domenica 30 giugno 2019

Torrente Pavone - Risalita in acqua

Non sembra, ma è stancante. Sto scrivendo in una sorta di collasso da sonnambulo per quella che doveva essere la mia escursione di chiusura prima della stagione estiva. Poi ho cambiato idea, e sono vittima degli eventi messi su Facebook, non posso farci nulla. Questa, ancora con Maremma Trek, comunque l'avevo già adocchiata, bloccata, e marcata già all'Isola del Giglio. Comunque deciso che il mare lo faccio durante la settimana, l'escursione al Torrente Pavone, nella Val di Cecina, può essere considerato come una valida alternativa alla spiaggia. L'escursione è stata un mix su strada ed alcuni chilometri proprio all'interno del torrente, per risalirlo ed approfittare di tanto in tanto per un tuffo refrigerante. Contrariamente a quanto credevo (esperienza Orrido di Botri) la temperatura dell'acqua era piacevole, non gelida e più volte abbiamo provate anche i classici tuffi a bomba. Il mio fondamentale abbigliamento tecnico era composto da una sacca impermeabile (Cressi Dry Bag) ed una busta per lo smartphone (Yosh Custodia), che consiglio a chiunque voglia adoperarsi in questa pratica, non dotato di gambe lunghe, e voglia fare foto.

Album fotografico  Torrente Pavone - Risalita in acqua


sabato 29 giugno 2019

Shaft (2019)

Regia: Tim Story
Anno: 2019
Titolo originale: Shaft
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies

Durante la non breve introduzione del film, con i vari titoli di testa, cerco qualche informazione in più sul film, e scopro che si tratta del quinto film, tra sequel, remake o reboot della serie Shaft, che non conosco, o non mi viene in mente. Ma più probabile la prima. Quindi si inizia maluccio, per i miei standard: come se iniziassi con Creed senza aver mai visto Rocky. La sensazione è più o meno quella, e non voglio dare la colpa a tale regista Tim Story, a Netflix o agli sceneggiatori: la mancanza è soltanto mai, ma influisce sulla visione. C’è da dire che preso singolarmente non noti poi troppe mancanze a livello di trama, anche se senti che alcune situazioni o magari frasi sono legate ad un passato che non fa parte del mio repertorio. Shaft infatti va avanti dai primi anni settanta. Questo del 2019 non so quanto ne ricalchi le impronte, ma ha il sapore di thriller leggero misto a commedia, con effetti speciali e fotografia semi ganzi, ma davvero per niente originali. Lo si guarda certo, non ci si diverte questo è chiaro, però si sente che manca qualcosa. Qualcosa di troppo per poterlo apprezzare fino in fondo.

mercoledì 26 giugno 2019

Allucinazione Perversa (1990)


Regia: Adrian Lyne
Anno: 1990
Titolo originale: Jacob’s Ladder
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Il titolo italiano dice già tante cose, anche se quello originale Jacob’s Ladder ne spiega molte di più pur essendo maggiormente criptico. Se foste soliti leggervi qualche passo della Bibbia, prima della vostra sessione serale di addominali, sapreste che ce ne è uno in particolare (Genesi 28, 12) che recita: [Giacobbe] fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, una vera e propria metafora sul tema ricorrente del film, che resta comunque un'allucinazione perversa in quasi ogni scena. La bellezza del lavoro di Adrian Lyne sta nel riuscire ad immergere lo spettatore, quanto il protagonista (Tim Robbins) in un turbinio di sogni, flashback, incubi, situazioni al confine tra la realtà ed il fantastico. Un'insieme proprio di allucinazioni che si snodano tra uno scontro in Vietnam, la vita di un reduce con le sue paure ed i suoi dubbi, i momenti sempre più complicati nel gestire la vita ed i rapporti di coppia. La fotografia che ci racconta la maggior parte delle scene, è cupa, sporca, surreale, ma adotta anche effetti speciali (per la prima volta) decisamente efficaci come le teste che si muovono velocizzate, poi riutilizzate successivamente anche in altri film. Allucinazione Perversa è un grandioso sali e scendi tra la vita e la morte, tra emozioni reali e sentimenti artificiali.

Edizione: bluray
Ancora una volta grazie a CGE ed alla linea StartUp! che ha portato in alta definizione questo film per la prima volta in Italia. La slipcover orizzontale questa volta è una lenticolare con effetto 3D dell'immagine. Cosa gradita, nonostante qualche ragazzino abbia creduto di aver inventato le lenticolari (così come le card da collezione, la numerazione e magari proprio il disco stesso). Tornando a cose ben più serie, sul retro abbiamo la numerazione (253/600 per questa copia) ed all'interno della custodia (con i nomi dei partecipanti al crowdfunding) un disco BD 50. Nonostante il master di partenza non sia eccezionale, un po' di grana qua e là, i risultati paiono molto confortanti dal punto di vista video, per l'audio abbiamo una traccia italiana in DTS HD MA 5.1. Gli extra sono i seguenti:
  •  Trailer
  • Making of (26 minuti)
  • Scene tagliate (14 minuti)
  • A vision (24 minuti)

martedì 25 giugno 2019

Happy! [Stagione 2]



