domenica 30 novembre 2025

Trekking e tramonto a Talamone

 
Un trekking a Talamone e nel Parco della Maremma è veramente una bella idea. Ma diventa splendida quando capisci che puoi incastrarci il tramonto. Con Lety partiamo nel primo pomeriggio verso Talamone e dal parcheggio alla vecchia cisterna romana iniziamo il nostro trekking seguendo il percorso T1. Un po' di salita e ci accomodiamo subito su alcuni affacci dall'alto. Abbiamo l'arcipelago Toscano con il Giglio e Montecristo proprio di fronte a noi, ma anche Argentario da una parte ed il nostro promontorio di Piombino dall'altra. Il nostro anello nel bosco di macchia mediterranea ci fa toccare Punta del Corvo ed arriviamo vicino alla spiaggia delle Cannelle. Ci godiamo totalmente il sole che si abbassa dietro l'orizzonte con il mare placido che inizia a diventare più scuro, come il cielo. Torniamo al punto di partenza con l'ausilio delle frontali, per concludere al buio una giornata bellissima.

Album fotografico Trekking a Talamone 

sabato 29 novembre 2025

Autopsy (2016) - Seconda Visione

 
Regia: André Ovredal
Anno: 2016
Titolo originale: The Autopsy Of Jane Doe
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
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Avete presente la vecchiaia? I vuoti di memoria? Ho guardato Autopsy, me lo sono goduto ed ho pure scritto la bozza della recensione. Poi vado ad inserire i link riguardanti IMDB e I Check Movies e noto che... Lo avevo già visto. Non solo: lo avevo pure già recensito. Non solo: ho pure la versione in bluray!!!! Non solo: lo ho visto appena quattro fa! Mi devo preoccupare? Boh, roba da matti. E no, non si tratta di un remake. Ma proprio di quello, unico ed originale. Vabbeh ormai ho perso tempo a scrivere la nuova recensione quindi la infilo, me la son fatta pure impaginare e strutturare da VIKI:
 
 

​Se siete appassionati di horror, avrete sicuramente sentito parlare di Autopsy (The Autopsy of Jane Doe) come di un piccolo miracolo del genere, circondato da un’acclamazione che crea aspettative altissime. Faccio spesso affidamento per consigli a youtuber o gruppi facebook sugli argomenti che mi interessao. Forse è proprio questo il problema principale, perché Autopsy non è un brutto film, tutt'altro, ma finisce per scontrarsi con l'hype eccessivo che lo precede. Dal punto di vista tecnico, infatti, ci troviamo di fronte a un prodotto confezionato con una cura quasi maniacale, dove il regista André Øvredal dimostra di saper gestire perfettamente i ritmi, costruendo la narrazione senza fretta e supportato dalle ottime interpretazioni di Brian Cox ed Emile Hirsch.

​Un grande plauso va sicuramente alla fotografia ben fatta, nitida e fredda, e agli effetti prostetici di altissimo livello che rendono le sequenze dell’esame medico incredibilmente verosimili. Le immagini sono forti, su questo non si discute: la crudezza della carne e l'atto chirurgico sono mostrati senza filtri e con grande maestria. Tuttavia, onestamente mi aspettavo di più. Nonostante la qualità visiva indiscutibile, quella a cui assistiamo è, alla fine dei conti, “solo” un’autopsia.

​Il film si basa su un macabro molto statico che colpisce lo stomaco per il realismo clinico, ma fallisce nel penetrare davvero sotto la pelle dello spettatore. Non c'è alcuna violenza, non c'è ansia o terrore vero. Manca quella sensazione di pericolo imminente o di adrenalina che ti fa stringere i braccioli della sedia; l'inquietudine rimane superficiale, quasi asettica come l'ambientazione stessa. In conclusione, siamo di fronte a un horror elegante e visivamente appagante, ma se cercate il capolavoro terrificante di cui tutti parlano, potreste rimanere delusi da un’esperienza che, pur essendo cruda, non fa davvero paura.

After The Hunt - Dopo La Caccia (2025)

 The characters are superimposed over an abstract shape.
Regia: Luca Guadagnino
Anno: 2025
Titolo originale: After The Hunt
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies
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After the Hunt è uno di quei film che, se lo guardi stanco, rischi di affondare come in una palude di seta: tutto lento, tutto rarefatto, tutto così controllato che ti viene voglia di scuoterlo per vedere se accelera. Guadagnino qui non corre, non strizza l’occhio allo spettatore, non semplifica. Si prende il suo tempo — anzi, se lo prende con un certo sadismo — e ti invita a seguirlo in un territorio dove conta più ciò che viene detto che ciò che accade.

