lunedì 13 novembre 2023

La Guerra Di Charlie Wilson (2007)

 
Regia: Mike Nichols
Anno: 2007
Titolo originale: Charlie Wilson's War
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Ancora, l'ennesima trama che si basa su una storia (sedicente) vera. Io faccio parte del clan per gli scrittori che hanno fantasia e quindi si inventano storie di sana pianta. Per gli altri, pur apportando chissà quante modifiche per romanzare, il compito è parecchio più semplice e basta attingere da storie già consacrate. Per quanto riguarda romanzi e film intendo eh. per il resto, saggi e documentari dovrebbero fare il proprio sporco lavoro, senza dover essere snaturati per interessare il pubblico. Detto questo Charlie Wilson è il protagonista di questa pellicola, un deputato texano che, ha permesso lo stanziamento di innumerevoli fondi economici durante l'invasione sovietica in Afghanistan degli anni ottanta. Possiamo dire che per certi versi è molto attuale: abbiamo i russi che invadono con estrema cattiveria un'altra nazione sovrana ed abbiamo gli USA che inviano armi per la difesa. A grandi linee. Però ecco, uscito nel 2007 trovo sta roba già un po' troppo fuori tempo massimo anche se velatamente, oltre all'esaltazione alla figura di Wilson anche quando fa il Berlusconi dei poveri con le signore e con i favori ad amici di amici, c'è anche una critica a questo sistema di aiuti e supporti. Spesso c'è chi gira la faccia dall'altra parte, o non lo fa solo per un mero interesse personale ed economico. Purtroppo la realtà è questa e non sono poche le volte in cui un risultato è arrivato per casualità rispetto ad un altro.

Edizione: bluray
Film in bluray che fa parte del regalo da parte di CG contraccia italiana in DTS 5.1 e nessun extra

Trentino – Sentiero della Roccia e santuario di San Romedio

 Ed ecco finalmente usciti gli articoli sulle giornate conclusive della prima gita di salvataggio da Funflus. Ecco quindi la domenica mattina.

Anche la domenica mattina non perdiamo tempo in inutili trastulli, colazioni varie o stretching davanti a Youtube; nonostante i dolorini derivanti dal dislivello del giorno precedente sono di nuovo intento nel ruolo di navigatore per raggiungere la Val di Non e il famoso sentiero che ci porterà al santuario di San Romedio. La partenza di questo mini trekking ad anello si trova nel paese di Sanzeno e anche qui non mi lascio sfuggire una delle più antiche chiese della valle, ovvero quella dei Santi Martiri, con le reliquie di San Sisinio, Martirio ed Alessandro.

La pala di Gianbattista Lampi raffigurante i tre martiri; Sisinio con il calice del sacrificio, Martirio con il libro che indica il servizio e Alessandro con le chiavi a piedi, simbolo dell'ordine dell'ostiariato.

Il Sentiero vero e proprio inizia dopo aver superato la Chiesa di Santa Maria e si snoda tra un primo tratto iniziale di asfalto e un secondo immerso nella natura che riesce ad offrire al fruitore sensazioni uniche. La particolarità, sebbene esso sia di facile percorrenza anche grazie alla staccionata salva deficienti, è quella di attraversare posti unici, accanto alla montagna e alla roccia, in modo tale da darti la sensazione di essere quasi sospeso nel vuoto. E' un'esperienza favolosa, adatta a tutti e senza alcun pericolo.

La chiesa

I vari scorci e paesaggi:

Il sentiero termina con l'arrivo al santuario di San Romedio, dopo una, almeno per me ma anche per altri pellegrini, massacrante scalinata sponsorizzata dal Voltaren e similari. Il Santuario è una struttura in più livelli che, nel suo piccolo, mi ha ricordato quella vista recentemente in Montenegro (il monastero di Ostrog), sebbene con le dovute e gigantesche differenze. Purtroppo, essendo domenica, e potendoci arrivare anche con una strada d'accesso, il luogo era assalito da orde di persone diversamente giovani che avevano organizzato vari pullman per l'occasione; per questo motivo, visitare le sale più iconiche del complesso, non è stato semplice e ad un certo punto i miei occhi osservavano più i vecchi col bastone che tentavano di non scivolare dalle scale che le varie stanze. Forse, anche in questo caso, è necessario prevedere nuovamente una visita con minore calca.

Una delle chiese dentro l'edificio

Romedio, il santo che avrebbe reso mansueto un orso e lo avrebbe portato con sé nell'evangelizzazione.

Il sacello dove sono conservati i resti del Santo

La chiesa principale

Infine i 130 scalini all'interno della struttura

Terminata la visita percorriamo il successivo tratto incontrando da prima un fitto bosco che si aprirà nella magnifica vista di due laghi, e poi proseguirà toccando invece un'altra particolare caratteristica della valle, ovvero quella dei meleti.

