sabato 28 giugno 2025

Paris, Texas (1984)

 
Regia: Wim Wenders
Anno: 1984
Titolo originale: Paris, Texas
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:

Oh, Paris, Texas. Una distesa di silenzio, polvere e malinconia. Un road movie che in realtà non ha nulla di avventuroso: è piuttosto un viaggio dentro un uomo scomparso da se stesso. Wim Wenders prende Harry Dean Stanton — volto scavato, occhi persi — e lo spedisce in un’America di motel, distributori di benzina e deserti infiniti. Ma non ci sono sparatorie, non c’è eroismo: solo una fuga che è una lenta resa dei conti.

Travis è un fantasma che riemerge dopo quattro anni di sparizione. All’inizio non parla, non mangia, cammina come un cane randagio. Ma piano piano ricomincia a riempire di senso le sue stesse tracce. Ritrova il fratello, prova a ricollegare i pezzi di una famiglia frantumata. E lì Wenders ci inchioda: con lo sguardo di un bambino che non sa chi sia suo padre e con la tensione costante di un uomo che forse non vuole, o non può, davvero tornare indietro.

È un film che sembra sospeso in una bolla di luce calda — merito della fotografia di Robby Müller, che regala agli orizzonti texani un’aura quasi mistica. E poi la colonna sonora di Ry Cooder, quel dobro che sfrigola nell’aria come un serpente: una musica che non accompagna, ma punge. Tutto è dolcemente straziante, anche quando non accade nulla. È cinema che si nutre di spazi vuoti, di conversazioni a metà, di sguardi riflessi in un vetro.

Il momento più devastante? Quella cabina erotica dove Travis — finalmente — parla. Racconta, guarda attraverso uno specchio, e noi capiamo che l’unico modo per riconciliarsi è sparire di nuovo. L’amore, in Paris, Texas, è un treno che passa una volta sola e lascia dietro di sé vagoni sventrati.

C’è una bellezza tremenda in questo film: la sensazione che a volte l’unico gesto di salvezza possibile sia non rovinare tutto un’altra volta. Non esiste perdono, non esiste ritorno: esiste solo la dignità di lasciare andare.

Non è un film per chi cerca risposte. È per chi accetta di restare nella polvere, senza bussola, con la speranza che almeno una parte di sé possa rinascere, da qualche parte, lontano da tutto.

Un cinema che oggi sembra quasi impensabile: lento, umile, pieno di silenzi che gridano. Eppure, proprio per questo, necessario.

 
Edizione: bluray e 4K
Ancora una superlativa edizione da parte di CG Enterteinment. Il progetto prevede una Limited Edition (ho la copia 828/1000) davvero succosa: disco 4K Ultra HD Dolby Vision + Blu-ray della versione restaurata, confezionati in un elegante Digipack con artwork realizzati appositamente per il 40° anniversario. La slipcover contiene custodia a libretto al cui interno alloggiano i due dischi ed i nomi dei partecipanti, oltre che una vera e propria chicca imperdibile: libretto di 78 pagine a colori pieno di fotografie esclusive dal set, interviste originali al cast e nuovi contributi testuali per celebrare degnamente l’opera Traccia audio in stereo DTS HD MA, ed i seguenti extra:
  • Commento audio 
  • Trailer
  •  Scene tagliate con commento (23 minuti) 
  • Chanel in conversation with Wim Wenders (4 minuti) 
  • Intervista a Wim Wenders del 2022 (49 minuti) 
  • Introduzione di Wim Wenders alla visione del film (3 minuti) 
  • Scena aggiuntiva in super8 (7 minuti) 


 

venerdì 27 giugno 2025

Satispay: addio cashback, ecco i punti

 

Non è un segreto: da anni Satispay si è fatta amare (e usare) da migliaia di persone grazie a quel magico rimborso chiamato Cashback. Piccoli sconti automatici per ogni pagamento, uno di quei dettagli che rendevano la spesa quotidiana meno indigesta — soprattutto a chi, come me, vive di caffè, colazioni al volo e pagamenti compulsivi. 

Ora però le cose cambiano: al Cashback si affianca (e in molti casi sostituisce) il nuovo programma Punti Satispay. L’idea è semplice: ogni euro speso ti regala un punto. A volte spunta pure un Moltiplicatore (non so voi, ma io sento già la vocina dentro di me gridare “Combo!”) e lì si raccolgono ancora più punti.

