzi la storia procede in maniera molto elaborata e ragionata, studiata ad hoc per non lasciare niente al caso. Per un cartoon, la regia di Ukrich riesce a far stare insieme più ingredienti e più generi, inserendo qualche buona battuta spiritosa ed alcuni interminabili attimi di tensione. Ad avere sette e guardarsi Woody, Buzz e soci percorrere le milel avventure qui presenti, verrà sicuramente il batticuore. Poi geniale l'entrata in scena di Ken che con Barbie fa davvero scintille. Un colpo di maestosa intelligenza quello di portare sullo schermo anche personaggi minori che sono stati cult del passato (e non solo). Il cattivo (l'orsacchiotto peloso che puzza di fragola) poi è cattivo e non si redime. Cosa curiosa per un prodotto Disney che lo vede come interagire in maniera decisamente insana all'interno della pellicola. Se escludiamo i vari film di animazione a cui uno può rimanere legato per motivi nostalgici o soggettivi, quindi è senza dubbio il migliore creato fino ad oggi.