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mercoledì 18 maggio 2022

Killer Joe (2011)

 
Regia: William Friedkin
Anno: 2011
Titolo originale: Killer Joe
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Killer Joe è un pompino che Gina Gershon fa ad un cosciotto di pollo con la faccia che sanguina ed il marito che la guarda impaurito e basito, mentre Matthew McConaughey simula (o forse no) un orgasmo. E lo è nel modo più sincero, grottesco ed esagerato possibile.  Senza che questo possa rappresentare un lato negativo su storia e sceneggiatura. I personaggi che compongono la pellicola, sono strani, ai limiti del freak periferico texano e si ritrovano in un dramma violento senza alcuna va di uscita se non quella dettata da una regia che riesce nell'intento di rendere verosimile ciò che pare davvero crudo ed esageratamente folle. Non è affatto una commedia, sebbene il grottesco che aleggia in praticamente ogni scena forte ha il compito di smorzare ciò che vediamo e l'impatto che in altre circostanze sarebbe davvero pesante. Se però ci soffermiamo sugli atti nudi e crudi e sulla potenza dei dialoghi (anche se nella loro essere ben fatti non li ho trovati perfetti, forse per un problema legato alla traduzione italiana) vediamo bene quanto possa essere traumatico e violento. Tutti i personaggi sono sviscerati psicologicamente all'interno di un dramma semplice come quello dell'omicidio su commissione che prevede lungo il piano per la riuscita, alcuni paradossali intoppi. Un film davvero interessante in cui il pregio di rendere distaccato il pubblico è al tempo stesso un lieve difetto che ci spinge ad una sorta di alienazione. 

martedì 25 luglio 2017

Il Braccio Violento Della Legge (1971)

Regia: William Friedkin
Anno: 1971
Titolo originale: The French Connection
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Un vero e proprio cult per quanto riguarda il genere poliziesco, che viene riscritto cinematograficamente, inserendo personaggi buoni che risultano border line, pur conservando la propria positività, e con contenuti innovativi per quanto concerne il linguaggio ed il realismo. Consideriamo anche che era il 1971 quando Friedkin ha girato la pellicola, basata sul romanzo di Robin Moore, quindi siamo oltre quaranta anni fa e in un qualche modo sconvolge il cinema a cui gli spettatori erano abituati. La stessa ambientazione, con un la città di New York degradata, desolata e colma di criminalità è un quadro in cui anche i buoni si amalgamano e si fondono, riuscendo a mantenere un propria autonomia nei confronti della malavita, ma allo stesso tempo vengono dipinti in maniera tale che vengano discostati dagli stereotipi degli eroi senza macchia. I due protagonisti (Gene Hackman e Roy Scheider), tra inseguimenti in cui l’azione è assicurata ed appostamenti in cui la regia si sofferma sul tempo scandito lentamente, risultano credibili, piacevoli, umani e molto equilibrati, proprio grazie a quel realismo che contraddistingue questa sceneggiatura. Psicologicamente infatti sono molto elaborati e si staccano dal clichè sia del poliziotto buono che del poliziotto duro: dubbiosi, frustrati, invidiosi, affranti, eppure responsabili e dediti al proprio operato. Un film che dà il via per una nuova reinterpretazione del poliziesco.

Edizione: doppio BD
Amaray semplice contenente però due dischi, entrambi bluray. Nel primo abbiamo il film, la cui qualità video non è esattamente a livelli altissimi (ma neanche accettabili), specie in alcune scene che tendono al buio in cui sgrana parecchio, ma l’età della pellicola lo giustifica fino ad un certo punto. Ritengo infatti che il lavoro di versamento su bluray sia stato davvero poco buono, anche per quanto riguarda i colori sebbene addirittura c'è un contenuto speciale in cui si vantano dei risultati ottenuti..  Tracce audio inglese, francese ed italiano in DTS 5.1 che invece si fanno apprezzare. Sottotitoli forzati quando i dialoghi sono in francese. Gli extra sono suddivisi in questo modo:
Disco 1:
  • Presentazione di William Friedkin (1 minuto)
  • Commento del regista (audio sull’intero film)
  • Commento degli attori Gene Hackman e Roy Scheider (audio sull’intero film)
  • Colonna dei brani musicali
  • Curiosità (audio sull’intero film)
Disco 2:
  • Scene tagliate (12 minuti)
  • Analisi di un inseguimento (20 minuti)
  • Hackman nel ruolo di Doyle (11 minuti)
  • Friedkin e Grosso ricordano la storia vera (19 minuti)
  • Scena del crimine (5 minuti)
  • Color Connection (13 minuti)
  • La musica di Don Ellis (10 minuti)
  • Il Braccio Violento Della Legge e il noir (14 minuti)
  • The Poughkeepsie Shuffle (54 minuti)
  • Making of (57 minuti)

giovedì 14 luglio 2016

Vivere E Morire A Los Angeles (1985)