Una volta messi da parte abbastanza punti (si parte da mille per sbloccare l'utilizzo) — mica puoi campare di briciole — questi si trasformano in sconti reali sui tuoi prossimi acquisti. Lo fai dall’app, con un pulsante: attivi, paghi, lo sconto si materializza come per magia e ti ritrovi qualche euro in più sulla Disponibilità.

Non aspettatevi però di farci la spesa per un mese: non siamo nella favola del Cashback a pioggia. Qui i punti diventano uno sconto extra, ma solo se hai già disponibilità sufficiente a coprire l’intera spesa. Tradotto: se pensavi di pagare un gelato con i punti senza avere un euro sul conto, ripensaci.

In sintesi? È un piccolo upgrade per fidelizzare ancora di più chi usa Satispay ogni giorno. E se vi scappa di accumulare una montagna di punti, tanto meglio: ogni caffè, colazione o biglietto del cinema diventa un mattoncino per uno sconto futuro.

Insomma, il Cashback era bello, ma i Punti potrebbero anche avere senso, a patto di non farsi prendere in giro dai numeri: spendere di più per raccogliere più punti resta sempre un bell’autogol. Satispay lo sa, noi pure: occhi aperti e pollici pronti a cliccare solo quando serve.

Per i nostalgici del Cashback, resta un po’ di malinconia. Per i pratici, invece, un’occasione nuova di risparmiare qualche spicciolo — che, in tempi come questi, non è mai cosa da poco.

Ci si vede in coda, smartphone in mano, a caccia di sconti virtuali.


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giovedì 26 giugno 2025

Dream Theater - Awake

 

Autore: Dream Theater
Anno: 1994
Tracce: 11
Formato: CD 
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Non ricordo esattamente quando Awake è entrato nella mia collezione, ma so che è stato il secondo passo nel mondo Dream Theater, e che quel passo ha lasciato un’orma diversa da quella, più immediata e celebrativa, di Images and Words. Dove il primo sembrava un inno alla potenza virtuosa del prog metal, Awake mi è parso fin da subito più torbido, più introspettivo. Come se la band, pur mantenendo l’impianto tecnico da capogiro, avesse deciso di guardarsi dentro. E forse anche farsi un po' male.

E in effetti Awake è un disco nato sotto pressione: il successo enorme del disco precedente, i rapporti ormai incrinati con Kevin Moore, che lascerà la band poco dopo, e quella strana voglia di abbandonare i toni luminosi per infilarsi in qualcosa di più scuro, più crudo. Un suono che non a caso si avvicina molto di più all’heavy di inizio anni '90 che al metal neoclassico degli esordi.

Fin dalla prima traccia, “6:00”, la sensazione è chiara: si entra in un mondo più urbano, più graffiante, dove anche la voce di James LaBrie sembra avere un’urgenza nuova, più ruvida. Non c’è più il pathos etereo di “Surrounded” o l’epica di “Pull Me Under”: qui ci sono tastiere più asciutte, riff più secchi, e testi più ambigui, più esistenziali.

Kevin Moore, proprio lui, è l’anima tragica del disco. Il suo contributo alle atmosfere, ai testi, alla direzione “aliena” di certi pezzi è fondamentale. “Space-Dye Vest”, che chiude il disco, è tutta sua. Un addio, una confessione, un brano che sembra voler stare fuori dal resto dell’album e che invece lo completa in modo perfetto. Uno dei pezzi più emozionanti mai scritti dai DT. E anche uno dei più divisivi: c’è chi lo odia, io lo adoro.

Tra i picchi del disco, non posso non citare la trilogia oscura:

  • The Mirror” / “Lie” è un dittico potente, ruvido, quasi groove-metal in certi momenti.
  • Voices” è il cuore pulsante del disco: un viaggio psichedelico nella schizofrenia, nella perdita di identità, nella fede e nella follia.

La chitarra di Petrucci e la batteria di Portnoy sono sempre al limite del sovrumano, ma mai gratuite. Ogni passaggio, anche il più tecnico, è giustificato emotivamente. Awake è uno di quei dischi che non ti prende per mano, ma ti strattona dentro. Va ascoltato con attenzione, in un momento di veglia interiore. A occhi aperti, ma anche spalancati dentro.

Non è il mio album preferito dei Dream Theater, ma è probabilmente quello più necessario. Perché non cede al compiacimento, non rincorre il pubblico, non strizza l’occhio al prog tradizionale. È una frattura. Un disco che non vuole essere bello, ma vero.


