mercoledì 4 febbraio 2015

Stephen King - Desperation


Autore: Stephen King
Anno: 1996
Titolo originale: Desperation
Voto: 2/5
Pagine: 608
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Desperation è il nome appropriato per la tetra cittadina nel deserto del Nevada in cui approdano alcuni ignari viaggiatori. A vegliare sull'ordine pubblico c'è Collie Entragian, un poliziotto con un senso dell'ordine e della legge del tutto particolare. Ma l'uomo è solo la modesta propaggine della diabolica presenza che ha contagiato Desperation e ne ha invaso il sottosuolo: un'entità terrificante che scatenerà un apocalittico scontro fra bene e male, fra follia e rivelazione. 

Commento personale e recensione:

Quando lessi I Vendicatori non mi piacque molto pur apprezzandone alcuni parti. In questo libro gemello succede più o meno la solita cosa: una volta terminata la spinta iniziale, l’interesse sciama ed il libro inizia a divenire lento e per la maggior parte statico. Non brutto, no, neanche questo è brutto, ma non è sufficiente ritrovare la figura malvagia di Tak per potersi godere una storia dove il fantastico ha il sopravvento. Ed io non sono il tipo che ama questo genere di horror: preferisco qualcosa di più crudo ma realistico. Non metto in discussione invece il piacere nel leggere le ottime descrizioni (oggettive e personali) che King adora inserire nei suoi romanzi. E purtroppo è passato anche molto tempo dalla lettura de I Vendicatori (circa due anni) per poter anche assaporare i collegamenti e le vicissitudini comuni che legano i romanzi. Un’idea letteraria comunque interessante che riscrive il sistema di fare un sequel. Comunque orrore e cattiveria ok, ma se letto in troppe settimane passano (ed è giusto così) in secondo piano.

Fahrenheit 451 (1966)


Regia: Francois Truffaut
Anno: 1966
Titolo originale: Fahrenheit 451
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Che ha una marcia in più lo si intuisce fin dai primi istanti con l'assenza dei titoli di testa, sostituiti da una voce femminile. La parola scritta non è ammessa. Truffaut si ispira in maniera abbastanza fedele all'omonimo romanzo di fantascienza distopica scritto da Ray Bradbury. Il tema è ovviamente tra i miei preferiti e sebbene abbia letto il libro solo sette anni fa non ho buonissima memoria per poter fare un confronto sensato. Nel complesso mi pare decisamente somigliante e ricalca gli aspetti maggiori e più importanti della trama. La figura di Clarisse (la solita Julie Christie che interpreta anche Linda) ha maggiore spazio e vengono a mancare alcuni personaggi che interagiscono con Montag (Oskar Werner). Alche il finale, dal poco che ricordo risulta modificato essendo tolto ogni riferimento ad una guerra atomica, ma il senso positivista e di speranza resta. Al di là delle possibili differenze, che sono accettabili, che la trasposizione cinematografica presenta, è un ottimo lavoro di fantascienza, che ci mostra una fotografia ed una scenografia decisamente fedeli al succo del racconto. I personaggi, alienati e soggiogati trasmettono il giusto senso di angoscia. La dittatura che odia la carta stampata e tutte le emozioni che essa suscita nell'animo umano è crudele ed ambiziosa, sa di avere il potere e lo sfrutta calcando la mano in maniera spietata. Sono strazianti le immagini della pagine che bruciano, decine di titoli cari alla nostra cultura (anche Cahiers du cinema), alla signora che diventa martire o all'incontro clandestino nel bosco con gli uomini lbro. Emozioni forti che possono essere descritti solo attraverso la lettura del romanzo o la visione del film. Il soggetto è talmente emozionante che soltanto un grande regista ed un grande cast avrebbero potuto rendergli giustizia.

martedì 3 febbraio 2015

Susanna! (1938)


