martedì 30 novembre 2021

Outrage Coda (2017)

 
Regia: Takeshi Kitano:
Anno: 2017
Titolo originale: Autoreiji Saishusho (アウトレイジ 最終章)
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Moveis
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Film:
Pur non essendo un fan o un amante del cinema giapponese di Takeshi Kitano è chiaro anche a me che questa trilogia è decisamente uno dei punti bassi, o comunque di non ripresa del regista che culmina con questo ultimo film che ne chiude il cerchio. Se per altri lavori che ho visto si poteva parlare sia di poetica che del fatto che potesse osare inserendo personaggi per niente stereotipati, qui abbiamo una resa sulla tragedia e sugli improvvisi scatti di violenza, non solo visiva, che lo hanno caratterizzato. Il suo personaggio prova a districarsi tra i vari yakuza senza seguire una logica se non quella degli scontri orchestrati attraverso una serie di sotterfugi ed inganni, sempre più contorti. Il montaggio fa sì che vediamo protagonisti essere presentati, sparire e poi riapparire a distanza solo per dare un senso a colpi di scena laboriosamente costruiti con una serie quasi infinita di doppi giochi. A causa di tutto questo ne risente la trama, che passa troppo spesso in secondo piano, mentre la psicologia del soggetto principale vuol sembrare più complessa di quanto non lo sia in realtà. 

Edizione: Box DVD
Il box contiene tutti e tre i film della trilogia in DVD alloggiati all'interno di un cartoncino rigido Gli artwork sono differenti per ogni custodia e se uniti, formano la faccia di Kitano sulla costina. La qualità video è molto buona per essere un DVD e ci si accontenta anche delle scene scure ed al buio. La traccia audio italiana è in stereo e non sono presenti extra.

lunedì 29 novembre 2021

The Shield [Stagione 1]

 

Anno: 2002
Titolo originale: The Shield
Numero episodi: 13
Stagione: 1
 
Dopo anni e anni e ancora anni ho ricominciato questa serie da principio. Ho un bellissimo ricordo in quanto, insieme ad altre serie come Oz era più cruda, con violenza e volgarità, per niente perbenista ed aveva una trama orizzontale. Insomma una di quelle serie che ti fanno proseguire stagione dopo stagione per restare attaccato alle vicende dei tuoi protagonisti che non sono affatto dei buoni a tutto tondo così come non sono dei cattivi a 360 gradi. Tra l'altro erano i tempi (se non è caduto in prescrizione dico subito che sto scherzando) del mio primo XBMC e degli episodi presi tramite i client di p2p, alcuni da guardare rigorosamente con i sottotitoli. Ricordo che mi piacque molto e mi entusiasmavo a vedere ogni episodio, uno dietro l'altro, senza dover attendere che venissero pubblicati in TV. Adesso che ho terminato la prima stagione, noto che ovviamente è sparito quel senso di novità che anche The Shield ha contribuito ad alimentare è la serie soffre un po', sembra datata nonostante la sua modernità. I quasi venti anni si fanno sentire, eppure risulta ancora oggi un ottimo prodotto che si fa seguire alla perfezione. Più interessante per la trama globale, piuttosto che per il singolo episodio che vede ogni caso di semplice e veloce risoluzione, senza troppe parti investigative.

domenica 28 novembre 2021

Jeff Koons: Shine - Pallazo Strozzi, Firenze

 
Con un a visita a Firenze, in un giorno di pioggia e con la città invasa dai maratoneti (grandissimi loro) andare ala Palazzo Strozzi per un'altra sensazionale mostra è stata un'idea vincente. Il numero di opere di Jeff Koons non è molto elevato e non c'è un ordine cronologico o temporale, ma il tema della lucentezza segue il percorso espositivo in maniera ordinata e gradevole. 
Sviluppata in stretto dialogo con l’artista, la mostra Jeff Koons. Shine ospita prestiti provenienti dalle più importanti collezioni e dai maggiori musei internazionali, proponendo come originale chiave di lettura dell’arte di Jeff Koons il concetto di “shine” (lucentezza) inteso come gioco di ambiguità tra splendore e bagliore, essere e apparire. Autore di opere entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di unire cultura alta e popolare, dai raffinati riferimenti alla storia dell’arte alle citazioni del mondo del consumismo, Jeff Koons trova nell’idea di “lucentezza” (shine) un principio chiave delle sue innovative sculture e installazioni che mirano a mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà ma anche il concetto stesso di opera d’arte. Le opere dell’artista americano pongono lo spettatore davanti a uno specchio in cui riflettersi e lo collocano al centro dell’ambiente che lo circonda. Come afferma lo stesso Koons: “Il lavoro dell’artista consiste in un gesto con l’obiettivo di mostrare alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta di creare un oggetto o un’immagine; tutto avviene nella relazione con lo spettatore. È qui che avviene l’arte”.

