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mercoledì 2 novembre 2016

V/H/S 2 (2013)




Regia: AA. VV. (vedi lista tag)
Anno: 2013
Titolo originale; V/H/S 2
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (V/H/S trilogy)

Come si evince dal nome possiamo dire che è il seguito diretto, anzi naturale visto che di diretto non c'è nulla, di V/H/S. Il giochino funziona nel solito modo: una storia base che funge da collegamento ai vari cortometraggi diretti da nuovi registi. Abbiamo infatti il solo Adam Wingard dalla produzione precedente e non poteva mancare Eduardo Sanchez questa volta, già regista di The Blair Witch Project. Finita la novità, che novità non era, resta la curiosità di vedere all'opera questi registi alle presi con temi classicamente horror come alieni malvagi, sette religiose demoniache, zombie e fantasmi. Personalmente non amo le riprese da finto documentario e tanto meno quella in soggettiva POV: troppo traballante, scossa, imperfetta. Un espediente che alla lunga viene a noia e risulta fastidioso (specie se la camera è addosso ad un cane) anche quando saggiamente si cerca di spezzettare la visione e non si ha una traccia continua. Buona la dose di sangue, violenza splatter ed il trucco, ma a livello di tensione siamo su livelli piuttosto scarsi. I capitoli che compongono questa pellicola sono: Tape 49, Phase I Clinical Trials, A Ride In The Park, Safe Haven e Slumber Party Alien Abduction. Forse avrebbe avuto maggior successo nella mia personale classifica se avessero girato prima questo rispetto al precedente.

mercoledì 20 gennaio 2016

The Blair Witch Project - Il Mistero Della Strega Di Blair (1999)



Regia: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez
Anno: 1999
Titolo originale: The Blair Witch Project
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
 
Nel 1999 fu un’idea geniale, da marketing virale. E lo è anche oggi se ci pensiamo bene: un budget ridottissimo, attori esordienti che interpretano se stessi in una sorta di finto documentario girato con camera a spalla, registi e sceneggiatori al primo lavoro ed un successo planetario incredibile. La grandezza sta anche nelle cose semplici e sebbene sia esagerato parlare di capolavoro (o anche di originalità totale) abbiamo un prodotto vincente. Un horror inquietante, ma mai violento che rappresenta un progetto cinematografico differente dalla maggior parte di quelli a cui il pubblico è abituato. La campagna pubblicitaria che lo precede è astuta, incuriosisce, utilizza anche il nuovo media internet come trampolino. Ed a conti fatti cosa vediamo all’interno della pellicola? Poco o niente di tangibile e di realmente pauroso. Tutto gira intorno a riprese amatoriali, sfuocate, sgranate, sporche, mosse... Non abbiamo piena consapevolezza di cosa stia succedendo. L’attrice principale è la paura stessa, che si aggrappa ai volti dei tre protagonisti, quando riusciamo a vederli. Già perchè molte scene sono soltanto girate al buio o illuminate in maniera confusa e non adatta ad avere una visione chiara d’insieme. In quegli attimi possiamo, anzi dobbiamo, utilizzare il senso uditivo per recepire suoni, bisbigli, singhiozzi o urla. Ancora più inquietante. Da scuola.