Regia: Howard Hawks
Anno: 1938
Titolo originale: Bringing Up Baby
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Brillante commedia classica del cinema diretta da Howard Hawks che ha come protagonisti Cary Grant e Katharine Hepburn. Siamo nel 1938, agli albori quindi per quasi ogni tipo di genere cinematografico e si presenta in maniera leggera, ma audace ed al passo con i tempi. Un crescendo forsennato di dialoghi e gag che arrivano nella parte finale senza concederci una sosta. E' la sagra della situazione imbarazzante, del disguido e dell'incomprensione. Una dietro l'altra le situazioni al limite del comico si susseguono e ci divertono. Lo sviluppo dei personaggi, con l'impacciato David e la emancipata Susan parte già dalle battute iniziali. Clamorosa la scena al ristorante con lo strappo dei vestiti, l'incontro con la zia (May Robosn) che vede Grant con la vestaglia ed il culmine all'interno della prigione in cui coralmente tutti i personaggi fanno letteralmente impazzire il povero sceriffo. Un connubio tra la commedia divertente e quella romantica in cui i due si inseguono per tutta la storia, per poi ritrovarsi innamorati ed altrettanto maldestri nel finale. Personaggi che paiono caricature di un modo di essere e di affrontare le vicende della vita in maniera illogica da una parte, ma sempre trainati da fattori esterni che quasi mai riescono a controllare. Per niente superficiale non può essere bollato come semplicemente "divertente", ma va visto con attenzione ed ascoltato con gioia grazie ai prepotente e sempre presenti dialoghi.

lunedì 2 febbraio 2015

Io E Annie (1977)


Regia: Woody Allen
Anno: 1977
Titolo originale: Annie Hall
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Questo sì che mi è piaciuto, e tanto. Sarebbe stato sconcertante il contrario. Una delle migliori commedie romantiche che abbia mai visto, peccato averlo fatto così tardi. Anzi, meglio, così posso parlarne adesso. Dall'inizio alla fine è indubbiamente una pietra miliare che segna il cinema di un certo livello. L'apertura con il monologo rivolto alla telecamera ed agli spettatori ci fa capire subito di che pasta è fatta la pellicola. Citazioni di Groucho Marx, battute sottili per un'introduzione ad un genere drammatico e romantico che porta solo la maschera della commedia comica. Non conosco Woody Allen per come dovrei, ma l'amore per la risata intelligente fa parte del suo essere colto ed interessante: omaggi a Bergman e Fellini, alla psicanalisi di Freud ed i problemi nati dall'infanzia, la cospirazione per la morte di Kennedy... L'ironia di puro stampo ebraico, irriverente e pur sottile con lunghissimi dialoghi che vengono estrapolati dal contesto e proiettati per rendere partecipe lo spettatore. Molte tecniche come la voce fuori campo, l'interazione con passanti e comparse, un'alienazione dalla vita reale spiegata ad alta voce e pensieri espressi dalla mente umana, Allen riesce in modo superbo a raccontare i risvolti di questa storia sentimentale tra il comico Alvy Singer e la sua amata Annie Hall (Diane Keaton). Spettacolare anche lei nel suo essere donna degna di attenzioni, spiritosa, malinconica e dinamica. Personaggio principale lei, ma non tanto quanto Alvy che ci porta dentro alla storia nella doppia veste di narratore e protagonista. E' lui la stella, con le sue manie, il suo essere nevrotico, le paure ed i problemi derivanti dall'infanzia. L'incontro con Annie sembra perfetto per quanto possano assomigliarsi ed essere simili l'uno all'altra, ma ogni storia d'amore presenta difficoltà psicologiche che vengono alimentate da una serie incessante di battute e situazioni strambe. Non esilaranti, perchè l'intelligenza del regista non è sguaiata, ma matura. Così si apprezzano i dialoghi senza che scadano nell'ovvio e nel comico fine a se stesso. Struttura e scenografia con cambio di stile ogni tre per due, citazioni, amore per New York, le fobie... Una lista dei punti vincenti sarebbe assurda perchè scritto uno ne viene a mente un altro. Grazie a lui ho capito che la maggior parte di noi ha bisogno di uova.

domenica 1 febbraio 2015

X-Men - Giorni Di Un Futuro Passato (2014)


