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mercoledì 9 novembre 2016

Donald Trump alla Casa Bianca

Foto di Sage Skldmore
Ecco i miei 5 cents sulla vittoria del 45° Presidente degli Stati Uniti: Donal d Trump. Non parlo quasi mai di politica, perchè basta poco e si perdono milioni di euro in borsa o milioni di followers. Questa volta però voglio scrivere due righe, visto che sui social tutti, e dico tutti, hanno già espresso la loro contrarietà sul risultato delle Elezioni Americane. Dopo i sessanta milioni di allenatori, ecco a voi e sessanta milioni di esperti di politica. La maggior parte sono quelli che vedevano in Obama l'uomo del cambiamento: d'altra parte bastava fosse nero. O nella Clinton: bastava fosse donna. L'unica cosa che poi sanno riportare è l'Obamacare, senza scendere nei particolari ovviamente. Non sono da meno eh, ci mancherebbe, sappiate solo che negli otto anni di Presidenza di Obama non è stata affatto allargata l'assicurazione sanitaria a tutti i cittadini. Ma veniamo al punto. Trump è la scelta giusta? Secondo me assolutamente no, ma la ritegno la scelta migliore, sebbene dettata da un forte sentimento populista. "Oh hai visto? Ha vinto Trump, ora fuoco e fiamme ovunque, guerra da tutte le parti". Beh resto, stupito da queste affermazioni: se un minimo avete seguito i programmi ed i dibattiti (ma ne dubito) saprete che fa dell'isolazionismo, anche in termini militari, il suo cavallo di battaglia. Poi pronti a crederci o no, ma le bugie in politica son all'ordine del giorno. Purtroppo ha vinto un'idea fortemente conservatrice che per quanto riguarda i diritti civili potrà fare dei terribili passi indietro:
  • Leggi più ferree contro l'aborto
  • Minori diritti per l'ambiente gay (anche se qui in campagna elettorale ha fatto dei passi indietro)
  • Minore libertà riguardante le espressioni religiose (in special modo legato ai permessi di immigrati di fede islamica e protetti con asilo politico)
E che queste siano cose brutte o su cui mi trovo in totale disaccordo non ci piove. Passiamo però al resto, che non lo vedo assolutamente peggiore rispetto alla controparte democratica. D'altra parte che gli USA stessero vivendo un periodo assai allungato in cui lobby, globalizzazione estrema, corruzione e poteri economici concentrati in poche mani, è palese. Accade lì, come accade di qua, in Europa.
  • La rinegoziazione di alcuni trattati economici che riguardano gli USA (NAFTA e TPP, il primo per il Nord America il secondo per l'area del Pacifico). Non so come funzionino e cosa voglia cambiare, ma fa parte del tipico isolazionismo di stampo repubblicano di decenni fa. Anche la Clinton non vedeva di buon occhio il TPP, che apre aver fatto chiudere o fallire diverse imprese made in USA
  • Tagli esorbitanti alla tasse, non tanto per i grandi gruppi economici quanto per i cittadini americani e le imprese "casalinghe". Populismo?  Dall'altra parte invece promessi maggiori investimenti sulle energie alternative (per adesso sempre in mano a grandi gruppi)
  • Un freno all'immigrazione, addirittura creando, rafforzando, rendendo reale il muro di confine tra USA e Messico. O negando i visti dai Paesi considerati fucine di terroristi (Siria). Su questo è come parlare del sesso degli angeli. La giusta misura non esisterà mai.
  • Veniamo ai rapporti militari. Trump vuole alleggerire il rapporto degli USA nella NATO, considerata un carrozzone mangia soldi, risorse, uomini. Di conseguenza anche limitare i numerosi interventi a giro per il mondo da parte delle truppe USA. Rafforzamento dei rapporti con quel pazzo di Putin ed impegno a concludere la guerra contro ISIS anche utilizzando rimedi estremi. Qui non è il massimo, un po' di contraddizioni ci sono, ma si punta sempre all'isolazionismo.Di sicuro in questi anni di Obama, le presenze militari non sono diminuite.
  • Altro punto di forza sta nel cercare di eliminare la corruzione o la presenza di lobbysti in posti chiave del Governo, che non fanno gli interessi del popolo, ma di nicchie commerciali (assicurazioni, case farmaceutiche, compagnie petrolifere etc).
Alla fine sono uscite più di due righe, e sicuramente mi sono perso qualcosa, ma almeno un paio di servizi me li sono guardati. Il bello è che in oltre un mese, entrambi hanno cambiato più volte le proprie posizioni, in base agli umori degli elettori, e sono passati all'attacco dell'avversario, senza concentrarsi troppo sul proprio programma. Quindi da ultimo (o anche dall'inizio) la stampa ha pubblicato essenzialmente gli atti per screditare l'altro.

