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lunedì 15 ottobre 2018

La Stanza Delle Meraviglie (2017)




Regia: Todd Haynes
Anno: 2017
Titolo originale: Wonderstruck
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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New York. Due epoche: quella del 1927 e quella del 1977 in una sorta di racconto drammatico a due vie (parallele) di Paul Auster. Solo che il film di Haynes è basato sul romanzo omonimo (Wonderstruck in lingua originale) di Selznick. La cosa migliore, oltre all'idea, forse non ben sviluppata cinematograficamente sono i costumi e le ricostruzioni della città più intrigante di sempre, scenario ineccepibile per mille segreti e misteri. La trama, un po' frettolosa nonostante le due ore, si snoda tra due vicende parallele, simmetriche e di pari peso soltanto nella prima parte: due ragazzini, in epoche differenti, fuggono di casa per entrare nella Grande Mela. Scenicamente può addirittura andare, soprattutto lo stacco degli anni venti girato come un film muto in bianco e nero, soprattutto a sottolineare la sordità della protagonista. Poi però facendo due conti risulta non tanto forzata, quando superflua la mancanza di udito nel ragazzino. Già che le coincidenze continue che fungono solamente da espediente per creare una sorta di curioso thriller (per questo ho voluto scomodare Auster, non certo per avvicinarlo al film), dopo un po' sono scontate e prevedibili, poi mettiamoci pure che pur scavando in fondo non si arriva al niente. Inopportuna secondo me anche la presenza del bimbetto ispanico soprattutto nel finale. Insomma ti aspetti almeno che arrivi qualcosa, invece qui siamo oltre alla morte del panda.

venerdì 1 dicembre 2017

Velvet Goldmine (1998)




Regia: Todd Hayness
Anno: 1998
Titolo originale: Velvet Goldmine
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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I film sulla scena musicale, non mi fanno impazzire, ma questo ha un suo perchè e la classica marcia in più. Attraverso l'espediente del ricordo giornalistico con un interessante Christian Bale semi giovanissimo, abbraccia gli anni di formazione e nascita del glam rock, ispirandosi alla figura leggendaria (da sempre) di David Bowie, pur non essendo nè una biografia ufficiosa, nè  un documentario musicale. Ciò che rende il film molto buono è l'alone di mistero che gira intorno alla scomparsa di un'icona rock che ha creato più che uno stile musicale, una sorta di rivoluzione a tutto tondo che va dalla sessualità, alla moda, al comportamento. Una ricerca del perchè, del cosa è riuscito ad esprimere ed interpretare, ci cosa chi lo seguiva è riuscito a recepire. Quel finto omicidio di se stesso, che significato può avere per lui e per il pubblico? Aggiungiamo poi un'ottima (inevitabile) colonna sonora ed il mix corretto è pronto per essere apprezzato, genere preferito o meno. A questo punto dovrei avere la Cadillac tutta per me.