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domenica 30 ottobre 2022

GDF #8: Marrakech parte 2 e ritorno a casa

 

Ultimo giorno in quel di Marrakech e da un certo punto di vista direi meno male che oggi mi son dedicato alle attrazioni più prettamente turistiche. Già il solo attraversare la città da sud a nord mi ha creato un po' di pesantezza. Non puoi permetterti di incrociare uno sguardo o guardare dentro ad un negozio ed eccoli tipo koala al bambù. Non ti si staccano mai di dosso. Ma d'altronde fa parte del gioco, della tipicità. Comunque dicevo, oggi pure in solitaria perché il Formato è partito in mattinata, mi son buttato su Palazzo Bahia e sui Jardin Majorelle, entrambe attrazioni molto particolari e lontane dal canone della Medina a cui ero abituato. Stasera il volo Ryanair, salvo imprevisti mi riporterà a Pisa. Esperienza davvero suggestiva ed esotica, non mi son fatto mancare niente ancora una volta.

Album fotografico Marrakech Parte 2

sabato 29 ottobre 2022

GDF #7: Essaouira

 


Dopo quattro giorni davvero intensi di ovest e deserto, perché non portare a termine il taglio orizzontale del Marocco e portarci sulla costa atlantica? In realtà oggi mi separo dal mio fidato compagno di viaggio, che preferisce spendere il suo ultimo giorno a Marrakech. Io quindi ne approfitto per cambiare nuovamente programma in corsa e dirigermi ad Essaouira, antica roccaforte portoghese, francese e marocchina sull'oceano. Mi organizza il viaggio il mitico Hassan, il padrone di casa del Riad Espagne, dove pernotto. Con la tipica puntualità di queste parti mi viene a prendere con la "motoretta" un suo amico fidato. Così ci muoviamo in due, rigorosamente senza casco per le vie della Medina, per prendere un mini bus verso Essaouira. Non faccio in tempo a scendere che ho davanti un argan con le capre arroccate sui suoi rami (visiteró per conto mio e casualmente anche una cooperativa femminile che lavora i frutti e le essenze di queste piante). In città, anche questa patrimonio UNESCO, mi faccio con tutta calma un giro tra la sua Medina, la Kasbah, il vecchio quartiere ebraico con sinagoga, la antica fortificazione di origini portoghesi e sopratutto il porto ed il mercato del pesce che mi fanno maledire di avere un olfatto funzionante. C'era un simpatico banchetto in cui assaggiare i ricci  freschi ed altre specialità appena colte. Narra la leggenda che se non vai di corsa in bagno e poi all'ospedale sei esente da qualsiasi tipo di vaccino in futuro. In serata torno alla mia più caotica Marrakech per riunirmi col vecchio gettons. 

Album fotografico Essaouira 

venerdì 28 ottobre 2022

GDF #6: ritorno a Marrakech


Un'altra alba, un'altra storia. Oggi è stato abbastanza massacrante con circa 600 km di strada, ovviamente non delle migliori, per tornare alla nostra base a Marrakech. Un viaggio nel viaggio che attraversa tutto in un volta ciò che avevamo fatto nei giorni precedenti. Sebbene a parole possa sembrare noioso, ritengo che sia sempre un piacere vedere ed osservare, anche solo da un finestrino un mondo vario e differente da quello a cui siamo abituati. I paesaggi continuano a susseguirsi tra deserto e montagne rocciose, di tanto in tanto qualche valle più lussureggiante, vicino alle quali sorgono villaggi e paesi. Poi le costruzioni di mattoni color sabbia o color roccia, a seconda dell'obiettivo della monetizzazione. Tre ragazzi in scooter che ci sorpassano a destra, i bambini che non perdono occasione di interrompere i loro giochi per salutarci, i vecchi, come da noi che osservano i lavori dei tanti cantieri aperti. In 600 km, sebbene il paesaggio sia desertico si possono portare con sé tante di quelle cose che non basta una foto ricordo per poterle immortalare. 

Album fotografico ritorno a Marrakech 

giovedì 27 ottobre 2022

GDF #5: il deserto di Merzouga parte 2

 

Svegliarsi presto è necessario per vedere una magnifica alba in cima a una duna intorno al campo. Dopo una piacevole e fresca notte all'interno del nostro tendone continua il secondo giorno con l'intrepido tour del Sahara in sella ad un quad. Rispetto alle altre occasioni, può risultare più complesso salire e scendere dalle dune di sabbia e slittare, ma sicuramente più semplice nel complesso. Con questo mezzo siamo riusciti, accompagnati anche da una guida locale, a spingerci sempre più ai confini del deserto di Merzouga, e quindi del Marocco, antica pista per gli spostamenti in tempi antichi. C'è stato tempo per rinfrescarsi in una oasi (hanno frigo e lattine).  Una nuova esperienza suggestiva che ci ha portati a pranzare e rilassarci nella Kesbah di Darta Foyle, con tanto di piscina (e mosche) nel deserto. 





