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lunedì 17 novembre 2025

Monty Python - Il Senso Della Vita (1983)

 
Regia: Terry Jones
Anno: 1983
Titolo originale: Monty Python's The Meaning Of Life
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Film:

Rivedere Il senso della vita è come rituffarsi in un acquario pieno di pesci che filosofeggiano mentre ti fissano con lo stesso sguardo con cui tu guardi la bolletta della luce: confuso, ma rassegnato. I Monty Python in questo film non raccontano una storia vera e propria, non costruiscono un arco narrativo, non cercano nemmeno di fingere di farlo. Loro ti prendono per mano, ti portano in giro per le varie tappe dell’esistenza umana – nascita, scuola, guerra, lavoro, morte – e poi ti mollano lì, con un sorriso beffardo e la netta sensazione che il “senso” non sia mai stato il punto.

Il film è uno sketch dopo l’altro, una collezione di idee folli e fulminanti che oscillano tra il demenziale, la satira feroce e quell’assurdo britannico che oggi sarebbe praticamente illegale. Si passa dal parto “con macchinari che fanno ping” al collegio in cui la lezione di educazione sessuale è… pratica, fino all’assalto dei soldati che invece di sparare si fanno uccidere per dei regali. Ogni scena sembra una barzelletta portata fino alle estreme conseguenze, senza limiti e senza pudore. Il che è esattamente ciò che ha reso immortali i Python.

E poi c’è lui: Mr. Creosote, una delle cose più disgustosamente geniali mai viste su uno schermo. Una sequenza che oggi non la farebbero più, ne parleremmo su Twitter per mesi e ci sarebbe pure un editoriale indignato sul Corriere. All’epoca invece era semplicemente un’altra dimostrazione che i Python non avevano paura di nulla, nemmeno del buon gusto. E meno male.

Rispetto al più compatto Brian di Nazareth, qui c’è meno “film” e più anarchia creativa, ma è proprio questa libertà totale a renderlo così gustoso. Non tutto funziona allo stesso livello, certo: alcuni numeri sono micidiali, altri un po’ tirati, qualcuno invecchiato male… però quando il film colpisce, colpisce come un calcio nel coccige. E ti fa ridere mentre pensi a quanto siamo ridicoli noi, la società, le istituzioni, tutte le nostre certezze costruite su fondamenta di purissima fuffa.

Il finale – con la Morte che passa a prendere la comitiva e poi il “messaggio universale” letto come un comunicato aziendale – è la perfetta conclusione di questa giostra filosofico-surrealista: non c’è alcun senso. O meglio, se c’è, non è loro compito dirtelo. Loro te lo smontano, te lo frullano, ci ridono sopra e lo servono con un numeretto musicale.

Il senso della vita non è il capolavoro narrativo dei Monty Python, ma è la loro summa creativa: sfacciata, dissacrante, sporca, elegante, volgare, intelligente e idiota insieme. Un film che oggi non avrebbero mai il coraggio di produrre, e forse è anche per questo che continua a profumare di libertà.

E alla fine, qual è il senso della vita? Secondo loro: “Siate gentili, evitate i grassi saturi e leggete un bel libro ogni tanto.” Non sarà filosofia, ma è comunque più utile di tante conferenze motivazionali.

Edizione: bluray
Edizione con titolo localizzato in inglese, traccia audio in stereo DTS e corposi extra:
  •  Il senso dei Monty Python: di nuovo insieme per il 30° anniversario (1 ora)
  • Prologo di Eric Idle del 2003 (1 minuto)
  • Scene tagliuzzate (6 minuti)
  • Scuola di vita (1 ora e 4 minuti)
  • Show business (21 minuti)
  • 6 video promozionali 
  • I pesci (19 minuti)
  • Colonna sonora
  • Commento audio
  • Guarda il film e canta con noi 

lunedì 10 marzo 2014

Monty Python E Il Sacro Graal (1975)


Regia: Terry Gilliam & Terry Jones
Anno: 1975
Titolo originale: Monty Python And The Holy Graal
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (8.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
 
Alcune cose piacciono, altre no. Sebbene possano essere simili, un po’ come accade con il piombo e l’oro dal punto di vista dell’alchimia. Se mi ero profondamente divertito con Brian di Nazareth, è avvenuto esattamente il contrario con il primo lungometraggio a storia singola dei Monty Python. Vuoi vedere che il problema maggiore è dato dal doppiaggio? Dico questo perché è la parte più criticata e guarda caso trovo ridicolo l’utilizzo dei vari dialetti italiani in una storia del genere. E approfondendo un po’ di più ecco che salta fuori il “bagaglino”: non mi hanno mai strappato neanche un ghigno. Tornando al film è evidente che non possa dare la colpa soltanto ai dialoghi doppiati: l’intento di creare qualcosa di volutamente a basso costo, in stile teatrale con mezzi di fortuna, non la trovo originale (era il 1975 non gli anni trenta), ma addirittura stancante. Oddio, i finti cavalli forse denotano una buona idea, ma dopo è difficile andare oltre, visto che la trama, non risulta lineare, ma composta di diversi sketch tutti simili tra loro. E’ evidente la mancanza di esperienza cinematografica per i due Terry, forse più a loro agio con altri prodotti di stampo comico. Insomma, la satira e la parodia, non si fanno poi apprezzare molto qui dentro. Il risultato complessivo è banale, e sono  poche le scene degne di risate. Anche se piace il genere è impossibile non restare delusi, a meno che non sia il primo Monty Python che si guarda.

martedì 10 gennaio 2012

Brian di Nazareth (1979)


Regia: Terry Jones
Anno: 1979
Titolo originale: Life of Brian
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Commedia divertente, originale ed intelligente. I Monty Python hanno osato davvero tanto se pensiamo a quest'opera di oltre trenta anni fa. Un'audacia non indifferente per scherzare, senza volgarità sulla religione, la politica e la storia. A volte basta poco, anche una manciata di sterline, nessun tipo di effetto grafico, costumi decisamente e volutamente ridicoli. Pochi attori per tanti personaggi, che si scambiano e si alternano, fanno del gruppo comico inglese una sorta di circo itinerante da teatro. Un racconto unico, ma compost da diversi sketch, ben studiati, non esilaranti, ma con quell'ironia nascosta spremuta da menti geniali. Dal punto di vista della satira religiosa, a mio avviso non c'è niente di offensivo. Almeno ai giorni d'oggi. La figura chiave di Brian ha come sfondo gli avvenimenti di Gesù, ma si punta l'obiettivo sul lato umano, non sulla figura mistica. Proprio per questo volgarità e blasfemia sono un qualcosa di veramente lontano all'interno del film. Scherzano su tutti: dagli imperialisti al fronte rivoluzionario, dagli ebrei a fedeli in cerca di un Messia. Battute fini, sottili che richiamano allo schiamazzo, soltanto ad un sorriso intelligente. Situazioni ridicole e messe in ridicolo così per mostrare il volto alle volte ottuso dei nostri comportamenti. Tra una risata e l'altra c'è lo spazio per pensare, meditare con la propria testa, senza dover seguire il gruppo o la voce più forte del coro. Una delle migliori commedie satiriche di sempre.