mercoledì 6 aprile 2016

Dodicesimo giorno: ultimo a New Orleans

E' sempre difficile lasciare gli Stati Uniti, non ti prende bene, anzi passi l'ultimo giorno in down e non riesci quasi a godertelo. Poi se ci metti che New Orleans ti ha affascinato cosi' tanto, il distacco sara' ancora piu' forte. Le emozioni pero' restano, cosi' come i ricordi, sotto varie forme, digitali o mnemoniche. E per fortuna saranno indelebili. Oggi su quella steamboat che attraversava il Mississippi mi sono sentito un vero uomo del sud, temprato dal sole caldo, con lo sguardo rivolto lontano. Mark Twain lo ha navigato e ne ha tratto ispirazione. E' successo anche a me, gli Stati Uniti non si allontanano definitivamente, ma sono sempre piu' presenti.

Foto di New Orleans (05/04/2016)

Playlist (11 video)

martedì 5 aprile 2016

Undicesimo giorno: New Orleans

Resto sempre piu' convinto della mia idea iniziale: New Orleans e' fantastica. Non ci sono cose da aggiungere. E lo e' anche di giorno, sebbene uno possa aver avuto dei dubbi, essendo arrivato a meta' pomeriggio. Le cose che offre sono innumerevoli e non si limitano al quartiere francese, perla di indiscussa autenticita'. Oggi abbiamo visto nell'ordine un cimitero, la cattedrale piu' antica d'America una pasticceria creola, il museo della Seconda Guerra Mondiale, un cable tram, il City Park e cosi' via. Senza contare le innumerevoli gallerie d'arte, i negozi tipici, quelli di antiquariato, i locali jazz e quelli di cui e' difficile definire la musica, abbiamo assistito ad un concerto live , siamo stati per posti. Insomma facciamo cose, vediamo gente. Fantastica. Punto.

Foto di New Orleans (04/04/2016)

Ci sono anche numerosi video, ma devo attendere di caricarli


lunedì 4 aprile 2016

Decimo giorno: altro + New Orleans

Volevo e potevo iniziare l'articolo in tanti modi: la tortura del sonno che ho subito questa notte da gettons, il fatto che seguo anche da qui gli eventi sportivi (grande Vale secondo, grande Juve che vince ancora), oppure su quanto fosse interessante la base militare di Pensacola. Si' ok, tutto ganzo, come ganza e' stata Miami, ganza Key West, ganza Orlando e cosi' via. Ma poi siamo arrivati a New Orleans e tutto e' cambiato. E tra l'altro siamo anche arrivati abbastanza male, visto che ad attenderci per le strade c'era un mega rave party chiamato Super Sunday. Qualcosa di folle, di pazzesco, proprio nei pressi di casa (questa meritera' un apposito articolo recensione con calma, quando torno a Piombino) che ci ha fatto fare 800 metri in quasi un'ora. Immaginate il casino che fanno al Mugello, tutto pompato con la prepotenza ed il colore americano, e riversatelo in una decina di isolati. Moto che sgassano, che sgommano, che fondono il motore, auto da corsa, cavalli, genti pazza per strada, gente pazza sopra le macchine (mentre vanno) gente pazza che impenna, gente pazza con veicoli di cui ignoravo l'esistenza. Nonostante il casino totale riusciamo ad arrivare a casa, sistemarci ed uscire per il quartiere francese. Purtroppo le mie capacita' descrittive sono troppo basse affinche' possa riuscire a farvi capire. Di sicuro ha una marcia in piu' rispetto a tante altre. Hai voglia a dire che e' magica e musicale, si' vabbeh questo lo sanno tutti. New Orleans in questa prima sera e' davvero stupenda, una di quelle citta' che puo' mettere d'accordo tutti: Musampa, One, Ikkio, Squama, Torcia, Turimbo, Rase, Amulio. Addirittura me e gettons. E queste impressioni in neanche mezza giornata. Sto ancora smascellando, qui c'e' di tutto e di tutti i tipi. Credo che mi fermero' qui per finire il mio ultimo libro. Ah, dimenticavo: cena splendida, raffinata, francesissima, elegante come le punizioni di Del Piero, squisita, deliziosa ed anche ad un prezzo abbordabile da Compere Lapin.

Le foto sono solo della giornata praticamente perche' durante la festa se tiravo fuori il telefono ci sta che ne ritrovassi due, mentre la sera con le troppe luci sarebbero venute male.