Il cuore del film sono i dialoghi: colti, densi, quasi letterari. Niente frasi da meme, niente battutine a effetto. Qui si parla davvero, si ragiona, si affonda nei concetti come si affonderebbe in un whisky torbato. È cinema che vuole farti sentire il peso delle parole, la responsabilità dei significati, la complessità delle relazioni che non si risolvono con uno sguardo e un taglio rapido di montaggio. È affascinante, ma anche sfidante: seguirli non è banale e ogni tanto ti ritrovi a pensare “ok, ho perso un pezzo per strada”. Però è un film che non ti tratta da scemo, e questo è già un mezzo lusso.

Guadagnino sembra quasi voler fare un passo di lato rispetto a certi suoi lavori più sensoriali e immediati. Qui punta tutto su tensioni sottili: i silenzi che tagliano, gli sguardi che non spiegano nulla, i personaggi che si muovono con la stessa lentezza con cui maturano i pensieri. A livello narrativo può sembrare un film statico, ma sotto questa calma glaciale ribolle tutto: ambizioni, colpe, desideri repressi, quella nebbia morale che il regista ama raccontare da anni.

Il problema — se vogliamo chiamarlo così — è che questa raffinatezza ha un prezzo. La lentezza è davvero disarmante. Non è contemplazione, è proprio rallentamento strutturale. Guadagnino ti chiede di restare lì, di ascoltare, di pensare, di respirare alla velocità che decide lui. E o ci stai, o ti irriti. Semplice. Forse addirittura i dialoghi sono anche volutamente sovrastati da musica o rumori di sottofondo, per dare un senso discorsivo che va anche a perdersi nella quotidianità della situazione.

Eppure After the Hunt ha un fascino strano, magnetico. È uno di quei film che ti resta attaccato non per ciò che accade, ma per ciò che suggerisce. Un’opera che non ti accompagna: ti sfida. E nella sua ostinazione a non essere dozzinale, a non banalizzare il pensiero, trova la sua identità più forte.

Non è il Guadagnino più immediato, né quello più emozionale. Ma è sicuramente quello più intellettuale, più cerebrale, più “da prendere con calma o lasciar perdere”. E se riesci a superare la barriera della sua lentezza, dietro c’è un film che parla con una voce profonda, severa e ricca. Un film che non ti intrattiene: ti interroga. E, volendo, ti scava pure un po’ dentro. Provocatorio ed estremamente attuale. Almeno per quanto riguarda una fetta importante di certa borghesia. 

venerdì 28 novembre 2025

Aggiornamento Oxygenos 14.0.0.1902 (LE2123)

 

OnePlus 9 Pro: altro giro, altro mini-update

Il caro vecchio OnePlus 9 Pro non smette di ricevere attenzioni. Stavolta arriva la versione LE2123_14.0.0.1902, un aggiornamento microscopico da 10,55 MB che fa esattamente quello che ci si aspetta da un pacchetto così leggero: mettere qualche pezza e tirare a lucido l’OxygenOS 14.

La nota ufficiale è la solita poesia minimalista:
“Improves system stability and performance.”
Tradotto: qualche ottimizzazione qua e là, nessuna novità visibile, zero effetti speciali. Però il gesto conta, soprattutto per un modello che potrebbe tranquillamente essere lasciato a sé stesso — e invece no, continua a ricevere cure regolari.

È il classico aggiornamento “non cambia nulla ma forse sì”, quello che installi in 30 secondi, riavvii, e non noti niente… ma una settimana dopo ti rendi conto che tutto gira un filo più fluido. E va bene così.

In un mondo di smartphone che invecchiano alla velocità della luce, il 9 Pro continua a fare la sua porca figura. Anche con update da dieci mega scarsi.




Guns N' Roses - The Spaghetti Incident?


 
Artista: Guns N' Roses
Anno: 1993
Numero tracce: 12
Acquista su Amazon

C’è una sorta di magia proibita nelle cover. Per molti di noi, c'è quel brivido sottile nello scoprire una canzone che suona familiare e nuova allo stesso tempo, o addirittura—eresia per i puristi—nell’innamorarsi di una versione rifatta prima ancora di sapere che esistesse un originale.

