giovedì 30 gennaio 2014
Postdroid: aggiornamento
Alcuni giorni fa ho parlato di Postdroid, un'applicazione che ci permette di poter inviare cartoline (e non solo) dal nostro smartphone. Il test da me fatto ha avuto inizio il 12 gennaio (domenica, ma poco conta) con l'ordine di una cartolina e di un magnete da frigo. Poiché ero stato messo in guardia sulla non completa fruibilità del servizio, ho provveduto a contattare il team chiedendo loro da dove venissero spediti gli oggetti e le cartoline. La risposta è stata semplice: tutto dagli Stati uniti. Quindi se avete intenzione di usare il servizio tenete presente dei tempi di consegna. Ad ogni modo, la notifica via email per l'avvenuto ordine è arrivata immediatamente, mentre quella per l'avvenuta spedizione della cartolina è del 13 gennaio (il giorno successivo) e del 17 gennaio per quanto riguarda la calamita. Però le consegne sono così avvenute: il 28 gennaio per quest'ultima ed il 29 gennaio per la cartolina. Quindi arrivano. Impiegano un po' di tempo, ma è tutto ok. Il magnete è stato consegnato in una busta e prodotto dal servizio Snapfish di HP di cui ero già utilizzatore. Premettendo che la qualità dell'immagine è direttamente proporzionale a quella che noi decidiamo di inviare loro, presenta una piccola sbavatura in una zona periferica. Si poteva fare di meglio. La cartolina invece, su carta fotografica non presenta imperfezioni, e nel lato posteriore è presente il maessaggio di saluti precedentemente scritto. Magari alla prossma gita farò qualche nuovo test.
mercoledì 29 gennaio 2014
Project X - Una Festa Che Spacca (2012)
Regia: Nima Nourizadeh
Anno: 2012
Titolo originale: Project X
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Inizialmente non gli dai due lire: un misto tra Road Trip e Una Notte Da Leoni raccontato in stile documentario con una telecamera che segue ogni azione (come in The Blair Witch Project per intenderci). La classica commedia americana in cui degli sfigati organizzano una fesa a casa che poi degenera. Il terzo soldo però glielo dai da metà in poi, quando ti accorgi che è un crescendo di situazioni "che spaccano" e diventa un qualcosa di epico. Si mette anche da parte il finale moralista per averne uno più realistico (per quanto possibile) e non politcamente corretto, sulla linea del più ganzo sei e più vieni apprezzato. Poi se babbo c'ha i fantamilioni e sistema casa anche se l'hai letteralmente devastata è un altro paio di maniche. Comunque prendete tutto ciò che è già stato girato concernente le "tipiche" feste americane, con piscine, topless, ragazze strafiche, birre, tequila, droga (non solo la cannetta), collassi, trombate, e fateli esplodere. Si arriva ad una festa memorabile, anche per chi semplicemente sta seduto sul divano e prende timidamente le parti del protagonista che si trova suo malgrado in una situazione ingestibile, molto, ma molto più grande di lui. Come già detto non c'è proprio niente di orginale, è però un'apoteosi di quanto già visto teso a non avere il lieto fine in cui tutto viene sistemato e messo sotto controllo. Potresti aspettartelo, ma tra nani che lanciano auto in piscina, pazzi con il lanciafiamme che incendiano il quartiere e poliziotti in antisommossa, poi capisci che il punto di non ritorno è stato bello e raggiunto. Una catastrofe. La cosa migliore della pellicola non è tanto la trama, a tratti ripetititva e segno esclusivo di un'escalation distruttiva, o il montaggio che per quanto mi riguarda è stucchevole anche se molto soggettivo con il passaggio del testimone anche grazie ai vari smartphone, quanto invece la mancanza di moralità di fondo. Ciò che è nella normalità dovrebbe o potrebbe essere sbagliato, qui è raccontato esclusivamente dal punto di vista adolescenziale: se fai il troio diventi un troio. Punto. Il resto è divertente, con qualche forzatura che possiamo digerire alla grande.
martedì 28 gennaio 2014
Promised Land (2012)
Regia: Gus Van Sant
Anno: 2012
Titolo originale: Promised Land
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Periferia americana. Quella molto agricola, in cui è facile essere colpiti dalla crisi. Quella in cui però è difficile capire le occasioni che si presentano: siano imbrogli, manna o una via di mezzo. Gus Van Sant è bravo nel descrivere questi anfratti della società che stanno in una specie di limbo. Dove il male non è poi così male ed il bene non è chiaro e cristallino. Il volto che usa è quello del solito Matt Damon (anche nel suo famoso Will Hunting), pulito e per niente cattivo, che crede nel lavoro che fa: opera per una multinazione dell'energia che vuole estrarre gas naturale dal sottosuolo. La vita dei coltivatori può cambiare radicalmente: alti ed immediati profitti in cambio del rischio di vedere deturpate le proprie terre. Alzi la mano chi non accetterebbe la moneta sonante. La storia pecca quindi un po' di pseudo moralismo anti progressista. Quasi a forzare la mano, sebbene si parli di capitalismo senza scrupoli solo alla fine della pellicola. L'ostentata difesa del mondo rurale cozza un po' con la crisi che avanza e fa strano vedere cobattuta una risorsa pulita (esclusa la sua estrazione) combattuta per tenere su una baraccone morente che ora come ora può solo che peggiorare. Inganni e macchinazioni sono però il forte della Global, che non si accontenta di acquistare i terreni, ma vuole farlo stra vincendo. Facendolo anche maniera stupida ed un po' troppo romanzata. Se guardiamo al realismo della trama, con poche semplici mosse, il risultato sarebbe stato scontato a loro favore, senza bisogno di scomodare inesistenti ambientalisti che fanno il lavoro sporco. Finale deludente e frettoloso che sporca un po' tutto il resto.