Pensacola e New Orleans (03/04/2016)

Appartamento di Barrett a New Orleans

domenica 3 aprile 2016

Nono giorno: verso New Orleans

Apparentemente e' stata solo una giornata passata in auto, che ci ha avvicinato alla meta finale della gita, ma anche oggi di cose ne abbiamo viste durante il nostro cammino. Chilometri di asfalto ingabbiato dalle foreste e dalle paludi della Florida, uno Stato grande non solo in direzione Nord - Sud, ma anche Est - Ovest. Ed e' proprio la' che ci stiamo dirigendo. Purtroppo la Florida punta tutto sull'automobile come mezzo di locomozione, cosi' si creano anche lunghe code ed interminabili file che ci rallentano. Fortunatamente comprende due fusi orari, cosi' il tempo perso a smoccolare lo abbiamo riguadagnato grazie alla time zone differente. La nostra prima tappa e' stata Seaside, piccola cittadina fondata nel 1981, prima al mondo a rispettare i principi del neourbanesimo, ma soprattutto set di The Truman Show. Ovviamente ci siamo andati per quello. Devo dire che fin da subito pero' mi ha fatto un'impressione strana, di disagio. Mi ha ricordato molto la sigla di Wayward Pines, il telefilm. Tutta perfettina, tutta per benino, in cui solo i cittadini possono entrare in certe strade, in cui solo i cittadini possono parcheggiare. Noi ci siamo finti cittadini. Io un po' la faccia da Seasidiano ce l'ho, ed anche gettons. Nessuna multa infatti. Nel secondo pomeriggio siamo arrivati a Pensacola, ospiti della gentilissima Gina per il suo compleanno, festeggiato in una tipica trattoria di pesce sul Golfo del Messico. E per la notte siamo finiti in un motel Days Inn che fa davvero cacare, squallido, sulla strada e non e' neanche tipico.

Foto di Seaside

sabato 2 aprile 2016

Ottavo giorno: Daytona e St. Augustine

Giornata storica! Continua l'avventura su strada che ci porta in posti che l'uomo ha gia' toccato anni, ma che dico anni, secoli fa. La prima tappa e' a Daytona, per visitare lo storico circuito automobilistico, con pendenze di trentuno gradi. Immaginarsi i bolidi del NASCAR sfrecciare rombando sotto il sole della Florida e' fantastico e noi siamo li' in mezzo, tra i box ed i garage, sul circuito e sugli spalti. Quattro chilometri di adrenalina pura, per chi come noi vive la velocita' come uno stile di vita, ed il pedale del freno come un segno di debolezza. Noi uomini duri, con i tatuaggi che ti permettono di poter dormire in un tipico motel da film splatter, situato proprio di fronte ad un cimitero di St. Augustine. Questa e' la citta' piu' antica degli USA, e del continente americano (escluse le isole) in quanto gli spagnoli arrivarono nell'agosto del 1565, prima che gli inglesi approdassero in Virginia. Ed e' davvero molto antica, con tanto di mura, fortino, etc etc, ma e' pure una gradita sorpresa con locali, ristoranti, pub, negozi. Ha pure la seconda pizzeria degli USA nella classifica di TripAdvisor, cosi' non mi sono fatto mancare un trancio di pizza col pollo ed un pezzo di calzone pepperoni. Non sara' quella di Maso, ma la migliore mai mangiata dopo quattro visite quaggiu'. Ah oggi ci siamo pure fatti dare un box per portarci via il panino del pranzo, che ora è nel frigo. Se dovesse entrare qualche male intenzionato stendendo la porta (a pian terreno) con uno starnuto (e' di compensato) verra' aggredito dalle cipolle.

Foto della giornata (01/04/2016)

venerdì 1 aprile 2016

Settimo giorno: Orlando

Il settimo giorno e' sempre andato di moda riposarsi, cosi' e' toccato pure a noi. Una notte in albergo ti rimette al mondo, e se inizi con una colazione continentale ed il fantastico succo di mela, non puoi che essere carico di energia. Riposante si', ma non senza attrazioni: anzi, abbiamo passato proprio gran parte della giornata in una delle piu' famose, ovvero Walt Disney World. Il parco tematico scelto e' stato l'EPCOT, in cui fin da bambino sognavo di andare. Erano i tempi in cui leggevo Topolino, e sembrava davvero una cosa inarrivabile. Beh, anche questa va segnata nelle cose fatte dalla lista "prima di morire". Ovviamente alcuni step sono per un pubblico piu' giovane, e non sempre adatto a due grandicelli che hanno superato abbondantemente i trenta, ma restano piacevoli ed indimenticabili. Sono pure volato su Marte in una missione spaziale. Terminato il tour delle cose che piu' ci interessavano abbiamo fatto anche in tempo ad arrivare ad Orlando City, e gustarci uno dei suoi innumerevoli parchi con laghetto: Eola Park. Anche qui nuovo mezzo di locomozione, prendendo un pedalo' (pedalammo) mentre il sole scompariva. Cena diversa dal solito pesce mangiato fino ad adesso: stekahouse in cui e' iniziata una sfida con il cameriere. E' riuscito a riempirci ben cinque bicchieri a testa. Sicuramente noi volevamo vedere quanta limonata fosse compresa nel servizio, mentre lui pensava a quanto fossero stupidi questi italiani che si bevono un bicchiere dietro l'altro. Si e' meritato la mancia, mentre noi un bella pisciata.

