sabato 1 settembre 2018

Hell Or High Water (2016)

Regia: David Mackenzie
Anno: 2016
Titolo originale: Hell Or High Water
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
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E' il secondo capitolo della trilogia informale sulla moderna frontiera americana, la cui prima parte possiamo vederla in Sicario. E' un film drammatico, un classico di altri tempi trasposto nell'attualità dei paesi di confine. Quelli in cui la gente è semplice, schiacciata dai debiti delle banche e conquistata da queste esattamente come duecento anni prima i bianchi hanno schiacciato i nativi di quelle terre. Quelli in cui può essere ancora vivo il sogno americano, quello inteso nel far soldi. Che avvenga avendo un gruzzolo facile rapinando una banca esattamente come ai vecchi tempi, o quello di avere la fortuna di trovare del petrolio sotto la terra del proprio ranch. Hell Or High Water è un film crudo, reale, che evidenzia un certo tipo di esasperazione che colpisce i vinti. Persone che però non si arrendono e continuano a sognare. Ed in alcuni casi, anche con la violenza, riescono ad abbattere un sistema ed a farcela. Lo spettatore segue le vicende dei due fratelli cowboy (Jeff Bridges e Chris Pine) con una certa empatia. Sono i banditi moderni, rapinano ed uccidono, ma sembra quasi che il fine possa essere giustificato. Fino ad un certo punto certo, ma sono un po' anche gli anti eroi che molti ammirano. E quella scenografia texana è davvero fantastica, quei pickup che alzano la polvere, quei casinò infimi in cui si prova la sorte, quelle pistole sempre infilate nei pantaloni. Esaltante nella forma e nella trama. Vincente.

venerdì 31 agosto 2018

Disincanto [Stagione 1]




Anno: 2018
Titolo originale: Disenchantment
Stagione: 1
Numero episodi: 10
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La nuova serie di Matt Groening, l'ideatore de I Simpson e Futurama è tra i prodotti più chiacchierati del momento. Visibile su Netflix, la prima stagione è composta da dieci dei venti episodi totali che dovrebbero comporla nella sua totalità. Diversamente da quanto avvenuto con le precedenti serie questa ha una struttura verticale, con una trama che si sviluppa puntata dopo puntata senza che ogni capitolo sia autoconclusivo.Groening ha iniziato con la parodia di una moderna famiglia americana, per poi concentrarsi sulla fantascienza ed infine ha deciso di utilizzare il fantasy per ambientare questa sua nuova serie animata. Al di là della corsa a scovare gli easter egg presente, che per me non sono altro che semplici citazioni od omaggi, e tralasciando che il genere non mi fa fare i salti di gioia, nel complesso è piacevole. Non eccezionale, ma si fa ben guardare. I disegni seguono il solito schema a cui siamo abituati da decenni e così anche i dialoghi, i clichè e le gag che ci vengono mostrate: un punto di forza che riesce ad ancorare gli spettatori su tutto ciò che di buono è stato utilizzato in passato e che continua a non stancare. Il mondo fantasy inoltre si presta forse anche meglio a determinate scelte che possono spaziare in lungo e largo nell'uso della fantasia da parte degli autori. C'è da dire che non mi viene da gridare al miracolo e che neanche l'ho trovata poi chissà quanto divertente. E' carina sì, ma non fenomenale. E di contro neanche è un cesso di serie animata: soprattutto nella sua seconda parte, la trama relativamente breve, inizia ad ingranare nel verso giusto. Adesso c'è da attendere gli ultimi dieci episodi, anche perchè la storia viene proprio troncata nel mezzo e non si sa cosa può succedere.