​Se anche voi fate parte di quella schiera di ascoltatori che amano fare "archeologia musicale" al contrario, partendo dal remake per arrivare alla fonte, "The Spaghetti Incident?" dei Guns N' Roses non è solo un album: è una mappa del tesoro. E pensate a quel piccolo Jack di metà anni 90 che non aveva a disposizione il web. Quello che oggi facciamo in dieci secondi, poteva essere fatto in dieci mesi. E non scherzo. 

​Un ritorno alle origini nel momento dell'addio

​Uscito nel 1993, questo disco è spesso ricordato come il canto del cigno della formazione storica (o quasi) della band, un ultimo respiro caotico prima dello scioglimento di fatto. Ma liquidarlo così sarebbe un errore.

​Dopo la grandiosità orchestrale, a tratti eccessiva, dei due (prima o poi prenderò forza e coraggio per scriverci due righe) Use Your Illusion , Axl e soci sentirono il bisogno fisiologico di tornare nel garage. Di spogliarsi delle sezioni fiati, dei pianoforti a coda e delle produzioni hollywoodiane per tornare a sudare su amplificatori scassati.

"The Spaghetti Incident?" è, nella sua essenza, una lettera d'amore. È la compilation che un amico ti registrerebbe su una cassetta per dirti: "Ehi, ecco cos'eravamo noi prima di diventare le rockstar più famose del pianeta".

​Il suono: Sporco, Cattivo e Onesto

​La bellezza di questo album risiede nella sua immediatezza. Non c'è la ricerca della perfezione; c'è la ricerca dell'attitudine. Il sound è grezzo, urgente, un ibrido strano e affascinante tra il punk rock del '77 e il glam rock più sguaiato.

È un disco che puzza di birra versata sul pavimento e di sigarette spente male. Ed è proprio per questo che funziona.


​I Guns qui non cercano di "migliorare" gli originali. Cercano di appropriarsene. Prendono brani dei The Damned, UK Subs, New York Dolls o The Stooges e li suonano con la ferocia di chi sa che, sotto sotto, è ancora una street band di Los Angeles. La voce di Axl Rose qui è diversa: meno acuti striduli, più toni bassi, quasi a voler emulare i crooner del punk britannico.

​Il fascino della scoperta

​Per chi ama le cover, questo album è un parco giochi. La cosa meravigliosa di The Spaghetti Incident? è che ha funto da apripista su altri generi per un'intera generazione.

​Quanti ragazzini negli anni '90 hanno scoperto l'esistenza di Iggy Pop o dei T.Rex solo perché hanno comprato questo disco? È qui che l'album trionfa: ti prende per mano con il sound familiare dei Guns N' Roses e ti accompagna nei vicoli bui della storia del rock, presentandoti band che magari non avresti mai cercato da solo.

​È l'esempio perfetto di come una cover ben fatta non debba per forza superare l'originale, ma debba dialogare con esso. Ascolti i Guns, ti esalti, e poi corri a cercare la versione originale, scoprendo un mondo nuovo.

​Conclusione: Un party album sottovalutato

​A distanza di decenni, questo lavoro si è scrollato di dosso le critiche feroci dell'epoca. Non è un album intellettuale, non è un concept album. È un party album nel senso più nobile del termine.

​È un disco da mettere su quando si ha voglia di energia pura, senza troppi fronzoli. Per chi ama le reinterpretazioni, è una testimonianza vitale di come una band all'apice del successo decida di guardarsi indietro, non con nostalgia, ma con rispetto rabbioso verso i propri maestri.

​Se amate le cover, questo è un capitolo imprescindibile: un caos organizzato che vi farà venir voglia di imbracciare una chitarra, o quantomeno di andare a scavare nei vecchi vinili dei vostri genitori.


martedì 25 novembre 2025

Bodo/Glimt 2 - Juventus 3

 
Abbiamo rasentato la vergogna. Anzi, nel primo tempo ci siamo proprio tuffati al suo interno senza ritegno. Causa altri impegni decisamente più importanti non ho visto le ultime partite con in panchina Spalletti, ma non è cambiato proprio niente. I risultati li conosco quindi non immaginavo affatto un cambio di marcia, ma qualcosa in più almeno come verve. Per fortuna l'abbiamo ribaltata nel secondo tempo, anche se con una squadra che fino a ieri neanche esisteva in campo internazionale sarebbe stato importante segnare diverse reti. Invece nulla. Tutto abbastanza grigio. Compreso il vantaggio per 2 a 1 senza affondare e concretizzare fino a farci recuperare con un rigore da conati... Per fortuna la chiudiamo nel finale. Con fatica. Troppa contro una squadra più difficile da pronunciare che da giocare.