Tracklist ufficiale (edizione standard):

  1. 6:00
  2. Caught in a Web
  3. Innocence Faded
  4. A Mind Beside Itself:
     – I. Erotomania
     – II. Voices
     – III. The Silent Man
  5. The Mirror
  6. Lie
  7. Lifting Shadows Off a Dream
  8. Scarred
  9. Space-Dye Vest



mercoledì 25 giugno 2025

Pirati



J

Sarei dovuto stare molto attento

Schivare quel soffio di vento

Mirando lontano a lungo

Il mare profondo


Che canta segreti sommessi

Tra gorghi di sogni compressi

Avrei dovuto capirlo in tempo

Che il cuore non segue il buon senso


Ma ascolta sirene di sale

Che intessono trame fatali

E adesso naufrago stanco

Nel silenzio del blu più franco

L

Avrei dovuto fare attenzione 

A quel soffio di vento letale 

Guardando a lungo la perdizione 

In quel divenire di nuvole e sole 


E nella voce segreta sommersa 

Dei gorghi sognanti in riflessi 

La mente avrei data dispersa

E libertà ai sogni repressi


Adesso naufrago stanco 

Nelle braccia di sirene salate 

Il ricordo mi appare bianco 

Ricciolo delle  onde amate

La truffa del CUP

 

📲 "La preghiamo di contattare con urgenza i nostri Uffici C.U.P..."

…e invece ti fregano: il ritorno dello smishing sanitario

L’Italia è il paese dove tutti si improvvisano esperti di sanità, ma stavolta tocca davvero diventarlo per non farsi fregare. Giorni fa ricevo un SMS apparentemente innocuo, firmato C.U.P. info – il Centro Unico di Prenotazione, per chi non bazzica tra esami, visite e ticket. Testuale:

“La preghiamo di contattare con urgenza i nostri Uffici C.U.P. al seguente numero 899021262 per importanti comunicazioni che la riguardano.”

Ora… se il tuo sesto senso è ancora attaccato alla spina, qualcosa dovrebbe scattare. Il tono, il numero 899 (ovvero: sovrapprezzo assicurato), l’urgenza ficcata dentro come uno specchietto per le allodole. Spoiler: è una truffa bella e buona.


📛 C.U.P. sì, ma quello delle fregature

Non è la prima volta che si gioca sulla credibilità degli enti sanitari per far abboccare le persone. Negli ultimi mesi diversi utenti, soprattutto in regioni come Calabria e Sicilia, hanno ricevuto messaggi molto simili, con numeri a pagamento come il già citato 899021262. Basta richiamare, e ti svuotano il credito. Letteralmente.

In alcuni casi la chiamata dura trenta secondi e ti costa 3 euro. In altri, una vocina ti mette in attesa per “passarti l’operatore” e nel frattempo il tuo credito evapora. E no, non c’è alcun operatore.

La ASP di Messina, ad esempio, è dovuta intervenire con un comunicato ufficiale, invitando i cittadini a non chiamare questi numeri e a non fidarsi di messaggi che non provengono da fonti istituzionali. Stessa cosa in Calabria, dove anche la Regione ha parlato apertamente di tentativi di smishing.


📉 Smishing: il phishing via SMS

Questa truffa rientra nella categoria dello smishing, ovvero phishing fatto via SMS. Non serve cliccare un link per finire nei guai: basta rispondere, o peggio, chiamare il numero indicato.

Il meccanismo è semplice e infame:

  • ti scrivono fingendo di essere un ente pubblico (CUP, ASL, Inps…)
  • usano toni preoccupanti o ufficiali
  • ti spingono a fare qualcosa di impulsivo (richiamare un numero a pagamento, fornire dati personali, cliccare un link)

A cadere nella rete sono spesso le persone anziane o chi è in attesa reale di una comunicazione medica.


📌 Esperienze reali: "mi hanno ciucciato 12 euro in due minuti"

Sul sito Tellows, che raccoglie segnalazioni su numeri sospetti, il numero 899021262 è stato segnalato da decine di utenti. Alcune testimonianze fanno rabbrividire:

  • “Ho richiamato per sbaglio, in trenta secondi mi hanno ciucciato 3 euro.”
  • “Una voce mi ha messo in attesa, poi nulla. Ma nel frattempo addio credito: 12 euro evaporati.”
  • “Sembrava vero, parlavano di urgenza sanitaria. Ma per fortuna ho verificato prima.”