I laghi di Coredo e Tavon

Per arrivare al successivo paese di Coredo utilizziamo il "viale dei sogni", un sentiero attrezzato, semplice, adatto ad ogni età e costellato di sculture che ti fa dimenticare i chilometri percorsi.

A Coredo, dopo una veloce ed inutile ricerca di un bar aperto, riusciamo a visitare anche la chiesa principale del paese, ovvero quella del Ritrovamento della Croce.

Il tratto finale, quello per concludere l'anello, sarà pressoché in discesa e attraversiamo luoghi per non poco familiari, ovvero quello dei meleti. Viste le tantissime mele cadute per terra, mi domando ancora ora, il perché non ne abbia prese almeno una per un assaggio; è vero che sono proprietà privata, però non avrebbe recato nessun danno se poi le stesse ce le ritroviamo sulla strada.

Anche la mattinata è terminata, siamo giunti nuovamente a Sanzeno e troviamo un luogo dove poter pranzare; ordino un panino col prosciutto crudo e mi guardano storto. Ricca, qui hanno lo speck. speck, speck, speck!!!

domenica 12 novembre 2023

La Cena Dei Cretini (1998)

 
Regia: Francis Veber
Anno: 1998
Titolo originale: Le Diner De Cons
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
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Dopo diversi anni, da quando mi fu consigliato, finalmente sono riuscito a vederlo grazie a Chili. Si tratta di una commedia semplice, sottile in alcuni casi, ma non certo raffinata, cosicché si fa guardare bene. Non è neanche pesante a livello di comicità demenziale, né sullo stile italiano né su quello americano. Ecco forse più british di quanto un francese possa immaginare. Niente di impegnato quindi, ma una trama semplice e girata quasi tutta nel solito ambiente. Però è proprio questa semplicità ad essere apprezzata, anche se non si tratta di alcuno sketch geniale, e soprattutto l'avere i due protagonisti che favellano tra loro in modo tale che il pubblico possa mettersi subito dalla parte del "cretino". Questo infatti è l'uomo comune, certo parecchio tonto e credulone, ma che si ritrova ad essere un'ignara vittima del prepotente bullo di turno, persona poco corretta anche nei rapporti intimi con amici e moglie. Facile quindi trovare empatia con goffo Pignon, e mettersi contro il bugiardo Brochant. I minuti passano così veloci, senza incappare in statici momenti di noia. 

Kobra a Pisa

 
Avete presente il murales Tuttomondo che Keith Haring a fine anni ottanta fece a Pisa? Probabilmente sì, perché è un must della street art contemporanea, universalmente riconosciuto come imperdibile durante una seppur breve visita nella città famosa per la Torre Pendente. Ebbene, a pochi metri di distanza, è stato appena completata un'altra opera a disposizione di cittadini e turisti: si tratta di Galileo Galilei di Kobra, artista brasiliano già conosciuto per altri lavori tra cui il David sulle Apuane. Quest'ultimo rientra nel progetto di riqualificazione cittadino, con una parete disegnata per 160 metri quadri che allaccia la storia pisana esaltando appunto Galileo, ma anche la Repubblica Marinara, la Torre e le aperture sul mondo e l'universo. Altre opere di Eduardo Kobra sono visibili in un'apposita sala all'interno del Palazzo Blu (in cui attualmente è anche visitabile per la mostra Le Avanguardie) in forma gratuita e fino al 7 gennaio 2024. Se capitate quindi, non lasciatevelo perdere.

Album fotografico Kobra a Pisa 

sabato 11 novembre 2023

Anello Orbetello Feniglia

 
Niente di troppo impegnativo, visto il dislivello pari a zero, ma sono oltre venti chilometri e onestamente mi servivano da mettere nelle gambe. Ultimamente pur non stando fermo, non ho optato per lunghi trekking. Ne ho scelto uno semplice in un posto magnifico: la laguna di Orbetello. E come ogni avventura che si rispetti, la partenza ed il ritorno sono avvenute rigorosamente in treno. Mi dà quel sentore di viandante girovago che l'auto riesce a regalarmi solo in più giorni consecutivi. Il tracciato, ad anello, segue uno dei Cammini di Maremma e congiunge Orbetello alla Feniglia. La prima e la seconda parte sono totalmente asfalto, mentre una volta entrati nella Riserva Naturale, ovviamente, le cose cambiano. Qui abbiamo più elementi da osservare da quello boschivo a quello paludoso o lagunare (numerosi i sentieri ornitologici) a quello costiero che dà sul mare. Sempre sovrastati dall'Argentario, i panorami risultano affascinanti da un lato o dall'altro.