Sicario (2015)




Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2015
Titolo originale: Sicario
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
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La frontiera americana, ma non quella dei western, quella moderna, di confine tra USA e Messico, di confine tra narcotrafficanti spietati e soldati governativi che lo sono altrettanto, di confine tra bene e male, giusto e sbagliato. Un confine che salta spesso e difficilmente ha una struttura solida ed invalicabile. Che si passi attraverso un tunnel o attraverso l'uso di una pistola ha poco conto. Sicario, il film, non è un film ragionato: si raggiungono compromessi nella sua trama che sono già stati sviscerati in ogni epoca del cinema di azione, thriller e spionaggio. Il cattivo va combattuto, con ogni mezzo, non necessariamente diplomatico o legale. E se si scavalca quel muro poco importa, va comunque bene. Almeno in termini di riuscita della pellicola, molta ben fatta a livello di fotografia e montaggio, con interessanti scene (realistiche peraltro) di scontri a fuoco e fughe. Mettendo da parte, volutamente in quanto mostrata in più occasioni, pietà o correttezza. Se un boss cena con la famiglia, questa è solo una cornice per i protagonisti, ma non lo è per lo spettatore. E lo spettatore si muove all'interno del film attraverso la figura di Emily Blunt che deve fare i conti con il machiavellico cinismo e la spietata azione di Josh Brolin e Benicio Del Toro. Non tutta la narrazione fila liscia come l'olio, ma resta una prova complessiva molto buona, per un genere di intrattenimento che ultimamente sta un po' perdendo colpi.

martedì 28 agosto 2018

Anon (2018)




Regia: Andrew Niccol
Anno: 2018
Titolo originale: Anon
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.0)
Pagina di I Check Movies

Andrew Niccol e distopia uguale Gattaca. Ma anche Anon. Ovvero anonimato, lotta per la privacy, in un futuro non tanto lontano in cui questa sembra non esistere più in cui ogni ricordo viene registrato. Il film mi è piaciuto, non tanto per la trama, forse debole con un colpo di scena ai limiti dell'inutile e forzato. No, il fatto è che questa pellicola stilisticamente e concettualmente funziona in quasi ogni sua parte. E' un noir atipico, che sfrutta una grandiosa ambientazione futuristica: spoglia, dalle tinte grezze, con un feticismo geometrico  impressionante e quel "modernariato anni cinquanta" che costituisce alcuni arredi. Un mondo dominato dal digitale, ma che la scenografia riesce a mostrarci solo con l'ausilio (ci si deve fare l'abitudine perchè inizialmente è pure fastidioso) di miriadi di scritte in sovrimpressione stando ad indicare una sorta di realtà aumentata invasiva. Il resto è roba di altri tempi, pulita, scarna che mixa il noir, solo in relazione ad un richiamo all'antico, ed il futurismo asettico che già in Gattaca mi faceva venire la pelle d'oca per cotanta bellezza. Un po' lentuccio nella parte iniziale troppo lunga rispetto ai neanche cento minuti di girato, il film cresce repentinamente ed invoglia a guardarlo senza mai stancare. "Il punto non è che ho qualcosa da nascondere. Il punto è che tu non veda niente".

lunedì 27 agosto 2018

Come E' Difficile Farsi Ammazzare (1990)




Regia: Gregg Champion
Anno: 1990
Titolo originale: Short Time
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Commedia semplicissima, di inizio anni novanta con una trama scontata che fa leva su quanto possa essere breve la vita e che bisogna vivere ogni giorno come fosse l'ultimo, senza avere rimpianti. Carina l'idea, un po' troppo piatto lo svolgimento. La morale di fondo non risulta stucchevole, sebbene poco credibile. Resta leggero, un film forse non adatto al 2018, ma più a qualche decina di anni fa. Dal punto di vista tecnico non è esaltante, ma si può guardare con un po', non molta, nostalgia.