La truffa colpisce soprattutto chi ha ancora credito residuo su SIM prepagate, spesso i più anziani o chi usa telefoni vecchi senza app di filtro.


🚨 Come riconoscerla subito

Ecco i segnali d’allarme:

  • Numero che inizia per 899 = tariffa speciale, molto costosa
  • Urgente / importante / comunicazioni riservate = classica tecnica per aggirare la razionalità
  • Nessuna firma ufficiale (niente loghi, niente link istituzionali)
  • Non stai aspettando nessuna chiamata sanitaria? Allora perché dovrebbero contattarti così?

Ricorda: i veri CUP e ASL non usano SMS con numeri a pagamento, e non ti chiedono mai di richiamare numeri non verificabili.


🛡️ Cosa fare (e cosa non fare)

NON fare:

  • Non chiamare mai numeri che iniziano per 899, 892 o 894 senza prima controllare cosa sono.
  • Non fornire dati personali via SMS.
  • Non cliccare link da numeri sconosciuti.

DA fare:

  • Blocca il numero.
  • Segnala l’SMS come spam.
  • Avvisa i tuoi familiari, soprattutto i meno digitali.
  • Se hai chiamato, verifica il credito residuo e contatta il tuo gestore.
  • Per truffe gravi, puoi fare segnalazione alla Polizia Postale (www.commissariatodips.it).

📍 Morale della favola

Non tutto ciò che arriva col tono dell’autorità è realmente autorevole. E non tutto ciò che si finge “C.U.P.” è degno di fiducia: a volte è solo una sigla che vuol dire "Ci Uccidono il Portafoglio".

Se anche tu hai ricevuto questo SMS, non ti vergognare: segnalarlo può aiutare altri a non cadere nello stesso tranello.

E intanto, teniamoci il nostro sesto senso ben allenato. A quanto pare è ancora l’antivirus migliore che abbiamo.




Riusciranno I Nostri Eroi A Ritrovare L' Amico Misteriosamente Scomparso In Africa? (1968)

 
Regia: Ettore Scola
Anno: 1968
Titolo originale:  Riusciranno I Nostri Eroi A Ritrovare L' Amico Misteriosamente Scomparso In Africa?
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.9)
Pagina di I Check Movies
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Film:

Questo film dal lunghissimo titolo è una commedia che sa di polvere, di sole che cuoce le lamiere e di un’Italia che ancora aveva voglia di perdersi per ritrovarsi. Un titolo chilometrico per un film che – guarda caso – chilometrico lo è davvero: più di due ore e mezza, un formato che oggi ti farebbe chiudere il player al minuto 40. Ma se si resiste, il viaggio merita la fatica.

Il protagonista è Alberto Sordi, qui in modalità imprenditore cinico ma in fondo umano, che parte per l’Africa alla ricerca del cognato scomparso (Nino Manfredi, in stato di grazia). Lo segue l’impiegato fedele e sfigato (Bernard Blier, francese innestato perfettamente nella commedia italiana), ed è subito safari psicologico tra capanne, missioni, indigeni veri e altri visti solo col filtro coloniale.

Il film è figlio del suo tempo, e questo è il suo pregio e il suo limite: una fotografia che gioca con la luce naturale, una sceneggiatura che prende il suo tempo (a volte troppo), e un umorismo che oggi risulterebbe quasi antropologico. Ma è anche un film che osa, che esce dai confini urbani e provinciali per andare a cercare l’avventura, quella con la A maiuscola, anche se poi la trova un po’ per caso, tra una disillusione e un tramonto.

Visto appena dopo Cuore di tenebra di Conrad, è impossibile non notare l’eco: il viaggio nel cuore dell’Africa come viaggio interiore, il personaggio scomparso che si fa leggenda, il protagonista che cambia (o almeno si incrina) durante il tragitto. Certo, qui tutto è più scanzonato, più italiano, più caciara. Ma la traccia c’è. E ti resta dentro.

Alla fine, Riusciranno i nostri eroi... è una commedia filosofica in incognito, mascherata da film di evasione. Ti fa ridere, ti fa riflettere, e a tratti ti lascia lì, nella savana dei tuoi pensieri. Un film d’altri tempi, sì. Ma anche di quelli in cui, forse, ci si perdeva con più onestà.


Edizione: DVD
Semplice edizione in DVD con traccia italiana in multicnaale ed i seguenti extra:
  • Presentazione
  • 2 schede didascaliche