Foto del giorno Orlando 31/03/2016

giovedì 31 marzo 2016

Sesto giorno: da Key West Ad Orlando

Inizia praticamente oggi la vera vacanza on the road, quella per cui non tutti sono pronti, quella che a noi piace tanto. Miglia e miglia macinate, che pur non essendo incredibilmente tante, pesano il doppio quando i limiti sono bassi, gli altri automobilisti li rispettano, e magari ogni tanto imbocchi la via sbagliata. Pero' a noi piace, anche se ti stanca, anche se non interagisci con il mondo. Ed attraverso questo viaggio, come nei romanzi di formazione, si trovano cose davvero spettacolari e sorprendenti. Bando alle ciance, non facciamo in tempo ad accomodarci in albergo, cosi' saltiamo a pie' pari e ci ritroviamo all'Amway Center dove si svolge il derby di Hockey su ghiaccio Orlando Solar Bears contro Florida Everblades. Comprammo i biglietti per poco piu' di 30$ l'uno un paio di mesi fa, ma non sapevamo che ci riservassero un trattamento VIP. Tribuna d'onore, con tavolo, comoda poltroncina con rotelle, schermo, una hostess a nostra completa disposizione... Ci mimetizziamo tra i tifosi di casa, ci alziamo in piedi durante l'inno Nazionale, urliamo quando i Solar Bears segnano. Siamo praticamente cittadini adottati. Solo che dopo un po' lo sport e' noioso, cosi' a meta' circa abbandoniamo e ci anticipiamo per cena, visto che siamo anche stanchini dopo circa 9 ore di guida. In serata arriviamo alla nostra prima vera sistemazione da nababbi: Buena Vista Suites, vicinissima al parco, che domani visiteremo.

Foto della giornata (30/03/2016)

Siccome allo stadio c'era anche la wifi gratuita che pompava a palla, ho fatto un po' di video e li ho caricati:

mercoledì 30 marzo 2016

Quinto giorno: snorkeling e aqua scooter a Key West

Olivia ed io abbiamo gia' deciso: i mesi invernali a Key West e quelli estivi a Piombino. Faremo le stesse cose che ho fatto oggi con gettons, per tutto il giorno, tutti i giorni. Ieri ci siamo dati da fare per poterci sbizzarrire oggi, prenotando alcune attivita' sull'isola. La mattina ci siamo mossi con un catamarano verso la barriera corallina e da qui ci siamo tuffati per fare snorkeling e ammirare il mondo immerso. La profondita' non era elevata (circa nove piedi) cosi' pinne, senza fucile e con maschera bastava un piccolo sforzo per arrivare in fondo. Un mondo colorato, anche se i coralli (se erano coralli) non risultavano cosi belli e variopinti come quelli di TimeWalk. Gli volevo anche portare un esemplare, ma ci avevano preventivamente avvisato di non farlo, pena la morte (o quasi). E di Olivia mi fido. Quindi la fiducia e' reciproca. A pranzo aragosta (forse una di quelle viste pochi minuti prima) e subito dopo il tradimento. Eh gia', ho messo le corna al mio amato Skyliner con un aqua scooter Yamaha che mi ha dato immense scariche di adrenalina. Abbiamo fatto il giro completo dell'isola, passando pure sotto i ponti. Sopra sarebbe stato troppo da spericolati e mamma mi legge. Seconda parte del pomeriggio tra viuzze, negoziucci, sigarucci, pabbucci fino a quando non abbiamo trovato due mini noi. Presi. Tra un mese al massimo dovrebbero arrivare. E questa sara' una sorpresa.

Foto Key West (29/03/2016)

prosegui per i video

martedì 29 marzo 2016

Quarto giorno: Everglades e Key West

Foto di gettons
Mai i due ragazzi, questa mattina, quando aprirono gli occhi per la prima volta, si sarebbero immaginati cosa li aspettasse a fine serata a Key West. Ma cari lettori, non abbiate fretta, cio' che sto per narrare deve avere un principio... Erano da poco passate le 7 AM, quando raccogliendo le ultime forze rimaste, i due amici si prepararono ad abbandonare la casa della rivoluzionaria Leslie e per la prima grande avventura del giorno appena arrivato: andare a prendere la macchina a noleggio in aeroporto, perlomeno per smettere di foraggiare i tassisti cubani di Miami. L'impresa si svolse in maniera audace, ma impeccabile ed i due, saggi ed astuti, decisero pure di cercare un Best Buy per acquistare un navigatore GPS: 89 dollari contro i 150 del noleggio. 10 punti esperienza da utilizzare nel corso dell'avventura. Cosi' sopraggiunsero quatti quatti alle Everglades per visitare il parco con airboat. Per la regola mangia per non essere mangiato, un buon pranzo a base di alligatore: una volta in pentola non fa piu' tanta paura. Terminata la visita i due si proiettarono tra ponti di cui persero il conto in quella famosissima isola, KeyWest, la piu' a sud degli Stati Uniti che ospito' tra i tanti pure un certo Hamingway. E quando giunsero all'abitazione gioirono e cantarono a squarciagola per almeno 3 secondi tanto sembrava una reggia a confronto della fattoria. Ma la sera una mostruosa sfida li aspettava dietro l'angolo: gettons crede che ci siano le zanzare in camera e ne soffre e si lamenta e si gratta e fa gli scatti (tipo pazzo), mentre Jack ha il supplizio di doverlo stare a sentire e schiamazzare, nonostante sappia di certo che le zanzare non ci sono.

