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martedì 24 marzo 2020

U-Boot 96 (1981)




Regia: Wolfgang Petersen
Anno: 1981
Titolo originale: Das Boot
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (8.3)
Pagina di I Check Movies
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U-Boot 96 presente su Netflix è la versione cinematografica in lingua originale (fortunatamente con i sottotitoli visto che nonostante i giorni di prigionia in casa non ho avuto modo di approfondire il mio vocabolario teutonico) di uno dei migliori film di guerra, diretto da Wolfgang Petersen. Non amo il genere, so che è una frase che dico spesso, ma il mio orientamento cinematografico è abbastanza preciso, nonostante mi ritrovi a guardare un po' di tutto e di conseguenza anche ad apprezzare varie pellicole che non rientrano nella mie corde. E' indubbio che U-Boot 96 sia un qualcosa di diverso dal solito, anche, ma non solo, per il punto di vista narrativo. E' un film tedesco del 1981 ed i protagonisti sono quei crucchi tanto odiati fino (ma sicuramente anche dopo) alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Qui sono i protagonisti positivi, ed è una cosa abbastanza nuova nel cinema. Il punto di forza non sta soltanto in questa cosa, ma possiamo apprezzare una sceneggiatura che calca molto la mano sul realismo: le interminabili ore di attesa, la vita all'interno del sommergibile, la paure, la frenesia durante le battaglie. Non è una di quelle pellicole che possano definirsi d'azione, il ritmo è perlopiù cadenzato, eppure ben sfruttato nelle scene che impongono accelerazioni pur all'interno di spazi ristretti. La scenografia infatti riguarda ambienti angusti, stipati, colmi di uomini ed oggetti, tutto assolutamente ben curato così come il trucco degli attori ed i loro costumi. Potrà anche non piacere come genere, ma resta un film emblematico e di grande spessore.

giovedì 22 giugno 2017

La Storia Infinita (1984)




Regia: Wolfgang Petersen
Anno: 1984
Titolo originale: Die Unendliche Geschichte
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Film:
A bocca aperta. Da piccolo, come da adulto. E sì, scadiamo pure nel nostalgico romanticismo da anni ottanta, ma La Storia Infinita è proprio l’emblema della mia infanzia. Io che non amo per niente, anzi il più delle volte dribblo ed evito, il fantasy sono sempre rimasto affascinato da questo film. E penso sia anche una cosa naturale, insita in noi quasi quarantenni (no, ultra trentenni vai), aver apprezzato le vicende di Bastian e Atreyu. Guardarlo oggi, con gli occhi dell’adulto non cresciuto, non dico dia le stesse emozioni di una volta, ma sicuramente le riaccende. E la storia di Michael Ende riesce a toccare le giuste corde: c’è il bambino che ama leggere i libri e si ritrova ad essere protagonista di un fantastico romanzo di cui subito si innamora. Il suo alter ego fantasy non è spocchioso o arrogante, ma altrettanto semplice ed imperfetto in maniera tale che possiamo noi spettatori seguire il gioco di Bastian ed immedesimarci a nostra volta in Atreyu. Anche la ricostruzione di tutta Fantàsia forse oggi può far sorridere, così come alcuni costumi e trucchi utilizzati: vi assicuro però che non stonano, non sanno di ridicolo, riescono a risultare piacevoli anche a distanza di decenni. Magari per qualcuno la trama risulterà essere troppo semplice o breve: ma questo è un fattore positivo, perchè si riesce a seguirla con interesse, senza attimi di pausa e si balza da una scena all’altra in un batter d’occhio. Merita inoltre almeno un accenno la colonna sonora, che giusto ieri sera, come in tante altre occasioni, veniva suonata durante la festa estiva nel centro della mia città. Giusto per far capire l’immortalità della canzone, ma anche del legame con il film (ho deciso appunto di guardarmelo, dopo averla sentita a giro). Belli i tempi in cui se pensavo al fantasy non mi venivano i brividi di noia, ma mi divertivo ed emozionavo da matti.