mercoledì 26 ottobre 2022

GDF #4: il deserto di Merzouga attraverso 1001 Kasbah Roads e l'oasi di Tinghir

 

Questa mattina il paesaggio della gola in cui abbiamo dormito è decisamente più accogliente rispetto a ieri notte. La luce dell'alba colora di rosso le pareti dei canyon che ci circondano. Ci rimettiamo in moto per avvicinarci ulteriormente al deserto, quello "vero", di sabbia con le dune: il Merzouga. Non che ll resto fossero boschi rigogliosi e verdi praterie, per me anche i centinaia di chilometri macinati fino ad adesso sono desertici e nutro per essi un determinato fascino. Attraversando quindi le valli rocciose arriviamo ad uno dei tanti caratteristiche avamposti berberi, che sfruttano una fonte di acqua fresca che arricchisce la loro valle. Qui visitiamo un'abitazione di una cooperativa indigena in cui vengono prodotti tappeti con metodi tradizionali, sia per quanto riguarda l'uso della materia prima che per le colorazioni e la lavorazione. Molto gentilmente ci viene offerto l'ennesimo graditissimo té e ci mettiamo ancora in marcia in direzione sud est per giungere alle dune del Merzouca. Ci alleggeriamo velocemente all'albergo in cui dormiremo giovedi sera e ci incamminiamo per poter salire sui nostri cammelli. Circa due ore sulle loro groppe, tra colline e monti di sabbia, con il sole che tramonta alle nostre spalle e lascia spazio al buio più intenso. Arriviamo arricchiti al nostro campo tenda, unici due occidentali. Ci attende un pasto e dell'ottima musica a suon di tamburi intorno al fuoco.

La seconda parte della giornata sarà presente nell'album una volta che posso accedere ad una rete soddisfacente.

Edit: caricate tutte le foto ed aggiunto video 




martedì 25 ottobre 2022

GDF #3: Kasbah Ait Ben Haddou e Ouarzazate

 

Oggi abbiamo lasciato quel crogiolo di vicoli infilati con forza nella Medina di Marrakech e con un po' di calma tipica marocchina ci siamo mossi verso le montagne dell'Alto Atlante. Questa prima parte della giornata è caratterizzata da strade serpeggianti che salgono lungo i monti e ci deliziano con vedute panoramiche su altipiani terrazzati, colli che si trasformano in vere montagne e valli scavate dagli elementi atmosferici. Eccoci quindi arrivati, dopo una mattina intera sul nostro pulmino al Kasbah Aït Benhaddou che si mostra con tutta la sua forza paesaggistica che ha anche stregato molti scenografi di film. Ovviamente prima ancora, era una città carovaniera  fortificata patrimonio UNESCO, ed un incredibile luogo composto da edifici dalle alte mura di argilla mista a paglia. In cima alla Kasbah, c'è una fantastica vista sulla campagna circostante e sulla cittadella stessa, dandoti la sensazione di entrare in un mondo medievale con un labirinto di vicoli stretti. Terminata la visita e pranzato con vista cittadella, ci rimettiamo in moto passando per le gole del Dades. Il paesaggio adesso è rosso, giallo, ocra, terroso e più sabbioso. Molto simile a quello nord americano dell'ovest con immensi spazi aperti, bloccati ad intermittenza da rientranze rocciose. Poca la vegetazione, ma le sporadiche palme verdi ci ricordano che il continente è quello africano ed il deserto si trova protetto dalle alte vette dell'Atlante e lascia spazio ai piccoli villaggi tradizionali con i colori mimetici che si fondono con il paesaggio circostante.  C'è tempo anche per una sosta a Ouarzazate per vedere pure il museo del cinema e quindi ricollocarci sul lento pulmino che in serata ed al buio attraversa le strette Gole e canyon fino alla nostra ultima destinazione prima della partenza per il deserto di domattina. Purtroppo, come avevo immaginato, avere un accesso ad internet è complicato, averlo per poter caricare le foto è invece impossibile. Queste verranno aggiunte poi in un secondo momento, forse di ritorno a Marrakech. 