domenica 26 gennaio 2014
Lazio 1 - Juventus 1
Serie di vittorie interrotta. Ci fermiamo a dodici e rallentiamo un po', onestamente senza avere paura di nessuno. Già, perchè essere sottotono può capitare ed è normale, il tesoretto accumulato è importante e gli altri si ritrovano comunque ad inseguire ed a fare il risultato. Che il girone di ritorno sarebbe stato più complicato era già scritto da tutte le parti. Sia perchè un po' stanco è normale che tu sia dopo lo strepitoso girone d'andata, sia perchè le partite di alto grido ora hai da giocarle fuori casa. Però male che vada resti a più sei, e non è poco. Con una Juve così sarei speranzoso anche se fossimo noi a meno sei. Giocare a Roma non è mai semplice anche contro una Lazio che ha la metà dei nostri punti. Se aggiungiamo un po' d fiacchezza e Buffon espulso al ventesimo del primo tempo è facile pensare al peggio. Rigore ed espulsioni sacrosante, impossibile stare a lamentarsi. Ecco però l'utilità di avere gli attaccanti e sebbene Tevez manchi l'appuntamento con il gol da diverse partite, arriva il solito Llorente che si inventa una rete fantastica e ci riporta in gara. Viste le premesse un pareggio non male, che ci lascia lassù come capolista indiscussa e da salutare.
Vecchia Guardia
Poche parole, neanche troppo nostalgiche, per ricordare ciò che era e che è ancora. In FONDO alcune cose cambiano, altre non cambiano mai. Basta ricordarsi che la topa è una cosa seria [cit.], ma anche il FONDO non scherza.
venerdì 24 gennaio 2014
Il Grande E Potente Oz (2013)
Regia: Sam Raimi
Anno: 2013
Titolo originale: Oz The Great And Powerful
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (6.5)
Pagina di I Check Movies
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Se avete letto la mia recensione sul Mago Di Oz girato da Victor Fleming nel 1939 saprete già che sono un appassionato di questa storia. Ho così guardato con un po’ di titubanza la trasposizione della Disney, scoprendo però piano piano che non si trattava di un remake, come avevo creduto, o di in sequel, bensì di un prequel. Quindi facciamo un piccolo passo indietro, mettendo a nudo il personaggio più misterioso (e carismatico) della fiaba, ovvero Oscar (il nome di mio figlio) un mago da fiera che si ritrova catapultato in un mondo fantastico e suo malgrado inserito all’interno di una leggenda. Raimi, fa un lavoro superlativo integrando la storia con quella vecchia ed inserendo prepotentemente, ma con maestria, un lavoro del 2013 in modo che risulti antecedente all’altra. Inizia in 4:3 tutto in bianco e nero, proprio mentre ci introduce il prestidigitatore nel mondo reale. E lo fa similmente a Fleming quando ci presentò Dorothy. Una volta giunti ad Oz ecco invece il magico mondo degli effetti speciali con una tecnica mista che vede una netta contrapposizione tra gli sfondi disegnati con colori accesi ed i personaggi reali che interagiscono. Il contrasto è veramente forte, tanto da chiedersi se si tratta di un errore. Già perché tale magnificenza tecnologica potrebbe risultare esagerata nel contesto che tutto sembra fuorché realistico. Successivamente si aggiungono altri elementi di computer grafica che creano ancora più un mix avvolgente ed esaltante. Ma è in questo che sta la grandezza del film: Raimi non si discosta dall’originale, ma ci fa capire che si tratta di un sistema per far sentire noi fans a proprio agio. Un omaggio totale all’opera del 39, tanto più che prova garbatamente ad inserirci pure una parte cantata e ballata in stile musical. Sa di non poterselo permettere e si prende poco sul serio, ma senza esagerare. Se Raimi e la Disney avessero voluto bombardarci solo ed esclusivamente con effetti speciali, oggi avrebbero trovato campo fertile, ma di sicuro avrebbero peccato di orgoglio creando solo un tentativo di riproporci una storia già amata in passato. E magari chi non ha visto l’originale neanche riesce a capire quanto è stato fatto oggi. Il cast inoltre usa James Franco (non perfetto nella parte per la sua faccia pulita, ma abbondantemente da voto alto) nel ruolo di protagonista, ma anche Mila Kunis, Racherl Weisz e Michelle Williams come streghe. Ed è con tutte e tre che il nostro illusionista utilizza il proprio fascino e la propria arta, dapprima in modo titubante sapendo di essere un impostore, e dopo esaltandosi con gli ultimi ritrovati dell’epoca per quanto riguarda le meraviglie del cinema. Meraviglie che guarda caso, sono state riprodotte all’interno del film celebrando questo appunto come settima arte: basti pensare al bacio finale in cui vediamo le ombre o gli sfondi dei paesaggi che ricordano quelli costruiti nei teatri. Oltre a questo abbiamo una storia semplice e lineare che può piacere a tutti, grandi e piccoli pur senza esaltare niente in particolare. E’ invece il resto, e non è poco, ad avere un’eleganza sublime ed articolata. Consigliato quindi ad un pubblico vasto.
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