Edizione: DVD
Questo DVD è la versione (Eagle Pictures) più terra terra del film, e mi rammarico un po'. Non discuto della qualità video, e neanche di quella audio tutto sommato, accettabile e presente sia in stereo che in multicanale per le tracce in italiano. Il vero colpo gobbo è che non abbiamo neanche un extra che sia uno.

giovedì 21 marzo 2013

Troy (2004)


Regia: Wolfgang Petersen
Anno: 2004
Titolo originale: Troy
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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 I kolossal sono polpettoni per definizione, sia che si tratti di quelli di decine di anni fa che di questi più nuovi e moderni. Non importa se ci metti Brad Pitt e Orlando Bloom a farci vedere il fisico. Sempre di oltre tre ore si tratta. Nulla da dire sull'ambientazione, i costumi, le comparse e così via. Tanta roba davvero. Mastodontico ed appunto colossale. Però non tutto riesco a digerirlo con facilità. Inoltre l'epica non è mai stata una materia per me particolarmente interessante o apprezzata.. Qui Hollywood in oltre cerca di dare alla storia un taglio assolutamente più moderno, mettendo un po' le mani per modificare il lavoro svolto da Omero: questa parte di Iliade è differente da quella reale e riesco ad accorgermene io che non ho mai avuto il mal di schiena per l'essere troppo chino sui libri di scuola. Il taglio che Petersen intende dare, è una mitologia quasi più realistica e logica, maggiormente adatta ad un pubblico moderno ed assuefatto da altri tipi di epicità ed eroismi: vengono quindi ridimensionati gli dèi e le loro trame all'interno di tutta quanta la storia. L'elemento divino viene quindi meno per lasciare maggiore spazio ai personaggi che dovranno interagire tra loro, con pochi effetti indotti dall'Olimpo. Non ricordo quanto sia lungo tutto il poema originale, ma di sicuro è intrecciato in maniera incredibile, quindi è ovvio pensare che una trasposizione cinematografica debba tagliare un po' qua e un po' là e riadattare alcune parti. Non sono uno storico e se Achille ha detto una frase invece di un'altra sinceramente non mi tormenta il sonno la notte. Però mi sarebbe piaciuto vedere un maggiore legame tra soldati, eroi, comandanti e religione. Quasi non ce ne è mai traccia, neanche nei dubbi o nelle debolezze che gli uomini possono avere di fronte a queste grandi situazioni. Mi aspettavo qualcosa di più visti i 180 milioni di dollari spesi: un adattamento un po' meno drastico della trama, anche se mi viene il dubbio che se avesse seguito passo passo lo scritto di omero sarebbe stato un bel po' più noioso. Tutto sommato, se piace il genere può intrigare, se si è esperti di epica penso faccia storcere più di un naso.

lunedì 27 giugno 2011

La tempesta perfetta (2000)


Regia: Wolfgang Petersen
Anno: 2000
Titolo originale: The perfect storm
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
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Non lo avevo ancora visto ed ho scelto il BD per gli effetti speciali, per fortuna indovinandoci. La trama è basata su di una storia vera e sebbene sia interessante l'evolversi della tempesta che coinvolge un gruppo di pescatori del New England, lo è un po' meno l'uscita in mare aperto per prendere più pesci spada possibili. Tutta la vicenda dell'Andrea Gail, per quanto mi riguarda, mi ha preso poco. Almeno a vederla dal film si è trattato di un suicidio da parte del capitano, ormai in disgrazia che non ne indovina più di una a fila. Rischia la sua vita e quella dell'equipaggio per tentare qualcosa di veramente difficile. Non gli riuscivano le cose facili, figuriamoci quelle da eroi. L'ambientazione a terra poi forse è un po' accentuata, con il pub bettola che sembra un ritrovo dei pirati. I clienti sono tutti zoticoni, di quelli macinati grosso, con cappellino, camicia a quadri, senza un domani. Barbe lunghe, poco curate, situazioni difficili, un po' di risse, un po' di storia strappalacrime, e via per l'oceano. E via a ridere e scherzare mentre si fa uno dei lavori più duri del mondo. Di queli che non ti guardano in faccia, ma tutti a canticchiare come i sette nani che vanno nei boschi.
Dal punto di vista del disco, belli veramente gli effetti speciali, onde giganti, pescherecci ed altri mezzi in balia della natura. La qualità video non mi è sembrata eccelsa, mi aspettavo di più. Soprattutto riguardante gli schizzi e la tempesta in sè. Alcune volte ho addirittura notato, in scene chiare tendenti al bianco, con molta nebbiolina o gocce, degli artefatti a bande orizzontali. Mi ci è caduto l'occhio, ma su scene di quel tipo non si dovrebbero vedere. La parte audio mi è sembrata migliore, anzi dal bel voto veramente. Vento ed acqua ti avvolgono ed anche le voci sono chiare e cristallini pure durante le fasi più concitate. Il vero punto di forza sono quindi gli extra del BD, con documentari riguardanti la vera storia accaduta nel 1991, vari commenti ed i soliti dietro le quinte e lo studio degli effetti speciali.