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venerdì 20 marzo 2026

L'Inganno (2017)

 
Regia: Sofia Coppola
Anno: 2017
Titolo originale: The Beguiled
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
  

Tra i film in lista ho tirato a caso, e mi è uscito L'Inganno di Sofia Coppola. Non era esattamente quello che avrei scelto di mia spontanea volontà: è un film in costume, ambientato intorno al 1860 nella Virginia del Sud, con quel ritmo meditativo e quella fotografia algida che sono la firma della regista. Probabilmente sarebbe stato più adatto a una visione con Zizzi, che per questo tipo di cose ha più pazienza di me.

La storia è quella di un soldato unionista ferito, Colin Farrell, che viene raccolto e curato in un collegio femminile del Sud gestito da Nicole Kidman. Intorno a lui si muovono insegnanti e studentesse, e tra le mura di quella casa isolata dalla guerra si sviluppano tensioni, desideri repressi, gelosie. La Coppola prende un soggetto che di per sé ha tutto: ambiguità, pericolo, seduzione, violenza trattenuta, e lo porta sullo schermo con una sobrietà tale da svuotarlo quasi completamente di tensione. Il risultato è un film che sfiora continuamente qualcosa di interessante senza mai decidersi ad affondarci dentro.

Farrell fa quello che può con un personaggio che alterna la furbizia al patetismo, la Kidman è sempre efficace anche quando il materiale non la aiuta, e il cast femminile nel complesso funziona. Ma la trama, nonostante la serietà del soggetto, scivola verso una semplicità quasi disarmante. I meccanismi narrativi sono talmente espliciti, le dinamiche talmente prevedibili, che a un certo punto smetti di aspettarti sorprese. Devo dire che mi ha anche fatto pensare che quella stessa trama ( un uomo solo in una casa piena di donne con desideri repressi in un'ambientazione isolata ) con scelte diverse avrebbe potuto diventare materiale per tutt'altro tipo di pellicola. orientata al soft porn o anche più spinto. Non è una critica, è solo la constatazione di quanto il soggetto originale fosse intrinsecamente esplosivo e quanto il film abbia scelto deliberatamente di non farlo esplodere. 

Edizione: bluray

Versione in bluray con ottima resta fotografica e traccia audio in DTS multicanale. Gli extra sono i seguenti:
  • Cambiare prospettiva (7 minuti)
  • Lo stile del Sud (6 minuti) 


giovedì 9 ottobre 2014

Lost In Translation - L'Amore Tradotto (2003)


Regia: Sofia Coppola
Anno: 2003
Titolo originale: Lost In Translation
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Riguardare certi film è sempre un piacere, e farlo con maggiore attenzione e con un bagaglio di esperienze più ampio porta con sè innumerevoli aspetti positivi. Lost In Translation è ambientato in un'anonima e spenta Tokyo, fortemente in contrapposizione con la movimentata ed allucinogena città che siamo abituati a vedere, in quanto rispecchia l'animo dei due protagonsiti. Da una parte Bob Harris (Bill Murray) un stella del cinema in fase calante stanco della moglie e figura inadeguata alla famiglia, dall'altra Charlotte (Scarlett Johansson) neolaureata sposina con molti dubbi sul proprio rapporto sentimentale. Gran parte delle scene si svolgono all'interno del famoso Park Hyatt, il centro della malinconia dei due personaggi. Entrambe le vite che si incontrano, sono in un silenzioso e triste stallo di sentimenti che non solo si stanno affievolendo, ma che provocano turbamento solo nei rispettivi cuori. Harris è rassegnato e stanco, Charlotte dal canto suo spaesata come un pesce fuor d'acqua. Tutta la prima parte della pellicola fa leva sulle difficoltà della ricerca spensierata e tranquilla della felicità, ormai messa da parte. I problemi di traduzione non sono esclusivamente linguistici, ma anzi, affiorano mano a mano con lo scorrere del film nell'incapacità di poter espremere le proprie emozioni ed il proprio stato d'animo. Un mondo estraneo, lontano, diverso, anche nella concezione metaforica dell'inadeguatezza con la vita scelta e che li circonda. Lo struggente rapporto di amicizia e di interesse tra i due è descritto in maniera minimalista, senza alcuna forzutura, senza stravaganze di sorta con il risultato di non essere mai volgare, mai pesante. Mai neanche apertamente dichiarato. Tanto più che l'apice emozinale tra i due sarà soltanto un commovente bacio finale, che getta speranza sì, ma non cambia drasticamente le loro storie. La Coppola riesce ad essere elegante, sensibile ed accurata nel raccontare le notti in cui la solitudine lascia spazio all'intimità tra i due estranei con tanto in comune. Drammatico e romantico, incorniciato da un'azzecata colonna sonora che si presta bene ad accompagnare i contrasti presenti per tutto il film.

lunedì 25 luglio 2011

Somewhere (2010)


Regia: Sofia Coppola
Anno: 2010
Titolo originale: Somewhere
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Ma cosa è? Ora vanno di moda i film riflessivi? Quelli in cui il regista, anche se non all'esordio, cerca di catturare l'attenzione con tediosi chiché che non sanno di niente. Magari vanno di moda quei film in cui nei salotti o nei cafè dei piani alti, qualcuno sibila "sublime, eccezionale". Per me invece non è assolutamente niente di particolare. Neanche la colonna sonora sembra troppo curata. La trama è insulsa. Se raccontavano un paio di mie giornate anonime sarebbe stato meglio, più accattivante. Invece racconta un breve stralcio di vita un attore famoso, che l'unica cosa "ganza" che fa è vivere nel Chateau Marmont Hotel. Per il resto non abusa (tropo) di alcol o di droghe, non maltrattata la figlia, anzi le vuole bene e la rende partecipe, non ha una crisi di identità, non sta per fallire, non è dannato, non è un evasore fiscale, non è gay di nascosto, non è niente di interessante per un copione. Ma di che parla la trama? Di lui che si rompe un braccio, gli piacciono i balletti di lap dance privati fatti da due gemelle, va in Italia a ritirare il "telegattone", vuole bene alla bimba. Wow, che storia!
Il voto quindi non è troppo basso, in quanto ci sta che sia proprio questo senso di apatia che la regista vuol far trasudare e diciamo che ci riesce. Poteva fare un documentario sui girini di palude allora. Bene per il resto l'interpretazione di Elle Fanning, che di certo però non sconvolge più di tanto la vita scapestrata (????) del padre. Dal punto di vista stilistico vediamo la ripetitività delle scene, alcune stantie, quasi all'esasperazione. E' un ingrediente. C'è a chi piace e a chi no. Faccio parte dei secondi, a meno che non si tratti dell'inizio di 2001 Odissea nello spazio, ma direi di non confondere la Nutella con... l'altra cosa marrrone.