Anno: 2019
Titolo originale: Happy!
Stagione: 2
Numero episodi: 10
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 La prima stagione era stata davvero una gradita sorpresa, di quelle insperate e parecchio casuali. Così appena ho visto la disponibilità per il seguito mi ci sono catapultato, sperando che mantenesse lo stesso livello. Non tutte le ciambelle escono con il buco però, e la trama di questi dieci episodi di Happy! pur cercando di ricalcare i primi, risulta un po’ acerba e troppo sconclusionata. Prima di ingranare ci mette un po’, per poi affievolire e contorcersi su se stessa nuovamente ed arrivare ad un finale che non ha rispettato le mie aspettative. I personaggi principali, escluso il buon Nick, cambiano un po’ repentinamente faccia, come se avessero da dire qualcosa in più e che il resto fosse già esaurito. Ma nella totalità non si tratta di una serie non riuscita o negativa: solo che i livelli visti in precedenza vengono solo sfiorati in alcune sporadiche occasioni. Tanto splatter, molto distante dal politically correct, divertente in molti dialoghi o situazioni, questo sì, va detto. Però anche un ben cesto di carne al fuoco che cuoce ora lentamente, ora si carbonizza. A questo punto sembra inevitabile una terza stagione con il “nuovo” Nick che resuscitato in stile Misery Non Deve Morire: forzatamente per un continuum. C’era bisogno? Sì. C’era bisogno di farlo morire? No

lunedì 24 giugno 2019

Pratomagnissima! , con AltreVie

Ne faccio tante di escursioni ultimamente, e spesso funziona così: ne scelgo una "importante" e poi mi organizzo di conseguenza. In base al posto, al gruppo, alla distanza, a l'interesse personale per ciò che non ho ancora visto. Purtroppo il sabato, caldo, afoso e soleggiato, ho dovuto lavorare, quindi i piani sono saltati, ma l'escursione "importante", prenotata ormai da tempo andava fatta ugualmente nonostante le due ore e mezzo che mi separavano dal punto di ritrovo. E' che il Pratomagno non lo avevo mai fatto, pur vedendo che in molti gruppi organizzavano trekking in quella zona. E prima o poi volevo metterci i piedi sopra ed arrivare alla croce. Ho scelto la proposta di AltreVie perchè gasava già nel nome (Pratomagnissima!) e veniva descritta come la più "tosta" organizzata dal gruppo. In cima fino ai 1592 metri, con un'ascesa totale di circa 1250 metri, e circa 23 Km di lunghezza. E' stata davvero una bella prova, e anche faticosa a tratti, pur accessibile con un buon allenamento. La cosa straordinaria però, oltre al manipolo di partecipanti, è stata la varietà di punti d'interesse trovati sul percorso. Abbiamo toccato i quattro borghi di San Clemente, Poggio di Loro, Rocca Ricciarda e Trappola, passando per boschi, torrenti e cascate, trovando ciliege e consumando le ottime frittelle di farina di castagne ripiene di ricotta. Ci siamo rilassati sui prati in erba del massiccio, abbiamo salutato le mucche e trovato il grande Franco Chioccioli, campione del Giro d'Italia del 1991. Insomma di cose in queste quasi dieci ore di cammino ne abbiamo fatte: stanchi sì, ma anche pieni di soddisfazioni.

Album fotografico Pratomagnissima!

venerdì 21 giugno 2019

Bright (2017)




Regia: David Ayer
Anno: 2017
Titolo originale: Bright
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
Magari la letteratura a riguardo, così come e forse soprattutto i fumetti, hanno una vasta gamma di storie fantasy, ambientate nel presente con orchi, elfi e qualcosina del genere. A me di esempi cinematografici su questo verso invece non vengono in mente, almeno dal punto di vista ucronico in cui le specie convivono, bene o male appunto e sono l’una a conoscenza dell’altra. Insomma non un qualcosa in stile vampiri, licantropi, maghetti con le bacchette e streghe con le valige: parlo proprio di un sistema propriamente fanasy inserito in un contesto moderno. E’ il caso di Bright, che magari per ignoranza mia, lo considero più unico che raro, e questa cosa mi è piaciuta molto. Anche se i lettori più attenti sapranno che questo genere non è che mi faccia poi chissà quale bella impressione. Ho trovato intrigante comunque il plot da thriller con gang nelle strade malfamate di Los Angeles che si danno guerra, assieme ai poliziotti, quelli buoni e quelli cattivi, agli elfi ed agli orchi per conquistare l’anello, la spada, la bacchetta magica. Un po’ scontato invece il fatto di etichettare le creature dandogli una sorta di “ghettizzazione” moderna: gli orchi che sono un po’ gli afroamericani, gli elfi l’elite (ebraica? Massonica? Boh metteteci cosa vi pare) e gli uomini che fanno gli umani, corruttibili, eroici, e così via. Non è District 9 purtroppo, ma si lascia guardare davvero bene.