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martedì 6 ottobre 2015

Non Aprite Quella Porta - Parte 3 (1990)




Regia: Jeff Burr
Anno: 1990
Titolo originale: Leatherface: The Texas Chainsaw Massacre III
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
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Non ho mai seguito un ordine cronologico corretto per la saga di Leatherface e questo numero 3 venuto fuori agli inizi degli anni novanta è tutto ciò che ci si poteva aspettare: poca roba. Già il secondo, con la deriva comica, non mi era piaciuto per niente, questo è un po' meglio. Almeno è un horror, e resta tale. Infatti tenta di ricollegarsi all'originale di Hooper, ma non con pieno successo. E' proprio il cattivo che dà il nome alla saga a venire meno ed avere una parte decisamente marginale in questa opera. Non ci annoiamo, anche grazie alla scarsità di minuti del girato (circa ottantacinque la versione lunga) ed alla fanciulla irritantemente stupida che riesce a combinarne una dietro l'altra. Buone le dosi di violenza, e la presenza della pseudo innocente bambina, ma per essere gli anni novanta si poteva osare un tantino di più al Kilo. Se è vero che vi farà a pezzetti e che le atmosfere in parte sono quelle giuste, può mancare una vera e propria trama da seguire con il fiato sospeso.

venerdì 15 maggio 2015

Non Aprite Quella Porta - Parte 2 (1986)


Regia: Tobe Hooper
Anno: 1986
Titolo originale: The Texas Chainsaw Massacre 2
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Che Tobe Hooper si sia messo alla regia per il sequel dell'originale ha un'importanza relativa, se deve fargli perdere gran parte della vena horror di cui era dotato. Ha trasformato il prodotto in una, anche se voluta, molto acerba, commedia ironica esaltandone l'humor in maniera poco elegante. Se un film di soli novanta minuti stenta a decollare e dopo ti annoia c'è qualcosina che non va. Le scene forti non mancano, ma risultano irreali e fini a se stesse, come se il regista volesse allontanarsi, cosa che per fortuna non è stata fatta nel recente remake, da ciò che ti buono fece una dozzina di anni prima. La famiglia di pazzi e le motoseghe fanno parte di un circo degli orrori ai limiti del comico e del grottesco che si fondono nella parodia: i macellai squilibrati fanno paura e ribrezzo in minima parte. Poi battute come "mi sento a pezzi" o "ti do una mano" risultano più stupide che ben azzeccate rivolte ad un pubblico ben differente rispetto a quello che si era affezionato al terrore ed alla tensione. Il primo, a suo modo, sprigionava molte più emozioni negative pur essendo marcatamente meno esplicito. Sangue a fiumi e smembramenti non riescono nell'intento di intimorire forse anche a causa di costumi e trucchi da luna park. I protagonisti, che siano la fanciulla con i pantaloncini inguinali, un invasato e triste Dennis Hopper o i tre segaioli da strapazzo si muovono all'interno della trama senza alcuna logica se non quella di turbare la visione per un affronto incredibile al sapore di nostalgia. battute ridicole, urla oscene, atteggiamenti incoerenti. I boia trasformati in macchiette impacciate. L'eroe divenuto un vecchio pronto ad urlare. Se vogliamo apprezzarlo a tutti costi, dobbiamo guardarlo esclusivamente come (finta) parodia di un genere decisamente abbandonato per lasciare posto al puro intrattenimento violento.


martedì 22 luglio 2014

Non Aprite Quella Porta (2003)


Regia: Marcus Nispel
Anno: 2003
Titolo originale: The Texas Chainsaw Massacre
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.2)
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Come si capisce chiaramente dal nome (anche quello in inglese è rimasto immutato), si tratta di un remake del già celebre capolavoro di Tobe Hooper . Vedere questo film mi ha sbugiardato in quanto nella recensione di Non Aprite Quella Porta 3D scrissi che dubitavo che gli altri film della saga fossero fatti bene. Mi sbagliavo: Nispel ci ha saputo fare. La trama è ricalcata, con alcune differenze, dal soggetto originale: ragazzi sessantottini, pulmino, autostoppista e massacro. Eh, la storia è questa ed il paragone con l'originale è obbligatorio, ma se pensiamo che la maggior parte del pubblico di oggi non vide mai quello del 74, la mossa è stata davvero buona ed ha riacceso l'interesse per questo genere. Tra i co produttori figura anche Hooper, e questo è veramente un bene: abbiamo una storia sempre ambientata negli anni della tragedia e con ambientazioni scure, sudicie, polverose, perverse. ok, la fotografia è maggiormente luminosa, quasi a contrasto con determinate situazioni, ma non sfigura affatto. Anche il cast è composto da bei faccini pronti a sorridere alla presentazione del film, ma nel complesso ci stanno bene. Un po' stucchevole la figura di Erin (Jessica Biel) che fa la perbenista rompi palle, ma vederla con la maglietta stretta e bagnata fa il suo buon effetto. Ottimo volto è quello di R. Lee Ermey che ci aveva già spaventato in Full Metal Jacket e qui fa lo sceriffo. Non sto a soffermarmi sulla trama che tanto, a parte alcune deviazioni le conosciamo già. L'incubo in cui i ragazzi capitano è ben trasposto e le scene crude non mancano, sebbene si potesse osare qualcosa di più. Non che manchino scene forti, anzi, la testa spappolata della ragazza suicida resta in bella mostra per buona parte del film, ma il pubblico si è assuefatto. Invece alcune scene in cui il mattatore Leatherface fa a pezzi gli sventurati sono gestite in maniera che non hai bisogno di tapparti gli occhi. Ottimo lavoro, che non sfigura affatto nel complesso ed in via generale.