Edizione: DVD
Anche l'edizione DVD è un po' scarna, con video accettabile, audio italiano in multicanale, ma con volume dei dialoghi decisamente basso. Non ci sono extra.

domenica 26 agosto 2018

Appunti di viaggio: Sofia e dintorni

Sofia non è certo tra le prime capitali che vengono in mente quando si pensa ad una vacanza. C'è da dire però che visti i voli low cost e soprattutto il basso costo della vita in Bulgaria, può essere presa in considerazione per una visita a basso budget che può riservare interessanti sorprese. Turisticamente è una città che potrebbe avere molto da offrire, ma dal mio punto di vista non ha ancora ben sfruttato le potenzialità. Da una parte questo è bene perchè conserva diverse caratteristiche genuine tipiche dei Paesi dell'est, ex repubbliche socialiste. Dall'altra, inevitabilmente, non si ha fin da subito un buon colpo d'occhio in quanto se ci si sposta dalle zone più battute, sia ha come la sensazione di perenne degrado. Soprattutto la notte, molte strade sono buie, le abitazioni fatiscenti che sembrano abbandonate, numerosi graffiti e scritte su muti e portoni, alberi o cabine telefoniche. Non è una città sporca, è soltanto una città differente. I siti di maggiore interesse sono facilmente raggiungibili a piedi, ma Sofia è anche dotata di una metropolitana abbastanza moderna in alcune linee ed anche il taxi, può essere preso in considerazione per determinati spostamenti. La moneta è il "lev" che attualmente vale circa 0,5 euro ed i pagamenti in contati vanno per la maggiore. Il sistema più economico per scambiarli è quello di ritirarli ad uno dei tanti ATM delle banche.

Cosa vedere a Sofia?
Il tempo da dedicare interamente alla città non è molto, in un giornata piena, forse due in base alle vostre necessità ed a dove deciderete di alloggiare. La mia base era all'Hotel Light posto leggermente fuori centro, ma abbastanza vicino al Ponte dei Leoni, nella parte nord della città e vicino alla stazione dei treni e dei bus (circa 15 minuti a piedi). Sempre nei dintorni si trovano le Terme Municipali e poco dietro la Moschea Banya Bashi in cui è possibile entrare (senza scarpe e con indumenti adeguati) e fotografare l'interno. Non in tutti i luoghi di culto, e Sofia ne ha davvero tanti e differenti, è infatti possibile fare fotografie, come nella Sinagoga sefardita di Sofia è la più grande d'Europa e l'ingresso costa 4 lev. Nei pressi della moschea, proprio all'interno dei resti archeologici dell'antica Serdica abbiamo la chiesa Sveta Petka Samardjiyskache però non è accessibile sebbene passeggiando per le rovine o ammirandole dall'altro risulta ben visibile esternamente. Tornando verso nord una tappa la meritano anche due mercati molto importanti della città, il mercato delle donne, essenzialmente di prodotti quali frutta e verdura ed l'Hali Shopping Center, il mercato coperto. Continuano però i siti di interesse religioso come la Cattedrale di Sveta Nedelya, il cui ingresso è gratuito così come quello della chiesa russa di Sveti Nikolai e la Chiesa di Sveta Sofia da cui possiamo anche accedere ai sotterranei (6 lev) in cui è possibile vedere le rovine romane.  Impossibile poi non riuscire a vedere l'imponente Cattedrale di Aleksander Nevski, gratuita, ma per effettuare l fotografie si devono pagare 5 lev. Oltre ai luoghi di culto Sofia offre diversi monumenti, antichi e nuovi così come gli stabili ed alcuni musei. Ci sono ad esempio la Biblioteca Nazionale, la Galleria d'Arte Nazionale (mi pare 12 lev l'entrata, ma non ricordo) che vanta artisti anche stranieri e le cui stanze del nuovo allestimento non sono per niente male, il Teatro Nazionale Ivan Vazov. Una visita la meriterebbe pure (non mi hanno fatto pagare il biglietto non so per quale motivo) il Museo dell'Arte Socialista, sebbene sia un po' scarno, ma soprattutto fuori mano. Tra le cose più belle comunque consiglio il Free Sofia Tour (ad offerta) fattibile ogni giorno dell'anno e nello specifico il Communist Tour della durata di oltre tre ore (20 lev) che ci fa attraversare la città tra racconti storici e di vita vissuta durante gli anni dei regimi.