sabato 27 novembre 2021

Wine Trek a Montefiesole

 
Piccola gita fiorentina e ne approfitto per un fuori porta qui vicino in modo da poter fare anche un trekking. A circa 20 km dalla città, sulla sommità del colle di Montefiesole è immersa la Fattoria  Lavacchio. Prima facciamo il nostro semplice itinerario nelle campagne e tra i vigneti, riuscendo in qualche modo a schivare a tratti la pioggia che ci attacca soltanto sul finale degli undici chilometri. Anche se bagnati, ci attende la visita alla cantina che produce il docg Chianti Rufina (tra gli altri), olio, pane e salumi. L'azienda è biodinamica tra l'altro, non affatto semplice per un territorio così vasto e vario. La sua storia risale al 1700 r comunque già dal 1978 i proprietari sono stati pionieri del biologico, quando ancora era una pratica estremamente poco diffusa. Presente, all'interno della proprietà anche un cedro di 250 anni.

Album fotografico Wine Trek a Montefiesole 

Juventus 0 - Atalanta 1

 
Eh, l'ho vista così e così perchè mi ritrovo a Firenze. E forse è meglio così. Sembra meno pesante. Del resto, il risultato è questo perché non hai creato niente di importante. E poco conta se anche gli avversari non si sono rivelati pericolosi: hanno fatto la loro partita e te non li hai mai impensieriti. Succede quando pensi di controllare il gioco, fare un tiro e vincere di corto muso. Ma prima o poi lo capirà anche lui che il calcio è diverso? Non credo, perché ha sempre giocato (?) così. Amen 

giovedì 25 novembre 2021

Pieces Of A Woman (2020)

 
Regia: Kornél Mundruczó
Anno: 2020
Titolo originale: Pieces Of A Woman
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Innanzitutto i complimenti a Vanessa Kirby (con Shia LeBeouf) e all'audacia del regista per il lungo piano sequenza iniziale (oltre venti minuti) in cui la protagonista partorisce. Tra l'altro non so se fosse incinta veramente o dobbiamo ringraziare anche i maghi del trucco. Però ecco, come scena non mi ha detto nulla, anzi quella sezione più empatica e diretta del film che ci proietta dentro la vita della coppia è quella che ho trovato maggiormente noiosa. E con il senno di poi (inteso una volta terminato il film) pure fine a se stessa in quanto la pellicola dura più di due ore e quindi passa quel senso di appartenenza dello spettatore alle dinamiche relative alla nascita e in questo caso (SPOILER) della perdita di un figlio appena nato. Poi il film prosegue in una dramma di allontanamento e sofferenze, giuste, giustificate, comprensibili. Anche se purtroppo anche troppo ricercate con inserti all'interno della sceneggiatura che sterzano e divagano dal focus iniziale: al distaccamento emotivo della donna per il trauma subito ed alla, contrastante e maggiormente esplicita disperazione dell'uomo si aggiungono inutili tradimenti, ma soprattutto i diverbi madre figlia ed il difficile rapporto tra le due o addirittura le differenze di "classe" tra suocera e compagno. Senza che la regia ci faccia mancare una bella retorica, scontata, abusata e perbenista sul fatto che mai nessuna giustizia, penale o civile, potrà mai riaccendere la vita a chi l'ha persa. Grazie al cazzo. Per poi concludere, con un lieto fine carino che sistema tutte le cose. Incomprensioni che si risolvono, redenzioni che arrivano nei confronti di tutti, l'albero delle mele (finalmente colorato in contrasto con il grigiume spento della fotografia per il resto) che continua a dare frutti e quindi la vita che continua nonostante tutto. Grazie al cazzo di nuovo. Il risultato è che sono rimasto distaccato da tutto, seguendo la storia senza mai emozionarmi, nè con il virtuosismo iniziale nè con il proseguo che mischia il dramma per la perdita, i conflitti in famiglia ed addirittura un processo che si prende diversi minuti, ma come gran parte del film si svolge in maniera repentina. Molta sostanza, anche sapientemente snocciolata, ma anche auto compiacente.