Edit: (ora dovrebbe essere visibili) 

 


lunedì 24 ottobre 2022

GDF #2: Marrakech parte 1


 Primo vero giorno a Marrakech, questa stupenda ed importante città marocchina, tra i monti dell'Atlante ed il deserto. Un posto lontano da tutto ed al tempo stesso vicino: storia, cultura, religione e geografia, si fondono per avvicinarsi ed allontanarsi nel corso dei secoli e Marrakech mostra fin da subito i segni lasciati da ogni sorta di popolazione con cui ha avuto a che fare. Che si tratti di arabi, di romani, di francesi o di spagnoli, poco importa: ogni testimonianza la possiamo ritrovare qui. Eppure il suo fascino esotico resta intonso e cristallino, anche se a guardar bene possiamo notare frammenti di globalizzazione e multi etnicità. Dormendo in pratica nella Medina (patrimonio UNESCO), tutto ciò che mi interessa è a portata di sandali. Qui, siamo nel vero centro della città, composto da vicoli strettissimi e tortuosi, con gente, animali, botteghe ovunque e soprattutto poca possibilità di capire i nomi delle vie o delle strade, a meno che non si conosca la lingua araba. E non è il nostro caso. Una scusa in più per perdersi davvero in un luogo che ti cattura anche architettonicamente oltre che culturalmente. Passando nella Medina abbiamo colto il segno e visitato anche i souk, nome locale per quelli che comunemente chiamiamo "mercati". Ma io continuerei a chiamarli souk, perchè sono una cosa a parte, simile sì, al concetto di mercato che abbiamo noi, ma anche differente ed ancora una volta pienamente esotico e tipico, sebbene sia chiaro che ai giorni d'oggi siano prevalentemente una meta turistica. Non c'è angolo di strada in cui non si possa vedere un banchetto con ogni tipo di prodotto in vendita. Dalle babbucce alle spezie, passando per le ruote degli scooter fino ai tappeti o alle tartarughe. E non c'è angolo di strada un cui tu non venga chiamato in arabo, francese, inglese, spagnolo o più semplicemente italiano. Ogni scusa è buona per attaccarti bottone, ed il gioco consiste anche in questo. Loro lo sanno, e tu lo sai. Marrakech però, anche se può sembrare così, non è solo souk e banchetti, ma non può mancare una visita poi alla Madrasa di Ben Youssef, quello che un tempo è stato il collegio islamico più grande della nazione ed oggi restaurato, oppure alla Casa della Fotografia o al Minareto Koutoubia o ancora alle tombe dei Saaditi ed al Mellah, l'antico ghetto ebraico della città. Insomma ci siamo fatti un discreto culo di camminate e scorpacciate culturali. La Formazione continua. Ed anche i té come aperitivi. 

Album fotografico Marrakech Parte 1

GDF #1: arrivo a Marrakech

 

Dopo tanti anni torno a viaggiare extra Europa. Questa volta però non lo faccio per me, il protagonista di questa vicenda non sono infatti io. Spetta a me però raccontare le gesta del personaggio principale, il mio amico gettons, che accompagnerò in questa sua Gita Di Formazione (GDF d'ora in poi). Come ogni buona persona di cuore, mi sono messo da parte e mi sono dedicato al mio mitico compagno di viaggio, ormai in Africa da diversi giorni: momenti difficili per lui, ma anche prove da affrontare con garbo e sicuramente tante soddisfazioni. Una strada in salita che però vedrà il culmine esattamente questa sera con il mio arrivo. Il compito che mi è stato assegnato? Quello della Luce Guida, il Sensei, la Voce Interiore da seguire. Ed eccoci quindi qui insieme in questo luogo magico, lontano secoli e chilometri dalle strade battute insieme finora. Al termine di questo viaggio sapremo valutare se il nostro eroe si sarà meritato la mia compagnia, ma già abbiamo pochi dubbi a riguardo. Gli si dà sempre un'ultima possibilità, così come la si continua a dare  a Ryanair. Tutto o quasi fila però liscio e già dalla gestione passaporti e dalla contrattazione dei tassì per farmi portare in centro capisco di che pasta sono fatti. Tutto è parecchio diverso qui, ma anche già visto, almeno in un immaginario di caos ordinato in cui al buio puoi trovare sulla tangenziale gruppi di pattinatori come se fosse la cosa più naturale del mondo, affiancati da quegli scooter scassati creati appositamente per portare almeno tre persone. Il mio Riad è nella piena Medina e questa parte così genuina della città mi piace fin da subito. Una volta sistemato (è lunga la faccenda) e capito che usare internet sarà davvero dura (le foto non credo che riuscirò a caricarle tutte durante la vacanza) mi ritrovo col gettons e ci ad operiamo subito per un breve ma intenso giro in piazza a fingere di essere sordi e una cena tipica, con tanto di té alla menta su di un rooftop vista Jemaa el-Fna, una delle piazze più rinomate di Marrakech. 

Album fotografico Arrivo a Marrakech