Foto della giornata

Per i video proseguite sotto

lunedì 28 marzo 2016

Terzo giorno: in barca a vela ed ancora Miami

Lo dico sempre che adoro i piani ben riusciti, e ci sara' pure un motivo. Certe volte pero' ricevi degli avvertimenti dalla divina provvidenza, e ti salva un po'. Il piccolo piano era quello di recarci, ricordiamoci che oltre ad essere domenica e' pure Pasqua, al Biscayne National Park. E ok, ma se non a grandi linee non sapevamo che fosse un parco quasi interamente marino. In poche parole c'era da prenotare un qualcosa, se non volevi accontentarti della spiaggia. Tutto preso, o quasi. Restavano due posti per un tour privato in barca a vela fino alle isole del Parco. Siamo gente pratica, pirati di mare, cazza qui, timona la', il gergo marinaresco lo abbiamo nel sangue. Ci siamo anche bullati di avere l'Amerigo Vespucci. Ed abbiamo pure rubato dalla casetta la crema protettiva 50 (peccato che abbiamo scordato di usarla ed ora siamo fosforescenti). Dopo un lungo viaggio per mare, guidati dalla forza del vento arriviamo ad Adams Key. Senza saper ne' legge ne' scrive ci danno un kayak a testa, il necessario per fare snorkeling su un fondale in cui toccavo anche alle elementari ed un orario di ritorno. Provo a fare il ninja, ma cado subito in acqua. E' uno sport difficile, estremo, le mangrovie possono inglobarti o infilzarti se non hai nelle vicinanze un massiccio amico pronto a salvarti. Purtroppo essendoci troppi impedimenti abbiamo deciso (abbastanza saggiamente) di lasciare smartphone, macchine fotografiche e go pro in barca, quindi nessuna testimonianza visiva di noi pirati alle prese con l'oceano. Terminata con successo questa avventura passiamo al livello successivo e torniamo a Miami Beach cercando un posto per ammirare la skyline. La serata si conclude bellamente con la classica vita notturna: cena (burritos cubanito) alla Bodega con tanto di apertura della porta segreta che nasconde un locale per fare bevute, passeggiata su Ocean Drive, mojito, quello vero al Roof Bar di Hotel 1. Come fossimo cubani immigrati della bene Miami

Foto di Miami (27/03/2016)

domenica 27 marzo 2016

Secondo giorno: tutta Miami

Oggi tutto perfetto: Miami e' cool. E l'America e' sempre l'America, qui le cose funzionano, sono semplici, sono possibili, spesso sono fatte bene. Cosi' anche se la grandezza della citta' ci prende alla sprovvista, con Uber e vari taxi ci muoviamo riuscendo a vederla in largo, ma soprattutto in lungo. Ocean Drive ci ospita come prima tappa della mattina che prosegue su una delle spiagge piu' famose ed invidiate del mondo. Il caldo e' eccessivo, l'acqua dell'oceano accettabile e la fauna autoctona di primissima scelta. La legge (della sopravvivenza) pero' proibisce di fotografare culi, per questo motivo non ne troverete. Lavorate d'immaginazione. Proseguiamo il nostro trip con visita a Vizcaya: una sorpresa inaudita che ci riporta ai primi del 900. Cultura a parte, ricorda troppo una di quelle di ville dei narcotrafficanti sudamericani, con giardini, fontane, teatri e labirinti. Ci affidiamo poi ai consigli della rete e macinando altri chilometri in lingua latina entriamo nel Parco Bill Baggs per ammirare (con un po' di fatica) il faro. Da buoni salutisti quando la teoria diceva che fosse l'ora di pranzo ci siamo fatti un frullato, di quelli che fanno bene (vari frutti piu' spinaci) cosi' carichi e possenti ci ricordammo di fare il pranzo, quello vero, alle 17:00. L'anima spagnoleggiante ci ha preso in toto. Ma la gita giornaliera non termina qui:visitiamo Wynwood Walls e le gallerie d'arte per poi concludere la serata a Coconut Grove con cibo peruviano. Giornata calda e carica, ma Miami porta con se' numerose attrazioni.

