Weekend lungo per il vecchio Jack, che a cavallo di Ondino arriva alla stazione e trova il mitico Ludo. Condivido in treno con lui tutto il viaggio fino a Lucca e ci aggiorniamo avvicendevolmente sugli ultimi risvolti piombinesi e dei piombinesi. Arrivato in città faccio un giro e poi mi dirigo subito verso la mostra, meta della mia missione artistica.
La mostra alla Cavallerizza di Piazzale Verdi, si intitola La seduzione della pittura e raccoglie oltre cento opere tra olii su tela e pastelli, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il paese, comprese le Gallerie degli Uffizi e il Museo Boldini di Ferrara. Il percorso è diviso in sezioni che seguono l'evoluzione dell'artista: dai primi anni fiorentini, ancora vicini ai Macchiaioli, fino alla stagione parigina in cui Boldini abbandona definitivamente gli schemi della ritrattistica ufficiale e inventa qualcosa di nuovo: figure femminili in posizioni serpentine, pennellate lunghe e veloci che sembrano sciabolate, corpi che sembrano muoversi ancora sulla tela. È riconoscibile a colpo d'occhio, nel bene e nel male.
In mostra ci sono anche opere di contemporanei con cui Boldini condivise frequentazioni e affinità: De Nittis, Zandomeneghi, Corcos, Signorini. Nomi che per chi non vive nel mondo dell'arte ottocentesca italiana possono dire poco, ma che servono a inquadrare una stagione pittorica più ampia, in cui l'Italia cercava un suo posto nella modernità europea. Boldini quel posto se lo trovò, a modo suo, diventando il pittore preferito dell'alta borghesia e dell'aristocrazia internazionale. Che poi sia un merito o un limite, dipende dai punti di vista.
Personalmente la Belle Époque non è il mio periodo preferito, ma in Toscana le mostre su questo periodo si moltiplicano da qualche tempo, segno che il pubblico risponde bene. Quindi o queste o Pomì.
La giornata lucchese si conclude con un altro mitico incontro: mi vedo con Musampa che mi porta un po' a giro per la città prima di rimontare in treno e proseguire la mia avventura verso Montelupo.
Album fotografico Lucca e Giovanni Boldini

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