Regia: Bryan Singer
Anno: 2014
Titolo originale: X-Men: Days Of Future Past
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Pollice alzato, sicuramente. Ed aggiungo che è il mio preferito di tutta la saga degli X-Men spin-off di Wolverine compresi. Non che gli altri mi avessero mai entusiasmato troppo, ma qui possiamo avere un'opera matura che mischia fantascienza ed azione con una delle trame più brillanti ed acute di sempre. Inserire il viaggio nel tempo (che poi proprio non lo è se vogliamo fare i pignoli) con la coppia Xavier (Patrick Stewart) e Magneto (Ian McKellen) da giovani (rispettivamente James McAvoy e Michael Fassbender) lasciando comunque spazio al più apprezzato e famoso Hugh Jackman non è cosa da poco. Non sto a fare la lista di tutti gli altri personaggi che si vedono, anche con piccole e nostalgiche parti, solo una nota per la mia adorata Ellen Page. Torniamo però alla trama: siamo su livelli abbastanza alti, perchè dopo i quasi passi falsi dei film precedenti, si nota la volontà di strizzare l'occhio a quella parte di pubblico più esigente, che non si limita ad apprezzare mutanti ed effetti speciali. Il lavoro grosso è dato alla sceneggiatura che deve fare i conti con tutte le pellicole precedenti che cronologicamente subiscono qualche salto, e far tornare tutto non è poi così semplice. Dare un senso alla storia ed a quella dei vari personaggi riesce ad impreziosire la visione ed i fan possono godersi le avventure passate, presenti e future degli eroi con i super poteri. Certo, ci sono state alcune intelligenti forzature, proiettandoci in un futuro post apocalittico, in cui tutto può essere successo, e non ci vengono fornite troppe informazione, ma neanche vogliamo un trattato universitario: ci basta ciò che ci viene mostrato. Rivivere Xavier, Magneto e Mystica (ormai Jennifer Lawerence la infilano dappertutto) negli anni settanta, con la fine del Vietnam e le loro diatribe filosofiche non ha comunque pari. Scelta più che azzeccata, sebbene poi di carne a fuoco ce ne sia davvero tanta. Forse troppa nonostante la lunghezza del film, con temi introdotti anche in maniera pompata (la morte di Kennedy o il futuro alla Terminator) ed esaltante, ma si capisce che gli intenti ci sono e non ci si stanca mai di andare avanti. In conclusione, da vedere e da ricredersi se gli altri lavori non erano piaciuti troppo. Il bluray ha i seguenti extra:
  • Scene eliminate con commento (6 minuti)
  • Kitchen sequence (6 minuti)
  • Gag reel (6 minuti)
  • Double take: Xavier & Magneto (12 minuti)
  • X-Men: reunited (10 minuti)
  • Classification: M (12 minuti)
  • Sentinels: for a secure future (9 minuti)
  • Gallerie fotografiche
  • 3 trailer
  • Applicazione (smartphone e lettore devono essere nella solita rete) per vedere informazioni aggiuntive sul secondo schermo
  • Speciale sul film Exodus di Ridley Scott

Udinese 0 - Juventus 0

Il risultato finale dice zero a zero, ma la partita è stata molto bella. Buonissima prova dell'Udinese che è messa bene in campo soprattutto grazie all'idea di mettere due uomini fissi su Tevez e Pogba. Non ci sono neanche stati troppi tiri nello specchio, i due portieri non sono mai stati fortemente impegnati, ma giocate e ripartenze hanno impreziosito la gara. La Juventus ha avuto tre grandi occasioni per passare in vantaggio: colpo di testa di Llorente in mezzo all'area che finisce alto, incrocio dei pali di Pereyra ed errore di Tevez dopo una bella azione con Morata e Pogba. Peccato perchè spesso sono le occasioni che determinano in risultato finale. Un pareggio fuori casa che tutto somatto può anche starci per merito soprattutto dell'Udinese. Ringraziamo la Roma che nonostante il ladrocinio nei confronti dell'Empoli resta a debita distanza. . + 7 sui secondi, + 11 sul Napoli, +16 sulla Lazio e la Sampdoria .Salutate la capolista