Nota a pié di pagina:
siamo molto amici dei tassisti, sono i nostri compagni di scena migliori. Per lo più cubani immigrati che non sanno un'acca di inglese. Ma che non amano Castro, amano la libertà e se ne fregano della lingua.
Abbiamo anche conosciuto Mary Farah, attrice (presente anche su Imdb: nm6634677) e tassista al solito tempo. Innamorato.
Foto di Miami (26/03/2016)

ed un paio di video sulla nostra sistemazione:

sabato 26 marzo 2016

Primo giorno: arrivo a Miami

Superate le 26 ore di veglia sono un po' sfatto. La giornata e' stata pesante e sta finendo in maniera altrettanto massiccia con la tastiera senza punteggiatura corretta. Grazie al buon Funflus arrivo a Roma con ben tre ore in anticipo sull'imbarco, mi tengo lontano da quelli barbuti e da quelli con le bombe, faccio tutto a modino e mi siedo sull'aereo aspettando pazientemente che mi porti a destinazione. Su Miami incombe un temporale di proporzioni anomale cosi' giriamo in cerchio per ben sei volte ed arriviamo con un'ora di ritardo.  Anzi arrivo. Perche' a gettons e' andata peggio (sempre lui lo sfortunello): dirottato su Orlando, non sa se, come e quando ripartira'. Boia le prime notti sono prenotate a nome suo, vabbeh mi armo di una tipica parlantina spagnoleggiante e mi reco all'appartamento saggiamente prenotato su Airbnb. Mi ritrovo dentro GTA, per davvero. La nostra casetta e' all'interno di Little Haiti e sembra una vera e propria comune. Tipo Christiania in piccolo, con tre casette, una sull'albero, e tanti animali. Tra cui un gallo che canta anche la notte. Fa un caldo bestialotto, umido, afoso, la doccia all'esterno (in prossimita' della casina delle svedesine) e' rinfrescante al massimo, mentre attendo notizie del mio compagno di ventura. Eccolo, e' arrivato, mi raggiunge, per partire subito alla volta del Bay Side: cena latina piu' bevute latine. Non serve fingere di conoscere l'inglese, ti parlano direttamente in spagnolo, senza troppi complimenti. E senza troppi complimenti vi saluto, che sono devastato e vado a letto

Fotografie: Miami (25-03-2016)

sabato 16 gennaio 2016

Cool, Here We Are!

E' Fatta! Eccoci, eccoci ancora una volta pronti a partire per il Sogno Americano. La nazione è la stessa, quella di altre avventure, ma la sostanza è differente ed il cuore resta lì. Giratina in senso antiorario per uno spicchio del Golfo del Messico che a Pasqua ci abbraccerà con tutto il suo calore: da Miami a New Orleans, con tappe intermedie più o meno da stabilire. 1300 carinissime miglia da macinare tra spiagge, paludi, parchi, coccodrilli, Topolino e delfini fino ad arrivare nella città più magica e musicale di sempre. Ancora una volta il mio fidato compagno di avventure esotiche sarà gettons, che indosserà i mocassini da sabbia, mentre mi leggerò un bel libro di Hemingway con aria spavalda e raffinata così da aggraziarci cubane e portoricane. Inizia il countdown, nello Stato di Cape Canaveral!!!

martedì 21 ottobre 2014

Colonna sonora Gita Ai Parchi

E’ già passato oltre un anno dalla Gita ai Parchi che ci ha visti impegnati in questa nuova e travolgente avventura. Voglio però condividere e ricordare la colonna sonora che ci ha accompagnato durante le lunghe ore di marcia in auto e che ha segnato indelebilmente parte del nostro essere. Credo che ogni periodo, specialmente quelli che restano impressi nella mente, abbia bisogno di ricordi sonori a cui aggrapparsi. Suoni, musica e parole che abbiamo cercato in rete in modo che potessero essere ben integrati ed in topic con il viaggio nell’Ovest americano e nella natura umana.  Ogni viaggio è un’esperienza di vita e racchiude  una scoperta interiore che grazie alla musica possiamo scoprire ancora di più. Ecco quindi la lista dei titoli che ascoltavamo e cantavamo: ho creato una playlist Youtube, mentre lascio perdere quella di Spotify in quanto non in tutti i piani sarebbe ascoltabile nel migliore dei modi. Quattro ore da uno Stato all'altro passano velocemente.

Lista tracce




giovedì 22 agosto 2013

Foto e video della Gita ai Parchi

Credo di essere riuscito a recuperare ed a caricare tutte le foto ed i video da me fatti durante la Gita ai parchi. Non sono un amante della fotografia, ed anzi alcune volte trovo una perdita di tempo (scusatemi) lo stare a cercare l'angolazione giusta ed il momento per catturare qualcosa che stai già vedendo live. Certo, il ricordo, la composizione artistica... Ma neanche ho gli strumenti adatti. O la pazienza e la capacità. La maggior parte delle fotografie le ho scattate con il Nexus 4 ad una risoluzione di 1,3 Megapixel invece degli 8 consentiti... Sono più facili da caricare al volo sui social network. Idem quelle fatte con la macchina fotografica, in cui mi pare adotto una risoluzione di poco superiore. Anche i video fatti con la gopro non sono a 1080p , ma ho scelto il 720 a 60 fpm. Perchè? Boh era più giusto così. Tanto c'era gettons che scattava come un forsennato a risoluzioni migliori.