Cosa vedere oltre a Sofia?
Se avete qualche giorno a disposizione in più per la vacanza, avrete visto che la città di Sofia può esaurirsi abbastanza velocemente. Però sia in treno che con il bus (circa ogni ora al costo di 14 lev) è possibile raggiungere un'altra meta bulgara molto importante: Plovdiv. Quando si fa il biglietto bisogna scegliere forzatamente l'orario (è possibile fare anche solo andata) e non è possibile utilizzare un ticket indicante un orario per quello successivo o che parte prima. Il tempo di percorrenza è di circa 2 ore e mezzo, poco meno, anche in base al traffico che si trova lungo la strada, in special modo all'entrata ed all'uscita delle due città. A Plovdiv ho usufruito del Free Walking Tour della durata di circa due ore (a offerta) in cui vengono toccati i punti più importante e suggestivi della città. Personalmente l'ho trovata, anche con meno tempo a disposizione, meno "povera" e degradata rispetto alla capitale e con molte attrazioni, soprattutto storiche, da offrire. Il teatro antico, lo stadio romano, le rovine, la vista dalle colline, chiese e così via. Altre mete raggiungibili sempre in pulman con circa due ore di viaggio totali che le accoppia, sono due siti UNESCO: la chiesa di Bojana, visitabile anche all'interno così come il Monastero di Rila, immerso tra montagne e boschi, dove chi vuole può pure fare attività di trekking immerso nella natura.

Alcuni consigli:
Per quanto riguarda la mia vacanza è stata fatta in questi gironi di agosto, da martedì al sabato compresi. Le temperature sono calde, non ci sono state precipitazioni, se non l'ultimo giorno, per una mezzora. Gli spostamenti possono essere fatti tranquillamente a piedi o con i mezzi pubblici. Esiste un'applicazione (TaxiMe) per prenotare e muoversi con i taxi, ma non l'ho sfruttata sia perchè non ne avevo bisogno, mi piace camminare, sia perchè l'sms di attivazione (pur provando con due SIM differenti) non mi è mai arrivato (ho provato dall'Italia prima di partite, selezionando correttamente il prefisso). Se intendete visitare i luoghi di culto all'interno, prevedete un abbigliamento consono, non necessariamente pantaloni lunghi, ma almeno fino alle ginocchia. Per quanto riguarda la connettività, in Bulgaria potrete utilizzare il vostro piano tariffario sia per le telefonate che per il traffico dati. La rete è abbastanza diffusa, almeno in città e si viaggia a velocità più che discrete. Il servizio wifi offerto dall'albergo era molto buono, cosa che invece non posso dire per quello che ho trovato in altri locali quali bar o ristoranti. La vita costa davvero molto poco così non avrete difficoltà per scegliere posti in cui pranzare, anche al volo, fare aperitivi o cenare. La varietà è molta, anche con catene, sebbene quando sono all'estero prediliga la cucina locale. In mio aiuto, non tutti i menù sono tradotti in inglese,  per la scelta c'è stata l'applicazione DineOut, una sorta di The Fork bulgaro (senza sconti, ma in cui è possibile prenotare un tavolo e farsi un'idea delle pietanze e dei costi). Una volta ho comunque prenotato, ricevuto notifica, ma il personale non sapeva dell'esistenza di tale servizio: mi hanno comunque accontentato in ogni richiesta.

Album fotografico Bulgaria #1: arrivo a Sofia
Album fotografico Bulgaria #2: soprattutto Plovdiv
Album fotografico Bulgaria #3: soprattutto fuori Sofia
Album fotografico Bulgaria #4: solo Sofia
Album fotografico Bulgaria #5: ultimo giorno a Sofia

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