Regia: William Friedkin
Anno: 1985
Titolo originale: To Live And Die In L.A.
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Ci sono alcuni prodotti che vengono definiti di nicchia proprio perchè non tutti sono in grado di apprezzarli: io sono tra i fortunati che provano piacere a guardarli. Il lavoro, puramente anni ottanta, di Friedkin, è un noir pulito, ruvido, in cui la storia è spigolosa come i personaggi. Non c’è spazio per arzigogoli strani o per tecnicismi fini a se stessi, tanto che sono numerose le inquadrature su azioni silenziose, decontaminate da qualsiasi dialogo, ma profondamente graffiate da suoni o musica di sottofondo. Un gioco di guardie e ladri, dove tutti puntano a raggiungere il risultato desiderato, in cui c’è la morale, in cui il realismo umano delle azioni cozza con la finzione trasposta sullo schermo che evidenzia lacune cinematografiche nelle scene di lotta o degli inseguimenti. Un film ambiguo come ambiguo è l’utilizzo della legge che vuole contrastare la criminalità: la bellezza del film è data dal fatto che non esistono eroi, così come non esistono criminali affascinanti (sebbene Dafoe sia un concentrato di carisma). Non c’è linearità se non negli atteggiamenti dei protagonisti che si muovono all’unisono all’interno del caos che la trama ci mostra. Una confusione che però non permette ai “gemelli” di perdersi, di alienarsi dalla missione prefissata: anzi, ognuno di loro, a livello intellettivo, prende il posto del predecessore ormai scomparso. Ne è la prova definitiva Yukovic: nelle scene finali ha completato la sua trasformazione in Chance, prendendone il posto, così come ha fatto Chance stesso nei confronti del compagno ucciso. Pare che introspettivamente i gemelli si tramandino il cinico modo di porsi nei confronti della legge e della vita. Altri elementi di interesse risiedono nella cornice losangelina degli anni ottanta: già mitica anche solo a sentirne parlare, la fotografia riesce a risaltarla ancora di più, con le immagini sporche dell’alba e del tramonto. Insomma, un film forse difficile, forse a tratti di una lentezza esasperante, forse oggi già visto nella forma, ma indubbiamente di valore elevato per la sua composizione cinica.


domenica 30 novembre 2014

L'Esorcista (1973)


Regia. William Friedkin
Anno: 1973
Titolo originale: The Exorcist
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Director's cut)

L'Esorcista è classe. Uno di quei film di cui tutti hanno da sempre sentito parlare e di cui tutti conoscono almeno mezza scena, anche chi il film poi non lo ha visto. Perchè alcuni possono non essere attratti dall'horror, altri dal paranormale, altri ancora semplicemente perchè non ne hanno mai avuto occasione e si sono concentrati su prodotti più nuovi. Questo però, ha fatto scuola, e quando un film raggiunge una notorietà tale da essere conosciuto anche senza essere visto, si merita senza dubbio degli elogi. Vuoi per i sequel, vuoi per le parodie, vuoi per il marketing che ciclicamente ha puntato su di esso. Non importa, però se arrivi due premi Oscar, quattro Golden Globe ed essere scelto per il National Film Registry della Biblioteca del Congresso sebbene (eh sì, sebbene) tu sia un film horror, hai davvero qualcosa da raccontare. Oggi siamo nel 2014 ed il senso di malessere non può essere certo il solito che si scatenò oltre quaranta anni fa quando uscì nelle sale cinematografiche, tra mille hype ed altrettante censure. Oggi è tutto cambiato, oggi il paranormale di tipo religioso e l'esorcismo sono ampiamente più conosciuti. Oggi le scene forti le vediamo durante la pubblicità a pranzo. Eppure L'Esorcista, anche se visto con occhi abituati alle peggiori brutture, almeno un minimo riesce a sconvolgerti. Non lo fa tanto nel trucco e negli effetti speciali, ma grazie a quel senso del terrore che mistificato riesce ad imporsi. Il demonio che prende il corpo di una ragazzina e lo stravolge, alienando ed allontanando ciò che di pure e dolce potrebbe esserci. Le atmosfere cupe e religiose, il simbolismo cristiano o esoterico sono di un impatto incredibile, forse maggiore oggi, rispetto alle scene più crude e stravolgenti della pellicola. Ci si rapporta al problema prima in maniera logica, scientifica e medica in modo da eliminare del tutto la razionalità in modo empirico e lasciare spazio solo e soltanto alla causa di tipo paranormale e religioso. E' così quindi che si arriva al punto di non ritorno, all'unica cura possibile: fosse stata una disfunzione mentale sarebbe altrettanto spaventoso, ma più accettabile e controllabile. Invece l'ignoto ed il perverso incombono prepotentemente senza lasciare alternative che non siano quelle di incorrere nell'esorcismo. Parola che di per sè fa già paura. Al di là di questo una colonna sonora percettibile solo in determinati momenti rilassati con il motivetto assolutamente profondo e geniale, dialoghi osceni e mostruosità aberranti che identificano la giovane Linda Blair in un abominio di ciò che poteva essere la purezza di un'adolescente. Film senza dubbio cult per un genere sempre amato dal pubblico. La versione bluray presenta due dischi. Nel primo abbiamo la extended version con undici minuti inediti (versione del 2000) che in tutta sincerità nulla aggiungono all'originale ed il finale voluto dal regista. Il secondo disco prevede invece la copia del 1973. Qualità video ridigitalizzata per il supporto bluray (perde un bel po' in determinate scene scure, ma va benissimo così) e l'audio italiano 5.1 in Dolby Digital è essenziale per assaporare i guaiti ed i grugniti della ragazzina. Un po' sporco ed inscatolato invece il centrale dedicato ai dialoghi, in alcune occasioni davvero bassi di volume. Gli extra:

Disco 1:
  • Commento del regista
  • Raising Hell (30 minuti)
  • The Exorcist location (8 minuti)
  • Faces of Evil (10 minuti)
  • 2 trailer
  • 3 spot tv
  • 2 spot radio
Disco 2:
  • Sketches and storyboard
  • Interviste (9 minuti)
  • Finale originale 
  • The fear of God (17 minuti)
  • 3 trailer
  • 4 spot tv