Foto:


Video dei quad sul Grand Teton:

Video di Attraversando il Wyoming:

Video del Rodeo di Logan, Utah

Video Old Fall River Road:

 Video Chittenden Road at Yellowstone Park

Video Old Faithful

Video Arches National Park

Video cascata a Yellowstone

lunedì 19 agosto 2013

Days 14, 15 & 16: atti finali e ritorno @ Home 2.0

L'ultima sera passata con gettons a Las Vegas la maledetta non ho usato il suo pc per scrivere l'articolo perchè stava preparando le valige e mi faceva pena. E' comunque stata un'altra giornata votata al dio danaro con mattinata di shopping all'outlet e pomeriggio a giocare perdere tutto il malloppo alle roulette (russe). In fin dei conti una cosa ho imparato di nuovo: è una città deleteria, alla lunga ti assorbe molte energie. Fuori fa caldo, dentro ti succhiano ogni cosa. Due aperitivi gratis ci son costati duecento dollari. Passiamo la serata al Bellagio con cameriera di un altro pianeta, altro livello che rende cagnacce le altre, per poi gustarci l'ultimo spettacolo del Cirque du Soleil, un qualcosa di altrettanto meraviglioso. Teatro misto a racconto, effetti speciali live ed acrobazie come mai ne avevo viste prima. I mie bulgari a confronto sono solo un fortunato salto non iperbolico. Respinta la domanda di assunzione. Ci ributtiamo nel gioco e perdiamo ancora. Valutiamo con attenzione il Caesar's e lo squallido Flamingo per poi tornare mesti nella nostra brandina in settantadue metri quadri di suite. La gita ha così fine con gettons che saluta, parte ed inizia il suo viaggio di ritorno. Per me c'è ancora una buona giornata che dedico al centro benessere con una certa Gina, la quale con le mani ci sa fare. Guadagno otto punti felicità, ben messi nel cassetto dei ricordi. Tocca poi a me partire, con tappa a Chicago che vedo in tour notturno grazie al mio autista privato, italiano di antiche origini, affabile ed alla mano. Rinuncia rumorosamente alla mancia, roba incredibile. Poche ore di sonno ed alle 5:30 locali sono già in piedi pronto per una passeggiata esplorativa sulla Michicagan ed oltre. C'è anche tempo per l'Art Institute che mi ruba circa due ore ben spese. Ed ancora in viaggio, altra mattanza. Roma, Pisa, Piomba, Canaletto. 32 ore sveglio, ma sembrano cento. Stasera si esce, per riprendere il ritmo del fuso corretto, quello di Roma dove ieri la Juventus ha fatto l'americana con la povera Lazio.

venerdì 16 agosto 2013

Day 13: Las Vegas, "gangsta" city

Las Vegas e' molto pericolosa. Dopo che ieri il clan Mentefredda ha sbancato tutti i casino' trovati sul suo cammino, si e' sparsa la voce. Qualcuno avrebbe voluto toglierci di mezzi. Siamo personaggi troppo scomodi per una citta' del genere. E' cosi' che questa mattina (in cui avrei potuto dormire bellamente e russare un altro po') ho fatto in modo di alzarmi comunque presto: alle nove avevo appuntamento dal barbiere del Mandalay Bay per cambiare un po' il mio look da gitano. Tutto come negli anni cinquanta, dalla poltrona all'attenzione per curare la mia barba. Ho approfittato della vincita di ieri per concedermi un Royal Shave, comprendente massaggio al viso ed alla testa. Roba forte. Poi e' stata la volta del vestiario. Nonostante qui faccia un caldo bestiale, era poco carino presentarsi sempre in pantaloncini corti ed infradito. Quindi perché privarsi di un gessato, camicia, scarpe bicolore spectator e papillon? Al Pacino e' entrato in me: non potevamo gironzolare per i tavoli verdi senza un adeguato abbigliamento. Gia' che ci s'era abbiamo anche fatto un po' di pratica con le armi da fuoco ad un poligono (che gettona continua a chiamare pentagono) provando vari tipi "ferri". Tra le sagome da scegliere c'era quella di Bin Laden, che e' stato crivellato di proiettili. Oltre alla pistola ho potuto usare un Uzi, un AK47 (quello della foto) ed uno shotgun che cribbio se c'aveva rinculo. Dopo tutto questo siamo tornati ai tavoli da gioco ed alle attrazioni che piu' contraddistinguono Las Vegas. Oggi abbiamo perso tutto. Certe volte anche se te la senti non va, e rinunzio (scusate oh) anche alle note a pie' di pagina.