mercoledì 14 maggio 2014

Non Aprite Quella Porta 3D (2013)


Regia: John Luessenhop
Anno: 2013
Titolo originale: Texas Chainsaw 3D
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (4.8)
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Il titolo di questo film horror fa più paura della trama stessa. 3D... Bah!! Io l'ho guardato nelle canoniche due dimensioni, quindi perchè mai inserire il 3D nel titolo se non per una mera operazione commerciale. Idem per quello originale inglese. E questo è già un primo passo falso, perchè nonostante sia un ennesimo prodotto per cavalcare l'onda del successo partita con Hooper qui almeno il regista prova a fare qualcosa di diverso. Cioè fermi un attimo, non ho mai visto gli altri sequel, ma immagino e ci metto la mano sul fuoco che non possono essere migliori di questo. So come vanno certe cose, quindi non potete convincermi del contrario neanche se usaste una motosega. Però voglio comunque guardarli prima o poi. Qui invece, dicevo, non si parte da zero e neanche da cinque o sei o quel che sarebbe. Lussenhop si ricollega al Non Aprite Quella Porta del '74 eliminando con un sol colpo quindi tutti gli altri. Prova di coraggio e di rispetto. Per questo motivo a mio avviso non merita un voto disastroso, tanto più che la storia è quasi simpatica ed accattivante. Ok, i quattro ragazzi con il pulmino, l'autostoppista, il bagno di sangue, il mattatoio. Niente di nuovo, ma va bene così è un horror splatter che piace e che si segue bene. Nulla di troppo cervellotico e rocambolesco, ma neanche qualcosa di piatto. Se vogliamo, temporalmente la sceneggiatura commette un errore micidiale, perchè gli attori dimostrano che siano passati tra i venti (probabili) e i trenta (meno probabili) anni dagli avvenimenti del massacro texano, eppure è abbondantemente ambientato nei giorni d'oggi (addirittura il poliziotto manda le immagini con lo smartphone in formato video). Anche lo spessore dei personaggi non è il massimo, ma già lo sappiamo: se entri in un film horror e muori significa che sei un idiota suonato. E' troppo semplice farsi ammazzare, ed è troppo scontato che qualcuno venga trucidato. Ripeto però: è anche giusto così da una parte, non è che ci aspettiamo di vedere altro. Dal punto di vista tecnico poi siamo di fronte alla superficialità. Non so se a causa della versione 3D, ma molte scene sembrano avere la stessa fotografia di uno spot promozionale, con la luce sbagliata o le inquadrature troppo ampie. Boh, può salvarsi dal baratro, ma solo per poche cose come il ritmo ed il fatto che sappiamo cosa dover e poter aspettarci.

domenica 27 gennaio 2013

Non Aprite Quella Porta (1974)

Regia: Tobe Hooper
Anno: 1974
Titolo originale: The Texas Chainsaw Massacre
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.5)
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Quaranta anni non sono pochi. Per nulla. E se un film horror, al di là del fatto che abbia fatto storia o che sia una specie di apripista, riesce a tenere alta la tensione anche oggi, significa di sicuro che è stato fatto un buon lavoro. Hooper con il suo essere crudo e rozzo, crea un film davvero molto realistico e questo accade fin dalle prime battute. La storia, di pura invenzione, passa per vera con un annuncio ad inizio pellicola che fa credere si tratti di un qualcosa di veramente accaduto. Ed il realismo prosegue con una grana fotografica che proprio nel suo essere sporca ed imperfetta dà quel senso di non artificiale e con attori che senza esagerare riescono nell'intento. Nessuno è da Oscar, ma neanche scimmiotta ridicolmente un essere impaurito e terrorizzato. E' appunto quello che ci vuole in un horror che non si basa soltanto su effetti scenici o ambientali. A me piacciono cattiveria e violenza (inserite in questo genere), ma voglio anche che questa venga riflessa dal cast che partecipa all'azione. Non serve una trama complicata, colma di deviazioni e colpi di scena: per avere un prodotto di successo Hooper si è semplicemente basato sulle paure reali e possibili. Il Texas dagli ampi spazi e dal torrido caldo può rivelarsi molto più terrificante di una cantina buia e fredda. La follia e la minaccia che si possono trovare all'interno di una società (quella americana dei primi anni settanta) che sta lentamente cambiando e che può risultare appunto pericolosa e spietata, tanto da creare un massacro sanguinario e violento. Violenza che però, nel film è solo accennata. Non nascosta certo, ma oggi siamo abituati a vedere bene di peggio solo al telegiornale. Sangue, ma non troppo e e mutilazioni immaginati e non portate a termine. Tutta l'atmosfera è imprevedibile e disorganizzata, fuori dagli schemi, ma è proprio questa sorta di caos misto alla sceneggiatura in stile documentario che rendono il tutto più verosimile. Assolutamente da non perdere.