giovedì 15 agosto 2013

Day 12: Las Vegas chiama, noi sbanchiamo

Eravamo un tantino stanchi. Non tanto dei Parvhi in se', che sono stati bellissimi, ma della vita da nomadi che abbiamo intrapreso. Sveglia presto, lunghi tragitti in macchina ed a(dap)piedi, motel infimi e stress a tutto spiano. Avevamo bisogno di un po' di buono e sano relax, e proprio per questo motivo abbiamo scelto di percorrere tutti in una botta i quasi 900 chilometri che ci distanziavano da Las Vegas, nostra ultima meta. Visto che il navigatore ci ha fatto passare da sud del Grand Canyon, ne abbiamo approfittato per una sosta dedita al pranzo nella ridente cittadina di Williams, proprio sulla route 66. Qui omelette di un certo peso specifico  in un locale che ti riporta ai tempi di Happy Days. Se andavi in bagno potevi trovarci pure lo scheletro di Fonzie (per i piu' giovani: quello che ha inventato le famose patatine che devi leccare senno' non godi). Ad ogni qual modo, si riparte e ci si butta verso Sin City. Guadagniamo anche un'ora visto che nel fuso del Pacifico, quindi adesso le ora di differenza con l'Italia sono nove. Non abbiamo accusato il car lag. E poi eccoci qui al Luxor. Tante cose non si possono dire perche' qui va di moda cosi'. Un piccolo appunto per il Kajimiro: si spende troppo, niente Nexus 7, siamo troppo viziosi. Pero' posso vantarmi di aver battuto il sistema. Non c'e' casino' che tenga. Siamo troppo forti. Imbattibili. Al New York New York ce la caviamo con una vincita netta di soli dieci dollari, al Bellagio facciamo il culo a tutti con 130 e al Luxor tanto per gradire prima di venire a letto 70. Il tutto al netto della mance rilasciate qua e la'. Ci si ripaga la vacanza, non hanno ancora conosciuto gi italiani veri qui. Alcune note a pie' di pagina:
- durante il lungo viaggio in macchina ho appreso il perche' di "Lady" Portopiria. Massima stima. Rispetto assoluto per lei.
- Hanno rotto le palle con questi restauri alle autostrade
- Se te la senti, punta quasi tutto su cio' che vincera'.

mercoledì 14 agosto 2013

Day 11: Mesa Verde e Four Corners

Gettons e' un pazzo furioso. Siamo finiti all'Aneth Lodge di Cortez, Colorado. Ok, e' il peggior dormitorio di sempre con reception che chiude alle 22, bagno fatiscente, asciugamani come salviette, moquette lurida e tutta l'ambientazione abbastanza truce. Il guaio (suo, non mio o di VER) e' che la connessione faceva alquanto pena. Cosi' ho dovuto assecondarlo (come potrei lasciare un pazzo fuorioso da solo?) e siamo andati in giro a cercare reti wifi aperte, con mediocri risultati. A rischio arresto (lui avrebbe potuto uscire facilmente per malattia da pazzoide). A Cortez ci siamo finiti dopo una giornata a Mesa Verde, sito storico di un certo rilievo dove gli antichi di queste parti, quando da noi c'era il medioevo iniziavano a costruire villaggi di circa cento persone all'interno dei canyon. Non voglio stare a discutere sulla superiorità dei nostri etruschi rispetto agli Anasazi (importanti tipo i Camuni), pero' ha un certo fascino vedere i cliff dwellings costruiti e scavati nella roccia. Puntavo molto su questo parco, ma nel complesso mi ha un po' deluso in quanto molto grande geograficamente, ma perlopiù tutto uguale a se stesso. Anche oggi non sono mancate le lunghe camminate, tanto per vedere quali sono i nostri limiti. Nel (ad al) tardo pomeriggio c'e stato tempo anche per andare in quattro Stati: Arizona, New Mexico, Colorado e Utah. Sono anche riuscito a non stare in nessuno di essi (la foto ne e' la prova documentaristica e storica). Per la serata, dopo la cena a base di sushi (tipico da queste parti ...) sapete gia' come e' andata: io a fare da balia al pazzo scatenato. Avrei voluto dimostrargli la mia forza interiore, non pubblicando nessun articolo per oggi, ma poi ci sarebbe rimasto troppo male. Alcune note a pie' di pagina:
- un pranzo leggero non puo' essere fatto con pita di mais, chilli, pollo e salse varie
- se ridi metre bevi il Powerade non ti da' energia, ma te la toglie. Perdi anche due punti vita e cinque di mana. Pero' guadagni un punto esperienza. Abbine cura.
- Ho chiesto in un pueblo anasazi se avevano il Nexus 7, ma niente da fare. Domani provo in pieno deserto.
- La funzione della macchina fotografica "contro sole" riesce a farti fare foto da paura
- Proposta variante de I Bulgari a Four Corners: due italiani ci hanno riconosciuto e quasi applaudito.